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Dopo almeno quattro anni di richieste da parte di numerosi Comitati di quartiere e Comitati pendolari, il Comune di Roma ha trovato tempo e modo per avviare una prima organica riunione pubblica sul tema delle nuove stazioni da costruire sulla nostra ferrovia Roma Lido.

Pur non dimenticando le molte opere promesse e addirittura i cantieri aperti sulla linea e poi bloccati, come quelli per la nuova stazione di Acilia Sud-Dragona e per il nuovo fabbricato viaggiatori di Tor di Valle, i Comitati esprimo soddisfazione per questo primo tentativo di riprendere in mano il filo rosso che porta alla piena realizzazione di due Convenzioni urbanistiche, scomparse da anni nei meandri della burocrazia capitolina, tra le cui opere accessorie alle mere e pure “case” v’erano nuove stazioni per i nuovi quartieri attraversati dalla Roma Lido, spesso ampiamente pubblicizzate dai costruttori e dai venditori immobiliari come “metropolitana”.

Le commissioni LLPP, Mobilità e Urbanistica di Roma Capitale si sono finalmente incontrate l’otto agosto 2018, al Dipartimento PAU all’EUR per parlare di progetti di nuove stazioni a Torrino-Sud, a Mezzocammino ed a Giardino di Roma (in seduta talvolta chiamata “Malafede” e talvolta “Caltagirone”), reclamate dai cittadini del IX e X municipio, delle quali si erano perse le tracce da circa quattro anni.

Tralasciando fantasiosi e inattuali scenari futuri sulla trasformazione della Roma Lido in Metro E, o di passaggio dei treni della Metro B/1 sui binari fino a Ostia, o di sfioccamenti da Acilia-Dragona verso Fiera di Roma e Aeroporto di Fiumicino, e scordando di aver sentito tecnici ATAC parlare con convinzione della “fattibilità” di eventuali ulteriori stazioni a Oceani-Decima, scordandosi di non aver più risposte nuove da dare sul mancato pagamento alle imprese appaltatrici delle fatture per i lavori fermi da 12 mesi a Tor di Valle, il lodevole intento dell’Amministrazione è infatti quello di riprendere il filo della situazione.

Gli interventi si sono concentrati sulle uniche due opere “fattibili”, perché in qualche modo previste, progettate preliminarmente oggetto anche di Conferenze dei servizi e, in parte, finanziabili con fondi disponibili (pubblici o derivanti da oneri a scomputo), che sono la stazione di Mezzocammino (via di Trasfusa) con relativo parcheggio e quella di Giardino di Roma (via Erminio Macario ang. Via di Fiumalbo) il cui parcheggio invece c’è già da anni, completo e illuminato anche di notte, con tanto di strisce di posteggio, a testimonianza dell’alto livello di scoordinamento che gli uffici comunali hanno garantito alle opere pubbliche che non fossero di diretto interesse dei “palazzinari”.

Per la prima stazione, la Conferenza dei servizi si è conclusa nel 2014; mancherebbe una variazione urbanistica su una parte dell’area destinata a parcheggio, che è prevista dal PRG come destinata a “servizi privati” e non “pubblici”. Sull’area di parcheggio insite inoltre una proposta di progetto di costruzioni in housing sociale, bocciato dall’Assessore urbanistica Montanari già nel 2017, ma di cui non si è compreso se sia stato formalmente e definitivamente archiviato dagli uffici.   I terreni del parcheggio sarebbero di proprietà del Proponente l’intervento in housing sociale e andrebbe pertanto espropriato, coi relativi oneri economici, che non sono stati quantificati in seduto e che non fanno parte di quelli disponibili, da parte del Consorzio Mezzocammino, per la realizzazione della stazione. In pratica, per avere il parcheggio andrebbe realizzato un esproprio dell’area e cambiata la destinazione a parcheggio.   Alla luce dell’infelice progettazione delle opere accessorie alla nuova stazione di Acilia Sud., come Comitati osserviamo che la questione del parcheggio non può e non deve essere l’alibi per non arrivare rapidamente alla conclusione e approvazione di un progetto “esecutivo” della stazione sulla R.L., finanziabile coi fondi degli oneri urbanistici a scomputo, accantonati dal Consorzio e oggetto di specifiche polizze fidejussorie citate in riunione.

Per Giardino di Roma, sia la stazione che i parcheggi sono previsti dal PRG ma la Conferenza dei servizi, avviata nel 2014 non si è mai chiusa perché c’è stato un parere negativo da parte della Ministero dei Beni Culturali per un vincolo archeologico che, si badi bene, non riguarda minimamente l’area del parcheggio (già realizzato come sopra accennato) e men che meno l’area ferroviaria su cui verrà costruita la stazione.

Si tratta di due comparti al di là della ferrovie, tra questa e l’Ostiense, in una zona dove ci sono già altre attività commerciali, ma che i proprietari dei terreni ritengono, per loro interesse, non essere conveniente edificare, come previsto nei progetti, per attività commerciali. Sul vincolo MiBAC, che interessa sono una parte minima di tali aree, è stato presentato ricorso al TAR e poi in appello al Consiglio di Stato da parte dei proponenti, perché vorrebbero avere le aree totalmente svincolate e trasformate in edilizia residenziale.

(Ndr. – Tra il passaggio dei treni sulla ferrovia e il traffico caotico dell’Ostiense in una palazzina costruita al posto di un magazzino la maggior parte dei membri dei Comitati non andrebbe a viverci!)

Per entrambi i progetti si cercherà di approfondire l’aspetto urbanistico soprattutto per valutare l’effettiva necessità dell’intervento da parte dei costruttori, che apporterebbero ulteriore edificazione in un territorio già  saturo.

Soprattutto il X Municipio ha già pagato pesantemente il prezzo della cementificazione; presenta una forte domanda di infrastrutture e non ha necessità di ulteriore residenzialità.

L’idea di legare la costruzione della nuova stazione di Giardino di Roma ad ulteriore cubature residenziali, per motivi che in seduta nessuno è stato in grado di chiarire, ai Comitati non pare perseguibile  e difficilmente recepibile  dal territorio.   In seduta è emersa la proposta di valutare se la realizzazione di queste stazioni  debba essere necessariamente vincolata alla richieste dei soggetti proponenti, oppure  possa essere realizzata a prescindere, verificando le risorse economiche comunali o regionali disponibili, considerato che parte degli oneri concessori sono stati  già versati nelle casse del Comune di Roma (circa 1 mln euro per Gardino di Roma).

Il locale Comitato di Quartiere chiede alle istituzioni di adoperarsi affinché sia realizzato quanto previsto dal PRG.

In chiusura il Coordinamento dei Comitati Entroterra ha ribadito ai membri delle commissioni ed ai consiglieri del X Municipio presenti, anche se della sola opposizione, che il territorio del X Municipio, in particolare l’entroterra, è già al collasso e che non necessita di ulteriori edificazioni, bensì di potenziare i servizi ed i  trasporti pubblici. Per quanto riguarda la linea Roma Lido,  è importante guardare ai progetti futuri, nuove stazioni e varianti per nuovi collegamenti,  ma invita soprattutto a portare a compimento quelli in corso d’opera, come nel caso di Acilia Dragona, per i quali non sono ancora chiari tempi di realizzazione.

 

 

 

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Data: 26 luglio 2018

 Luogo: Assessorato alla Mobilità, via Capitan Bavastro

 Presenti:

Per il Comune

Massimiliano Gallotta (Segreteria della III Commissione mobilità a presidenza Enrico Stefano)

Gianluca Londei (Segreteria Assessore Linda Meleo)

Luca Cerimele (Segreteria Assessore Linda Meleo)

Per ATAC S.p.A.

Giovanni Battista Nicastro (Direttore di esercizio della Roma Lido e della altre due ferrovie ex concesse), Gianluca Naso

Per il Comitato Pendolari

Annibaldis, Spigai, Messina, Tortorelli

Odg:

  • Piano investimenti privati a compensazione del Costo di costruzione per acquisto di nuovo materiale rotabile destinato alla Roma Lido;
  • programma di manutenzione materiale rotabile MA200 in uso alla linea e spostamento 3 treni CAF300 da Metro B;
  • stima fabbisogno treni per esercitare il Programma di esercizio pubblicizzato sulla stampa, con corse a 7 minuti per Ostia ed a 4 per Acilia, come previsto dal progetto Stadio della Roma;
  • copertura degli oneri economici indiretti a carico di Roma Captale/Regione Lazio, in conto Contratto di servizio, derivanti dall’aumento previsto nelle percorrenze dei treni;
  • potenziamento del personale viaggiante necessario alla copertura integrale dei turni, anche in periodi festivi/estivi e, soprattutto, nelle serate degli eventi;
  • situazione investimenti di fonte Regionale (c.d.180 milioni di euro);
  • situazione e progetti di potenziamento dei percorsi ciclo pedonali di adduzione dei passeggeri per le due stazioni, di competenza del Comune;
  • necessità di nuovi accessi e impianti di sollevamento nella stazione di Tor di Valle per assorbire gli spettatori in uscita dalle partite e dagli eventi;
  • stato dei parcheggi aperti od apribili lungo la linea come parcheggi di scambio auto/treno per scoraggiare l’arrivo in auto allo stadio lungo la via del Mare (tra cui il vecchio parcheggio di Acilia);
  • situazione della dotazione di servizi igienici, addetti di stazione, vigilanza, pulizia e biglietterie in linea;
  • Rimozione carcasse bici stazione Porta S Paolo e Regolamento stazionamento bici;
  • Stato avanzamento lavori per opere accessorie stazione di Acilia Sud- Dragona.

In apertura il Comitato ha fortemente stigmatizzato la latitanza dell’Assessorato Comunale alla Città in movimento nel corso degli ultimi 13 mesi, durante i quali il Comitato ha reiterato con frequenza quindicinale la richiesta di incontro con l’assessora e/o con il suo staff per discutere della situazione di Tor di Valle con l’impatto del progetto del Business Park a Tor di Valle (il c.d. Stadio della Roma) e della situazione treni, stazioni ed opere complementari. Tale latitanza è stata ritenuta ingiustificabile, visto il tempo lunghissimo passato ad attendere la convocazione, ed è ritenuto in particolare dal Comitato come una dimostrazione di scarsa democrazia da parte del Comune, di opacità e di rifiuto di partecipazione.

A Londei è toccato portare le scuse di rito per il comportamento del Comune, scusandosi per i 13 mesi di attesa, ma non spiegando i motivi di tale comportamento, ed assicurando che l’incontro odierno costituiva un’inversione di tendenza e una nuova disponibilità al confronto. Asserisce che inizia un nuovo percorso con i comitati pendolari, che deve essere permanente e aperto, le proposte che arriveranno saranno oggetto di grande attenzione. Il Comitato si è riservato di valutare la veridicità delle affermazioni.

Poi si è passati ai temi all’ordine del giorno.

Londei ha riferito che ci sono 4 CAF in manutenzione ordinaria e straordinaria in deposito. Ammette che le MA200 ad oggi sono inaffidabili.

  • Programma manutenzione MA200 e spostamento 3 treni CAF300 sulla Lido.

Nicastro ha sostenuto che ATAC in quanto gestori sarebbe ben contenta di ottenere dalla Regione o dal Comune nuovo materiale rotabile, ma la scelta di stornare eventuali tre treni della classe CAF400 dalla Metro B/B1 è di livello politico, dipende dal Comune. Il costo del trasferimento ed adattamento sarebbe circa 100.000 euro per treno.

Gli MA200 rimasti ora sono dei 10 che furono assegnati alla Roma Lido dal deposito Anagnina in cui marcivano da anni, sono solo 7, perché uno non ha, né avrà (contrariamente a quanto promesso due anni fa dalla Regione Lazio) l’aria condizionata ed è in manutenzione ordinaria.

Secondo Nicastro gli MA200 dureranno altri 3-5 anni come traghettamento fino al rinnovamento della flotta e  sarebbe inutile rewampizzare questi materiali. L’obiettivo concordato con la Regione è mantenerli in sicurezza fino ad arrivo nuova flotta.

Fino al 31 luglio circolerà l’ultima delle rotabili MA100 (c.d. Freccia del Mare), che era in funzione fin dai primi anni ’80 sulla Metro A (Cinecittà-Ottaviano) poi finirà il servizio.

Il Comitato ha riepilogato lo stato della flotta sulla R.L. negli ultimi due anni: partendo da una situazione teorica di “magazzino” di 5+3 Caf 300, 10 MA200, 4 MR500 Fiat e 3 MA100, oggi ATAC disporrebbe si 8 CAF (con due anni di vita e migliaia di chilometri in più) + 7+1 MA200. Da due anni a oggi s’è passati da teorici 25 a effettivi 16.

ATAC ha ammesso che i dati sulla domanda di mobilità sulla Roma Lido è già oggi, senza ulteriori urbanizzazioni e costruzioni, doppia rispetto all’offerta odierna.

Qualora proseguisse l’inopportuno progetto di cementificazione dell’ansa del Tevere a Tor di Valle, per assicurare le frequenze, annunciate a Maggio/Giugno 2017 dall’Assessore Meleo in contemporanea con la manovra di approvazione della Delibera sullo “Stadio” da parte della Maggioranza capitolina, la stima del fabbisogno di treni è la seguente.

  • Stima del fabbisogno per 7 minuti fino ad Ostia e 4 fino di Acilia

Nicastro ha affermato che servono 13 treni per garantire la frequenza a 7 minuti per Ostia, considerando che i convogli hanno un “giro treno” (Ostia-Roma-Ostia) di circa 90 minuti, mentre per garantire il giro treno tra Acilia e Porta S. Paolo ci vogliono circa 35 minuti e servono ulteriori 9 treni. Per un totale di 22 treni.

Le 4 sottostazioni terminate nel 2014 sono finalmente allacciate alla rete elettrica cittadina e sono attive! Queste sottostazioni però reggono 12 treni, ovvero una frequenza di 7,5 minuti. Per avere frequenze migliori quindi saranno necessarie ulteriori sottostazioni.

Gallotta sostiene che serve un tavolo permanente fra Regione e Comune sul tema Roma Lido.

ATAC aggiunge che la priorità degli investimenti sono i treni, poi l’armamento e lo scartamento, quindi lo stazionamento: oggi la capacità di stazionamento è di 7 treni a Porta S.Paolo, 6 a Cristoforo Colombo e 3 a Lido Centro, per un totale di 16, perciò servono anche nuovi stazionamenti.

  • Parentesi sulla Giardinetti

Per sottolineare la scarsa capacità di collaborazione tra le maggioranze politiche in Comune e in Regione sulle questioni condivise, il Comitato pone l’esempio della Roma Giardinetti, su cui apparentemente tutti i soggetti (istituzionali e gestionali ed anche i Comitati pendolari interessati) sono d’accordo che va rapidamente ceduta dalla Regione al Comune per farne una linea tranviaria, ma per ora non si va oltre le chiacchiere. Il rischio è che non rispettando i criteri di sicurezza la linea vada alla chiusura, anche se l’Agenzia Nazionale per la sicurezza ferroviaria (subentrata ai precedenti Uffici USTIF del Ministero dei trasporti) non avrebbe intenzione di applicare gli standard di sicurezza rigidamente e quindi è probabile evitarne la chiusura.

Nicastro risponde che servono anche finanziamenti per la linea, in primis per i treni.

  • Copertura degli oneri economici per la gestione della linea per l’eventual Business Park (c.d. Stadio della Roma)

La Regione ha chiarito a più riprese che non vuole aumentare il suo finanziamento al Contratto di Servizio che serve a pagare il treni che viaggiano ora sulla Roma Lido e il responsabile dell’Area trasporti ferroviari della Regione, l’ing.Cecconi, lo ha chiarito durante la Conferenza dei servizi per il progetto Business Park. Non si capisce se qualcuno altro pagherà le corse aggiuntive previste per le partite e gli altri eventi (che ATAC non farà gratis), ma anche le corse in più che occorreranno per portare le migliaia di impiegati e commercianti che dovranno trasferire la propria attuale sede di lavoro da altre zone di Roma all’interno dei numerosi edifici del futuro Business Park. . Secondo calcoli del Comitato tali importi aggiuntivi si aggireranno come minimo su 1 milione di euro/anno in più.

Problema analogo per l’eventuale aumento di corse sulla ferrovia reginale FL1, che passa per Magliana stazione RFI.

Il Comitato chiede un pronunciamento, ma gli interlocutori non sanno che rispondere. Galotta dice che Roma Capitale si deve occupare dell’interlocuzione con la Regione per farle cambiare idea (Buona fortuna! ndr).

  • Potenziamento personale viaggiante per eventi Stadio

Nicastro dice che il personale per ora è sufficiente, ma in caso di necessità si può ricorrere al mercato con nuove assunzioni (alcuni presenti esprimo dubbi alla luce dell’eventuale approvazione definitiva del Concordato in continuità di ATAC e della nota eccedenza complessiva di personale in Azienda) oppure al lavoro straordinario.

Difatti Londei riferisce che adesso (e fino al 2019) non si può assumere nuovo personale.

Da quella data in poi servirà il nuovo contratto di servizio e la possibilità di disporre di personale distolto dalle altre linee per gli eventi straordinari.

Per calare tutti sulla realtà del servizio il Comitato enumera una serie di situazioni in cui già oggi (senza lo Stadio , senza il fabbricato viaggiatori di Tor di Valle e senza la nuova stazione di Acilia Sud, le altre stazioni della Linea da Colombo a Vitinia, sono coperte solo parzialmente con turni di personale di stazione (ne è del tutto priva T.d.V.) e con pattuglie “a scavalco” per il personale di vigilanza. In alcune stazioni (ad es. Bernocchi) la mancata copertura dei turni comporta la disattivazione delle scale mobili per molte ore al giorno, mentre in altre (C.Fusano) espone i passeggeri disabili o con difficoltà di deambulazione (anziani) a rimanere bloccati dentro la stazione per assenza di ascensori funzionanti e presenza di tornelli “da stadio” Il Comitato segnala che la situazione è frequente anche nelle ore diurne in importanti stazioni della Metro B (ad es. Eur Fermi, Eur Palasport, Marconi, ecc.) e non è rara pure in molte della Metro A)  Gallotta si rivolge ad ATAC per chiedere conto dei fatti segnalati dal Comitato e ATAC ammette difficoltà a coprire i turni nei settori operativi di stazione.

  • Impianti di traslazione

Sul punto degli impianti di traslazione appena citati, il Comitato fa presente che circa il 30% di ascensori e scale mobili non funziona da tempo. Nicastro chiama in causa la Regione Lazio che non finanzia il rifacimento di alcuni impianti di risalita, e il cui onere è nella manutenzione straordinaria (es. rifacimento ascensore a Castel Fusano), mentre ad Atac spetta la manutenzione ordinaria.

  • Acilia SUD – Opere SIMU

Londei ammette che non ci sono novità sullo stato dell’arte per quanto concerne ponte ciclopedonale e parcheggio. Pallotta promette sia che si informerà su a che punto erano arrivati nell’ultima commissione lavori pubblici, sia la convocazione di un’altra (sic!) commissione sul tema, prevedibilmente congiunta con quella dei Lavori Pubblici.

  • Criticità della stazione Tor Di Valle

Il Comitato ha reso noto agli interlocutori, in evidente imbarazzo e comunque all’oscuro di ogni elemento seppur minimo di informazione, della assoluta insostenibilità della stazione a far fronte ai volumi di passeggeri previsti dal progetto. Poiché nessun adeguamento della stazione è contemplato, ciò significa che la stazione rimarrà così com’è. A ciò va aggiunto che oggi la stazione è un cantiere aperto e fermo per mancanza di pagamenti alla ditta aggiudicataria della gara ed è destinato a rimanere tale sine die a causa del contenzioso in atto fra la ditta ed ATAC, che verosimilmente approderà su qualche tavolo di tribunale. Pensare che dai circa 1.000 passeggeri/ora massimo che oggi transitano per i due tornelli della stazione si arrivi con la bacchetta magica a 20.000 passeggeri/ora per lo stadio appare ridicola ed insostenibile. Gli interlocutori hanno improvvisato risposte tipo quella di adeguare il progetto (ma chi lo fa? Con quali soldi? La Conferenza dei servizi non lo ha previsto). Ma in sostanza i presenti non sapevano proprio nulla e lo si notava, anche se pare strano che funzionari di un assessorato impegnato in prima linea per l’approvazione di un progetto inconsistente e senza basi non sapessero nulla. Gli interlocutori hanno affermato che si informeranno, bontà loro.

Sul progetto Tor di Valle il Comitato ha anche fatto presente l’assenza di un Piano dei Rischi, denunciato anche in Conferenza dei servizi, e la sicumera con cui i funzionari del Comune presenti allora in CdS hanno sostenuto l’insostenibile e avallato scelte non sorrette da alcun elemento concreto.

  • Biciclette

Infine è stato affrontato l’argomento biciclette e stalli. ATAC ha ripetuto di non poter fare niente per la rimozione dei rottami presenti nelle poche stazioni dotate di stalli, ma alla fine è stato deciso che il Comune, tramite la Segreteria della III Commissione mobilità, interpellerà il VV.UU. in merito alle azioni di rimozione delle bicilette abbandonate e non in grado di funzionare.  Il Comitato ha introdotto il tema delle necessità, non tanto della semplice fornitura di nuove rastrelliere esterne per bicilette (che fino ad ora, ancorché più volte promesse, non si sono viste), ma di veri e propri “Bici-Parking, con tettoie coperte e telecamere di sorveglianza, da aprirsi dentro il perimetro delle principali stazioni, per assicurare una vera spinta alla inter modalità bici-treno.  Il Comitato ha citato ad esempio alcune aree interne alle stazioni di Stella Polare, Ostia Centro, Ostia Antica, Acilia (parcheggio vecchia stazione), Vitinia e soprattutto Piramide, dove esistono aree già spianate e spesso asfaltate, oggi utilizzate impropriamente per il parcheggio delle auto personali di dipendenti ATAC non in servizio di stazione.

I rappresentanti del Comune si sono altresì impegnati a verificare come è regolamentato, in altre città italiane, lo stazionamento bici all’interno delle stazioni per predisporne uno anche per ATAC.

 

Si è concordata la data della prossima riunione entro metà settembre, quando gli interlocutori verranno con risposte più precise (speriamo, ndr).

 

 

 

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Abbiamo incontrato la Regione

Alcuni giorni fa, assieme agli altri Comitati del coordinamento delle ex-concesse, abbiamo incontrato la Regione Lazio, che ci doveva alcune risposte sugli argomenti trattati a marzo nell’ultimo incontro.

Ecco il resoconto della riunione.

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INCONTRO IN REGIONE LAZIO CON L’ASSESSORE REGIONALE AI LAVORI PUBBLICI, TUTELA DEL TERRITORIO E MOBILITA’

ROMA – 24 LUGLIO 2018 (ore 17)

RESOCONTO DELLA TRIPLICE INTESA

Son presenti all’incontro:

  • per la Regione Lazio
    • Nicola Passanisi della Segreteria dell’Assessore regionale ai Lavori Pubblici, Tutela del Territorio e Mobilità;
  • Per la Triplice Intesa
    • Comitato Pendolari Roma Nord:
      • Rita Rossi, Barbara Zannini e Fabrizio Bonanni;
    • Blog “Sferragliamenti dalla Casilina”:
      • Carlo Andrea Tortorelli;
    • Comitato Pendolari Roma Lido:
      • Roberto Spigai e Franco Pirone;

Di seguito una sintesi dei punti all’ordine del giorno:

1) PROCEDURE POSSIBILI PER LA RIAPERTURA DEI CANTIERI INFRASTRUTTURALI, BLOCCATI SULLE FERROVIE CONCESSE PER MANCATI PAGAMENTI DI ATAC ALLE IMPRESE APPALTATRICI;
Passanisi esordisce comunicando a proposito che il concordato preventivo blocca le erogazioni per saldare gli oneri finanziari passati (pre-concordato) spettanti alle imprese, mentre per il futuro dovranno essere erogati entro 30 giorni come prevede il concordato. Per questo la Regione sta incontrando le imprese coinvolte per illustrare la situazione e per consigliare loro di riprendere i lavori per essere pagate entro i termini stabiliti. Se tutto va bene, entro la fine dell’estate si dovrebbe sistemare la situazione nei cantieri aperti. I comitati ribadiscono la urgente necessità di far ripartire i cantieri, come ad esempio quello per la nuova stazione di piazzale flaminio poiché se anche dovessero arrivare nuovi treni, non potrebbero essere utilizzati nella attuale stazione capolinea dei treni di flaminio.

La Regione Lazio afferma di non avere problemi per sostituirsi come stazione appaltante ad ATAC sui nuovi contratti, nel caso fosse necessario.

I comitati ricordano alla Regione che molto prima della richiesta di concordato preventivo di ATAC si erano mossi per avvisare tutti i soggetti coinvolti (la Regione stessa, il Comune di Roma e le imprese) che c’erano problemi nei cantieri e che le imprese si lamentavano dei mancati pagamenti per i lotti già eseguiti. Si suggeriva loro di chiedere ufficialmente le motivazione di questi mancati pagamenti, ma quasi nessuno allora captò il segnale di pericolo.

La Regione ha poi finito per aggravare la questione dei mancati pagamenti di ATAC ai cantieri delle concesse, concordando una compensazione di fondi , che ATAC doveva a Cotral e Trenitalia per gli incassi del sistema Metrebus (parliamo di 154 milioni di euro), coi fondi che la Regione doveva girare ad ATAC per fargli pagare i cantieri in corso.

Sul punto i Comitati hanno espresso dubbi sull’ efficacia della operazione finanziaria, alla luce del risultato finale: cantieri bloccati da mesi e lavoratori edili a spasso. I Comitati hanno anche sottolineato che tutti i fondi per queste opere erano stati resi disponibili alla Regione 10 anni fa e non sono soldi della Regione, ma dello Stato (Ministero delle Infrastrutture).

2) TEMPISTICA AGGIORNATE DELLA PROCEDURA DI ACQUISTO NUOVI TRENI, CON CRONO-PROGRAMMI PER L’ACCORDO QUADRO E PER LE GARE DI FORNITURA CONSEGUENTI;

L’Accordo Quadro è confermato per il 2020 per l’acquisto di 5 nuovi treni per la ferrovia Roma-Lido e 6 per la Roma-Civita Castellana-Viterbo. Il bando pubblico (preinformativa) verrà affisso entro settembre 2018, dovrà restare aperto per 1 anno, come da regolamento UE e a settembre 2019 inizierà la procedura di gara vera e propria con chiusura entro i primi tre mesi del 2020. I primi treni saranno consegnati dopo circa 1 anno e finire nel 2022 con la consegna dell’ultimo degli 11 treni previsti. I comitati ricordano al referente regionale che alcuni treni attualmente in esercizio per la Roma Lido (sia i CAF che gli MA200) presentano usura forte e malfunzionamenti continui all’impianto di condizionamento. I comitati non ritengono sia possibile “trascinarli” così fino al 2021, anche con una adeguata e certosina manutenzione.
Inoltre si ricorda alla Regione, relativamente alle tempistiche, che la gara per il raddoppio di una piccola parte della tratta extraurbana tra Riano e Morlupo è in stato di “aggiudicazione” da ben 7 mesi. I pendolari non possono comunque aspettare altri 3-4 anni viaggiando in queste condizioni disumane, soprattutto d’estate! Anche perché è tutto sulla carta, visto che nulla è ancora stato fatto.

Il materiale rotabile va acquistato oggi e non tra 3 anni, altrimenti si va sicuri verso il collasso del servizio su tutte e tre le ferrovie coinvolte. Ci sono vari scenari possibili di acquisto di treni, senza attendere la gara, sui quali ha autonomia la Regione Lazio, già utilizzando i risparmi del contratto di servizio attuale.

Entrando nel dettaglio del cronoprogramma dell’acquisto dei nuovi treni i Comitati fanno sapere a Passanisi che a Marzo 2018, in un incontro in Direzione Regionale Trasporti, i tempi comunicati erano diversi e già a Maggio 2018 doveva essere pubblicato il Bando vero e proprio. Da fonti regionali si è poi saputo che questo era poi slittato per una inattesa interlocuzione tecnica, sugli standard di sicurezza delle rotabili, con la Agenzia Nazionale della Sicurezza Ferroviaria (ANSF), subentrata nel frattempo agli USTIF. Il tutto si diceva per concludere entro fine giugno con la pubblicazione del bando di gara, che oggi viene spostata a settembre o, magari, a ottobre 2018. I Comitati hanno chiesto con forza alla Regione di non mischiare le questioni del futuro affidamento della linea al Consorzio RATP o a RFI-Trenitalia o ad ATAC col bisogno immediato di nuove rotabili su tutte e tre le ferrovie. I nuovi treni devono essere una priorità, a prescindere.

I comitati ricordano alla Regione che ha l’obbligo contrattuale di controllare il fornitore soprattutto per le manutenzioni del materiale rotabile soprattutto perché si viaggia in maniera allucinante, al limite della sopportazione umana, anche a causa del forte caldo di questi giorni. D’altronde è normale che d’estate faccia molto caldo sui nostri treni e questo sia ATAC che Regione Lazio dovrebbero saperlo…

Questo argomento da l’opportunità di parlare anche di orario di servizio per il quale è la Regione Lazio che avvalla tutti i cambi e le modifiche proposte da ATAC. L’attenzione si sposta infatti sul nuovo orario di servizio per l’estate, che parte ai primi di luglio e termina ai primi di settembre. Un orario che contiene una riduzione del 20-30% di corse giornaliere (anche se ATAC viene pagata per interno dalla Regione) per non parlare delle corse soppresse e di quelle cancellate e non comunicate. ATAC sembra dimenticare che la chiusura delle scuole non è sinonimo di tutti in vacanza, anche perché sempre di più le ferie dei pendolari si spostano nel mese di agosto, ma il gestore sembra dimenticarsene, togliendo corse proprio quando servono (anche le coincidenze con i bus Cotral in partenza da Saxa Rubra, ad esempio).

A questo punto il referente regionale prende in carico il problema segnalato e si impegna a convocare, come richiesto dai comitati, un tavolo congiunto Regione-ATAC-Comitati ai primi di settembre per visionare insieme la proposta di variazione oraria di ATAC per l’orario invernale.

I Comitati precisano che non avvalleranno alcuna scelta degli enti sul nuovo orario poiché questo è onere esclusivo della Regione Lazio.

3) DECISIONI SU PASSAGGIO IN PROPRIETÀ PARTICELLE CATASTALI DEL SEDIME DELLA FERROVIE ROMA GIARDINETTI A ROMA CAPITALE;

Sul passaggio Roma Giardinetti i Comitati chiedono notizie sullo stato di avanzamento della procedura. Passanisi fa presente che si sta avviando il tavolo tecnico per la individuazione delle parti della infrastruttura che devono andare al Comune e minimizza la difficoltà giuridica dell’atto di passaggio del sedime. Alla luce di queste rassicurazioni di circostanza i Comitati esprimono stupore sull’unica questione sulla quale tutte le istituzioni, il gestore e l’opinione pubblica sono d’accordo: dopo due anni Regione e Comune sono solo riusciti ad avviare i lavori.

Inoltre sia nell’incontro presente (che in quello successivo dei comitati al Comune di Roma del 26 luglio, ndr) emerge quella che è la fattiva inconcludenza sul tema da parte di entrambe le amministrazioni. Sebbene il passaggio di proprietà della Roma-Giardinetti sia un fatto sul quale entrambe le istituzioni concordano, è da almeno due anni che non si riesce a concretizzare questa azione (cinque anni se si considerano anche le amministrazioni precedente).

La scusa del non-passaggio sta diventando una tattica per fermare ogni investimento sulla linea che potrebbe benissimo cessare l’esercizio per vetustà’ generale dell’infrastruttura.

4) AVVIO DELLE PROCEDURE PER IL NUOVO CONTRATTO DI SERVIZIO DELLE EX CONCESSE, IN SCADENZA A GIUGNO 2019, ANCHE ALLA LUCE DEL PIANO DI RISANAMENTO DI ATAC, PRESENTATO AL TRIBUNALE FALLIMENTARE DI ROMA, CHE MIRA AD ESPUNGERE DAL PERIMETRO AZIENDALE LA GESTIONE DELLE TRE EX CONCESSE.

Il contratto attuale scade a maggio 2019 poiché l’AGCOM ha accorciato la scadenza di 6 mesi e ha imposto in 2 anni dalla firma (settembre 2017) la pubblicazione della gara europea per il nuovo contratto di servizio. Attualmente è stata pubblicata da Regione Lazio solo la preinformativa (che è un obbligo europeo) che scade a maggio e che non prevede una base d’asta. La Regione, scaduti i termini della preinformativa dovrà pubblicare la gara e aggiudicare al vincitore. Vengono comunque superati temporalmente i termini del contratto di servizio attuale e questo comporterà una proroga di almeno 6-12 mesi dell’attuale contratto per avere a bordo l’aggiudicatario della gara. Se ne riparla quindi nel 2021 anche per il nuovo gestore, sempre a meno di ricorsi. Ricordiamo che attualmente la Regione Lazio ha l’obbligo di rivedere il progetto di RATP per la Roma-Lido e questo potrebbe portare (anzi ne siamo sicuri) a ulteriori ritardi nell’aggiudicazione della gara per questo Contratto di Servizio, semmai venisse pubblicata. Ricordiamo che la Roma-Giardinetti è fuori dal perimetro di gara poiché dovrebbe essere affidata al Comune di Roma (quindi ancora con gestione di ATAC?) entro dicembre 2019.

I comitati fanno presente che alla luce di quanto scritto sopra, la linea per come è messa adesso potrebbe anche chiudere, perché la gara per l’affidamento della sua gestione quasi certamente andrebbe deserta.

5) STATO DEL PRODOTTO CONTRATTUALE “CARTA DELLA QUALITA’ DEI SERVIZI” PER LE FERROVIE EX CONCESSE;

I comitati ricordano che la carta è scaduta nel 2013 e come obbligo andava presentata entro 6 mesi dalla firma del contratto di servizio (maggio 2017). Nulla ancora è stato fatto, nonostante i numerosi solleciti da parte dei comitati, in sede ATAC e in sede regionale. A questo punto i comitati consegnano nuovamente nelle mani del dott. Passanisi la bozza di carta dei servizi da loro elaborata e condivisa con le associazioni dei consumatori, Regione Lazio e ATAC nel 2017. Passanisi prende l’impegno di verificare a che punto è la stesura della nuova carta (la versione 2018?) e sui motivi della sua finora mancata diffusione.

I comitati ricordano che l’Autorità di Regolazione dei Trasporti (ART) qualche settimana fa ha accettato le osservazioni dei comitati alla Carta Nazionale sulla qualità dei servizi pubblici di trasporto, in via di consolidamento. E’ una bella vittoria!

6) STATO RICHIESTA DA PARTE DI ATAC DI OMOLOGAZIONE PEDANE DI AUTONOMO ACCESSO DEI DISABILI IN CARROZZELLA A BORDO CONVOGLI CAF300 E MA200;

Nell’incontro in Comune (del 26 luglio, ndr) ATAC ha affermato che con i soldi ottenuti dalla demolizione del treno storico della Tuscia si sono acquistate delle pedane per l’accesso ai disabili. Quando si presenterà una persona in carrozzina che vuole salire sul treno, il macchinista e il capotreno lo aiuteranno nell’accesso anche grazie alla nuova pedana.

L’incontro si chiude alle 18.50 circa.

 

 

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Continua il rimpallo di competenze e la diatriba politica per risolvere il problema dei cantieri, i cui lavori sono fermi da quasi un anno, tra Comune di Roma e Regione Lazio che però, in compenso, si contendono la proprietà e il rilancio dell’intera tratta, annunciando progetti e finanziamenti futuri.

È questa in sintesi la triste realtà che i Comitati sono costretti a misurare, a valle di una serie di incontri sul tema che si sono avvicendati nelle ultime due settimane, ai quali hanno partecipato le due istituzioni citate ed a cui giusto ieri mattina in Campidoglio anche noi abbiamo partecipato.

Se dal lato della Regione Lazio si afferma di aver pagato tutti gli importi dei lavori fatti via via nei cantieri, mandando i soldi ad ATAC con le singole determinazioni di approvazione delle fatture delle imprese, nessun incontro specifico sul tema è stato convocato da parte delle commissioni capitoline, ad oltre due mesi dalle insistenti richieste da parte dei Comitati.

Nessun aggiornamento neppure sullo stato di avanzamento della progettazione delle opere pubbliche accessorie alla Stazione di Acilia Sud, che competono esclusivamente all’amministrazione comunale, la quale voleva chiedere addirittura a Zetema (sic!) di redigere il progetto esecutivo del ponte ciclo-pedonale Dragona- stazione Acilia Sud. In contemporanea si coinvolge Roma Metropolitane e Agenzia Roma servizi per la mobilità per analisi trasportistiche e analisi di fattibilità su un progetto futuro di instradamento di qualche corsa della Roma Lido sulla Metro B, treni esistenti permettendo.

Si pensa al futuro remoto con nuovi progetti, di tutto rispetto, da pensare, redigere, finanziarie e appaltare, ma non si affrontano nell’immediato problemi legati alle condizioni pessime dei viaggiatori della tratta ed ai progetti decisi, approvati e finanziati da anni, che non vedono luce in fondo al tunnel, o si gioca allo scarica barile per capire di chi sia la colpa per il blocco di una decina di cantieri (ultimo quello della stazione sotterranea di Flaminio della Roma Nord) finanziati e aperti per nuove opere attese da anni sulle tre ferrovie ex concesse, ma affondati nel triangolo delle Bermude “ATAC-Comune-Regione” con passeggeri al palo e lavoratori edili licenziati.

 

COMITATO PENDOLARI ROMA OSTIA     

COORDINAMENTO COMITATI ENTROTERRA X MUNICIPIO

 

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L’oggetto dell’audizione (vedi il link sotto) sono state le ferrovie ex concesse Roma Lido, Roma Nord e Roma Giardinetti alla luce della recente attività conoscitiva sullo stato della gestione e sulle prospettive della proprietà pubblica delle tre ferrovie.

I Comitati della Triplice hanno seguito i lavori del Consiglio regionale e della VI Commissione, prendendo atto degli argomenti principali trattati nella prima audizione tenuta con l’Assessore regionale alla mobilità, Mauro Alessandri, e nella successiva di martedì 3 luglio 2018, cui avevano partecipato lo stesso Alessandri e il corrispondente Assessore di Roma Capitale, nonché il Presidente e il Vice Presidente della corrispondente commissione consiliare capitolina.

I Comitati pendolari sono impegnati ad anni sul tema della difesa e valorizzazione del trasporto pubblico, con specifico riguardo alla gestione ed al miglioramento delle tre ferrovie e si sono rivolti al Presidente della VI Commissione avanzando richiesta, prontamente accolta, di essere auditi in specifica seduta sul futuro della proprietà e della gestione delle nostre tre ferrovie.

Per quanto riguarda la Roma Giardinetti, limitata dall’estate del 2015 per decisione di ATAC a Centocelle, si è ribadita la posizione più volte espressa per un passaggio rapido della proprietà del sedime ferroviario, degli impianti e dell’infrastruttura a Roma Capitale, anche per prevenire blocchi totali delle tramvia storica, che ha compiuto da poco i 101 anni, per motivi di non conformità alle norme di sicurezza ferroviarie, che passeranno sotto il controllo dell’ANSF – Agenzia Nazionale per la Sicurezza Ferroviaria.

Sul punto i rappresentanti hanno ricordato come da almeno due anni, agli incontri istituzionali da loro avuti con vari soggetti comunali e regionali, tale passaggio era da intendersi per condiviso da tutte le parti, gestore compreso. In più, nelle ultime due riunioni tenute a livello di Direzione regionale trasporti, s’era data notizia del già avviato esame tecnico congiunto per il passaggio delle singole particelle catastali dei terreni interessati dalla ferrovie, primo adempimento per giungere al passaggio della linea a all’avvio concreto del progetto avanzato da anni da molti tecnici, quello di riaprire la tratta fino a Giardinetti in tempi brevi, per poi progettare, finanziare, appaltare e costruire e aprire il tratto fino al Campus universitario e sanitario di Tor Vergata, progetto per ora racchiuso nelle buone intenzioni del P.U.M.S..

Per la Roma Civita Castellana Viterbo i presenti hanno sottolineato che la ferrovia è stata progettata, costruita e, negli anni, implementata e gestita come un’unica infrastruttura. A titolo esemplificativo, alcuni degli impianti necessari al funzionamento e manutenzione delle rotabili impiegate nelle c.d. tratta urbana sono localizzati a Catalano, che giace in comune di Civita Castellana.   Lo spacchettamento della tratta in due tronconi, in mancanza di alcun progetto di massima redatto e di finanziamenti individuati, appare illogico. Senza aggiungere nessun particolare investimento o intervento di ristrutturazione al tratto urbano, farebbe morire il restante tratto extra urbano.   Inoltre, la ferrovia percorre il territorio di ben due provincie e di una ventina di comuni, tra i quali non si comprende a quale titolo uno o l’altro dovrebbe assumersi l’onere e l’onore della gestione dell’intera tratta, con una società sotto il proprio esclusivo controllo, cioè ATAC.

Per la Roma Lido la questione tocca invece lo stato avanzato di una serie di investimenti, alcuni giunti alla fase di indizione di gara, altri giunti alla Delibera di assegnazione fondi del C.I.P.E. che sono stati assicurati e gestiti dall’ente regione. Non si comprende che fine farebbero se venisse sostituito in corso d’opera l’ente pubblico proprietario. Ci si riferisce, ad esempio, ai 100 milioni per l’acquisto dei primi 11 treni, anche per la Roma Nord, ai 180 milioni del c.d. Patto per il Lazio del maggio 2016 per la Roma Lido, su cui la Regione ha già elaborato una programmazione di massima degli interventi da eseguirsi. Di contro, sul lato di Roma Capitale, non è dato a sapersi quali progetti, finanziamenti e a che livello siano, l’ente proprietario di ATAC intenderebbe mettere in campo, ben sapendo che la sua società controllata, per le note vicende, non avrebbe alcuna possibilità di effettuare investimenti in proprio su treni, stazioni, segnalamento e infrastrutture. Il progetto del cosiddetto Stadio a Tor di Valle, dal canto suo, non apporta nessun tipo di finanziamento per rafforzare il servizio, a parte tre treni nuovi che arriverebbero chissà quando, ma al contrario contribuirebbe ad affossare definitivamente la Roma Lido che non sarebbe in grado di sopportare il nuovo carico previsto.

Alla luce di questo, la auspicabile prospettiva di trasformazione della Roma Lido nella quarta metropolitana di Roma (essendo già la terza per volume di passeggeri trasportati) pare al Comitato restare nel libro dei sogni.

Inoltre, per la Roma Lido, oltre alla risoluzione del nodo dei tre contenziosi intrapresi dal consorzio franco-italiano con a capo la francese RATP per un projet financing, come per le altre due ferrovie il vero problema è la cattiva redazione del Contratto di servizio, spesso applicato in maniera approssimativa e unilaterale dal Gestore, a danno di tutti e di ciascuno dei passeggeri delle nostre tre linee.

I rappresentanti della Triplice hanno poi risposto alle domande dei consiglieri presenti ed hanno depositato agli atti della Commissione tre documenti: uno col resoconto riunione della riunione del 13 marzo scorso in Direzione regionale trasporti, sui temi e problemi aperti sulle tre ferrovie; il secondo, col testo dell’attuale Contratto di servizio (Giu.2017-Giu.2019) tra Regione e Atac, con le osservazioni e le indicazioni di inadeguatezza del contratto, già rappresentate ai competenti uffici regionali; il terzo con la Proposta della prima Carta della qualità dei servizi per le tre ferrovie ex concesse che, fino ad ora, pur essendo un adempimento obbligatorio di qualsiasi gestore di un pubblico servizio, né la Regione, proprietaria delle linee, né il Comune di Roma, proprietario di Atac e controllante, sono riusciti a far produrre alla società capitolina dei trasporti.

 

Link all’avviso di audizione:

http://www.consiglio.regione.lazio.it/consiglio-regionale/?vw=commissioniDettaglioAgenda&id=374&cid=6#.W0S_FdIzbcs

 

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La conferenza stampa di associazioni e comitati di venerdì 15 giugno.

 

L’affaire di Tor di valle parte da lontano.  Come pallina da ping pong rimbalza più volte tra gli uffici della Regione Lazio e quelli di Roma Capitale, con l’accelerazione finale arrivata dall’attuale Giunta comunale.

Prima d’essere un’inchiesta giudiziaria, è un “progetto” fatto male, supportato da  campagna propagandistica bi-partisan.

Lo scorso week end han detto parole di verità i portavoce di una qualificata schiera di soggetti che da anni hanno lavorato per far conoscere la verità che si cela dietro alla propaganda: Italia Nostra, Tavolo della Libera Urbanistica, Codacons, Comitato difendiamo Tor di Valle dal cemento, Comitato pendolari Roma Ostia, Gruppo territorio e ambiente IX Municipio, Comitato di Quartiere EUR, Coordinamento Associazioni del Lazio per la mobilità alternativa, Comitato viviamo Vitinia, Salviamo il paesaggio, ed altri rappresentanti politici ed istituzionali, tra cui Stefano Fassina e Cristina Grancio, Rifondazione Comunista e Sinistra Italiana.

Lontano dai fumogeni delle contrapposte fazioni, di colpevolisti e innocentisti a priori, per chi vuole approfondire la verità sul “non-solo-stadio” per la “non-Roma”, l’ascolto degli interventi accende la luce sul problema urbanistico, infrastrutturale ed economico, per le casse pubbliche e per l’economia romana, che il c.d. “progetto” crea.
Ascolterete il Coordinatore del Comitato pendolari Roma Ostia, che chiarirà come  leggendo carte ed elaborati grafici anche una matricola d’ingegneria avrebbe compreso che il “progetto” non stava in piedi, ma che dietro c’era altro, che non erano i 20.000
passeggeri/ora promessi sulla Roma Lido od una nuova stazione che, a Tor di Valle, non esiste neppure sulla carta.
Ascolterete la voce sofferta di Cristina Grancio, consigliera comunale epurata dal Mov. 5Stelle, che ricorderà i fatti vissuti dall’interno, nei mesi dell’inversione ad “U” della Giunta pentastellata, dal programma elettorale contrario a Business park ed al consumo di suolo, all’appoggio senza se e ma, neutralizzando Berdini e molte opinioni divergenti interne al Movimento.
Sentirete il Codacons che spiega i motivi per cui avrebbe presentato gli esposti in procura contro i “decisori” pubblici di questa infelice iniziativa d’edificazione, in deroga al Piano Regolatore.
Ascolterete ancora Massimo Sabatini, Francesco Sanvitto e tanti altri.
L’11.06 scadeva il termine per presentare opposizioni e osservazioni a quanto proposto dalla Soc. Eurnova S.r.l.. (Luca Parnasi).
Attendiamo tutti con impazienza i contenuti delle controdeduzioni degli uffici comunali.
Mentre gruppi organizzati, associazioni e comitati, in contemporanea a molti cittadini, mandavano al Dipartimento comunale altrettanti documenti, almeno il doppio delle 31
osservazioni di cui s’è affrettata a scrivere la Sindaca una settimana fa, contenenti centinaia di dettagliate osservazioni e opposizioni al “progetto”, dimentica di quanto scritto solo due anni fa nel programma del M5Stelle romano, in questi mesi la maggioranza capitolina s’è preoccupata di dare assicurazioni (ma a chi?) sulla
parola d’ordine finale: COSTRUIRE
!
COMITATO PENDOLARI ROMA – OSTIA
Link agli interventi dei portavoce in Conferenza Stampa:
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Si allega il link del video con gli interventi, grazie ad AltraNews.

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Domani venerdì 15 giugno, alle ore 12:00 nella sede del Tavolo della Libera Urbanistica in via Tirone 11:

Conferenza Stampa delle Associazioni e Comitati che hanno presentato osservazioni e denunce contro la variante urbanistica del Business Park a Tor di Valle.

 

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