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Archive for the ‘Senza categoria’ Category

Questo era il titolo di un nostro articolo pubblicato su questo blog il 3 febbraio 2016, in cui commentavamo le promesse della Regione per far diventare la Roma Lido da una vergogna a un modello di efficienza.

Per rafforzare le nostre considerazioni pubblichiamo un post di Zingaretti del gennaio 2016, con annunci roboanti:

Zingaretti gen 2016

Una volta passate le elezioni comunali Zingaretti non molla e rincara la dose, nel corso dell’agosto 2016:

Zingaretti ago 2016

Quindi dopo tante chiacchiere si cambia!

Mah, forse ci siamo distratti ma noi pendolari il cambiamento non lo abbiamo visto, mentre continuiamo ad essere subissati da annunci, che la stampa bovinamente riporta senza neanche mettere a confronto i fatti, come invece facciamo noi.

A maggio si vota e Regione e Comune fanno a gara a chi la spara più grossa….. ma a noi non ci fregate.

NOI NON CREDIAMO ALLE CHIACCHIERE, QUESTO LO LASCIAMO FARE AI GIORNALISTI COMPIACENTI.

NOI CREDIAMO AI FATTI.      PORTATECI I FATTI E SMENTITECI CON QUELLI!

In tal caso faremo volentieri autocritica.

 

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ROMA – 8 Febbraio 2019 ore 16

Son presenti all’incontro:

  • per la Regione:
    • Carlo Cecconi
    • Bruno Nevi
  • per ATAC:
    • Luigi Restuccia
    • Roberta Pileri
  • per la TRIPLICE INTESA dei Comitati (Roma Nord, Roma Lido e Roma Giardinetti):
    • Maurizio Messina
    • Roberto Spigai
    • Fabrizio Bonanni
  • Per l’Osservatorio Regionale sui Trasporti (ORT):
    • Andrea Ricci

La riunione ha per tema la nuova Carta della Qualità dei Servizi per le tre ferrovie regionali gestite da ATAC.

E’ stata convocata dapprima per il 1 febbraio, su un tavolo unico con le Associazioni di tutela e difesa dei consumatori, firmatarie di uno specifico Protocollo di consultazione con la Regione Lazio, ed i Comitati di scopo. Il tavolo è stato poi riconvocato in riunioni separate per pressioni arrivate alla Regione da alcune delle associazioni invitate, che hanno preteso, pena la loro non partecipazione, convocazioni separate: una con le associazioni e uno con i comitati.

All’inizio della discussione i Comitati della TRIPLICE Intesa fanno presente di essere interessati solo al risultato finale del lavoro, cioè una prima e ben fatta Carta dei servizi, senza intenzioni di creare inutili discussioni per la difesa di singoli orticelli di competenze. I Comitati dichiarano di non aver alcun interesse a partecipare alla divisione delle somme destinate ai rimborsi, per eventuali attività di monitoraggio, previste al punto 6 dell’art.21 del Contratto di servizio Regione-ATAC. I Comitati chiariscono anche di non essere interessati a partecipare ad attività di conciliazione degli interessi e dei diritti dei singoli utenti e consumatori, che prevedano siano gli stessi utenti a dover corrispondere diritti per i servizi resi dalle Associazioni o chiedano quote associative.

I Comitati chiariscono che questa “duplicazione” potrebbe portare a rallentamenti al raggiungimento di quegli obiettivi sfidanti, come l’obbiettivo dichiarato in riunione dalla Regione di voler far uscire la prima Carta dei servizi entro qualche mese.

Come TRIPLICE si auspicherebbe maggiore collaborazione tra associazioni e comitati.

Viene sottoposta ai presenti la bozza di carta dei servizi ATAC del 2018, che va attualizzata all’anno in corso, ben sapendo che ATAC ha pubblicato da qualche settimana una analoga carta valida solo per bus e metropolitane di Roma.

ATAC precisa che la carta oggetto della riunione è un ribaltamento di quella appena pubblicata e che è stata data anche alla Regione per far partire le consultazioni tra associazioni, comitati e Regione per la sua approvazione. Si è in ritardo, ma sicuramente la Carta deve essere sfidante nei temi e nella percezione della qualità erogata e misurata tramite questa carta 2019.

I temi sfidanti sono il meccanismo della “conciliazione” e il “monitoraggio”.

Sempre ATAC ricorda che mentre in Regione Lazio l’interlocutore per questi temi è l’assessorato alla mobilità e trasporti, al Comune di Roma è l’Assessorato allo sviluppo economico che ha il compito e l’onere di fare TUTTE le carte di qualità dei servizi pubblici erogati. Questo porta dei rallentamenti nelle formalizzazioni di procedure e di fasi condivise.

L’obiettivo sfidante della Regione è pubblicare la nuova carta entro marzo 2019, ma i referenti della TRIPLICE chiedono se sia realizzabile, visti i tempi contingentati e le scadenze a breve dovute al rispetto del Contratto di servizio (15 giugno 2019). I temi sfidanti della conciliazione e del monitoraggio potrebbero allungare i tempi di rilascio della Carta, soprattutto verso le associazioni.

La TRIPLICE non è coinvolta direttamente nel processo e vuole accorciare i tempi proprio per dare ai pendolari delle ferrovie coinvolte la prima Carta dei servizi per le nostre tre ferrovie, che manca da ben 6 anni nella versione ridotta e mischiata con quella del TPL di Roma.

Una Carta per la Roma Lido, Roma Nord e Roma Giardinetti , che fissi i metri e i centimetri che i servizi devono avere, che permetta di misurare a tutti (pendolari e passeggeri) qualità e quantità dei servizi promessi da ATAC e per i quali riceve 85 milioni di euro all’anno dalla Regione e circa 38 da biglietti e abbonamenti. Dopo 4 anni di proposte da parte della TRIPLICE, sarebbe anche ora, dopo anni di “nulla”.

Per i Comitati, gli aspetti importanti sono quelli relativi alle percezioni del pendolare che quotidianamente viaggia e che vuole che il sistema funzioni e per questo il tavolo serve proprio per capire COSA ci deve essere dentro una carta della qualità dei servizi e COME deve essere regolamentata.

L’obiettivo che persegue ATAC è di dare qualcosa in più, oltre il mero rispetto del contratto di servizio, ma con un concordato in atto (che ingessa ATAC e di riflesso il servizio erogato) il percorso è tortuoso, ma possibile. Gli indicatori proposti nella bozza della carta vanno rivisti e aggiornati, anche riprendendo la proposta della TRIPLICE, sottoposta a ATAC a luglio 2016.

Tale carta di deve sostanziare anche per gli investimenti (che deve fare la regione) e che, nel rispetto della legge vigente, deve contenere delle specificità proprio di contratti di trasporto. Gli standard di qualità e di quantità sono da normativa e che esistono già sul territorio italiano delle carte di servizio analoghe per prestazioni e che potrebbero essere prese come spunto per questa nuova carta di ATAC. Nella carta dei servizi proposta dalla TRIPLICE a suo tempo si faceva riferimento anche alle “serie storiche” per permettere obiettivi sfidanti ma realistici ed effettivi. Non si possono mettere obiettivi che sulla carta sarebbero raggiungibili (es. 95% sull’indicatore della regolarità in partenza dei treni) senza spiegare i concetti di regolarità e puntualità, con le sostanziali differenze e senza avere uno “storico” sul quale far partire la serie storica che sarà il riferimento per i rilevamenti successivi dell’indicatore.

Interviene O.R.T. per ricordare che la carta dei servizi nasce a valle di un contratto di servizio che dovrebbe contenere degli obiettivi di crescita e recupero e che è importante avere la serie storica per focalizzare i miglioramenti anno per anno. Questo anche per evitare al gestore di incorrere in multe sulle quali non ha colpa proprio per le carenze infrastrutturali in carico alla regione (es. ascensori e scale mobili non funzionanti e da sostituire).

ATAC chiede di capire se i tavoli sono due (associazioni da una parte, comitati dall’altra) o uno congiunto, poiché la Carta dei servizi sarà una soltanto. Ferme restando le richieste specifiche da parte delle associazioni e quelle dei comitati, la proposta ragionevole avanzata dalla TRIPLICE e ORT, condivisa da ATAC, è quello di mettere a fattor comune le richieste e le esigenze per poi valutare le specifiche, in modo da non duplicare inutilmente gli sforzi, visti i tempi richiesti.

La TRIPLICE ribadisce che non intende “lavorare a vuoto” visto che i pendolari sono ANCHE consumatori e quindi chiede di capire come lavorare in maniera sinergica e “convergente” con le associazioni dei consumatori, senza duplicazioni. Non si ha il tempo e la voglia di fare lavoro inutile.

La TRIPLICE infine di comprendere i “razionali” che sono alla base degli indicatori proposti sulla bozza di carta in visione durante la riunione, poiché sono fondamentali per fare delle proposte sensate.

A questo punto si procede a fare una sintesi degli interventi e la TRIPLICE avanza la richiesta di avere l’ultima versione del documento in bozza della Carta dei servizi 2019 per poterci lavorare e riproporre le modifiche richieste entro qualche settimana, per poi rivedersi al tavolo per fare la sintesi, essendo tutti preliminarmente a conoscenza anche le proposte delle associazioni sul tavolo parallelo.

L’incontro si chiude alle 18.00 circa.

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La Direzione Regionale Trasporti ha accolto l’invito del Comitato Pendolari a fare un sopralluogo sulla Roma Lido per vedere i blocchi, ripetuti o permanenti, a scale mobili e ascensori. Stamattina un tecnico è venuto con noi da Porta S.Paolo a C. Colombo. Abbiamo visto molti guasti e disservizi. Abbiamo visto…..

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3 scale mobili usate da centinaia di pendolari RL bloccate a Magliana senza cartelli di cantiere o segnalazione sul sito ATAC; abbiamo visto 3 delle 5 stazioni dotate di pedane manuali  per la salita a bordo delle carrozzelle, dove se si arriva non si può uscire, a meno che non vengano i Vigili del Fuoco; percorsi pedonali o linee per ipovedenti sconnessi.

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Solo oggi abbiamo visto 6 stazioni con problemi e 10 impianti bloccati.

Ora lo sanno!

 

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Lunedì 4 febbraio ha avuto luogo la riunione della Commissione Controllo, Garanzia e Trasparenza del Comune che aveva come argomento unico all’ordine del giorno la questione dello Stadio a Tor di Valle.

Il giorno prima la maggioranza M5S aveva fatto sapere che non vi avrebbe partecipato. Questo fatto ha fatto gridare allo scandalo i rappresentanti delle opposizioni tutti presenti, dal PD a FDI, ma a noi non ha impressionato. Tutto l’affaire Stadio è sempre stato avvolto da una densa coltre di fumo nero dall’odore mefitico fin dall’inizio. E stiamo parlando tanto del progetto 1 Marino-Caudo, bocciato dalla Conferenza dei servizi a marzo 2017, quanto del progetto 2 Raggi-Montuori, approvato a dicembre 2017 con moltissime prescrizioni.

A noi pendolari della Roma Lido la cosa sta molto a cuore perché per noi vuol dire vita o morte civile su quella linea.

Ambedue i progetti, come abbiamo denunciato da subito, dopo averli analizzati in lungo e largo, sono una cosa indecente e abbiamo sempre sostenuto che il loro posto ideale è il cestino. Invece nonostante i contenuti scandalosamente incongruenti, nonostante alcune delle opere previste non abbiano la copertura finanziaria, nonostante l’inconsistenza della parte relativa alla mobilità, nonostante la speculazione evidente nell’acquisto dei terreni e nella loro trasformazione in terreni edificabili (grazie ai governi amici dei palazzinari), nonostante la scandalosa gestione della Regione Lazio nella parte procedurale della Conferenza dei servizi, nonostante tutto questo e molto altro il progetto è andato avanti come se niente fosse. La magistratura si è poi occupata di farci capire il perchè di tanta ostinazione a procedere.

Ma quando si dice che chi comanda sono i poteri forti (in questo caso una lobby palazzinaro-finanziere internazionale) e gli amministratori sono zelanti esecutori di decisioni prese chissà dove (anzi, in questo caso si sa bene: negli studi di James Pallotta negli USA) non si fa che ribadire concetti già noti ma sempre attuali.

Se c’è una cosa che è sempre mancata nella questione Stadio è stata proprio la trasparenza. Abbiamo scritto e sollecitato decine di volte incontri con le amministrazioni per spiegare le nostre considerazioni in merito, chiedendo al tempo stesso di favorire un’informazione corretta mediante incontri diretti con i cittadini, ma non c’è stato niente da fare. Tutto ciò che abbiamo ottenuto è stato un plastico esposto agli sguardi affamati dei tifosi negli uffici comunali ed un incontro postumo con l’allora assessore Caudo, che ci ha pure insultati (“Voi non capite nulla”). Dall’attuale maggioranza invece nulla di nulla.

Ma come? E allora le bocche riempite di parole magiche in campagna elettorale: partecipazione, trasparenza, i cittadini devono contare, la casa di vetro….? Niente.

Vergognoso, ma non strano. Come si può far digerire ai cittadini, che coglioni non sono, tutto l’impasto di bugie di cui è farcito il progetto? Meglio avvolgere nelle nebbie oscure tutto quanto e buttarla in caciara.

Bene, siamo andati quindi incuriositi alla Commissione senza aspettarci gran che. C’erano anche altre associazioni e comitati e qualche consigliere del IX e XI municipio. E l’Agenzia per il Controllo sui servizi erogati dal Comune.

Non avevamo torto. E’ stata una grande kermesse contro la maggioranza, che aveva invece deciso di indire una conferenza stampa per il giorno dopo per illustrare i risultati dello studio del Politecnico di Torino. Giustamente è stata sottolineata da tutti gli interventi dei consiglieri presenti la scorrettezza della maggioranza per la non presenza e le difficoltà che si hanno nell’accedere agli atti, che spesso vengono anche secretati proprio per non farli conoscere.

Ma qualcuno si è spinto addirittura a giustificare in qualche modo il progetto Caudo, quello bocciato senza appello! Si vede che la ricerca di una nuova verginità scavalca addirittura la decenza.

L’unico intervento apprezzabile ci è parso quello dell’Agenzia per il Controllo dei servizi del Comune, che ha ribadito il suo ruolo di tutela verso tutti i cittadini, sottolineando come sia stato escluso anche il X municipio, che invece sarebbe molto compromesso per via del traffico nel caso il progetto si realizzasse. Ha anche ringraziato tutti i soggetti sociali che hanno fornito informazioni importanti.

Noi come Pendolari, che modestamente diamo voce a chi voce non ce l’ha, abbiamo ribadito numeri alla mano che il progetto in versione 1 e 2 non è assolutamente sostenibile ed abbiamo ricordato che da giugno scorso assieme ad altri comitati ed associazioni abbiamo presentato decine di osservazioni al Comune, che ancora stiamo in attesa delle controdeduzioni, dopo quasi otto mesi.

Alla sessione erano presenti anche diversi giornalisti che ci sono parsi poco interessati ai contenuti e molto di più agli aspetti, diciamo così, di forma.

Tutto qua. Per ora.

 

 

 

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Dopo sei anni finalmente tutti intorno ad uno stesso tavolo: l’Assessore regionale ai trasporti Mauro Alessandri, il corrispondente comunale Linda Meleo, alcuni consiglieri regionali e municipali ed i rappresentanti del X° Municipio e del Comitato Pendolari Roma Ostia.

Convocati dal Presidente della Commissione regionale trasporti, Refrigeri, in risposta ad una richiesta del X Municipio di ottobre scorso, voluta dalla Giunta, approvata da tutto Consiglio e fortemente sostenuta anche da questo Comitato Pendolari, martedì 22 hanno apertamente parlato di Roma Lido guardandosi in faccia.

Nuovi treni in acquisto e revisione di alcuni nel deposito Magliana, ma anche prospettive dell’affidamento del nuovo Contratto di servizio, in scadenza a fine maggio prossimo, e di futuro della proprietà della ferrovia.

Le cose certe, comunicate e condivise tra i presenti sono state:

  • entro questo mese la Giunta regionale emetterà la Delibera per dare il via libera al bando di gara, tra sette imprese, per la costruzione dei primi 5 nuovi treni (+ 6 per R.N.), che caricheranno nelle stazioni da marzo 2022;

  • da oggi ad allora, seria valutazione da parte di ATAC, su input di Roma Capitale, per la riparazione e il recupero di 2 o 3 convogli della serie CAF, giacenti presso il Deposito Magliana e il loro utilizzo sulla Roma Lido, ove ciò non pregiudichi il buon funzionamento della metro;

  • coi tecnici della ditta costruttrice e su input della Regione, valutazione della riparabilità di 2 o 3 tra i treni serie MA200, giacenti per problemi impiantistici presso il Deposito Magliana, per il loro reimpiego sulla Roma Lido;

  • il Comitato ha anche chiesto una riunione tecnica di approfondimento dei problemi che portano le officine ATAC di Magliana (e di Catalano – Roma Nord) a non riuscire a manutenere in modo adeguato tutto il parco rotabili già oggi a disposizione;

  • a maggio prossimo, avvio delle procedure di gara competitiva per l’affidamento del servizio di trasporto su Roma Lido e Roma Nord ad un gestore (che sia ATAC o altro vincitore), tenendo conto che le due linee fanno parte delle Rete delle ferrovie di interesse nazionale, della cui gestione infrastrutturale di deve per legge occupare Rete Ferroviaria Italiana;

  • per la Roma Lido la Regione valuterà le ricadute delle decisioni dei tribunali amministrativi, che l’anno scorso hanno rimesso in campo la proposta di projet financing fatta nel 2015 dal consorzio franco italiano guidato da RATP;

  • il presidente della commissione Refrigeri ha anche convenuto sulla necessità di avere un tavolo permanente di consultazione fra Regione, Comune, municipio e Comitato Pendolari sulla Roma Lido. Il Comitato ha apprezzato la proposta, giudicandola un fatto nuovo ed importante, anche alla luce dell’anno e mezzo di attesa di un incontro fattivo con l’assessorato alla mobilità del Comune di Roma, che finora si è negato.

Adesso aspettiamo i fatti conseguenti.

Roma, 23 gennaio 2019

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Ogni tanto una buona notizia! Quella che segue è la storia di una battaglia con un lieto fine.
Dopo più di un anno i disabili potranno prendere il treno Roma Lido in piena autonomia.

Vogliamo qui raccontarvi  la storia a lieto fine di Mauro e di tutti i disabili che vogliono spostarsi sui mezzi pubblici nel X Municipio usufruendo del treno Roma Lido. Mauro è  un disabile tenace,  determinato e caparbio che abbiamo conosciuto e che ci ha fatto “notare” la spaventosa barriera architettonica che lo ostacolava nell’accesso ai treni. Essa consiste nel dislivello/distanza tra il treno e la banchina, che fa incastrare le ruote delle carrozzine dei disabili. Per entrare nel treno Mauro e tutte le persone nelle sue condizioni erano costrette ad affidarsi alla buona volontà dei macchinisti e degli altri pendolari, i quali dovevano letteralmente sollevare di peso lui e la sua carrozzina (quella a motore pesa intorno ai 100 kg !): erano quindi necessarie almeno 4 persone, con grave rischio per l’incolumità di tutti. Lo sguardo di Mauro, sgomento e mortificato quando doveva entrare nel treno, ci ha fatto agire.

Per prima cosa abbiamo scritto ad Atac la quale in prima battuta ha  negato stizzita la barriera architettonica, allora abbiamo contattato una emittente televisiva, Canale 10, che si è resa subito disponibile a fare un servizio televisivo di denuncia. Il giorno delle riprese abbiamo riscritto ad Atac e alla Regione invitandoli a presenziare e a prendere con noi il treno per verificare le condizioni inaccettabili alle quali era sottoposto Mauro.

Abbiamo proseguito con attività di denuncia radiofonica, mail bombing, solleciti a politici e associazioni (come l’Associazione Luca Coscioni) tanto che Atac si è fatta risentire tramite il Responsabile per la sicurezza e Customer care. Lo abbiamo incontrato e abbiamo preso con lui il treno. Siamo arrivati a Castel Fusano dove abbiamo tra l’altro fatto notare che in quella stazione gli ascensori sono rotti da 2 anni. Il Comitato Pendolari Roma Lido sta continuando una serie periodica di monitoraggi e di segnalazioni ad ATAC e Regione sullo stato delle scale mobili e, soprattutto, degli ascensori nelle stazioni. Il Responsabile si è subito attivato per fornire a Mauro un servizio dedicato che alla bisogna gli facesse arrivare un autobus dotato di rampe alla fermata stabilita.

Nel frattempo sono proseguite le nostre interlocuzioni con Atac e Regione (che ricordiamo è la proprietaria delle infrastrutture della Roma Lido).

Un giorno ci è arrivata la mail che il Direttore di esercizio di Atac, il quale ci ha comunicato che  si stava attivando per l’acquisto di una rampa a libretto, rimovibile, da apporre per colmare il divario tra treno e banchina e consentire l’accesso nei vagoni delle persone non normodotate.

Anche il Consiglio del municipio X si è attivato e il 16 maggio 2018 è stata convocata la Commissione V sociale e sport la quale aveva appunto, come ordine del giorno , l’accesso ai treni Roma Lido per disabili e le rampe. A quell’incontro, presente Mauro, il Responsabile per la disabilità di Atac ci ha assicurato che erano state effettuate tutte le operazioni necessarie per l’acquisto delle rampe (che dovevano essere acquistate dalla Regione) e che massimo a settembre 2018 sarebbero state in esercizio.

Una bella mattina di luglio 2018, poi, Mauro è stato invitato dal Direttore esercizio ferrovie e linea C della metropolitana a testare il primo prototipo di rampa al capolinea di Porta S Paolo,  Mauro ha poi dichiarato . “Le pedane sono a libretto, leggere, rimovibili, manuali ed efficaci”, spiega. “Ma sembra un miraggio riuscire ad averle”.

Atac in quella occasione ci ha poi rassicurato che tutte le rampe sarebbero state operative da ottobre 2018. Verso dicembre 2018, non avendo più notizie siamo ripartiti alla carica. Abbiamo scritto, lasciato dichiarazioni a Radio Roma Capitale, la quale ha fornito ampio spazio alla questione mettendoci anche in contatto con la giornalista di repubblica Laura Barbuscia, da sempre sensibile a questo tema la quale ha poi  scritto il seguente articolo

https://roma.repubblica.it/cronaca/2018/12/07/news/la_stazione_roma-lido_senza_rampe_per_disabili_sembrano_un_miraggio_-213665011/?ref=search

e così, finalmente,  le rampe sono state “messe in esercizio” e quindi operative  da gennaio 2019 , e per ora in 5 stazioni.

L’introduzione delle pedane è frutto di una dura  battaglia del nostro Comitato e della determinazione di una persona, Mauro, che vuole muoversi e ne ha tutto il diritto liberamente per Roma e che ha dato voce a tante persone che sono nella sua stessa situazione.

Queste pedane sono per ora custodite in 5 stazioni:

  • Porta San Paolo
  • Acilia
  • Lido Centro
  • Stella Polare
  • Cristoforo Colombo


Per le operazioni di salita e discesa, per ora, bisogna relazionarsi con il macchinista o il capotreno, che avviserà il personale di stazione. Ora vogliamo che le rampe siano apposte in ogni treno per una fruizione più agevole, e questa è la nostra attuale battaglia.

Questa storia ci insegna che è possibile incidere sulle nostre condizioni e che nulla è scontato e tutto si può ottenere e conquistare. Una piccolo passo di civiltà è compiuto, ora tocca a tutti noi non mollare sui tanti altri temi sui quali possiamo incidere per una mobilità moderna, efficiente e di qualità! 

Ci battiamo affinché il diritto alla mobilità, ottenuto per Mauro con le pedane “da treno a treno”, sia pieno anche per un anziano, un genitore col passeggino e così via, e debba essere assicurato “da entrata in stazione a uscita dalla stazione”.

Se stamattina Mauro decidesse di andare a Ostia Centro, chiedendo l’aiuto del Capotreno per salire ad Acilia e scendere a Lido Centro,  da quel marciapiede, poi, chi lo farebbe uscire se gli ascensori sono bloccati da Novembre 2018?

https://www.Atac.roma.it/page.asp?r=16811&p=159

 

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Ogni tanto qualche buona notizia ci conforta. L’ultima è quella riportata dal Messaggero relativa al pronunciamento dell’Autorità di controllo sui servizi del Campidoglio, pochi giorni fa.

Anche l’Autorità condivide di fatto quello che noi andiamo dicendo da ormai molti anni: la parte trasportistica del progetto non sta in piedi e se il progetto si facesse sarebbe la paralisi di tutto il quadrante. Proprio quello che abbiamo detto anche noi nelle due Conferenze dei servizi svoltesi in Regione. Due farse in piena regola, con l’apoteosi del pressappochismo e dell’azzeccagarbuglismo all’italiana da parte della Direzione Regionale Trasporti della Regione Lazio, che aveva la regia della CdS.

Ci poniamo di nuovo la domanda: ci voleva tanto a capirlo? Ma tutti quei cervelloni tecnici che hanno detto e scritto senza vergognarsi neppure un po’: “va tutto bene madama la marchesa” non hanno niente da dire? Che cosa hanno analizzato durante lunghi mesi? Perché non hanno visto quello che è sotto gli occhi di tutti,   leggendo le fantasiose affermazioni contenute nel progetto?

Siccome non crediamo che di colpo la professionalità di tecnici di Regione, Città Metropolitana, ministeri e Comune sia andata a farsi benedire, la risposta è che questi signori avevano ricevuto input precisi dalla parte politica ed il perché lo hanno spiegato bene i magistrati nella loro inchiesta.

E che dire della sindaca Raggi, che sull’argomento sembra patetica come l’orchestrina che continua a suonare sul Titanic che affonda?

Cos’altro si inventeranno adesso per gratificare il finanziere internazionale Pallotta ed il palazzinaro di turno? Non hanno capito che rischiano di affogare insieme al progetto?

Noi di certo non molleremo, non chineremo la testa come hanno fatto le istituzioni, che non hanno perso occasione per dimostrare ancora una volta di essere più vicine agli interessi di chi specula piuttosto che a quelli dei cittadini.

Buona lettura!

Il Messaggero 0776

 

 

 

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