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Archive for the ‘Senza categoria’ Category

Continua il rimpallo di competenze e la diatriba politica per risolvere il problema dei cantieri, i cui lavori sono fermi da quasi un anno, tra Comune di Roma e Regione Lazio che però, in compenso, si contendono la proprietà e il rilancio dell’intera tratta, annunciando progetti e finanziamenti futuri.

È questa in sintesi la triste realtà che i Comitati sono costretti a misurare, a valle di una serie di incontri sul tema che si sono avvicendati nelle ultime due settimane, ai quali hanno partecipato le due istituzioni citate ed a cui giusto ieri mattina in Campidoglio anche noi abbiamo partecipato.

Se dal lato della Regione Lazio si afferma di aver pagato tutti gli importi dei lavori fatti via via nei cantieri, mandando i soldi ad ATAC con le singole determinazioni di approvazione delle fatture delle imprese, nessun incontro specifico sul tema è stato convocato da parte delle commissioni capitoline, ad oltre due mesi dalle insistenti richieste da parte dei Comitati.

Nessun aggiornamento neppure sullo stato di avanzamento della progettazione delle opere pubbliche accessorie alla Stazione di Acilia Sud, che competono esclusivamente all’amministrazione comunale, la quale voleva chiedere addirittura a Zetema (sic!) di redigere il progetto esecutivo del ponte ciclo-pedonale Dragona- stazione Acilia Sud. In contemporanea si coinvolge Roma Metropolitane e Agenzia Roma servizi per la mobilità per analisi trasportistiche e analisi di fattibilità su un progetto futuro di instradamento di qualche corsa della Roma Lido sulla Metro B, treni esistenti permettendo.

Si pensa al futuro remoto con nuovi progetti, di tutto rispetto, da pensare, redigere, finanziarie e appaltare, ma non si affrontano nell’immediato problemi legati alle condizioni pessime dei viaggiatori della tratta ed ai progetti decisi, approvati e finanziati da anni, che non vedono luce in fondo al tunnel, o si gioca allo scarica barile per capire di chi sia la colpa per il blocco di una decina di cantieri (ultimo quello della stazione sotterranea di Flaminio della Roma Nord) finanziati e aperti per nuove opere attese da anni sulle tre ferrovie ex concesse, ma affondati nel triangolo delle Bermude “ATAC-Comune-Regione” con passeggeri al palo e lavoratori edili licenziati.

 

COMITATO PENDOLARI ROMA OSTIA     

COORDINAMENTO COMITATI ENTROTERRA X MUNICIPIO

 

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L’oggetto dell’audizione (vedi il link sotto) sono state le ferrovie ex concesse Roma Lido, Roma Nord e Roma Giardinetti alla luce della recente attività conoscitiva sullo stato della gestione e sulle prospettive della proprietà pubblica delle tre ferrovie.

I Comitati della Triplice hanno seguito i lavori del Consiglio regionale e della VI Commissione, prendendo atto degli argomenti principali trattati nella prima audizione tenuta con l’Assessore regionale alla mobilità, Mauro Alessandri, e nella successiva di martedì 3 luglio 2018, cui avevano partecipato lo stesso Alessandri e il corrispondente Assessore di Roma Capitale, nonché il Presidente e il Vice Presidente della corrispondente commissione consiliare capitolina.

I Comitati pendolari sono impegnati ad anni sul tema della difesa e valorizzazione del trasporto pubblico, con specifico riguardo alla gestione ed al miglioramento delle tre ferrovie e si sono rivolti al Presidente della VI Commissione avanzando richiesta, prontamente accolta, di essere auditi in specifica seduta sul futuro della proprietà e della gestione delle nostre tre ferrovie.

Per quanto riguarda la Roma Giardinetti, limitata dall’estate del 2015 per decisione di ATAC a Centocelle, si è ribadita la posizione più volte espressa per un passaggio rapido della proprietà del sedime ferroviario, degli impianti e dell’infrastruttura a Roma Capitale, anche per prevenire blocchi totali delle tramvia storica, che ha compiuto da poco i 101 anni, per motivi di non conformità alle norme di sicurezza ferroviarie, che passeranno sotto il controllo dell’ANSF – Agenzia Nazionale per la Sicurezza Ferroviaria.

Sul punto i rappresentanti hanno ricordato come da almeno due anni, agli incontri istituzionali da loro avuti con vari soggetti comunali e regionali, tale passaggio era da intendersi per condiviso da tutte le parti, gestore compreso. In più, nelle ultime due riunioni tenute a livello di Direzione regionale trasporti, s’era data notizia del già avviato esame tecnico congiunto per il passaggio delle singole particelle catastali dei terreni interessati dalla ferrovie, primo adempimento per giungere al passaggio della linea a all’avvio concreto del progetto avanzato da anni da molti tecnici, quello di riaprire la tratta fino a Giardinetti in tempi brevi, per poi progettare, finanziare, appaltare e costruire e aprire il tratto fino al Campus universitario e sanitario di Tor Vergata, progetto per ora racchiuso nelle buone intenzioni del P.U.M.S..

Per la Roma Civita Castellana Viterbo i presenti hanno sottolineato che la ferrovia è stata progettata, costruita e, negli anni, implementata e gestita come un’unica infrastruttura. A titolo esemplificativo, alcuni degli impianti necessari al funzionamento e manutenzione delle rotabili impiegate nelle c.d. tratta urbana sono localizzati a Catalano, che giace in comune di Civita Castellana.   Lo spacchettamento della tratta in due tronconi, in mancanza di alcun progetto di massima redatto e di finanziamenti individuati, appare illogico. Senza aggiungere nessun particolare investimento o intervento di ristrutturazione al tratto urbano, farebbe morire il restante tratto extra urbano.   Inoltre, la ferrovia percorre il territorio di ben due provincie e di una ventina di comuni, tra i quali non si comprende a quale titolo uno o l’altro dovrebbe assumersi l’onere e l’onore della gestione dell’intera tratta, con una società sotto il proprio esclusivo controllo, cioè ATAC.

Per la Roma Lido la questione tocca invece lo stato avanzato di una serie di investimenti, alcuni giunti alla fase di indizione di gara, altri giunti alla Delibera di assegnazione fondi del C.I.P.E. che sono stati assicurati e gestiti dall’ente regione. Non si comprende che fine farebbero se venisse sostituito in corso d’opera l’ente pubblico proprietario. Ci si riferisce, ad esempio, ai 100 milioni per l’acquisto dei primi 11 treni, anche per la Roma Nord, ai 180 milioni del c.d. Patto per il Lazio del maggio 2016 per la Roma Lido, su cui la Regione ha già elaborato una programmazione di massima degli interventi da eseguirsi. Di contro, sul lato di Roma Capitale, non è dato a sapersi quali progetti, finanziamenti e a che livello siano, l’ente proprietario di ATAC intenderebbe mettere in campo, ben sapendo che la sua società controllata, per le note vicende, non avrebbe alcuna possibilità di effettuare investimenti in proprio su treni, stazioni, segnalamento e infrastrutture. Il progetto del cosiddetto Stadio a Tor di Valle, dal canto suo, non apporta nessun tipo di finanziamento per rafforzare il servizio, a parte tre treni nuovi che arriverebbero chissà quando, ma al contrario contribuirebbe ad affossare definitivamente la Roma Lido che non sarebbe in grado di sopportare il nuovo carico previsto.

Alla luce di questo, la auspicabile prospettiva di trasformazione della Roma Lido nella quarta metropolitana di Roma (essendo già la terza per volume di passeggeri trasportati) pare al Comitato restare nel libro dei sogni.

Inoltre, per la Roma Lido, oltre alla risoluzione del nodo dei tre contenziosi intrapresi dal consorzio franco-italiano con a capo la francese RATP per un projet financing, come per le altre due ferrovie il vero problema è la cattiva redazione del Contratto di servizio, spesso applicato in maniera approssimativa e unilaterale dal Gestore, a danno di tutti e di ciascuno dei passeggeri delle nostre tre linee.

I rappresentanti della Triplice hanno poi risposto alle domande dei consiglieri presenti ed hanno depositato agli atti della Commissione tre documenti: uno col resoconto riunione della riunione del 13 marzo scorso in Direzione regionale trasporti, sui temi e problemi aperti sulle tre ferrovie; il secondo, col testo dell’attuale Contratto di servizio (Giu.2017-Giu.2019) tra Regione e Atac, con le osservazioni e le indicazioni di inadeguatezza del contratto, già rappresentate ai competenti uffici regionali; il terzo con la Proposta della prima Carta della qualità dei servizi per le tre ferrovie ex concesse che, fino ad ora, pur essendo un adempimento obbligatorio di qualsiasi gestore di un pubblico servizio, né la Regione, proprietaria delle linee, né il Comune di Roma, proprietario di Atac e controllante, sono riusciti a far produrre alla società capitolina dei trasporti.

 

Link all’avviso di audizione:

http://www.consiglio.regione.lazio.it/consiglio-regionale/?vw=commissioniDettaglioAgenda&id=374&cid=6#.W0S_FdIzbcs

 

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La conferenza stampa di associazioni e comitati di venerdì 15 giugno.

 

L’affaire di Tor di valle parte da lontano.  Come pallina da ping pong rimbalza più volte tra gli uffici della Regione Lazio e quelli di Roma Capitale, con l’accelerazione finale arrivata dall’attuale Giunta comunale.

Prima d’essere un’inchiesta giudiziaria, è un “progetto” fatto male, supportato da  campagna propagandistica bi-partisan.

Lo scorso week end han detto parole di verità i portavoce di una qualificata schiera di soggetti che da anni hanno lavorato per far conoscere la verità che si cela dietro alla propaganda: Italia Nostra, Tavolo della Libera Urbanistica, Codacons, Comitato difendiamo Tor di Valle dal cemento, Comitato pendolari Roma Ostia, Gruppo territorio e ambiente IX Municipio, Comitato di Quartiere EUR, Coordinamento Associazioni del Lazio per la mobilità alternativa, Comitato viviamo Vitinia, Salviamo il paesaggio, ed altri rappresentanti politici ed istituzionali, tra cui Stefano Fassina e Cristina Grancio, Rifondazione Comunista e Sinistra Italiana.

Lontano dai fumogeni delle contrapposte fazioni, di colpevolisti e innocentisti a priori, per chi vuole approfondire la verità sul “non-solo-stadio” per la “non-Roma”, l’ascolto degli interventi accende la luce sul problema urbanistico, infrastrutturale ed economico, per le casse pubbliche e per l’economia romana, che il c.d. “progetto” crea.
Ascolterete il Coordinatore del Comitato pendolari Roma Ostia, che chiarirà come  leggendo carte ed elaborati grafici anche una matricola d’ingegneria avrebbe compreso che il “progetto” non stava in piedi, ma che dietro c’era altro, che non erano i 20.000
passeggeri/ora promessi sulla Roma Lido od una nuova stazione che, a Tor di Valle, non esiste neppure sulla carta.
Ascolterete la voce sofferta di Cristina Grancio, consigliera comunale epurata dal Mov. 5Stelle, che ricorderà i fatti vissuti dall’interno, nei mesi dell’inversione ad “U” della Giunta pentastellata, dal programma elettorale contrario a Business park ed al consumo di suolo, all’appoggio senza se e ma, neutralizzando Berdini e molte opinioni divergenti interne al Movimento.
Sentirete il Codacons che spiega i motivi per cui avrebbe presentato gli esposti in procura contro i “decisori” pubblici di questa infelice iniziativa d’edificazione, in deroga al Piano Regolatore.
Ascolterete ancora Massimo Sabatini, Francesco Sanvitto e tanti altri.
L’11.06 scadeva il termine per presentare opposizioni e osservazioni a quanto proposto dalla Soc. Eurnova S.r.l.. (Luca Parnasi).
Attendiamo tutti con impazienza i contenuti delle controdeduzioni degli uffici comunali.
Mentre gruppi organizzati, associazioni e comitati, in contemporanea a molti cittadini, mandavano al Dipartimento comunale altrettanti documenti, almeno il doppio delle 31
osservazioni di cui s’è affrettata a scrivere la Sindaca una settimana fa, contenenti centinaia di dettagliate osservazioni e opposizioni al “progetto”, dimentica di quanto scritto solo due anni fa nel programma del M5Stelle romano, in questi mesi la maggioranza capitolina s’è preoccupata di dare assicurazioni (ma a chi?) sulla
parola d’ordine finale: COSTRUIRE
!
COMITATO PENDOLARI ROMA – OSTIA
Link agli interventi dei portavoce in Conferenza Stampa:
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Si allega il link del video con gli interventi, grazie ad AltraNews.

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Domani venerdì 15 giugno, alle ore 12:00 nella sede del Tavolo della Libera Urbanistica in via Tirone 11:

Conferenza Stampa delle Associazioni e Comitati che hanno presentato osservazioni e denunce contro la variante urbanistica del Business Park a Tor di Valle.

 

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Tanto tuonò che piovve.

Gli arresti e le denunce di cui abbiamo avuto notizia stamani hanno squarciato il velo di opacità, collusione, commistione fra affari e politica che si intravedevano dietro alle parole rassicuranti di Comune e Regione, che in Conferenza dei servizi erano state spese, a dispetto di un progetto che fa acqua da tutte le parti, come abbiamo capito fin dal primo momento.

Il nostro Comitato ha denunciato l’inconsistenza della parte sulla mobilità, quella che ci compete, fin dall’inizio. Nel primo progetto abbiamo contestato la scelta dello sfioccamento della Metro B a Magliana per consentire ai tifosi di raggiungere Tor di Valle, indebolendo il flusso verso l’EUR e Laurentina, nel secondo la scelta di sdoppiare le corse facendone arrivare il 50% solo ad Acilia in modo da poter tornare indietro più velocemente. In entrambi abbiamo denunciato l’inesistente potenziamento della Roma Lido (niente soldi, niente treni in più) e della FL1, lo scandalo delle barriere architettoniche ancora presenti, il fantasioso calcolo dell’aumento del flusso veicolare sulla via del Mare/Ostiense, la mancata copertura dei costi delle corse aggiuntive e molto altro. Non ci voleva molto a capire che era un progetto farlocco, rabberciato senza ritegno perché garantito dall’accordo politico con il/la sindaco/a di turno.

Il Comune (attendiamo da dodici mesi l’incontro con l’assessora “zero tituli” Meleo) e la Regione (Civita non ci ha mai ricevuto) ci hanno ignorato e trattato con sufficienza. Ci piacerebbe sapere cosa hanno da dire oggi.

Fino a ieri la sindaca ed il capogruppo M5S in Comune davano per scontato che a fine mese si sarebbe chiuso l’iter amministrativo, in modo da poter garantire al costruttore di turno di scaldare i motori.

Affari e politica: un connubio da stroncare, che in Italia è ancora molto radicato e che chi lavora dal basso come noi conosce per averlo come controparte nelle attività quotidiane. Ne abbiamo incontrati tanti di soggetti con un ruolo “di peso”, molti sono passati senza lasciare traccia, alcuni hanno avuto grane con la giustizia. Non è una novità.

Noi continueremo instancabili il lavoro umile di tutti i giorni per difendere i diritti dei cittadini e di chi non ha voce, spesso smascherando le bugie degli interlocutori di turno, e invitando gli utenti dei servizi ad impegnarsi in prima persona. Questo è garantito.

I cittadini, che pagano le tasse, hanno diritto ad utilizzare i mezzi pubblici e pretendere un servizio efficiente.

 

Comitato Pendolari Roma Ostia

13 giugno 2018

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Come gli amici più attenti avranno visto nei nostri canali web, facebook o twitter, il Comitato Pendolari Roma Ostia,  in collaborazione con altre Associazioni e Comitati di quartiere del X e IX Municipio e con molti singoli cittadini, hanno curato l’invio di tante memorie scritte di osservazione ai contenuti, ai dati arronzati, agli errori e agli strafalcioni, che ci paiono contenuti negli elaborati, nelle planimetrie e nelle relazioni dei progetti firmati dall’ing. Luca PARNASI per la società proponente, la Eurnova S.r.l. .

Dopo ampie “simpatie”, di cui i proponenti han potuto beneficiare all’epoca della Giunta Marino-Caudo, e poi negli uffici della Regione Lazio,, gli imprenditori (finti tifosi) han potuto incontrare una magnifica sponda in alcuni settori dell’attuale Maggioranza capitolina e degli uffici urbanistici comunali.

Già , prima dell’uscita delle notizie sulla retata con gli arresti delle ultime ore, il Comitato aveva predisposto un Comunicato, sulla solerzia e velocità con cui il Dipartimento comunale intendeva “rispondere” alle centinaia di singole osservazioni arrivate.

La gravità dei fatti accaduti attorno all’edificazione del Business Park di Tor di Valle, soprattutto per l’impatto sul traffico, sui trasporti e sulla Roma Lido,  era già chiara ai membri del Comitato da prima dell’immancabile intervento della magistratura inquirente.

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COMUNICATO STAMPA

Business park a Tor di Valle: tra “Città ideale” e affare reale, ovvero, “Com’era bella la mia valle!”

La questione di Tor di valle parte da lontano e passa più volte per gli uffici della Regione Lazio, ma l’accelerazione arriva con l’attuale Giunta comunale.

A Giugno ‘17 approvarono la Delibera comunale passata alle cronache come Delibera sullo “Stadio della Roma”, che della A.S. Roma non è, né mai sarà. Le forze, che han voluto l’edificazione del Business Park in un’intera ansa del Tevere a Tor di Valle, ci sono apparse lontane dalle realtà economiche e occupazionali locali, dal piccolo commercio del IX, X e XI Municipio, dai risparmiatori e dalle medie società, proprietari d’immobili sfitti da anni. Troppi pochi dubbi sulle conseguenze idrogeologiche e ambientali del “progetto” e sul traffico generato in tutto il quadrante e sui trasporti.

Il 5 giugno il vertice della Giunta comunale ha pubblicamente rassicurato (chi?) che i lavori dello “Stadio” partiranno entro il 2018. Sul proprio profilo Facebook, il massimo esponente della maggioranza in Aula Giulio Cesare ha sentito il bisogno di disegnare, con parole eteree e rassicuranti (per chi?), una “Città ideale”, che neppure l’anonimo pittore fiorentino del ‘400 avrebbe osato dipingere “a tal guisa”.

Per tante procedure amministrative, che riguardano la vita di tutti i giorni dei comuni cittadini, occorrono settimane o mesi affinché gli uffici di comunali diano risposte, spesso negative, mentre sull’edificazione dell’ansa sinistra del Tevere a Tor di Valle gli uffici del Dipartimento urbanistica volevano andare come treni, e non quelli della Roma Lido.

Lunedì scorso a mezzanotte è scaduto il termine per presentare documenti di osservazione al progetto per l’immancabile variante di Piano Regolatore e già ieri Roma capitale se ne è uscita con un comunicato web sulla sua home page. Altrettanto solertemente, stamani, il comunicato è stato rimosso!

Pensare che ad oggi il “progetto del nuovo Business Park di Tor di Valle dovrebbe essere ancora sotto un serio esame del Dipartimento Programmazione e Urbanistica del Comune !

L’11.06.2018, scadeva il termine per presentare opposizioni e osservazioni a quanto proposto dalla Società Eurnova S.r.l.. (Luca Parnasi) Mentre gruppi organizzati, associazioni e comitati, in contemporanea a molti cittadini, mandavano al Dipartimento comunale altrettanti documenti, contenenti centinaia di dettagliate osservazioni e opposizioni al “progetto”, dimentica di quanto scritto solo due anni fa nel programma del M5Stelle romano la maggioranza capitolina si preoccupa di dare assicurazioni (ma a chi?) sulla parola d’ordine finale: COSTRUIRE !

COMITATO PENDOLARI ROMA – OSTIA

12 giugno 2018

 

 

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Riportiamo di seguito un report sintetico della riunione della Commissione Urbanistica del IX municipio, richiesta fra gli altri anche dal nostro Comitato, per discutere gli impatti sul territorio derivanti dal progetto.

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Data: 23 maggio 2018

Luogo: Sala Commissioni Municipio IX L.go Berenson

Presenti:

  • Membri Commissione Mancuso (pres.) Ugolini, De Julis, Tranquilli, Maisano, Corrente
  • Membri Comitati          Messina (Comitato Pendolari), Ferlesch (CdQ EUR), Ruzza (Federconsumatori)

 

Oggetto: Problematiche legate al progetto Stadio Tor di Valle

 

La riunione è stata richiesta da un buon numero di Comitati ed associazioni del territorio, preoccupati per l’impatto che il progetto avrà in tutto il quadrante e particolarmente sui quartieri limitrofi ed illustrare i propri dubbi e le criticità rilevate. Si tratta di:

CdQ Decima Torrino

CdQ Eur

Coordinamento Sociale 9 Municipio

Comitato Pendolari Roma Ostia

Comitato Difendiamo Tor di Valle dal Cemento

Federconsumatori

Associazione Vivere Vitinia

 

La riunione è stata richiesta anche per conoscere i dettagli delle variazioni che avverranno a seguito dell’adozione della Variante Urbanistica, con particolare riferimento alle vie di accesso, mobilità, parcheggi, flussi di persone ed altro.

Dati i tempi scarsi della riunione è stato possibile solo illustrare tutte le lacune rilevate nel progetto e evidenziate anche in sede di Conferenza dei servizi.

Fra le altre cose si è messo in evidenza che sussistono problemi legati all’applicazione della legge sugli stadi, che contempla l’applicabilità solo a società sportive, mentre nel caso di Tor di Valle le società impegnate nella realizzazione del progetto sono Eurnova Spa (Parnasi) e AS Roma SPV LLC (Pallotta), cioè una società di cartolarizzazione con sede nel Delaware (USA), problemi sulla proprietà dei terreni, sul regolare svolgimento della Conferenza dei servizi in Regione (su cui esiste già un ricorso al TAR da parte di Codacons), sulla sicurezza (vie di fuga in caso di emergenza), insussistenza del pubblico interesse, inconsistenza dell’ipotesi 50% e 50% di spettatori trasportati via gomma e via ferro.

Si è fatto un disegno chiaro dell’impossibilità di trasportare 7500 passeggeri/h sulla FL1 e 20.000 passeggeri/h sulla Roma Lido, per la quale saranno previsti solo 5 treni nuovi acquistati dalla Regione a partire dal 2021 e forse altri 3 da acquistare a cura del Comune con i soldi del costruttore, in data successiva. Conseguenza dell’impossibilità di trasportare i passeggeri previsti sarà la paralisi dell’intero quadrante. Il Comitato Pendolari ha anche consegnato copia della rilevazione del traffico su gomma in località Tor di Valle. E’ stato fatto presente che la Stazione di Tor di Valle non è affatto in grado di assorbire un flusso di 20.000 passeggeri in un’ora, come scritto sul progetto.

Non c’è stato un dibattito vero e proprio ma tutta la discussione è stata verbalizzata. Nei prossimi giorni dovrebbe essere disponibile copia del verbale.

 

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