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Dopo appena 4 mesi, di cui molti passati ad insistere da parte dei Comitati, siamo finalmente venuti in possesso del verbale della riunione della Commissione del giorno 11 settembre 2017, che pubblichiamo.

 

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La Conferenza dei Servizi sullo Stadio a Tor di Valle ha chiuso i lavori nella stessa maniera sconclusionata con cui erano stati aperti.

L’approvazione era scontata, visto che politicamente i costruttori sono riusciti a sedurre tutti i partiti che in qualche modo avevano voce in capitolo, specie al Comune e alla Regione. Così un progetto inconsistente ed insostenibile ha ricevuto il via libera, nonostante le stesse istituzioni abbiamo evidenziato tante e tali prescrizioni da renderlo difficilmente realizzabile.

Ma sappiamo bene che questo nel nostro paese non conta molto, tanto nessuno controlla. Ed è stato chiarito bene, in sede CdS, che non ci sarà una cabina di regia centralizzata a verificare la rispondenza delle attività da svolgere rispetto a quanto approvato.

Ma i territori non ci stanno a farsi fregare ed accettare supinamente quanto sarà calato sulle nostre teste, senza alcuna consultazione e con una partecipazione solo di facciata, limitata agli interventi circoscritti e permessi in CdS.

Mercoledì 20 a Decima ci sarà una prima risposta, la prima di un certo numero e ad ampio spettro che stiamo mettendo in piedi. Partecipare è importante, sarà un momento di informazione vera, quella che i giornali e i media non danno.

Di seguito la locandina.

 

Locandina evento dicembre Stadio

 

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Il titolo ci pare un’adeguata sintesi di quanto è successo nelle ultime battute della Conferenza dei Servizi decisoria. Era già tutto scritto e tutto deciso da prima che riaprisse i battenti, quello a cui abbiamo assistito in Regione è stata una farsa ed anche mal recitata. L’approvazione del progetto era ormai cosa scontata, si doveva solo mettere a posto la forma, per evitare scivoloni troppo evidenti. Peccato che non ci sia stata la possibilità di diffondere le registrazioni dei lavori, sarebbe stato istruttivo, specie se divulgate in un’aula universitaria, su come non si deve agire quando si amministra la cosa pubblica.

Abbiamo assistito alla fiera del pressappochismo, dalle scoperture economiche di importanti attività (p.es. le idrovore, i costi per le corse aggiuntive Roma Lido e FL1, …) alle imbarazzate sortite su improbabili variazioni al progetto inventate su due piedi e non corredate da uno straccio di documentazione a supporto (piste ciclabili che diventano carrabili, altre corsie nei 2 sensi di marcia fra il GRA e Tor di Valle, corsie preferenziali per i bus sull’Ostiense in caso di flop della Roma Lido, ecc…).

Ma andiamo con ordine.

Che ormai si andava stancamente verso l’approvazione era apparso chiaro quando la Regione, in base a ragionamenti inventati, aveva riaperto la nuova Conferenza dei servizi a settembre. che però era la continuazione della vecchia e dopo che durante tutta l’estate c’era stato un andirivieni di documenti fra Eurnova e le quattro istituzioni preposte per mettere a punto gli aspetti controversi. Questo nonostante che in chiusura la Regione avesse dichiarato che non potevano più pervenire documenti!!

Così, dopo che il Comune, con la giunta Raggi e la maggioranza M5S schierati a difesa dei costruttori, anche la Regione di Zingaretti, e quindi il PD, si schierava a favore, pur con qualche mal di pancia, lo Stato era a favore già da prima e Città Metropolitana, che ha cercato di tenere duro su alcuni punti, poi messa alle strette ha dovuto capitolare e ingoiare il calice amaro.

Solo prescrizioni e raccomandazioni, ma giudizio positivo per tutti.

Essendo la Conferenza dei servizi un organismo tecnico, anche se molto influenzabile ed influenzato dalla politica, ci si sarebbe aspettati un rigore nelle analisi, nella documentazione, e invece si è assistito alla fiera dell’improvvisazione, con ipotesi che arrivavano non suffragate da nessun elemento concreto, proposte dell’ultimo minuto prive delle relative relazioni e planimetrie, addirittura idee buttate lì sul momento, senza neppure verificarne l’attendibilità.

Tutto l’impianto si basa su modelli matematici di simulazione, perfetti per un’aula di università ma un po’ meno se calati nella realtà vera. Tutto bene quindi per il rischio idrogeologico (la zona è classificata R3 e R4, cioè il massimo del rischio possibile), si alzano un po’ gli argini del fosso di Vallerano e nessuno si cura di cosa succederà quando un tappo di migliaia di tonnellate di cemento verrà calato sul terreno impedendo all’acqua di fuoriuscire e quindi forzandone il flusso verso il quartiere di Decima, già oggi oggetto di allagamenti frequenti in condizioni di “normalità”. Ma la cosa più da manuale riguarda sicuramente la trasportistica. Anche qui tutto simulato secondo tabelle e parametri standard, ma senza tenere conto di cosa scorre per strada già oggi in quel quadrante.

Per la mobilità il pressappochismo è arrivato a livelli massimi quando seriamente è stato affermato dal proponente e confermato dal Comune che saranno trasportati 30.000 passeggeri/ora: 22.500 sulla Roma Lido e 7.500 sulla FL1. Ci si sarebbe aspettati una fragorosa risata e invece no, tutti seri, anche se nessuno ci crede, a partire dalla Regione che infatti ha puntualizzato che servono spese sulle infrastrutture per circa 36 milioni di euro, un intervento alla stazione FS Magliana per 10 milioni e 28 treni sulla Roma Lido (di cui 20 funzionanti in contemporanea). Per non parlare delle spese per le corse aggiuntive della Roma Lido e della FL1 che la Regione non sosterrà (altri milioni di euro). Il Comune si è affrettato a dire che i 45 milioni versati dal costruttore saranno messi sull’acquisto dei treni (max 5), smentito dallo stesso proponente, che ha chiarito che solo circa la metà andranno in acquisto nuovi treni (quindi max 3). Peraltro i nuovi treni andranno a rimpiazzare quelli vecchi arrivati a fine vita o comunque  non  più utilizzabili, come abbiamo puntualizzato noi. Oggi abbiamo al massimo 6 treni in contemporanea e circa 7.000 passeggeri/ora trasportati.

La Città Metropolitana ha richiesto una nuova rotatoria, due nuove corsie sull’Ostiense dal GRA a TDV (peccato che non c’è spazio fisico, a meno che non si vogliano fare sopraelevate!), un ulteriore svincolo di emergenza per veicoli utilizzando l’allargamento dell’attuale pista ciclabile e così via. Ha anche aggiunto che lo stadio è compatibile con il PTPG, ma il Convivium e il Business Park no.

Lo Stato (MIT, VV.FF) ha espresso riserve sul flusso di traffico da e per il GRA che è perennemente intasato in quella zona, richiedendone il monitoraggio. Gli abbiamo detto che noi Pendolari il monitoraggio l’abbiamo fatto e l’abbiamo anche pubblicato, è consultabile anche per i loro esperti!

E poi ACEA ha affermato di non pagare i 5 milioni di euro previsti per le famose idrovore.

La stessa segreteria della Conferenza dei sindaci ha affermato che ci sono numerose attività che non hanno copertura finanziaria.

Tutto questo, nonostante evidentemente non stia in piedi, è stato comunque approvato, perché nessuno se l’è sentita di prendere le distanze dagli ordini di scuderia pervenuti dai partiti di riferimento.

I più sbracati sono stati quelli del Comune che hanno assicurato la vigilanza sugli adempimenti da parte del proponente!

Poi c’è stata la querelle sulla procedura da seguire dopo la Conferenza dei Servizi. La Regione ha proposto che dopo aver stilato il documento finale (entro Natale), l’iter dovrà passare alla Giunta Regionale per la successiva Determina, quindi al Comune per la Variante al PRG e depositata in visione in modo da poter recepire osservazioni e fare le controdeduzioni ed infine tornare alla Regione in giunta per la Delibera che vale come Nulla Osta a costruire.

I palazzinari, non sazi per aver portato a casa l’approvazione, si sono opposti veementemente perché avrebbero voluto il Nulla Osta già con il Parere della CDS!!!

Tutte le associazioni e i comitati si sono opposte con forza ed argomenti. I Pendolari hanno evidenziato che il progetto era insostenibile dal punto di vista della mobilità, che le attività senza adeguate coperture semplicemente non saranno  svolte oppure andranno a carico della collettività, che la Roma Lido rimarrà quella che è e quindi i 30.000 passeggeri sono un’invenzione, e quindi il criterio 50% e 50% di persone trasportate su ferro e su gomma non ci sarà e pertanto è fin troppo facilmente prevedibile un aggravio di traffico veicolare privato su gomma che si andrà a sommare a quello già ampiamente critico di oggi, portando alla paralisi di tutto il quadrante. Quindi in definitiva l’insostenibilità del progetto porterà a seri problemi di ordine pubblico.

Abbiamo chiesto se qualcuno si è preoccupato di mettere giù uno straccio di analisi dei rischi, che magari prevedesse un piano B nel caso (sicuro secondo noi) in cui la Roma Lido collassasse sotto il peso del triplicarsi del carico passeggeri. Ovviamente silenzio imbarazzato. Nessun’analisi dei rischi in un progetto del genere!

Quanto alla vigilanza del Comune ci siamo permessi di ironizzare, citando la nulla vigilanza che ha svolto e svolge su Atac in merito per esempio ai lavori nelle stazioni di Acilia sud e Tor di Valle, fermi per la terza volta ormai da molti mesi.

Siamo stati accusati di aver minacciato ed intimidito i partecipanti alla CDS, solo per aver detto la verità!

E così si è chiuso il sipario su questo circo Barnum che se diventerà realtà sarà un inferno per i cittadini del territorio e tutti i pendolari da Roma a Ostia.

Ma per fortuna non finisce qui. Non ci arrendiamo certo così facilmente.

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Riportiamo di seguito il Comunicato stampa a firma congiunta del Comitato Difendiamo Tor di Valle dal cemento e da C.A.L.M.A., che riporta la sintesi fedele della surreale conferenza di venerdì scorso.

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Comitato “Difendiamo Tor di Valle dal Cemento”

Coordinamento Associazioni Lazio Mobilità Alternativa

 

Comunicato Stampa

 

Nella più grande confusione dei contenuti e delle decisioni si è svolta venerdì 24 novembre la seconda seduta della Conferenza dei Servizi sul Business Park – alias stadio – a Tor di Valle. I Rappresentanti Unici di Stato, Regione, Area Metropolitana e Roma Capitale hanno dichiarato l’assenso al progetto con una serie di prescrizioni e condizioni che sono state presentate alla CdS… il giorno prima o il giorno stesso! Quindi prescrizioni e indicazioni per alcune decine di pagine che nessuno ha potuto leggere e studiare: saltano le procedure, scompare ogni trasparenza, ma si va avanti lo stesso.

Contro un muro di gomma di orecchie tappate e occhi chiusi si è scontrato l’intervento del Prof. Giuseppe Gisotti, geologo presidente della Società Italiana di Geologia Ambientale, che ha presentato una relazione sul rischio idrico e geologico nell’ansa del Tevere di Tor di Valle, un’area composta di argille sottoconsolidate e depositi sciolti di origine biologica, per di più sottoposta al fenomeno della subsidenza  nella misura accertata e misurata di 3/5 millimetri all’anno!

Nulla si sa, nulla ci si è domandati, nulla si è detto sui costi da sostenere e su chi pagherà per l’esproprio delle aree non di proprietà del proponente, un’area di circa 350.000 metri quadrati di proprietà delle società Filemone e Immobilquindici che fin dal 2014 avevano diffidato Roma Capitale dall’approvare questo progetto.

Nulla si sa, nulla si è detto su quanto costeranno la costruzione e il funzionamento delle idrovore che dovranno essere realizzate a carico di Roma Capitale: soldi pubblici spesi per garantire la funzionalità di un’opera privata.

Nulla si sa, nulla si è detto sulle conseguenze che la costruzione di parcheggi interrati per migliaia di metri quadrati e l’uso di centinaia di pali di fondazione lunghi 60 metri avranno sulle falde acquifere superficiali e profonde dell’area golenale.

Nulla è stato possibile sapere su chi vigilerà che le decine di prescrizioni e condizioni  siano rispettate dal costruttore, che cosa succederà in caso di mancato rispetto, chi avrà l’autorità di verificare, controllare, sanzionare…

Ma soprattutto: tutti hanno potuto verificare e hanno ammesso l’impossibilità di rispettare il criterio del 50% e 50% di spettatori e utenti che accederanno all’area con il trasporto pubblico e il trasporto privato, ma si va avanti lo stesso, come se questa prescrizione, indicata nella delibera sul pubblico interesse approvata dall’Assemblea Capitolina, non esistesse!

Anzi, poiché tutti sono consapevoli che la mole di trasporto privato che accederà a quell’area porterà la viabilità del quadrante a una congestione totale, sono volate fuori proposte fantasiose ed estemporanee come la trasformazione di una corsia della futura via Ostiense in corsia preferianzale per gli autobus! Proposte mai sentite prima, assenti nel progetto, mai verificate con Anas e Atac, tirate fuori sul momento, così come se stessimo a chiacchierare al bar: ed eravamo in una seduta ufficiale della Conferenza dei Servizi!

E’ talmente cruciale il problema della viabilità e dell’accessibilità, sono tutti talmente consapevoli che si sta andando incontro a un disastro, che il giorno dopo (il giorno dopo!) dai giornali siamo venuti a sapere che i ministri Delrio e Lotti assicurano un finanziamento di 100 milioni per costruire il “ponte di Traiano”, il famigerato ponte che dovrebbe collegare l’area del Business Park all’autostrada Roma-Fiumicino. Ancora una volta soldi pubblici in favore di interessi privati. E di un aspetto così cruciale in Conferenza dei Servizi nemmeno una parola, nemmeno da parte del rappresentante del Ministero delle Infrastrutture e Trasporti lì presente proprio nelle ore in cui il suo ministro annunciava da un’altra parte il finanziamento del famigerato ponte.

E’ dall’inizio che questo progetto fa acqua, partito dall’idea assurda di costruire una nuova centralità urbana in un’ansa del fiume Tevere, solo per il fatto che un potente costruttore romano si era accaparrato una parte di quei terreni al prezzo del suolo agricolo. Ma le cose sono andate così: ben due Giunte e due Sindaci di Roma Capitale asservite e asserviti agli interessi privati di un palazzinaro romano e di un finanziere americano. E il modo assurdo in cui questa Conferenza dei Servizi procede ne è la degna conclusione.

Ma ci sarà un giudice a Berlino.

 

Roma, 27 novembre 2017

 

difendiamotordivalle@gmail.com

FB Difendiamo Tor di Valle

www.calmamobilita.net

 

 

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Carta di intenti: una risposta

Abbiamo ricevuto ieri, un po’ tardi per la verità, una risposta alla nostra richiesta di sottoscrizione della Carta di intenti.  E’ Firmata Monica Picca, candidata per il centro-destra.

Nessuna risposta dall’altra candidata, Di Pillo.

Riportiamo il documento firmato.

 

Carta Intenti Picca

 

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Tanto per non stare alla finestra e pensando di fare una cosa utile alla collettività, dopo l’incontro con i candidati Presidente di un paio di settimane fa, abbiamo deciso di incalzare le due sfidanti sopravvissute dopo il primo round.

Abbiamo deciso di raccogliere una serie di punti su cui in qualità di mini-sindaca nel caso di elezione, ovvero dai banchi dell’opposizione, le due candidate si impegnano nel corso della prossima consiliatura.

Sono temi di facile comprensione e condivisione, secondo noi, vedremo se di altrettanto facile accettazione ed eventualmente applicazione istituzionale. Domani sapremo chi ha condiviso che cosa e ne daremo conto.

E’ evidente che nel caso di sottoscrizione non ci accontenteremo della firma, ma andremo poi a reclamare le azioni conseguenti ed alla verifica degli impegni sottoscritti.

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CARTA DI IMPEGNO SUL TEMA DELLA MOBILITA

 

 

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Pubblichiamo una segnalazione pervenuta da Alessandra e relativa a due episodi pesanti che la dicono lunga su come si vive in questa città se si è portatori di handicap.

 

Sono una cittadina romana, normo dotata, che si sposta con i mezzi pubblici: Roma Lido e linea Metro B,  da Acilia (x Municipio) al Rione Monti da quasi trent’anni. Stamattina ho assistito a due episodi, che non ho fotografato per rispetto dei diretti interessati, ma ai quali erano presenti centinaia di testimoni.

Ad Acilia, un ragazzo disabile, in carrozzina, causa inagibilità dell’ascensore, ha dovuto strisciare per terra e sedersi sulla scala mobile per accedere alla banchina direzione Porta san Paolo. Solo mezz’ora dopo, sulla linea B, una ragazza non vedente e guidata da un cane, seduta in un vagone in cui si viaggiava oltre il limite del possibile causa bassa frequenza, per riuscire a scendere alla fermata, non vedendo e non essendo vista a causa sovraffollamento, ha rischiato di cadere lei e molti altri.

Due episodi, due giovani ragazzi​. Mi chiedo che città è questa, che non solo rende impossibile la vita quotidiana di persone come me, ma che non è in grado di tutelare le fasce più deboli della società. Questa comunicazione, che non vuole essere altro che una mera denuncia di fatti, sarà in inviata ai giornali, ad Atac e al Comune di Roma. Basta slogan ed #hastag. Risolleviamo Roma per davvero!

 

E questa è stata la risposta di Nica.

Condivido questa testimonianza di una pendolare che ha assistito a due eventi che in un paese civile non dovrebbero mai accadere : 

  •  ragazzo disabile costretto a sedersi sulla scala mobile perché l’ascensore è non funzionante
  •   ragazza non vedente travolta dalla folla che si ammassa nelle carrozze metro e impossibilitata a scendere alla sua fermata.

Ci siamo informate e ci sarebbe dovuto essere un servizio navetta che trasporta i disabili verso la stazione più vicina senza barriere architettoniche , servizio soppresso per problemi di appalti e costi.
Inaccettabile e vergognoso.
Stiamo scrivendo in massa per denunciare tutto ciò chi fosse interessato ci contatti e mandiamo il testo della mail, può non essere niente o può far capire al potere che c’è chi inizia a ribellarsi!

 

 

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