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Lunedì 23 in piazza Capelvenere il Comitato Pendolari ha convocato i candidati a sindaco e a presidente di municipio per un confronto di idee e proposte sulla Roma Lido.

Buona la presenza di quasi tutti gli schieramenti, con l’assenza del PD.

La discussione è stata interessante, anche se non sempre è riuscita ad andare oltre l’esposizione dei programmi elettorali, senza entrare nel merito della tragica situazione che vive la nostra ferrovia.

Tre ore di dibattito e confronto. Abbiamo preso nota di tutti gli interventi, dopo le elezioni andremo a chiedere conto agli eletti/e delle loro promesse.

“La Roma Lido fa schifo…” ?

Questa mattina, 17 settembre, il Presidente della Regione Lazio, on.le Nicola Zingaretti, apparirà in Sala Tevere nel palazzone della Regione davanti ad un ristretto auditorio, cui non sono stati invitati sindacati, associazioni di consumatori e, ovviamente, il Comitato Pendolari Roma Ostia, che ben più di altri sono i diretti interessati alle vicende delle ferrovie regionali ex- concesse Lido, Nord e Giardinetti.

Da quando le prese in carico la sua Giunta nel 2013, il disastro di queste linee sembra inarrestabile.


La Roma Lido fino a metà del 2016
nell’Orario Ufficiale, predisposto da ATAC S.p.A. e approvato dalla Regione, prevedeva 180/corse/giorno, con frequenze in ore di punta a 7 minuti e mezzo.
Si scese poi a 178/corse/giorno ed a frequenze di punta a 10 minuti, con l’Orario in vigore fino Febbraio 2020 ed a 152/corse e frequenze massime a 15 minuti con quello post pandemia, “teoricamente” assicurato fino a giugno scorso. Da Luglio 2021 l’Orario è ulteriormente crollato a 138 corse/giorno teoriche e frequenza ordinaria massima a 15 minuti, mai totalmente rispettata, foss’anche per un solo giorno di questa estate.
Oggi il Presidente si presenta in Sala Tevere, ma non s’espone a domande acute dei giornalisti; porta in dote tre stazioni chiuse ad Ostia su 13 della linea, per mancata manutenzione, ordinaria, generale e straordinaria, di tutti i diciotto treni assegnati alla Lido.
Oggi l’Orario Ufficiale della sua ferrovia, tagliata nel tragitto per 1/4, promette al massimo 122/corse/giorno totali, che scendono a sole 98 nei festivi: un record negativo storico degli ultimi decenni.

Forse darà qualche lume sul mancato subentro di Astral/Cotral dall’anno passato o dal 1 luglio scorso, che come Comitati pendolari paventavamo da tempo; forse farà dare all’ing. Mallamo e alla dott.ssa Colaceci rassicurazioni sul subentro dello loro aziende da …. ?
Forse ci illuminerà su quando termineranno i lavori della nuova stazione di Acilia sud o del fabbricato viaggiatori a Tor di Valle, previsti da un Accordo di programma, Regione-ex Ministero trasporti del 2002, o ci parlerà di quando inizierà la progettazione esecutiva delle tre nuove fermate, previste da anni dal Piano regolatore generale e finanziabili integralmente da molto tempo.

“La Roma Lido fa schifo …”, forse dirà;
certamente lo fa molto più di quando queste parole le pronunciò, a dicembre 2019, in analoga conferenza stampa nel “riaperto” cantiere per la stazione sotterranea della Roma Nord di piazzale Flaminio.

Dirà ancora qualche “verità” sul fatto che la Regione abbia “speso”, o forse “impegnato”, o magari solamente “programmato” di spendere “817 milioni di cui 500 attivabili entro il primo semestre …” come scriveva a dicembre 2019 l’Assessore e la sua Regione in slide informative sul tema degli interventi necessari.
Allora, a tre anni (oggi ormai divenuti cinque) dal noto Patto per il Lazio Renzi-Zingaretti e dai famosissimi 180 milioni per la Roma Lido, si chiariva a cosa servissero quei soldi (non a trasformare la Lido nella Metro E), quanto si stimava per i principali interventi e chi fosse, fin dal 2018, il soggetto attuatore scelto dal Ministero delle infrastrutture e dei trasporti (per fortuna), cioè Rete Ferroviaria Italiana, per gli indispensabili interventi su linea aerea, binari, massicciate e infrastruttura, quelli che dovrebbero partire da febbraio 2022; a quella data saranno passati “solo” tre anni.


Sia chiaro: le tre fermate si devono e si possono riaprire da subito, applicando l’Orario Ufficiale del 5 luglio e gestendolo con 6 convogli giornalieri, tra gli 8 treni funzionanti, presenti nel Deposito Magliana.
Sia chiaro: per recuperare un po’ dei disastri fatti e della credibilità gestionale e politica persa, si invitano caldamente i soggetti istituzionali presenti in conferenza stampa a considerare che i lavori sulla infrastruttura dovranno essere fatti “in costanza di esercizio” .

Non si pensasse che i Comitati pendolari e i Comitati di quartiere e i cittadini del X e IX Municipio accetteranno tranquillamente altre riduzioni di treni, tagli ai servizi, alla linea e chiusure di stazioni, senza neppure la certezza di navette aggiuntive e protratti per mesi con la scusa del “Stiamo lavorando per voi”.
Chi si riempie la bocca di promesse di trasformazione della Roma Lido in Metro E o della Roma Nord in Metro F, tratti da subito le due linee come “aspiranti metropolitane”: come sulla metro A è accaduto decine di volte, anche su Lido e Nord i lavori si fanno notturni, festivi, talvolta serali o estivi.

Roma, 17 settembre 2021

Puntuale come sempre, ad ogni elezione il Comitato Pendolari Roma Ostia organizza un confronto aperto con tutt* i/le candidat* per discutere della Roma Lido ma soprattutto per far esprimere chi si è fatto avanti per governare su quali sono le ricette che intende presentare e dopo l’elezione applicare.

Auspichiamo un’ampia partecipazione di candidat* e di cittadin*, che possono ascoltare con le loro orecchie le promesse e poi verificare se si trasformeranno in realtà o rimarranno chiacchiere.

Questo è il testo del volantino che abbiamo distribuito a Lido Centro e Stella Polare e che continueremo a distribuire nei prossimi giorni per denunciare le responsabilità dello sfascio della Roma Lido.

A soli 2 giorni lavorativi dall’avvio del nuovo Orario scolastico-invernale, ATAC S.p.A. ha finalmente rotto … il silenzio : abbiamo i nuovi orari Roma-Lido e qualche informazione sulle navette sostitutive.

Da anni al Deposito Magliana dormono DICIOTTO treni, CAF300 o MA200, affidati ad ATAC . Non riescono a tirarne fuori un numero sufficiente per fare le corse degli Orari Ufficiali, “pensati” da ATAC, approvati o avvallati dalla Regione senza mai ascoltare utenti e istituzioni locali; a dispetto di quello che dicono taluni dirigenti regionali ai Comitati pendolari, vale il detto “ Chi tace acconsente ”.

Non sapendo cosa far di meglio, chiudono tre stazioni di Ostia (Colombo, Castel Fusano e Stella Polare), l’intero tratto finale della Roma Lido, limitando il servizio su ferro a Lido Centro, tagliando il percorso di 15 minuti, tra andata e ritorno.

Mentre i due famosi Assessori, Alessandri e Calabrese , trovano sempre il tempo per competere su chi le scrive più grosse su errori e mancanze dell’altrui parte, per distogliere osservatori e elettori da quelli abbondanti della propria, sotto al palco di questo teatrino della politica pre-elettorale restano abbandonati cittadini, passeggeri e disabili.

Questi ultimi, con gravi difficoltà motorie e nel silenzio pressoché generale, già da gennaio sono stati esclusi dal diritto alla mobilità pubblica su Roma Lido e pure sulla Metro B, visto il numero preponderante di stazioni irraggiungibili per guasti ad ascensori o montascale. A Stella Polare, dove insistono il principale ospedale del litorale laziale e il principale centro riabilitativo pubblico della ASL RM3, i Comitati erano riusciti un mese fa, con suppliche e questue personali che non vi raccontiamo , ad ottenere che l’apparato pubblico riparasse e collaudasse due opere essenziali e “colossali” per il trasporto pubblico: 2 ascensori fermi da mesi.

Di veline e comunicati stampa “ufficiali”, con dati e info non verificati, prodotti dai soggetti coinvolti in varia misura in questo disastro totale, ne abbiamo letti molti, troppi in questi giorni.

Cose vaghe, realtà omesse, ma anche grossolane imprecisioni e falsità.

Non è vero che sono iniziate le manutenzioni straordinarie dei treni della Roma Lido, detto e scritto come se tutti o i più dei treni fermi, tra i 18 citati, fossero in officina: lo sono solo 2 a Magliana e 2 a Graniti da pochi giorni.

Non è vero che li rivedremo in linea tra 2 o 3 mesi; le revisioni generali degli MA200 e le manutenzioni straordinarie ai carrelli (i 4 CAF300 ritirati per ordine reiterato di ANSFISA) o quelle per fine chilometraggio (tutti i CAF300, anche della Metro A nell’imminente futuro) sono cose complesse: occorreranno 5/6 mesi per ciascun treno, lavorati al massimo a coppie di 2+2; nulla di più … e poi la giostra ricomincia con gli altri convogli.

Dei 5 treni nuovi , di cui neppure è stato ancora firmato il Contratto di appalto, non val la pena qui di scrivere .

Ci aspettano minimo 12 mesi di passione e carenze grossolane di treni in revisione , ma non né vero che si taglia e si chiude solo perché “mancano i treni” .

Avendone in affidamento 18 e bastandone 6 funzionanti per un servizio minimo a 15 minuti su tutta la linea la realtà è diversa: tra luglio e agosto 8 diversi treni hanno comunque “girato” sulla Lido (4 CAF300 e 4MA200).

Manca un livello adeguato di seria e continua manutenzione ordinaria, che comprenda l’acquisto dei necessari pezzi di ricambio, nuovi o ricondizionati, senza cannibalizzarli da altre rotabile per condannarle all’oblio.

Per questo tipo di manutenzioni ordinarie ATAC è già abbondantemente pagata con i 77 milioni+ IVA del Contratto di servizio Regione-Atac, con abbonamenti e biglietti, gli introiti pubblicitari o per l’uso dei locali delle stazioni, per un totale di circa 125 milioni/euro/anno , per le tre disastrate ferrovie regionali ex concesse Lido, Nord e Giardinetti.

Soprattutto l’Orario in vigore da lunedì prossimo fa cadere la principale “ bugia ” detta a più voci , istituzionali e giornalistiche, per motivare e quasi per giustificare la solita politica del riduco, taglio e chiudo; non è vero che sacrificare cittadini e utenti dei quartieri da Ostia levante fino a Torvajanica, compresi i frequentatori dei poli sanitari e universitari di cui tanto si fa bella la Regione Lazio in questi mesi, avrebbe assicurato un servizio migliore sui restanti ¾ della ferrovia .

ATAC LIMITERA’ il servizio a Lido Centro ma COMUNQUE: DIMINUIRA’ le corse a sole 122 al giorno, ora sono 138, e 98 la Domenica (2 anni fa erano 118); PEGGIORERA’ la frequenza a 18 minuti tra treno e treno rispetto ai 15’ attuali; FARA’ TRANSITARE solo TRE treni in un’ora per senso di marcia, al posto dei 4 ora scritti nell’Orario.​Neppure hanno avuto l’accortezza di allungare la linea bus 07 fino a Lido Ostia Centro , per non aggravare ulteriormente cittadini e lavoratori di Torvajanica, Campo ascolano, Villaggio Tognazzi: li scaricherà dove il treno non passa più! BASTA Signori incapaci: RIAPRITE e RIPRISTINATE l’Orario Ufficiale del 5 Luglio!

La frequente pubblicazione di post in rete da parte dell’Assessore alla Mobilità Alessandri denota un certo nervosismo, derivante dalla disastrosa situazione della Roma Lido e delle altre ferrovie ex-concesse e dalle elezioni che si avvicinano.

Mai una parola di autocritica.

Dopo ben tre anni e mezzo di sua gestione dell’assessorato e ben otto e mezzo di gestione Zingaretti in Regione, lo splendido risultato raggiunto, oltre alla salda e poco invidiabile posizione di preminenza fra le peggiori ferrovie in Italia (cfr. Rapporti Pendolaria di Legambiente degli ultimi anni), è quello di aver portato colpevolmente la Roma Lido e le ex-concesse allo sfascio totale.

Ignoriamo se la Regione abbia un servizio di Internal Auditing, ma se ci fosse ci piacerebbe piacere che cosa ne pensa dell’operato di questi geni del male.

Come Comitato Pendolari abbiamo sempre sperato che qualcuno all’interno dell’Assessorato e della Direzione Regionale Trasporti si preoccupasse di migliorare il servizio già scadente ereditato dall’amministrazione precedente. E invece questi signori (ben pagati con i soldi dei contribuenti) sono riusciti nella difficile impresa di peggiorare il servizio fino ai livelli di inciviltà dei giorni odierni. Siamo passati da una frequenza di un treno ogni 10′ ad uno ogni 25/30′ dei giorni nostri.

Questo è l’unico indicatore che interessa ai viaggiatori. Il resto sono “chiacchiere e distintivo”.

Eppure a leggere i post dell’Assessore e del suo Presidente sembra che tutto vada bene, che ci aspetti un futuro radioso e che la linea presto sarà un gioiellino. Ci chiediamo: com’è possibile tanta ipocrisia? Ma che cosa hanno fatto in questi lunghissimi anni?

Ci viene da pensare che lorsignori vivano una sorta di “realtà virtuale”, fatta di videogames in cui le persone vere non esistono, ci sono solo pupazzi animati ed anche treni e stazioni sono solo un cartone animato. E tutto è finzione. Da qui le parole senza molto senso affidate alla stampa servizievole, molta della quale neppure è in grado di capire la quantità di bugie od omissioni che si nascondono dietro ai comunicati trionfalistici.

La realtà, quella vera è un’altra, è fatta di persone in carne ed ossa che sono stufe di attendere per 30-40 minuti un treno sotto il sole, senza sapere se poi si fermerà a causa di qualche guasto una volta saliti a bordo.

E sono così stufe che piano piano hanno deciso di tornare a utilizzare l’auto, nonostante le code per strada ed il costo economico da sopportare.

Questi incompetenti che occupano comode poltrone come hanno fatto a non sapere che i treni erano giunti al limite e che senza manutenzione si sarebbero dovuti fermare? Come hanno potuto ignorare gli alert che il Comitato Pendolari ha lanciato loro da anni? Si rendono conto di cosa significa sostituire il treno con il poderoso servizio di navette di Atac nelle stazioni fra Lido Centro e Colombo?

Questi sono alieni giunti da un altro mondo, che si sono installati nella Regione e pensano ancora di stare su Marte! Strano che non abbiano ancora annunciato il teletrasporto con la dematerializzazione dei corpi! Probabilmente l’arguto assessore lo annuncerà in piena campagna elettorale. Sarà l’asso nella manica.

Annunciare che sono iniziati alcuni (pochi) lavori ma senza sapere quando termineranno non ci pare affatto un grosso risultato. Anche i lavori per la stazione di Acilia sud ed il rifacimento di Tor di Valle sono iniziati otto anni fa e sono fermi da quattro, senza che la Regione abbia fatto gran che per risolvere le problematiche.

Ma vediamo alcune perle del nostro E.T. alla guida della mobilità regionale.

“Al lavoro facendo parlare i fatti” tuona il nostro e dal suo staff. Ecco invece come stanno le cose.

GLI ANNUNCI LA CRUDA REALTA’
Gara per l’acquisto di nuovi treni aggiudicata.Dopo appena 2 anni e mezzo dall’uscita del bando!
Se non ci sono problemi (e pare un eufemismo), vedremo il primo treno per il Giubileo del 2025.
E nel frattempo che succede?
.
Inizio interventi manutenzione treni a fine agostoQuando termineranno le manutenzioni? Non si sa.
Si sa che per un treno che torna dalle manutenzioni un altro in esercizio parte.
Saldo totale = 0.
Nel frattempo vengono chiuse 3 stazioni almeno fino a marzo.
.
Nuovo deposito di Ostia.
Progettazione definitiva
Quali sono i riflessi dell’utilità del nuovo deposito sul servizio (Frequenza passaggi treni, …)? Zero.
E cosa significa Progettazione definitiva? Iniziata? Finita? Stime entrata in servizio?
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Ammodernamento completo della linea. Partenza lavori a febbraio 2022Durata lavori? Termine lavori?
Chiusura completa della linea durante i lunghi mesi dei lavori o solo parziale (binario unico)? Navette sostitutive? Tutti in auto?
Chissà!!!
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Stazione di Acilia sud:
Tutto a posto, manca solo una firma!
Purtroppo non ripartirà nessun cantiere né ad Acilia Sud né a Tor di Valle!
.

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Ma questi sono solo alcuni degli argomenti che i nostri marziani usano per farsi pubblicità.

Riteniamo cosa buona e giusta invitare i “nostri” E.T. a prendere una decisione coraggiosa: riprendete la vostra astronave con cui siete atterrati in Regione e tornate a casa vostra su Marte!

“Per fare un tavolo ci vuole un fiore” e per fare un servizio di trasporto ?

Il 22 maggio l’Assessore regionale ai lavori pubblici, tutela del territorio e mobilità, Mauro Alessandri, postò sul proprio profilo Facebook un commento per fare “il punto” sugli investimenti previsti e/o prevedibili della Regione Lazio per le ferrovie ex-concesse.
Pur paventando i disastri e le smentite, di fatto avvenuti nei tre mesi a seguire, come ad esempio il
mancato subentro di Astral/Cotral dal 1^ luglio, come Comitati pendolari delle tre disastrate ferrovie
regionali apprezzammo il tentativo di informarci, illudendoci fosse stato pensato per noi pendolari e non per la stampa o per ignari tassisti, o turisti svedesi o russi, non abituati a viaggiare su Roma Lido, Roma Nord o Roma Giardinetti, quindi facili a creder vera ed esatta qualsiasi cosa scritta in proposito.
Anche se fonti regionali ci dicono che gli uffici son sempre “a schiena bassa” a lavorare per salvare il
futuro delle tre sciagurate ferrovie regionali, pare che il tempo da impiegare per fare nuovi post o informative alla stampa sulle cose “risolte” e sui soldi “spesi”, in Regione lo trovino sempre.
Per questo, ci pare utile ampliare l’intento comunicativo delle parole di Alessandri riportate due giorni
fa, ad esempio, in un comunicato stampa della Regione (link: https://www.regione.lazio.it/notizie/Roma-Lidomanutenzione-straordinaria-treni ) o nel testo e nel virgolettato di alcuni articoli di stampa/web come quello della testata web di Canale 10 (https://canaledieci.it/2021/09/01/roma-lido-manutenzione-treni/ ) o quello di Roma Today (link: https://www.romatoday.it/attualita/restyling-roma-lido.html ) e simili, traducendo dati e date un po’ equivoche e non comprensibili “fino in fondo”, perché scritti nel consueto gergo proprio della politica italiana di questi anni: lo “annunciese” .

Il punto sulle carenti manutenzioni dei treni della Roma Lido.


Per la Roma Lido fino a metà del 2016 l’Orario Ufficiale, predisposto da ATAC S.p.A. e approvato dalla
Regione Lazio, prevedeva 180/corse/giorno, con frequenze in ore di punta a 7 minuti e mezzo. Si scese poi a 178/corse/giorno ed a frequenze di punta a 10 minuti, con l’Orario in vigore fino Febbraio 2020, ed a 152/corse e frequenze massime a 15 minuti con quello post pandemia, “teoricamente” assicurato fino a giugno scorso. Come i lettori ben ricordano (sui “propri calli”) da Luglio 2021 l’Orario è ulteriormente crollato a 138 corse/giorno teoriche e frequenza ordinaria massima a 15 minuti, mai totalmente rispettata, foss’anche per un solo giorno di questa estate, con la maggior parte delle giornate concluse con circa 100 corse/giorno e frequenze a 25/30 minuti di media, con punte di 35/45 minuti di attesa in banchina.
“Per fare un albero, ci vuole un fiore” dicevano le parole di Rodari, cantate da Endrigo, ma per fare un
servizio ferroviario ci vogliono i treni.

Visti i tempi attuali di andata/ritorno dei convogli tra Roma Porta S. Paolo e C. Colombo (90 minuti di
“giro treno”), rotabili di riserva comprese ne occorrerebbero 13 di treni per fare bene l’orario di punta a 7 minuti e mezzo, 10 per fare quello a 10 minuti, 7 per fare quello a 15 minuti d’intervallo. Va chiarito che anche in questi mesi estivi ATAC avrebbe avuto treni sufficienti a rispettare il servizio a 15 minuti, pur considerando il CAF messo fuori uso per tre settimane perché colpito da un pericoloso atto vandalico al vetro anteriore del macchinista, ma solo se supportati da una idonea e rapida manutenzione ordinaria; tra luglio e agosto dal Deposito di Magliana sono usciti, per entrare in servizio giornaliero, otto diverse rotabili, eppure … negli ultimi tre mesi hanno girato in contemporanea in linea mediamente … tre/quattro convogli.
Incidentati, incendiati, guasti, in manutenzione ordinaria lenta o in attesa pezzi di ricambio o di revisione o collaudo, quale che sia la motivazione del “Chi lo ha visto?”, si tratta comunque di mezzi di
trasporto “assenti”; si badi bene “assenti” non “mancanti” alla dotazione della ferrovia.

Quanti treni ha in affidamento la Roma Lido in base agli allegati al Contratto di Servizio, firmato tra
Regione e ATAC a Maggio 2017 ed ancora vigente in regime di mera e reiterata proroga?
Sei? Otto? Dodici oppure 15? No! Ne ha addirittura diciotto : 8 CAF300 (ex Metro A – di proprietà di ATAC) e 10 MA200 (di proprietà di Roma Capitale – ex Metro A del Giubileo, poi tolti e rifilati alla Roma Lido per pessima affidabilità conclamata)
(“Impossibile siano 18” verrebbe da dire, ma per chi si volesse cimentare come Bartezzaghi riportiamo di seguito l’elenco ufficiale).

Basterebbero per dare, già ora, un servizio addirittura a 5 minuti?
Basterebbero e avanzerebbero, se in questi 15 anni di affidamento senza gara dalla Regione Lazio ad ATAC S.p.A. fossero stati manutenuti a dovere. Sulla manutenzione, diamo conto della improduttiva querelle di questa estate tra Pietro Calabrese e Mauro Alessandri e domandiamo: Contratto di Servizio alla mano a chi spetterebbe fare la manutenzione?
L’articolo 11, comma 1, del Contratto di servizio in proroga, chiarisce che “ATAC è responsabile della conservazione, del mantenimento in funzionalità e del rispetto delle norme di sicurezza e di igiene di tutti i beni (mezzi di trasporto, depositi, stazioni, altre infrastrutture, sistemi tecnologici, impianti) utilizzati per l’esercizio dei servizi affidati e delle loro pertinenze funzionali. “ (1 punto a favore di Alessandri).
Sta anche scritto “Sono, in particolare, affidati ad ATAC:
a) gli interventi di manutenzione ordinaria tesi alla conservazione e alla funzionalità dei beni, compresi quelli di soggetti terzi nella disponibilità di Atac,
b) la manutenzione programmata (periodica o ciclica) secondo le scadenze, le metodologie ed i contenuti stabiliti dal corrispondente manuale del costruttore e la riparazione guasti,
c) le revisioni periodiche previste per legge del materiale rotabile,
d) la pulizia ed il decoro di mezzi di trasporto e delle infrastrutture, con esclusione della rimozione dei graffiti qualora i mezzi non siano stati pretrattati in modo da consentirne la rimozione attraverso interventi di pulizia ordinaria,
e) la revisione generale dei mezzi (sia delle elettromotrici che dei complessivi) di proprietà di ATAC, nonché la sostituzione di essi e/o di loro parti, ….” (tre punti per Alessandri).
Ma al comma 2 sta scritto “Gli interventi di cui al precedente comma si intendono a carico (ndr. – a onere, a spesa) di ATAC, con esclusione degli interventi di manutenzione straordinaria (punto c ed e del precedente comma) e della rimozione dei graffiti (punto f del precedente comma).” (cappotto di Calabrese).

Dove sono ora tutti quei treni?
Non sono in linea a trasportare pendolari, abbonati, cittadini, turisti e bagnanti, come previsto dal Contratto di Servizio da 85 milioni di euro all’anno (per tutte e tre le ex-concesse – IVA compresa) oltre a circa 35 milioni di entrate da biglietti/abbonamenti, ad altre entrate collegate all’uso delle stazioni e degli immobili e ai molti milioni aggiuntivi di fondi statali di Accordi di programma, girati in questi ultimi anni dalla Regione ad ATAC, per manutenzione straordinarie di stazioni e dei treni MA200 (fondi ex MA100).
Qualcuno non è più tra noi per incidente, come una “Unità di Trazione” MA200 o come il CAF 300 andato sotto “elettroschock” il 2 aprile scorso, per la caduta della linea aerea d’alimentazione ed il mancato distacco automatico dell’alimentazione nella sotto stazione elettrica di Torrino sud, mentre trasportava qualche decina di passeggeri verso Tor di Valle; oggi giace in fondo al parco ferroviario del Deposito Magliana.
Tre dei 10 MA200 si sono guastati ripetutamente, afflitti da numerosi difetti di costruzione, e sono stati abbandonati ben presto sugli stessi binari morti, buoni per essere “cannibalizzati” per recupero di pezzi di ricambio (un buon “usato sicuro” costa ad ATAC e Regione meno che un pezzo di ricambio ordinato nuovo).

Dopo anni di lotte del Comitato Pendolari, sui tetti dei restanti 7 MA200 furono finalmente montate 42 unità di condizionamento, giacenti inutilizzate da tempo nei magazzini di ATAC, e che ora consentirebbero di viaggiare con l’aria condizionata. Scriviamo “consentirebbero” poiché 3 di questi treni sono ormai così mal mantenuti da non poter più viaggiare (uno fa bella mostra di sé al primo binario morto del Deposito Magliana).
Proprio 2 di questi in questi giorni dovrebbero esser stati “disaccoppiati”, smontati e trasportati (su gomma -sic!) fino all’officina-deposito della Metro C di Graniti, come scritto negli articoli citati. Lì il Raggruppamento Temporaneo di Imprese, che si è aggiudicato finalmente l’Accordo Quadro da oltre 50 milioni (stimati e non ancora finanziati) per adeguare i treni MA200 della Lido e una ventina di quelli della Roma Nord, di cui l’Assessore regionale parla periodicamente da oltre un anno come operazioni imminenti, il R.T.I., dicevamo, si occuperà per ora solo d’un primo Contratto attuativo per soli 13.9 milioni di euro. Sono soldi che ha messo il Governo con Delibera CIPE n.54 del 2016 (non la Regione, che semmai li doveva iniziare a spendere fin dal 2017, invece…). Questo primo Contratto attuativo deve coprire anche gravi urgenze dei treni della Roma Nord e dovrebbe rimettere a nuovo almeno 4 MA200, due alla volta.
Ma per questo lavoro non basteranno solo 2 o 3 mesi di lavoro, come qualcuno vuol lasciar credere; come precisato pubblicamente anche dal braccio destro dell’Assessore Alessandri alla manifestazione dei Comitati pendolari, ci vorranno circa sei mesi per ciascuna Revisione generale di questi primi 2 treni, cui seguiranno (tra sei mesi) le lavorazioni di altri due e poi … … basta !
Nel frattempo la Regione dovrà coprire il finanziamento dei restanti 36 milioni e passa, per mandare in manutenzione, messa in sicurezza o revisione generale tutti i circa 27 treni MA200, Alstom o Firema che non funzionano o non sono adeguati agli standard di sicurezza su Roma Lido e Roma Nord.
Ma voi lettori direte: “Beh! Questi treni sono quelli più vecchi e inefficienti (anche noi del Comitato Pendolari lo diciamo negli incontri con ATAC e Regione e lo scriviamo almeno dal 2015) sicuramente andrà meglio con gli 8 tipo CAF300, che sono gli stessi che girano benino sulla Metro A.”.
Peccato, non sono più otto , sono rimasti in 7 (uno è quello incidentato e difficilmente recuperabile). I CAF300 furono i primi a girare sulla Metro A, appena acquistato questo tipo di convoglio, e furono “girati” alla Lido con tre piccole modifiche, quando già avevano molti chilometri. Sono quindi i più vecchi e usurati, quanto a chilometraggio, di tutti quelli in dotazione a Metro A, B-B1 e Lido. Per ragioni di sicurezza e omologazione, i costruttori dei convogli stabiliscono tempi e chilometraggi massimi cui i treni debbono essere sottoposti a revisioni generali, comprensive di sostituzione di parti importanti soggette ad usura.

Qui subentra la “efficienza” programmatoria di ATAC e del suo azionista di riferimento, che “dovrebbe” esercitare sulla sua Società in house un controllo “analogo” a quello esercitato sui propri dipartimenti capitolini: Roma Capitale. Il suo battagliero Assessore Pietro Calabrese è sempre in gara social con Alessandri a chi le scrive più grosse sugli errori del collega, per distogliere lo sguardo dai propri.
Sia per gli 8 CAF in dotazione alla Lido, che per tutti quelli dello stesso tipo, che reggono il servizio della Metro A e sorreggono quello della B, da molto tempo si sarebbe dovuta concludere una gara per la manutenzione straordinaria e la revisione generale dei convogli. Anche qui non si tratta di “soldi” del Comune, come gli altri non lo sono della Regione.
Dopo aver ottenuto da anni un provvedimento governativo che stanzia “… oltre 425 milioni di euro per potenziare e ammodernare le metro A e B…”, come scriveva a dicembre 2018 l’Ufficio stampa capitolino annunciando l’approvazione della Giunta Reggi dello schema della convenzione tra Roma Capitale e il Ministero delle infrastrutture e dei trasporti, ben due gare per individuare le imprese, che avrebbero dovuto fare il lavoro su tutti i CAF300, in primis quelli della Lido, sono andate una deserta e l’altra in tribunale: solo ora è stato deciso che la ditta che si è aggiudicata la seconda gara inizierà le operazioni di revisione dei treni.
Questa programmazione di servizi e appalti un “normale Gestore del servizio”, supportato e finanziato da un “normale” Assessorato comunale o regionale e controllato da una normale Direzione regionale preposta agli impianti fissi e ferroviari, la conoscono bene. E’ un dato stimabile fin dal primo giorno di servizio di un treno nuovo: molti mesi, prima delle date di revisione dei vari componenti delle rotabili o di fine del chilometraggio massimo, compresa la tolleranza di circa 200.000 Km (sic.!) in più o in meno, dei bravi tecnici e dei bravi programmatori sarebbero in grado di stabilire la data ultima di utilizzo pre-Revisione.

Saprebbero (loro) stabilire una tranquilla alternanza tra treni da inviare in revisione e quelli necessari ad un servizio decente.


Se pur non si ricordassero le scadenze o non si fosse in grado di provvedere per tempo con idonei appalti, per fortuna di noi viaggiatori esiste l’Autorità nazionale per la sicurezza ferroviaria -ANSFISA- che può avvertire, sollecitare, intimare e alla fine, vista l’inerzia, ordinare di togliere i treni non più conformi agli standard di sicurezza e manutenzione.
Com’è appunto avvenuto dal 1^ luglio scorso, dopo 10 mesi di avvisi e solleciti, quando 4 treni CAF sono spariti dalla linea per ordine (non inaspettato) di ANSFISA ad ATAC, con la Regione che è caduta (o ha fatto finta di …) “cadere dal pero” all’apprendere la notizia, come ci hanno detto i delegati di Alessandri alla manifestazione del 1^ luglio e nell’incontro coi Comitati pendolari in videoconferenza il 15 luglio scorso.
Voi lettori penserete forse, che dai primi di luglio, di fronte ad un fatto così grave e prevedibile, i 4 treni tolti fossero oggetto delle immediate cure delle maestranze ATAC – Deposito Magliana, o le loro parti sottoposte a revisione nel Deposito vecchio di Magliana (di proprietà regionale), oppure smontati, caricati sui camion ed inviati in manutenzione altrove. Ebbene: uno giace da allora a Porta S. Paolo (lo potete ammirare sul quarto binario morto), uno dorme sui binari dell’ex scalo merci di Lido Centro e due sono a Magliana (uno è quello incidentato e forse ancora sotto sequestro giudiziario): solo da pochi giorni il quarto ha iniziato le lavorazioni ai carrelli. Si perché, questi 4 treni spariti dal servizio non stanno ancora facendo la Revisione generale chilometrica di cui si scriveva sopra, ma altri interventi urgenti ai carrelli e forse ad altre componenti; a seguire faranno la revisione generale e il tutto non impegnerà meno di 5 mesi a coppia di treni.


E’ una situazione surreale: un po’ come se voi doveste portare a revisione biennale le vostre due uniche auto di famiglia; aspettaste di mandarle in officina autorizzata MCTC l’ultimo giorno, del penultimo mese, dell’ultimo anno, ma intanto una pattuglia di Carabinieri vi ferma e vi “illumina con vostro stupore” dicendovi “Avete le gomme lisce! È pericoloso! Intanto che aspettate la revisione, andate dal gommista!”
Quando i primi due di questi 4 treni CAF in “pre”-revisione torneranno (5 mesi), ndranno a fine chilometraggio gli altri CAF300, quelli che quasi da soli hanno retto la linea per tutta l’estate assieme a 4 rotabili MA200 molto poco affidabili.

Altro, rispetto a quello che dice l’Assessore: “I convogli della tratta Roma-Lido saranno oggetto di una revisione completa con l’obiettivo di poterli riutilizzare entro 2 mesi” e … avremo risolto i problemi.
Non possiamo poi non scrivere delle solite affermazioni ottimistiche dell’Assessore Alessandri sui treni nuovi, quelli che dovrebbero risolvere tutto questo lungo calvario dei pendolari e queste “esterefatte sorprese” dell’alta vigilanza della Regione Lazio.
A discarico dell’Assessore, che governa in Regione da tre anni, va detto che la Regione Lazio comprò gli ultimi treni costruiti per la Lido (gli MR500 Fiat, Breda, Ansaldo, Marelli) quando ancora correvano gli anni di Tangentopoli e l’Amministratore delegato della FIAT si chiamava “Romiti”. Tuttavia non possiamo non ricordare che l’attuale Giunta, non solo nel suo Presidente Zingaretti, è perfettamente in continuità con quella della precedente legislatura regionale e che in otto anni di governo regionale incontrastato e di governi
centrali “amici” il servizio sulla Lido e andato peggiorando, come sopra dimostrato coi numeri, ma anche sulla Roma Nord e la Giardinetti; quest’ultima solo dopo 3 anni di parole e annunci sono riusciti a passarla, con un “pezzo di carta”, tra Regione e Comune di Roma, ma per migliorarla e investirci sopra ci vorranno anni.

I treni nuovi che verranno tra anni sono solo 5 per la Lido e 6 per la Nord, di ben 38 treni
necessari, programmati e annunciati da anni – 20 per la Lido e 18 per la Nord.
Iniziata fin da a gennaio 2018, la procedura di gara a maggio 2021 era ancora ferma alla fase del seggio per l’esame della documentazione amministrativa, cioè il settore di Astral che era stato incaricato di aprire le “buste amministrative” delle offerte (arrivate da mesi) al posto della Direzione regionale dei trasporti. Come prevedevamo in un Comunicato stampa di maggio scorso (inviato anche a codesta Redazione), sarebbe dovuta passare l’estate per conoscere il nome della ditta cui sarebbe stata affidata la fornitura. Dopo l’aggiudicazione definitiva, andrà firmato il contratto di appalto, fatta la progettazione del prototipo, la costruzione dei primi vagoni e il collaudo del primo treno, che arriverà … uno per volta.
Occorre pazienza: per l’apertura del Giubileo 2025 potremo salire assieme sul primo di quei treni, magari “tutti e tre” come semplici cittadini, noi e i due Assessori.
Infine, sul fatto che la Regione abbia “speso”, o forse “impegnato”, o magari solamente
“programmato” di spendere “817 milioni di cui 500 attivabili entro il primo semestre …” come scriveva a dicembre 2019 l’Assessore e la sua Regione in slide informative sul tema degli interventi necessari a non far chiudere la Roma Lido (altro che trasformarla in Metro E) e salvare pure la Roma Nord, riportiamo un estratto di una Delibera di Giunta regionale del lontano febbraio 2019.
Allora, a tre anni (oggi ormai divenuti cinque) dal noto Patto per il Lazio Renzi-Zingaretti e dai famosissimi 180 milioni per la Roma Lido, si chiariva a cosa servissero quei soldi (non a trasformare la Lido nella Metro E), quanto si stimava per i principali interventi e chi fosse, fin dal 2018, il soggetto attuatore scelto dal Ministero delle infrastrutture e dei trasporti (per fortuna), cioè Rete Ferroviaria Italiana, per gli indispensabili interventi su linea aerea, binari, massicciate e infrastruttura, quelli che dovrebbero partire da febbraio 2022 … a quella data saranno passati “solo” tre anni.

Sia chiaro: per recuperare un po’ dei disastri fatti e della credibilità gestionale e politica persa, si invitano caldamente i soggetti istituzionali coinvolti a considerare che i lavori sulla infrastruttura dovranno essere fatti “in costanza di esercizio” .
Non si pensasse che i Comitati pendolari e i Comitati di quartiere e i cittadini del X e IX Municipio accetteranno tranquillamente altre riduzioni di treni, tagli ai servizi, alla linea e chiusure di stazioni, oltre a quelli che la trimurti ATAC-Regione-Comune hanno già preparato dal 13 settembre prossimo, senza neppure la certezza di navette aggiuntive e magari protratti per mesi con la scusa del “Stiamo lavorando per voi”.
Chi si riempie la bocca di promesse di trasformazione della Roma Lido in Metro E o della Roma Nord in Metro F, tratti da subito le due linee come “aspiranti metropolitane”: come sulla metro A è accaduto decine di volte, anche su Lido e Nord i lavori si fanno notturni, festivi, talvolta serali o estivi.

Roma, 3 settembre 2021

A fine agosto 2020 la Conferenza Unificata Stato – Regioni e autonomie locali ratificò l’infausta decisione di alzare all’80% la capienza dei mezzi pubblici di trasporto , cioè il livello di “ammucchiata” dentro i treni regionali e i bus urbani.

Poche ore prima, un gruppo nutrito di Comitati Pendolari delle ferrovie del Lazio avevano inviato un appello all’Assessore regionale, competente per i trasporti. Si chiedeva che la Regione Lazio non s’accodasse alla tattica miope d’aumentare l’offerta di trasporto pubblico attraverso il sostanziale annullamento del distanzia mento sociale minimo di un metro , con l’incremento della capienza massima ammissibile sui mezzi di trasporto pubblico, regionali e locali.

Partivano dalla lettura dei dati, che delineava una preoccupante crescita dei soggetti positivi ai controlli Covid 19 e del tasso di contagiosità (Rt) nel Lazio, nonché dalla constatazione dell’alta percentuale di soggetti asintomatici o paucis-sintomatici e dalla totale assenza di ricerche epidemiologiche mi rate al settore del trasporto pubblico locale del Lazio, sia sul lato lavoratori che sul lato utenti, pur più e più volte chieste da i Comitati pendolari alla Regione per il tramite il citato Assessorato.

Acquisita alla cronaca quell’infausta scelta, formalizzata nel D.P.C.M. 08.09.20, rimasto inascoltato l’appello affinché il Lazio non s’accodasse al gregge ovi-caprino delle regioni, che risolvevano i loro problemi cronici e pluriennali, nei sistemi di trasporto collettivo, aumentando di molto le probabilità di contagio, questi Comitati hanno sempre colto ogni occasione, pertinente o impertinente, per chiedere all’Assessorato, guidato da Mauro Alessandri, un ripensamento ed un atteggiamento diverso, più prudente e lungimirante sulla tutela della salute pubblica a bordo dei trasporti regionali, soprattutto nell’affollatissima area metropolitana romana.

Diciotto mesi d’emergenza pandemica passati invano per i trasporti regionali? Sembra proprio di si !

La Storia si sta ripetendo e senza neppure avere il buon gusto (la Storia) di aspettare che finiscano le vacanze e si torni a scuola tra soli 50 giorni (che cattiva questa Storia).

I dati del 23 luglio 2021 ci dicono che su circa 10mila tamponi e 20mila test antigenici, nel Lazio si registrano quasi 854 nuovi casi positivi (il doppio in una settimana e quasi tutti nell’area metropolitana romana), con un morto e oltre 200 ricoverati in sub intensiva e nelle terapie intensive. Il rapporto tra positivi e tamponi molecolari è salito al 8,2%! Domanda: in un treno tipo CAF300 da 1.200 posti od in un recente treno Vivalto da quasi 1.300 posti , caricati fino all’80% con 960-1.040 passeggeri, che s’alitano addosso a meno d’un metro indossando le mascherine male e senza controlli, possiamo statisticamente attenderci la presenza di oltre 80 positivi?

Nel frattempo, nella rete di trasporto non solo è s tata sospesa quel po’ di integrazione delle linee con bus/pullman privati, senza info certe sulla ripresa a settembre , ma molte linee hanno continuato ad offrire un servizio sempre più ridotto (ad es. sulla Roma Lido s’è crollati da 178 corse/giorno di febbraio 2020 a sole 138 “teoriche” e circa 100 “reali” oggi), inducendo molti all’uso dell’auto, soluzione impossibile per molti, costosa per tutti, dannosa per la salute, che può essere accettabile ad agosto, ma a settembre ….?

Sui mezzi di trasporto locale tra poco arriverà il “Green Pass” … forse, più in là o magari no ….

Chi ha un minimo d’esperienza e professionalità, come la hanno quasi solo i lavoratori e i pendolari dei trasporti, sorride all’idea che controllori delle aziende TPL o addetti alla sicurezza delle stazioni, “vigilino” e “controllino” che chi accede ad un treno abbia con sé il famoso “ QR-Code-Libera tutti ”.

In questi mesi di pandemia abbiamo visto ben altro. Nei trasporti collettivi l’intervento dei gestori e delle autorità è stato talmente blando, che le Ordinanze regionali o le prescrizioni dei DPCM governativi a tutela di u tenti e aziende di trasporto pubblico, che dovevano imporre comportamenti corretti per prevenire l’infezione, si sono rivelate mere “grida manzoniane”, ​lasciate al ricatto delle volontà aziendali e delle risorse disponibili, senza interventi sanzionatori significativi per le non conformità rispetto a quanto prescritto.

Siamo stati abbandonati al rispetto volontaristico delle regole da parte dei passeggeri, senza quasi controlli da parte degli addetti verificatori/ispettori della Aziende, che si sono ipocritamente nascoste dietro l’intervento delle forze di polizia, dopo una litigata o una rissa.

I Comitati Pendolari firmatari di questo documento rivolgono nuovamente un pubblico invito all’Assessore alla mobilità, Mauro Alessandri, e all’Assessore alla sanità, Alessio D’Amato: non si pieghino a questa politica di ordinanze inutili, promesse vane e “briciole sotto il tappeto” .

Tra gli studenti in vacanza studio a Malta o in via ggio premio estivo in Catalogna ed i lavoratori e p endolari del trasporto pubblico del Lazio, l’unica differenza e che i primi, alla fine, sono stati controllati per l’eventuale positività, noi no, no, noi no, … no, noi …. NO !

Ora la curva dei contagi sale di nuovo, più che un Gran premio della montagna al Tour de France , ma mai la Regione ha avuto il coraggio di avviare una indagine epidemiologica su lavoratori e utenti del trasporto pubblico venuti in contatto col COVID-19.

I Comitati Pendolari non staranno zitti per permettere, a chi non è in grado di gestire, d’azzardare il rischio, nuovamente e tranquillamente, sulla salute delle persone, soprattutto quella degli utenti delle ferrovie, che va tutelata come e di più degli aspiranti vacanzieri o dei partecipanti ai Giochi di Tokyo.

Roma, 26 Luglio 2021

Comitato Pendolari Roma Ostia

Comitato Pendolari Roma Nord

Sferragliamenti dalla Casilina

lasciate al ricatto delle volontà aziendali e delle risorse disponibili, senza interventi sanzionatori significativi per le non conformità rispetto a quanto prescritto. Siamo stati abbandonati al rispetto volontaristico delle regole da parte dei passeggeri, senza quasi c ontrolli da parte degli addetti verificatori/ispettori della Aziende, che si sono ipocritamente nascoste dietro l’interv ento delle forze di polizia, dopo una litigata o una rissa.

Non bastava l’assoluta incapacità di Atac, l’insipienza di Regione e del Comune, per affossare la Roma Lido, ci mancavano gli stupidi.

Così ieri sera la cabina di guida di uno dei treni sopravvissuti ha ricevuto un sasso, scagliato chissà da dove, ed il vetro della cabina del macchinista è risultato gravemente danneggiato.

Non sappiamo se sia il gesto di qualche giovane stupido, ignaro delle conseguenze che poteva avere, oppure una cosa deliberata e consapevole. Il risultato non cambia.

Esprimiamo intanto la nostra solidarietà ai macchinisti della Roma Lido, esposti a tali gesti inconsulti

Deve essere chiaro che tali azioni non fanno altro che peggiorare lo stato del servizio, esponendo i treni potenzialmente al ritiro dal servizio per ricevere la manutenzione.

In questo modo si accelera il disfacimento della linea che come Comitato Pendolari stiamo combattendo da sempre.

Roma,  23 luglio 2021

Comitato Pendolari Roma Ostia 

Alla fine abbiamo sempre ragione noi!

Ieri abbiamo partecipato all’incontro chiesto col sit-in di protesta del 1° luglio sotto la sede della Regione Lazio, per lamentare continui disservizi e inefficienze, anche burocratiche, di ATAC, della Direzione regionale infrastrutture e mobilità e dell’Assessorato regionale, più affaccendato a fare proclami che ad ascoltare veramente i problemi dei pendolari delle tre ferrovie prima di prendere decisioni sbagliate.

Ecco le notizie negative, le uniche certamente VERE in tutto il contesto di chiacchere ascoltate.

Nuovi 11 treni (soli 6 per la Roma Nord e soli 5 per la Lido): con una gara iniziata nel 2018, ancora da definire la valutazione tecnica dei punteggi e da aprire la busta dell’offerta economica; quindi i primi 2 arriveranno in linea nel tardo 2024, quasi per il Giubileo, poi gli altri in un altro anno e mezzo. Altri 3-5 anni d’attesa minimi.

La Roma Lido viaggia anche con soli 4 treni efficienti a giornata sui 14 che avrebbero a disposizione: la Regione dice 4 CAF300 in servizio, per noi sono 3 – la Regione dice che gli MA200 che possono viaggiare son 4, ma ieri nelle prime 5 ore della mattina han soppresso ben 17 corse sulle 44 che avrebbero dovuto fare.

L’Orario Ufficiale della Lido del 5 luglio non sarebbe “ufficiale”, poiché la Regione nega di averlo autorizzato ad ATAC, ma non si ricorda se ha diffidato ATAC a cambiarlo.

– Gli altri 4 CAF300 li ha fermati ANSFISA perché necessitano di manutenzioni straordinarie prevedibili da 1 anno e che dureranno mesi; devono ancora iniziare al Deposito di Magliana e solo per i primi 2 convogli.

– La manutenzione straordinaria/revisione generale di 10 treni Alstom e 10 Firema della Nord e 7 MA200 della Lido è praticamente ancora tutta da iniziare (contratto d’appalto ancora da firmare a ditte esterne) tramite ASTRAL, con un primo contratto parziale finanziato che prevede l’invio di alcuni treni fino a Brindisi (2 alla volta – la prima spedizione d’un treno alla manutenzione non prima di agosto).

Per la manutenzione ordinaria dei treni, per cui da anni ATAC è pagata dalla Regione coi 77 milioni + IVA del Contratto di servizio, + biglietti/abbonamenti + incassi accessori e senza penali (non sia mai!), stanno litigando con ATAC sull’utilizzo degli spazi del Deposito di Magliana nuova e per la Roma Nord ancora non è stato aggiudicato il rifacimento di quello di Acqua Acetosa.

Abbiamo ricordato alla Regione le innumerevoli volte dal 2015 in cui segnalavamo la crescente carenza di treni affidabili sulle due linee, ma le loro orecchie erano evidentemente chiuse: oggi è arrivata drammaticamente a galla la realtà, che dimezza il servizio extraurbano della Nord e quello della Lido!

-Dalle prossime settimane, certamente dalla ripresa di settembre, se non recuperano almeno 4 treni affidabili, coi 4 treni rimasti taglieranno il ramo basso e quello alto della Roma Lido, chiudendo all’esercizio le stazioni di Colombo, C. Fusano e Stella Polare, ma anche quelle di Basilica S.P. e Porta S.P.

La linea funzionerà solo tra Lido centro e EUR Magliana, con trasbordo su navette a Ostia, ma neppure han saputo dire quanti bus ci saranno e chi li dovrà assicurare se Cotral o ATAC, e col trasbordo sulla Metro B a Magliana, ma neppure han saputo dire se la Metro B a settembre reggerà l’afflusso quasi integrale dei passeggeri in arrivo da Ostia e Acilia.

Ma se vi sembrasse poco … finalmente iniziano, tramite Rete Ferroviaria Italiana, alcuni dei lavori alla infrastruttura finanziati dal Governo e previsti fin dal Patto per il Lazio dell’aprile 2016 (!). Il primo, l’installazione del sistema di “scattato” nelle sottostazioni elettriche della Lido, se fosse stato fatto nei tempi giusti, avrebbe evitato il pericolosissimo incidente al treno CAF300 del 2 aprile 2021; gli altri, se iniziati negli anni giusti, avrebbero consentito di lavorare “in costanza di esercizio”, certo con disagi, ma senza interruzioni della Lido. Invece, ci siamo sentiti dire dalla Regione che, come per l’allaccio delle nuove gallerie della stazione di Flaminio sotterranea alla linea vecchia (quando sarà), anche per la Lido è assai probabile che da gennaio sarà “necessario” chiudere la ferrovia, tutta o a blocchi, per far lavorare meglio le imprese.

I Comitati Pendolari hanno detto all’Assessorato che non intendono accettare passivamente decisioni che scaricano incapacità e inettitudini del passato regionale su cittadini e passeggeri, costretti ad inventarsi un trasporto “alternativo” in automobile per la chiusura di servizi pubblici essenziali … per mesi.

Un indicatore del livello di inadeguatezza dei decisori politici e amministratori pubblici è misurato dalla frequenza e dalla durata dei servizi, impianti, trasporti, ecc., che “gestiscono” chiudendoli !

Sulla Roma Nord riducono il servizio chiudendo il tratto più affollato della linea, da Acqua Acetosa a P.le Flaminio, cosa di cui il 1° luglio dicevano ai manifestanti di non aver notizia; ancora ieri asserivano esser 2 settimane massime di stop, quando già ATAC aveva comunicato almeno 17 giorni di fermo, dal 23 luglio all’8 agosto per urgenti lavori agli scambi di Acqua Acetosa (salvo prolungamenti).

E’ entrato in vigore oggi un orario ridotto, fatto di confusionali navette sostitutive, di cui non conosciamo la capienza interna in periodo di variante Delta del Covid-19, che ATAC ha dovuto dare in appalto esterno per gestire l’emergenza trasporto. Si segnalano già i primi ulteriori disagi.

Per lo sblocco dei cantieri della nuova stazione Flaminio sotterranea il 1° luglio l’Assessorato comunicava al sit-in esser tutto “OK”, il cantiere “è attivo e mancano 36 mesi di lavori”, salvo veder pubblicate e non smentite notizie stampa in cui s’acclarava l’esatto contrario, con tanto di immancabile vertenza economica con le imprese di costruzione.

– Per la riapertura dei cantieri della nuova fermata di Acilia sud e di Tor di Valle, il 1° luglio mancava solo una “firma”: devono essersi persi la penna biro per firmare, ma certo ieri si son persi la memoria per parlarne.

-Per i cantieri del raddoppio da Riano a Morlupo, la gara del raddoppio Montebello-Riano, e molto altro ancora, le promesse sono sempre ad ANNI e non a mesi o settimane, segno del fatto che avevamo ragione anche su questo.

Ogni volta che li incontriamo in Regione spostano avanti i tempi delle cose pubblicizzate a mezzo stampa.

La Regione si è quindi dimostrata ancora una volta incapace di controllare il fornitore del servizio da lei stessa scelto, tra proroghe e mancate gare, fin dal 2006 e che resta ATAC almeno per tutto il 2021… ma ci aspettiamo sorprese pure per il 2022 visto l’andazzo.

Forse sarebbe meglio non fare più riunioni con loro e attendere gli eventi, ma riteniamo opportuno stargli col fiato sul collo, visti i risultati.

Roma, 16 luglio 2021

Comitato Pendolari Roma Nord

Comitato Pendolari Roma Ostia

Sferragliamenti sulla Casilina