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Quando meno te l’aspetti ecco che arrivano i benefici di tante battaglie, di tanto discutere, di tanto denunciare, di tanto lavoro fatto.

A Tor di Valle, in quella stazione (pardon fermata) che sembra Kansas City del 1800 è arrivata la modernità. E così pochi giorni fa abbiamo avuto la piacevole sorpresa di trovare i  display con gli orari, montati e funzionanti! L’ATAC che non ti aspetti!

TDV Display 20200310

Bene. La lotta paga.

Adesso mancano solo gli ascensori, le scale mobili, le pensiline, il vano stazione, ecc….. ma un altro passetto in avanti è fatto.

 

 

 

Nonostante la situazione di estrema criticità che vive il paese e che ha giustamente distolto l’attenzione da molte problematiche per concentrarle sull’evoluzione del virus, come Comitato Pendolari crediamo giusto continuare a dare informazioni sulla Roma Lido, pur se temiamo che  le controparti per parecchio tempo saranno assenti perché impegnate sul fronte dell’epidemia.

Per rimanere sul tema stazione di Acilia sud e dintorni, torniamo sulla questione parcheggio e sull’asta per la vendita del terreno che incombe (è prevista il mese prossimo), con il rischio che il terreno venga venduto par fare cassa e pagare qualche debito di ATAC e magari chi lo compra pensa ad una bella speculazione edilizia.

AciliaSudNuovaStazioneParcheggiAtacVenditaTerrenoAvvistoAstaFeb2020

Il nostro Comitato si è sempre battuto perché su quell’area venga costruito un parcheggio, per lo scambio intermodale verso la stazione. Abbiamo già sventato la costruzione di un hotel, come si era a suo tempo ventilato, e non molliamo.

Pubblichiamo il testo della memoria contenente le nostre proposte sul tema parcheggio  che abbiamo inviato alle istituzioni  municipali con la richiesta di  incontro.

AciliaSudNuovaStazioneParcheggiMemoriaSuAstaEtRichIncontroMunicipioFeb2020

Il Municipio X ci ha ascoltato ed ha convocato una riunione della Commissione Mobilità LLPP e Urbanistica il 2 marzo scorso.

Comm. 02.03.2020

La riunione della Commissione, a cui abbiamo partecipato, ha sostanzialmente sposato le nostre ragioni ed al termine della discussione è stata approvata all’unanimità una mozione coerente con le proposte fatte. Appena ne entreremo in possesso ne pubblicheremo il testo.

Siamo molto soddisfatti di questo risultato anche se siamo consci che si tratta di un piccolo passo, ma va nella direzione giusta.

Di seguito il link al servizio di Canale 10 sull’argomento.

Stazione Acilia Sud: i pendolari chiedono garanzie

 

 

 

 

 

 

 

Il problema dei treni insufficienti a garantire il servizio secondo l’orario previsto è destinato a peggiorare nel tempo, poiché, se siamo fortunati, il primo treno nuovo che la Regione acquisterà potrà essere messo in linea solo nel 2023.

Rimangono ben tre anni durante i quali è prevedibile un ulteriore degrado del servizio.

2017-09-26 16.19.13

Alla nostra precisa domanda su come fronteggiare questa emergenza la Regione semplicemente non ha dato risposte, perché non ha la più pallida idea su cosa fare.

Così abbiamo preso carta e penna ed abbiamo scritto al Presidente della Regione, che a giudicare dai giornali ha molto a cuore le sorti della linea Roma Lido, e lo abbiamo informato dell’emergenza che ci attende, nel caso non lo avessero informato.

Gli abbiamo chiesto un incontro, per spiegargli come stanno le cose ed i rischi che si corrono. Ci risponderà? Ci riceverà? Lo scopriremo presto. Di certo non molliamo.

Riportiamo il testo della lettera.

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Roma, 11 febbraio 2020

Spett. Presidente della Regione Lazio

Nicola Zingaretti

Oggetto – Linea Roma Lido. Richiesta di incontro.

Egregio Presidente,

il Comitato Pendolari Roma Ostia da lunghi anni si occupa della linea ferroviaria regionale Roma Lido, promuovendo le istanze dei pendolari per un servizio efficiente presso le istituzioni competenti (Regione Lazio e Comune di Roma in primis), nonché presso il gestore della linea ATAC SpA.

Abbiamo anche avuto specifica audizione presso il Senato della Repubblica e altri organi di controllo.

La nostra attività consiste nel rilevare puntualmente i disservizi e le inefficienze e di renderne edotte le istituzioni suggerendo, ove possibile, soluzioni con spirito di collaborazione. Il nostro contributo ha trovato ascolto, per esempio, nella prima Carta della qualità dei Servizi 2019 delle tre ferrovie ex concesse, Roma Lido, Roma Civita-Castellana Viterbo e Roma Giardinetti, cui abbiamo lavorato con ATAC e Regione assieme agli altri comitati pendolari.

Siamo lieti che la Regione abbia finalmente deciso di investire sulle ferrovie ex-concesse; i pendolari ne trarranno benefici tra qualche anno, ma il problema permane urgente, anche sulla Roma Lido.

I treni in dotazione alla linea sono 15, di cui ben 7 (gli MA200 Ansaldo-Hitachi) risalenti al Giubileo del 2000: furono acquistati nel 1999 per la Metro A, palesando fin dall’inizio difetti non superabili, tanto da farli depositare inutilizzati per anni a Osteria del Curato.

La Regione negli anni, in maniera miope, ha rinunciato a portare avanti le gare per acquistare treni nuovi per la R.L. I vertici regionali e il gestore hanno sempre cercato d’adattare per l’uso sulla Lido convogli strausati delle metropolitane: prima i vetusti convogli della prima Metro A (gli MA100 chiamati poi Freccia del Mare) finiti presto fuori uso nel giro di pochi mesi, e successivamente, per colmare il buco improvviso di servizio lasciato dalla precedente scelta sbagliata sugli MA100, gli MA200 girati dal Deposito della Metro A alla Roma Lido anche se difettosi. Gli altri 8 treni, denominati CAF300, furono acquistati fra il 2004 e il 2009 sempre per la Metro A e poi passati alla Roma Lido in due fasi successive.

Pur se l’attuale Orario Ufficiale, che prevede frequenze di punta dei treni in periodo scolastico a 10 minuti di distanza, quasi mai rispettati da ATAC, sarebbe effettuabile con soli 9 treni contemporaneamente in linea, i ben 15 convogli citati versano in un tale stato manutentivo che non sono sufficienti, in particolare a causa dei continui malfunzionamenti agli MA200, in parallelo alle dovute manutenzioni periodiche necessarie per l’intenso uso dei CAF300.

Il risultato è che ATAC è costretta a soppressione di corse e a continue rimodulazioni dell’orario. Nel solo mese di Gennaio 2020 i monitoraggi a campione del Comitato Pendolari hanno contato non meno di 237 treni soppressi. Questo disservizio comporta pesanti disagi per i pendolari, quotidianamente.

L’Assessorato ai Lavori pubblici, Tutela del territorio e Mobilità e la Direzione Regionale Infrastrutture e Mobilità ci hanno illustrato il piano degli investimenti, comprendente l’acquisto di nuovi treni.

Tuttavia la procedura di gara, a quasi due anni dall’annuncio, non è giunta neppure alla fase di apertura delle buste di offerta tecnica ed economica; i tempi amministrativi e tecnici per poter vedere tali mezzi in esercizio sono abbastanza lunghi (il primo treno dovrebbe essere messo in linea nel 2023, se non ci saranno questioni ostative) e la Roma Lido non ce la farà a resistere fino a quella data.

I 19 milioni, annunciati fin dalla primavera 2016 (Patto per il Lazio) per la manutenzione degli MA200, non risolveranno il problema, poiché tali mezzi sono stati e sono oggetto di manutenzioni continue (400mila euro spesi nel 2017, quasi 1,2 milioni nel solo nel 2018 e 540mila già pagati in conto 2019), ma presentando difetti strutturali, come ammesso anche da ATAC; riteniamo che non si avranno i benefici attesi.

Rimane intatto quindi il problema del degrado progressivo del servizio dovuto alla carenza di treni da mettere in linea. Abbiamo fatto presente all’Assessorato ed alla Direzione regionale che il rischio che si corre da qui a tutto il 2023 è che il degrado progressivo sia talmente forte di inficiare ulteriormente un servizio già oggi assai precario e renderlo insostenibile, come insegna la disgraziata esperienza della gemelle ferrovie regionali: Roma Giardinetti, limitata “temporaneamente” a Centocelle da ATAC da agosto 2015 e mai più riaperta in quel tratto; Roma Nord extra urbana, trasformata in una “gommovia” e non per colpa dei regolamenti della A.N.S.F..

La cronaca quotidiana ci parla di viaggiatori che sono costretti a fare a botte per salire sul treno e noi siamo seriamente preoccupati di quello che potrà succedere in futuro. Abbiamo pertanto invitato l’Assessorato e la Direzione Trasporti di farsi carico dell’emergenza dei prossimi tre anni trovando una soluzione urgente che eviti l’insorgere certo di problemi di ordine pubblico.

Servono treni e servono subito. Non importa quale sia la formula economico finanziaria con cui si possano reperire senza attendere la loro fabbricazione e acquisto, che hanno i tempi già illustrati.

Non avendo trovato risposte dagli interlocutori durante gli incontri avuti, ci rivolgiamo a Lei, in qualità di Presidente della Regione, nonché persona sensibile al problema delle tanti citata “cura del ferro” secondo quanto riportato anche dalla stampa, affinché ponga in atto con urgenza le azioni necessarie a dare soluzione alla problematica della mancanza di treni che abbiamo illustrato. Il reperimento di treni subito è vitale se vogliamo mantenere in vita il servizio della ferrovia Roma Lido.

Siamo a chiederle pertanto un incontro per illustrarle in dettaglio la situazione e sollecitare un intervento deciso e tempestivo della Regione. Converrà con noi che il diritto dei cittadini viaggianti ad un trasporto pubblico efficiente va preservato ed il servizio va reso finalmente fruibile appieno: speriamo condivida le nostre forti preoccupazioni.

Ci aspettiamo da Lei e dalla Regione un gesto di discontinuità col passato ed una maggiore attenzione ai problemi che quotidianamente rileviamo e solleviamo. Ci aspettiamo pertanto una convocazione in modo da poterLe esporre quanto abbiamo succintamente descritto nella presente.

In attesa dell’incontro in tema, auguriamo un buono e proficuo lavoro.

 

Comitato Pendolari Roma Ostia

 

Per gli abitanti di Dragona e dintorni, che aspettano da svariati lustri di avere una stazione sulla Roma Lido arriva un altro brutto colpo, dopo il blocco dei lavori nella costruenda stazione di Acilia sud, fermi da 30 mesi e senza alcuna garanzia che riprenderanno.

Infatti l’area che il Comitato Pendolari ed i Comitati di zona avevano individuato per il parcheggio di scambio, di proprietà ATAC, rischia di essere venduta sul mercato per fare cassa e ripianare qualche debito, lasciando di fatto i pendolari senza possibilità di arrivare con i propri mezzi ad Acilia sud, se e quando sarà terminata.

Di seguito l’avviso di asta.

AciliaSudNuovaStazioneParcheggiAtacVenditaTerrenoAvvistoAstaFeb2020

Il Comitato Pendolari, che si è battuto da sempre perché vengano assicurati i servizi necessari alla fruibilità del mezzo, è contrarissimo a questa operazione puramente commerciale e preannuncia battaglia. Non staremo a guardare mentre si compie un nuovo colpo di mano ai danni della cittadinanza.

Il Comune ed il X Municipio hanno qualcosa da dire in merito?

Di seguito il nostro comunicato stampa.

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COME SVENDERE i BENI COMUNI e il FUTURO !

COMUNICATO STAMPA

Alla c.a. della Redazione

Nella gestione della cosa pubblica all’epoca del Coronavirus, come in una vera malattia, vengono prese iniziative portatrici sane di gravi “effetti collaterali”.

Il livello scadente della mobilità romana è descritto in ogni statistica, sotto gli occhi di tutti. Viviamo male il viaggio d’ogni giorno anche sulla Roma Lido e sulle altre ferroviarie regionali affidate ad ATAC S.p.A. . Ripetuti guasti ai treni, impianti di stazioni in carenza manutentiva, convogli insufficienti e mal tenuti; i treni saturi fin da Acilia lasciano a piedi decine di passeggeri nelle stazioni verso Roma. Scatole con sardine-pendolari che salgono sani e scendono con la cara vecchia influenza.

Nel frattempo le istituzioni preposte continuano nella dimenticanza della realtà.

Era prevedibile, fin da quando ponevamo la questione dei parcheggi e dei percorsi d’accesso alla futura, nuova stazione di Acilia Sud-Dragona, sia alle competenti Commissioni capitoline che ai referenti di ATAC. Da tempo avevamo segnalato l’inesistenza di parcheggi a servizio della nuova stazione e l’assoluta insufficienza di posti ipotizzati con due piccoli interventi, mai neppure messi a bando di gara.

Comitati di quartiere e Comitato Pendolari Roma Ostia, assieme a molti esponenti politici, oggi seduti nelle stanze dei bottoni, avevano segnalato che l’unica possibilità di realizzare un parcheggio adeguato, oggi a raso e in futuro multipiano, che l’unico luogo dove poter realizzare un hub-intermodale, ferro-gomma-bici, era il terreno di proprietà ATAC posto proprio davant la rimessa di Acilia, a soli 200 metri dal piazzaletto dell’unico accesso certo alla nuova stazione.

Quel terreno serve come il pane per avere un vero parcheggio. Serve ad impedire il collasso delle strade di Acilia Sud, pensate come viabilità di mero servizio alle palazzine, che si vedrebbero trasformare in unico percorso d’accesso di 6 quartieri alla stazione, luogo di perenne e ingestibile parcheggio selvaggio.

Ringraziamo tutti gli imbelli decisori politici, alternatisi dal 2013 ad oggi, dall’ex assessore della Giunta Marino, Giovanni Caudo, all’ex assessora alla mobilità della Giunta Raggi, Linda Meleo, all’attuale “Pasdaran della rivoluzione grillina”, Assessore Pietro Calabrese di vedere oggi quel terreno all’asta. Diranno che è colpa del Concordato, che lo hanno deciso quelli del Tribunale fallimentare, ma la lista la ha stesa ATAC, che né questo, né per tutti gli altri beni che vanno e andranno all’asta hanno mai comprato con gli utili prodotti come Azienda o con risparmi su benefit o MBO degli amministratori di vertice e dei dirigenti stra-pagati. Noi però il “nostro” terreno lo leggiamo, ma altri beni, che stanno a cuore ad esponenti della Giunta Raggi, nell’attuale asta non li troviamo.

Quel milione e mezzo scarso, che la “cosa pubblica” incasserà dall’eventuale vendita è pari alla metà di quello che la stessa ATAC S.p.A. ha perso nel solo 2018 (ma succederà anche nel 2019) sul Contratto di servizio con la Regione Lazio per l’alto livello di dis-servizi assicurati a noi pendolari delle ex concesse.

Avevamo proposto che ATAC mantenesse tale proprietà utilizzando il ruolo affidatogli (a scatola chiusa) di gestore di parcheggi di scambio, per avviare da subito, con poco investimento, un redditizio parcheggi di scambio a servizio di un bacino di utenza stimato dalla Regione in 50.00 utenti e circa 20.00 passeggeri/giorno. Per questi ultimi, in assenza di percorsi ciclo pedonali, di ponti di sovrappasso sulla via del Mare, di zone adeguate per i capolinea dei bus di adduzione e visti i futuri, miseri, 250 posti auto previsti, non resterà che dare l’assalto ai passi carrai delle palazzine e dei condomini di tutta la zona.

Ma nelle schede di avviso e di informazione della gara, ci pare manchino molte e importanti informazioni: per cui sappiano gli eventuali acquirenti interessati, che la destinazione urbanistica è e dovrà restare di

SERVIZI PUBBLICI DI LIVELLO URBANO.

Sono e saranno per noi “Parcheggi di scambio” e lo sono anche per decisioni dell’Assemblea capitolina assunte fin dal novembre 2012, e per le volontà espresse, nel processo partecipativo urbanistico del giugno 2015, UNANIMEMENTE da realtà sociali e produttive locali, contrarie a ipotesi, paventate all’epoca da ATAC, di cambi di destinazione d’uso per improbabili alberghi o ennesimi, inutili centri commerciali.

Chi pensa di acquisire tale bene sappia lo stato reale dei luoghi e dei fatti, non illudendosi di poter trasformare il milione e mezzo dell’asta in 4.200.000 Euro di valore, passando all’incasso e chiedendo una valorizzazione urbanistica, inutile a quel quadrante e non voluta da decisioni pubbliche e realtà sociali.

Se i decisori politici non tradiranno, più di quanto non abbiano già fatto, le volontà dei territori e dei propri elettorati, la “…ipotesi di perseguimento dello scenario valorizzativo “ indicato da ATAC e lo “scenario … previsto l’insediamento di funzioni commerciali-servizi “ privati, non si realizzerà.

COMITATO PENDOLARI ROMA OSTIA

Pubblichiamo di seguito il testo della lettera inviata alla Regione e ad Astral in merito ai livelli di servizio della Roma Lido nel mese appena passato.

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Spett.le
Assessore regionale ai LL.PP, tutela del territorio e mobilità – On. Mauro Alessandri
asslavoripubblici@regione.lazio.it
e p.c.
spett.le ASTRAL S.p.A.
c.a. dott. Antonio Mallamo
protocolloastral@pec.astralspa.it
e c.a. Responsabile Info-Mobilità
dott.ssa Serenella Ferrantini
e-mail: serenella.ferrantini@astralspa.it
Si fa seguito alla comunicazione formale inviata da questo Comitato il 19.12 u.s. alla competente Direzione regionale e p.c. alla S.V., tornando su uno dei punti emersi chiaramente, sia nella riunione dell’11/12/2019, tenuta in Regione in sua presenza con i rappresentanti dei Comitati delle ferrovie regionali ex concesse, sia in quella del 21/01/2020, presso la sede della società regionale ASTRAL S.p.A., attualmente in fase di affiancamento, in particolare, per il servizio d’informazione al pubblico e per il monitoraggio dei livelli di servizio erogato, entrambi attualmente svolti dal Gestore pro tempore delle ferrovie regionali ex concesse, ATAC S.p.A. .
L’Orario Ufficiale predisposto dal citato Gestore, in base alle proprie esigenze, ed
avallato dalla Direzione regionale competente per i trasporti, non viene rispettato in termini di puntualità degli orari di partenza e tanto meno degli orari di arrivo schedulati, questi ultimi soggetti a scostamento sistematico, almeno di alcuni minuti, quasi nel 100% delle corse effettuate.
L’Orario Ufficiale non viene rispettato anche nella sua valenza di strumento di
comunicazione al pubblico, essendo continuamente superato, talvolta sistematicamente, da rimodulazioni anche in numero di dieci al giorno.
Spesso le ri-modulazioni sono ulteriormente modificate “al volo” dalle rispettive
Direzioni Centrali di Tronco delle ferrovie ex concesse, sovente in carenza di comunicazione sui canali informativi delle stazioni o sui canali social aziendali.
Ma l’Orario Ufficiale non viene rispettato anche relativamente alla “quantità”, cioè al parametro “km/treno” sulla base del quale dev’essere misurato il corrispettivo di tale pubblica fornitura. Come noto le quantità di km/treno sono pre-fissate e debbono essere fornite dal Gestore, sia sulla base del Contratto di servizio (in prorogatio), che sulle base della relativa Carta della qualità dei servizi ferroviari 2019.
In quest’ultimo documento vincolante è indicato (Cap.4, par. 2, “… indicatori di qualità erogata e programmata”) l’obbligo d’elaborare Indicatori di “Regolarità” del servizio fornito, distinti per orari di punta e per orari ordinari. Il primo indicatore (regolarità  orari di punta) è fissato ad un livello minimo del 95% di treni viaggiati, rispetto a quelli programmati. A questo Comitato Pendolari non risulta sia stato ancora pubblicato il predetto indicatore nell’apposita sezione del sito web del Gestore, sotto “Società trasparente”, nella parte dedicata ai dati di erogazione dei servizi contemplati dal  Contratto di servizio e dalla Carta della qualità.
Si rammenta a codesto Ente appaltante, che detta Carta al Cap.3, sull’Offerta del servizio, chiarisce che “Ad eccezione del servizio extraurbano della linea Roma Viterbo, lungo le tre linee Roma-Lido, Roma-Giardinetti (…) e Roma-Viterbo, il servizio è erogato da Atac a frequenza per fasce orarie prefissate, secondo l’Allegato 1 al Contratto di servizio, i passaggi dei treni sono prefissati in base a tali frequenza per ciascuna fascia oraria.” .
Emerge quindi chiaramente che gli orari debbono essere “prefissati” all’interno delle fasce orarie; in esse, il Gestore assicura la “regolarità” del servizio se fornisce al pubblico il numero di treni previsti a detto Allegato.
Nella tabella recata dall’Allegato 1, pag.24, al Contratto di servizio, ben è chiarito che (ad es. per la Roma Lido) nella fascia oraria di punta mattutina, ampia due ore e mezza dalle 06.31 alle 09.00 da C.Colombo e dalle 06.46 alle 09.45 da P.S.P., devono partire treni a 10’ di distanza, pari a 30 treni totali offerti al pubblico in quella fascia (15 + 15 per senso di marcia).
La soglia minima del 95% in orario scolastico di punta, nelle mattine e spesso anche nei pomeriggi dal lunedì al venerdì, NON viene rispettata da ATAC.
Come Comitati ci pare doveroso che la Regione abbia assunto, dopo troppi anni e tramite ASTRAL un più giusto ruolo attivo, cui siamo in attesa di poter collaborare, di leggerne i report e di apprezzarne i frutti, un ruolo di “soggetto terzo e di verificatore” dei livelli di qualità del servizio e dei dati di esercizio, fino ad ora forniti unilateralmente da ATAC S.p.A., che deve sempre essere intesa come soggetto Gestore, con affidamento diretto senza gara, delle tre linee.
Val la pena rammentare che, mentre per i dati sul servizio erogato da ATAC nell’ambito del TPL di superficie, il relativo ente territoriale pagatore (Roma Capitale) si basa sulle rilevazione condotte da un ente terzo (Roma servizi per la mobilità), ancorché facente parte della medesima holding pubblica di Roma Capitale, per il trasporto metropolitano e ferroviario regionale, ATAC è, al contempo, gestore del sistema che produce i dati sui km/treno prodotti e dichiaratore autocertificante le cause “esogene”, che ne giustificano la non produzione, nonché soggetto che beneficia dei pagamenti pubblici basati sui quei medesimi dati.
Viste le indubbie difficoltà regionali, mostrate nel tramutare gli ingenti  finanziamenti governativi, più volte rappresentatici ai tavoli di incontro, in veri cantieri, opere collaudate ed in forniture in linea, ci pare urgente evitare il collasso delle ferrovie concesse nei prossimi 3-5 anni, lavorando con nuova forza sulle decine di esempi di quotidiano disservizio e disinformazione, che nulla a che fare hanno con la carenza di finanziamenti strutturali o la concessione di “fondi europei” o con la lunghezza delle procedure d’appalto e di concessione.
Come Comitato Pendolari Roma Ostia sulla R.L. abbiamo continuato a condurre, anche nei mesi di dicembre 2019 e gennaio 2020, una serie di monitoraggi a campione, che hanno rilevato, seppur con entità sottostimata, soppressioni di treni, anche in carenza di ​comunicazione al pubblico. Soprattutto, non s’è potuta rilevare una variazione di tendenza del Gestore alla luce del nuovo assetto organizzativo regionale; anzi!
La tecnica del “due treni al prezzo di uno”, viene frequentemente messa in campo dal DCT di Acilia, in combinazione coi Capi stazione che debbono affrontare continue carenze di rotabili efficienti, pur in presenza di un numero di convogli a disposizione di ATAC nei suoi depositi più che abbondante, sempre a patto sia fatta una seria opera di revisione e di manutenzioni preventive.
Nel mese di dicembre sulla Roma Lido si deve sottolineare il record dei ventinove treni soppressi nel pomeriggio del 22.
Nel mese di gennaio sulla Roma Lido. il monitoraggio a campione ha rilevato non meno delle seguenti SOPPRESSIONI di treni:
> 02-01-20 almeno quattordici la mattina e due il pomeriggio;
> 03-01-20 almeno due il pomeriggio;
> 07-01-20 almeno nove la mattina, sei a metà giornata e cinque il pomeriggio;
> 09-01-20 almeno otto la mattina e uno nel pomeriggio;
> 13-01-20 almeno due nel pomeriggio;
> 14-01-20 almeno uno nel pomeriggio;
> 15-01-20 almeno tre la mattina;
> 16-01-20 almeno tre la mattina e cinque il pomeriggio;
> 17-01-20 almeno tre la mattina e uno il pomeriggio;
> 20-01-20 almeno quindici il pomeriggio;
> 21-01-20 almeno tre la mattina e sei il pomeriggio;
> 22-01-20 almeno due la mattina e quattro il pomeriggio;
> 23-01-20 almeno undici il pomeriggio;
> 24-01-20 almeno undici la mattina e quattro il pomeriggio;
> 25-01-20 almeno tredici a metà giornata;
> 27-01-20 almeno cinque la mattina e ventuno nel pomeriggio;
> 28-01-20 almeno otto la mattina e nove nel pomeriggio;
> 29-01-20 almeno sette la mattina e nove nel pomeriggio;
> 30-01-20 almeno cinque la mattina e sedici nel pomeriggio;
> 31-01-20 almeno tredici la mattina e dieci nel pomeriggio.
Tot. almeno 237 treni in meno in un mese !
Noi viaggiatori, “pre-paganti” e contribuenti, su questi oltre 237 treni NON abbiamo potuto viaggiare. Non abbiamo potuto usufruire di quei circa 270.000 posti nei vagoni; per questo siamo spesso rimasti ad Acilia o C. Bernocchi o a Vitinia o a Magliana a litigare per entrare in vagoni strapieni o ad imprecare sulle banchine.
Siamo sicuri che anche ATAC non li chiederà in pagamento, ma dobbiamo essere ancor più fiduciosi che codesta Regione non proceda al loro pagamento, possedendo dati di fonte propria, che descrivano ancor meglio di noi questo fenomeno, da noi sottostimato a “soli” 237 treni e oltre, persi in un solo mese.
Ci auguriamo che la soc. regionale ASTRAL S.p.A. che legge per conoscenza, possa rapidamente implementare un’organica sezione dei propri canali di comunicazione di Info-Mobilità, precipuamente dedicata allo stato del Servizio Reale sulle ferrovie regionali R.L. e R.N., alimentata anche con dati chiari e puntuali proveniente da utenti e Comitati.
Attendiamo anche con fiducia l’opportuno coinvolgimento dei Comitati Pendolari delle due ferrovie, nella fase prodromica l’avvio dei monitoraggi e campionamenti diretti da parte di Astral sullo stato del servizio, delle stazioni e degli impianti.
Richiediamo a codesta Regione, ancora per l’ennesima volta, che la Direzione Regionale competente renda noti i dati disaggregati in suo possesso delle soppressioni sulle nostre linee ferroviarie, sia nella parte fornita unilateralmente in autocertificazione dal Dirigente di esercizio, sia per quelli prodotti dalla Regione, tramite soggetti terzi, nel suo doveroso controllo della regolare esecuzione della pubblica fornitura e della veridicità delle certificazioni sostitutive.
Per l’inoltro:
Dott. R. Spigai
Roma, 04 febbraio 2020

La Regione Lazio, in evidente difficoltà quale proprietaria delle linee ferroviarie ex-concesse Roma Lido, Roma Civitacastellana Viterbo e Roma Giardinetti, negli ultimi giorni di dicembre ha deciso di uscire dall’angolo in cui si ritrova dopo i continui disservizi, le ripetute proteste di piazza dei pendolari e la classifica Pendolaria di Legambiente, che vede due delle ferrovie regionali fra le tre peggiori d’Italia.

Lo ha fatto convocando dapprima una conferenza stampa il 2 dicembre presso la sede dell’Assessorato alla Mobilità , poi in Commissione mobilità del Comune di Roma con l’assessore Alessandri il 9 dicembre e quindi lo stesso Zingaretti si è scomodato il 27 dicembre per recarsi in pompa magna alla stazione Flaminio della Roma Nord, scortato dagli A.D. di Cotral e di Astral ad annunciare i milioni (817) della Regione che pioveranno sulle nostre ferrovie.

Tutto bene quindi?

Non proprio. Vediamo perchè.

Intanto:

  • buona parte dei soldi sono destinati (giustamente) alla linea Roma Nord (358 milioni)
  • i 315 milioni sbandierati per l’acquisto dei treni sono virtuali, di soldi veri ne esistono solo 100 milioni impegnati per l’acquisto di 11 nuovi treni (5 per la Roma Lido e 6 per la Roma Nord), gli altri 215 milioni sono teorici ma non disponibili, faranno parte di un ipotetico accordo quadro da attivare eventualmente e senza alcun riferimento dei tempi
  • alla Roma Lido rimangono 144 milioni (invece dei 180 previsti già dal 2016).

Va detto che il primo dei 5 treni per la Roma Lido arriverà nel 2023 e gli altri a seguire ed andranno a rimpiazzare quelli che sono ormai giunti a fine vita e che già oggi non riescono a garantire il livello di servizio previsto dal contratto di 172 corse giornaliere. Pertanto da questo punto di vista non ci sarà nessun miglioramento del servizio.

TDV salita 5

Si è parlato molto e a sproposito della Roma Lido come pedina importante nello scacchiere del progetto di Business Park con annesso stadio a Tor di Valle. I fautori del progetto (il finanziere, il palazzinaro e quei settori dell’opinione pubblica un po’ ottusi che non sanno neppure leggere le carte o non sono interessati a farlo) per giustificare i 20.000 passeggeri trasportati in un’ora a Tor di Valle hanno sempre sostenuto che la Roma Lido, oggi una delle peggiori ferrovie d’Italia, sarebbe diventata un gioiellino grazie agli investimenti della Regione.

FALSO.

La Regione ha detto e scritto (in Conferenza dei servizi) che non metterà un centesimo sul progetto di Tor di Valle. Le corse extra per trasportare i virtuali 20.000 tifosi allo stadio per le partite o gli altri eventi non verrebbero sostenute da nessuno e quindi sono senza copertura! Niente soldi niente corse aggiuntive. E si tratta di bei soldi. Da un calcolo approssimativo fatto dal Comitato pendolari sarebbe circa 1 milione di euro l’anno.

Ma torniamo ai 180, pardon, ai 144 milioni della Regione. E’ un fatto comunque positivo che va nella giusta direzione, senza dubbio, ma chi pensa che con questo investimento la linea diventerà efficiente sbaglia.

Se andiamo ad analizzare nel dettaglio le voci di spesa troviamo infatti che:

  • 40 milioni saranno impiegati per la costruzione di un capannone a Lido centro che ospiterà i treni della linea,
  • 7 milioni per opere civili nelle stazioni e lungo la linea
  • 19 milioni per la manutenzione dei treni vecchi e difettosi che hanno già ricevuto nel corso degli anni manutenzioni su manutenzioni senza alcun miglioramento accettabile (anche Atac concorda su questo). Saranno soldi buttati o se preferite saranno un bel regalo ad Hitachi. Nel caso, come è probabile, si debba ricorrere a gara i tempi comunque saranno piuttosto lunghi.

Come si vede il pacchetto di milioni si è già ridotto della metà. Se poi andiamo ad analizzare le altre voci di spesa vediamo che:

  • 40 milioni andranno nel rinnovo dell’armamento,
  • 34 milioni nei lavori tecnologici (sistema di segnalamento, potenziamento linea elettrica, ecc…)
  • 4 milioni nel sistema di comunicazione.

Ovviamente sono tutte opere utilissime, non c’è dubbio, ma da sole non sono in grado di migliorare la frequenza del servizio. Per quello servono più treni. Per poter circolare con una frequenza di 2-3 minuti servono almeno 23 – 25 treni funzionanti contemporaneamente. Oggi la Roma Lido dispone di 15 treni (teorici) di cui ne funzionano contemporaneamente 7 – 8 se ci dice bene. Quindi servirebbe il triplo dei treni per trasportare i famosi 20.000. Che non ci saranno né oggi né domani né mai.

Quindi?

Quindi niente 20.000 tifosi trasportati in un’ora a Tor di Valle e tutti in auto ad incolonnarsi lungo l’Ostiense. Scenario apocalittico, come già rilevato anche dal Politecnico di Torino.

Ma c’è di più.

Da qui al 2023, quando arriverà il primo treno, non succederà proprio niente ed il servizio continuerà a degradare giorno dopo giorno fino a livelli insopportabili.

Abbiamo detto alla Regione che siamo in emergenza già oggi e che serve un piano straordinario per far fronte ai quotidiani disservizi da oggi fino ad allora, ma la Regione non ha nessun piano e pare non si sia neppure posto il problema.

Zingaretti, in una delle sue esternazioni ha affermato che la Roma Lido fa schifo, ma solo perchè gestita da Atac. Ma lui, che governa la regione da 7 anni dov’è stato finora? Era così distratto (o disinteressato?) che non ha visto quello che è sotto gli occhi di tutti? E i suoi assessori Civita e Alessandri non gli hanno detto nulla? E lui non legge i giornali? Le sue affermazioni risultano più false di una moneta da 3,5 euro. E pensare che nel 2013 prometteva: La Roma Lido diventerà una linea metropolitana……..

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E al Comune di Roma, che continua a cianciare di Roma Lido trasformata in metropolitana, per poi giustificare il progetto stadio a Tor di Valle, e lo ha pure scritto nel libro dei sogni chiamato PUMS, diciamo nuovamente: NON CI SARA’ NESSUNA METRO ROMA LIDO, glielo ha cantato chiaramente anche la Regione, si mettessero l’anima in pace.

Questa è la fotografia della situazione. Nuda e cruda.

Altro che 20.000 passeggeri all’ora, rischiamo che quando arriva il primo treno nuovo la Roma Lido sia già collassata!

 

 

 

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Com’è noto lo scorso mercoledì 11 abbiamo manifestato sotto la regione tutto il nostro disappunto per lo stato in cui versa il servizio. L’abbiamo fatto insieme agli amici di disgrazia della Roma Civitacastellana Viterbo.

Abbiamo voluto questa manifestazione forti anche delle oltre 4.000 adesioni alla nostra petizione on line su Change.org (https://www.change.org/p/nicola-zingaretti-fermiamo-il-disastro-della-roma-lido-6ed24248-e494-4d90-a59c-67a501266cb6?recruiter=99694720&utm_source=share_petition&utm_medium=facebook&utm_campaign=psf_combo_share_initial&utm_term=psf_combo_share_initial&recruited_by_id=a5764d84-f8db-4188-9a59-074a5f2f5412&share_bandit_exp=initial-18960313-it-IT&share_bandit_var=v1&utm_content=fht-18960313-it-it%3Av4 )

Abbiamo raccontato alle testate presenti in piazza le nostre ragioni e una volta tanto abbiamo avuto qualche riscontro positivo, in termini di pubblicazione delle interviste rilasciate.

La partecipazione è stata combattiva ed è servita, come abbiamo potuto notare quando una delegazione dei due comitati è salita all’assessorato e il personale dello staff, nostra interfaccia ufficiale, si è mostrato piuttosto nervoso quando gli è stato detto che questa volta eravamo venuti più numerosi perché forse così la Regione avrebbe ascoltato la voce della protesta.

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Abbiamo gridato la nostra rabbia e la nostra disillusione rispetto agli annunci roboanti a mezzo stampa dell’Assessorato regionale alla mobilità, che pochi giorni prima vantava di aver investito ben 817 milioni di euro sulle due ferrovie.

A noi questi numeri non hanno fatto né caldo né freddo, ce li mettono sul tavolo ad ogni incontro, ma il risultato è un servizio che degrada a vista d’occhio.

Poi una delegazione di 8 Pendolari delle due linee è salita per essere ricevuta all’assessorato.

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Abbiamo sottolineato che in mancanza di interventi immediati la situazione sarebbe degenerata e da problema sociale sarebbe diventata un problema di ordine pubblico.

Il nervosismo della controparte addirittura è arrivato al punto di minacciare di annullare l’incontro (ma allora che ci hanno fatto salire a fare?) se noi avessimo continuato sul piano della protesta. Poi si sono calmati ed abbiamo cominciato l’analisi punto per punto delle richieste dei pendolari della Roma Lido e della Roma Viterbo.

Abbiamo portato all’attenzione i temi caldi delle linee, dando voce anche al disagio degli studenti.

Non ci sono state grosse novità rispetto a quanto già sapevamo, qualcuna positiva per la Roma Viterbo (a gennaio dovrebbero ripartire i cantieri fermi ed i lavori saranno gestiti da ASTRAL), mentre niente di positivo per noi della Roma Lido: i cantieri fermi a Tor di Valle ed Acilia sud rimarranno chiusi sine die perché la situazione dal punto di vista contrattuale è ingarbugliata e non è chiaro neppure alla Regione se e quando se ne verrà a capo.

Sul fronte dei treni niente di nuovo: a gennaio si apriranno le buste dei RTI invitati a gara e, se tutto va bene, il primo treno nuovo lo vedremo nel 2022, o più probabilmente nel 2023 secondo l’assessore Alessandri, aggiuntosi alla riunione.

La Regione stanzierà 19 milioni per la manutenzione dei treni vecchi tuttora circolanti (MA200), che saranno gestiti anch’essi da ASTRAL, ma non è chiaro se servirà una gara europea (con i tempi che conosciamo), oppure se ASTRAL potrà procedere con l’affidamento diretto ad Hitachi. Comunque secondo noi sono soldi buttati, quei treni sono stati manutenuti non si sa quante volte ma invano, sono difettosi dalla nascita e non c’è verso di ripararli.

Se non fossero difettosi forse non sarebbero stati ceduti alla Roma Lido.

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Su nostra richiesta la Regione ci ha comunicato che applicherà ad ATAC le penali previste da contratto per le corse non effettuate, circa 3 milioni di euro per gli anni 2017 – 2018.

Poi le solite cose note: ASTRAL (era presente l’A.D.) succederà ad ATAC e comincerà l’affiancamento dal 1/1/2020, la nuova Carta dei servizi sarà prodotta da ASTRAL, sul Customer Care nebbia completa.

Più volte il nostro Comitato ha chiesto che cosa succederà da qui al 2023 quando arriveranno i primi treni, visto che il servizio degrada ogni giorno, i treni sono insufficienti e l’emergenza continuerà, a base di soppressione delle corse e treni rotti che lasceranno per terra i pendolari. Abbiamo chiesto alla Regione se era in grado di farsi carico dell’emergenza e trovare soluzioni adeguate, ancorché provvisorie.

La risposta desolante della Regione è stata un silenzio imbarazzante, tramutatasi in un balbettio e quindi in un disarmante “non possiamo fare niente”. Abbiamo incalzato invitandoli a cercare treni anche usati ovunque possibile e con qualsiasi formula: affitto, prestito, comodato, ecc…, ma niente da fare.

Abbiamo chiesto che fine avessero fatto i 5 treni dismessi dalla metro A e promessi dall’ex assessora comunale alla mobilità Meleo nel corso della sessione congiunta di commissioni mobilità di Regione e Comune il 26 gennaio scorso, nonché del CAF che avrebbe recuperato la Regione, ma la risposta è stata: non c’è niente.

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Questo il racconto del desolante incontro in Regione fatto in assemblea.

Il nostro Comitato intensificherà le attività di informazione corretta nei confronti in primis dei pendolari, ma anche dei media, ancora troppo sensibili alle veline delle istituzioni, in modo che la pressione sociale sulle istituzioni acquisisca più forza.

E da gennaio ripartiremo con un calendario di iniziative sui territori ed istituzionali.

A noi non bastano le chiacchiere, pretendiamo i fatti!

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