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I PENDOLARI RINGRAZIANO ZINGARETTI E ALESSANDRI, ATAC, GUALTIERI E PATANE’

Le Dimissioni in blocco! Sarebbe l’unico modo per assumersi le responsabilità di ciò che avviene quotidianamente sulla ferrovia Roma Lido, chiedendo scusa ai residenti della sciatteria, degli annunci a vanvera smentiti dai fatti il giorno dopo, dell’inerzia, dell’incapacità e delle prese in giro a cui ci hanno abituato da anni questi signori.

Dai frutti si riconosce l’albero e questo sembra pieno di frutti bacati, coltivato da gente incapace, che non conosce neppure la materia di cui parla, ma che occupa una poltrona grazie al fatto di appartenere ad un partito politico ed a una cordata che assicura loro una comoda poltrona per anni. E quando parlano della nostra ferrovia, senza averci mai messo piede, si capisce che ne parlano per sentito dire.

A piedi verso Magliana

Così continuano a divulgare mezze falsità o vere fandonie a 360° che giornali collaterali o meramente aziendali pubblicano, senza neppure aver controllato la veridicità delle veline ricevute. E allora vai con Zingaretti che ciancia di treni nuovi che arriveranno ad inizio 2021, poi 2022, ma magari 2023 o 2024, mentre forse arriveranno nel 2025, come poi sono stati costretti ad ammettere, e la fornitura finirà l’anno dopo, tanto lui il prossimo anno non ci sarà più ed il boccone avvelenato rimarrà a qualcun altro.

Oppure l’assessore Alessandri che va a visitare a Graniti sempre lo stesso treno in revisione generale, più che un parente all’ospedale, e sproloquia che tutto procede, ma quel treno che è partito a fine agosto 2021 e che sarebbe dovuto tornare ai primi di quest’anno, ritornerà invece alla fine di autunno…. forse. E sugli altri treni in manutenzione, affidati alle premurose e costanti cure (da anni) dell’attuale Dirigente di ASTRAL e già della Regione, abbiamo visto qual è il loro grado di affidabilità.

Ma vogliamo parlare del Sindaco Gualtieri, quello della città dei 15 minuti, slogan che qualcuno gli ha scritto per la campagna elettorale o che avrà letto su qualche rivista dal barbiere, ma di cui non conosce neppure il significato, che non si è degnato neppure di rispondere alla lettera inviata dal Comitato Pendolari con cui si faceva presente il pronunciamento unanime dei municipi 9 e 10 e dell’Assemblea Capitolina di urgente adattamento e spostamento di 2 treni CAF300 dalla Metro A per la disastrata Roma Lido.

Oppure l’Assessore Patané, che ci ha portati a spasso per cinque mesi, da dicembre scorso, per poi negarceli, quei semplici 2 treni, ignorando che se avesse deciso allora, adesso avremmo i 2 treni affidabili in più e non saremmo costretti a vivere l’inferno quotidiano, come stamani.

In questo calderone, non possono essere esclusi quei personaggi che hanno governato Roma nella precedente amministrazione, che ora puntano il dito sui loro avversari politici, ma che però non hanno mosso una paglia quando hanno potuto, soprattutto nei confronti della loro controllata ATAC Abbiano almeno la compiacenza di tacere!

Noi abbiamo già detto a tutti questi signori, incapaci a trovare soluzioni, che il protrarsi di questa situazione può generare anche problemi di ordine pubblico, di cui li riteniamo responsabili, con gesti irrazionali da parte di qualche pendolare esasperato, come successo il mese scorso con il blocco dell’Ostiense.

Un altra giornata infernale. Un treno che era facile prevedere si potesse guastare in orario di punta bloccato in mezzo alla massicciata tra due stazioni, i viaggiatori costretti a scendere e camminare sui binari, oppure ad accalcarsi sulle poche navette messe a disposizione, che passano in stazioni dove sono “Soppresse” le uniche fermate bus su strada per poterci salire su (Vitinia), ecc., ecc., dovrebbero far riflettere chi per ruolo deve prendere decisioni. L’inferno quotidiano a cui i pendolari sono costretti, con treni che viaggiano normalmente con frequenze di 20′ – 30′, se tutto fila liscio, le ore di vita perse in attesa di un treno, i problemi con i datori di lavoro e le giustificazioni di ritardo esaurite già a gennaio di ogni anno scolastico, derivanti dai ritardi accumulati, chi ce li ripaga?

Nessuno. Non certo questi signori che dalle loro scrivanie guardano le cose da lontano, col binocolo.

Oggi alla stazione di Acilia la gente si è riversata in massa sulla via Ostiense: nessun presidio ATAC a dare indicazioni alla folla, 2 sole NAVETTE messe a disposizione da Acilia assolutamente insufficienti a coprire l’utenza (per portare le stesse persone di 1 treno servono 10 navette). Gente che litigava con gli autisti, autisti che minacciavano di non partire, autobus che all’ultimo momento cambiavano il loro numero in navetta con la gente che saliva e scendeva!!! Una follia di gestione!!!!

E poi bus S15 presi d’assalto (ovviamente sono pullman che non hanno l’accesso disabili!) , stazioni di Vitinia e Casal Bernocchi non servite perché le navette sono partite stracolme da Acilia e l’S15 non serve queste stazioni.

L’unica soluzione oggi è il passaggio dei 2 treni dalla Metro A alla Roma Lido. Non c’è un’altra soluzione seria possibile. Perchè questi signori non lo capiscono?

Per ottusità? Forse. Per incapacità? Forse. E’ un problema politico, non amministrativo. Se non lo vogliono fare è perchè vogliono che i viaggiatori della Roma Lido continuino ad essere cittadini di serie B. E questa è una vergogna!

Si sono espressi i municipi 9 e 10 e l’Assemblea Capitolina, che sono espressione diretta dei cittadini che li hanno votati, perché lorsignori non ne tengono conto?

Perchè ignorano il significato della parola democrazia?

Perché l’espressione del popolo non conta nulla?

Perché conta di più essere cresciuti in una corrente di partito ed essere stati nominati, anziché eletti?

Perché l’atteggiamento di lorsignori è di supponenza, arroganza e somiglia sempre di più alla famosa frase del Marchese del Grillo?

SERVONO 2 TRENI DALLA METRO A. ORA. NON SI PUO’ PIU’ PERDERE TEMPO!

E vogliamo poi parlare degli impianti di traslazione nelle stazioni fermi per il 50% da più di un anno, che inibisce l’accesso ai non normo dotati? Dei lavori alle stazioni di Acilia Sud e Tor di Valle fermi da 5 anni? Delle opere accessorie per la stazione di Acilia Sud?

A fine dicembre del 2001 il popolo argentino scese in piazza per cacciare i governanti colpevoli di aver portato il paese sull’orlo della bancarotta con il grido: “QUE SE VAYAN TODOS!” (Andatevene tutti).

Facciamo nostro quello slogan. DIMETTETEVI IN MASSA! E’ l’unico modo che avete per salvare la faccia. Forse.

P.S.

Il Presidente della Commissione capitolina Mobilità Zannola ha affermato bontà sua di non essere contrario al passaggio dei 2 treni. Non Basta. Questo è un modo per tenere il piede in due staffe. Anche lui deve prendere atto dell’espressione delle istituzioni e decidere da che parte stare: o di qua o di là. O si spende per ottenere i 2 treni o anche lui sta dall’altra parte rispetto ai bisogni dei cittadini.

Di seguito il testo della lettera che il Comitato Pendolari ha indirizzato al sindaco via PEC, ma dopo una settimana nessuna risposta ci è ancora pervenuta. Ribadivamo la richiesta dei 2 treni dalla Metro e chiedevamo un incontro.

Ci risponderà? Ci ignorerà? Lo scopriremo solo vivendo. Ma noi non staremo certo con le mani in mano nel frattempo.

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Gentile Sindaco di Roma, Roberto Gualtieri,

siamo il Comitato Pendolari Roma Ostia e ci rivolgiamo a Lei, primo cittadino di Roma, per evidenziare un grave problema relativo ai trasporti urbani, che ben conosce poiché ne ha fatto anche oggetto di esternazioni, ma al quale non è ancora stata data soluzione.

Stiamo parlando della Roma Lido, una delle tre ferrovie ex concesse di proprietà della Regione Lazio, e del suodegrado progressivo in cui è stata lasciata cadere negli ultimi dieci anni, a causa della pessima gestione di ATAC e del disinteresse della proprietà.

Cinque anni fa avevamo 15 treni funzionanti e frequenze di punta a 7 minuti e mezzo minuti, oggi abbiamo 4 treni (più 1 di rinforzo solo per alcune corse) e frequenze di 22 minuti, se va bene, ma se un treno si guasta i minuti di attesa salgono in maniera esponenziale.

I guasti dei treni sono all’ordine del giorno, come certo Lei saprà, perché neanche la stampa può ignorarli. I treni sono vecchi o molto mal tenuti e in buona parte inaffidabili. La Regione Lazio, corresponsabile del degrado della linea, si è decisa finalmente a ordinare treni nuovi sia per la Roma Lido che per la Roma Civita Castellana Viterbo e la gara, bandita a febbraio 2018, ha visto la sua aggiudicazione a novembre 2021; la firma del primo contratto attuativo solo a gennaio 2022. Quattro anni per la sola gara! Il primo dei 5 treni, al di là degli annunci a mezzo stampa della Regione, sarà fruibile dai cittadini solo a partire dalla fine del 2024, cioè per il Giubileo. Gli altri seguiranno nel corso dell’anno.

I tempi delle revisioni generali dei treni in servizio sono anch’essi non trascurabili, dell’ordine di 7 – 8 mesi ciascuno e le attività sono sequenziali, quindi un treno va e uno torna. In sintesi la situazione treni è un’emergenza e resterà tale fino all’arrivo dei treni nuovi. Stiamo parlando di due anni e mezzo.

Il rischio è che quando arriveranno i nuovi convogli, nel frattempo l’attuale parco treni, spremuto fino all’inverosimile, non sia più disponibile, allontanando sine die la soluzione della crisi della Roma Lido.

Se prima della Pandemia, a febbraio del 2020, i passeggeri potevano utilizzare quasi 180 corse/giorno complessive, oggi, con la ripresa delle attività in presenza e dei flussi turistici, vengono offerte massimo 99 corse/giorno dalla sua Azienda comunale di trasporto: non serve un’elevata conoscenza trasportistica per comprendere a che punto i suoi concittadini e amministrati, viaggiatori della Lido, saranno costretti a continuare a subire disservizi quotidiani, fatti di lunghe attese, treni che non passano o passano stracolmi, treni che si rompono e devono essere abbandonati.

Abbiamo lanciato a fine estate scorsa una proposta risolutiva, secondo noi l’unica, che consentirebbe di offrire un miglioramento del servizio: stornare e adattare 2 treni dalla Metro A, che ne è abbastanza fornita, per passarli alla Roma Lido. Tecnicamente è un’ipotesi fattibile, già percorsa in passato per 6 e poi per 3 convogli della Metro A, come ha dovuto ammettere ATAC (per inciso i treni della Roma Lido provengono TUTTI dalla Metro A) ed ANSFISA ha comunicato i tempi necessari per la parte tecnico-autorizzativa.

Con gli adattamenti sono in totale 5 mesi e le spese a carico della Regione, come ha assicurato l’Assessorato regionale. Siamo consapevoli che tale soluzione comporterebbe un decremento marginale dell’offerta di trasporto del servizio Metro A, comunque sostenibile, ma sarebbe una boccata d’ossigeno per i cittadini dei municipi IX e X, che hanno una offerta ridotta sulla Metro B, ma che per la Roma Lido sono passati da 7.200 posti in ora di punta di febbraio 2020 (erano 9.600 fino alla primavera del 2017) a 3.000 striminziti posti adesso, con un crollo del 70% rispetto a 5 anni fa!

Sindaco, nulla a che vedere con la transizione ecologica … del gambero?

Tale ipotesi è stata accolta dai Municipi più direttamente interessati e votata all’unanimità da due Consigli. Stessa cosa per l’Assemblea Capitolina con Ordine del Giorno votato unanimemente in sede di dibattito per la approvazione definitiva del PUMS di Roma Capitale, come Lei di certo saprà.

Noi pensiamo che la democrazia non sia un fatto puramente formale. Si sono espresse le assemblee elette dai cittadini e questa cosa non può essere ignorata. Al contrario, gli organi esecutivi devono prenderne atto ed agire di conseguenza.

Abbiamo illustrato la nostra soluzione anche all’Assessore alla mobilità da Lei scelto, Eugenio Patané, durante i vari incontri che abbiamo avuto, il quale ci ha ascoltato, ha fatto le proprie valutazioni e ha rimandato, ha preso tempo, ed infine ha risposto negativamente, con la motivazione che si andrebbe oltre la fatidica data del 1 luglio 2022, quando la gestione dovrebbe passare da ATAC a COTRAL e ASTRAL.

Sindaco, l’hanno informata che nessuno dei 15 + 21 treni, in forza a Roma Lido e Roma Nord sono della Regione, ma che, per tutto o per gran parte del valore, sono di ATAC o di Roma Capitale?

Noi crediamo che il diritto dei cittadini ad avere assicurato un servizio minimamente decente vada al di là di questioni puramente amministrative ed alleviare gli sfortunati pendolari della linea, che stanno aumentando di numero a causa del rincaro del carburante e della fine dello smart working, debba essere un impegno per un’amministrazione che si definisce democratica.

Quando sentiamo parlare della città dei 15 minuti e pensiamo allo stato in cui versano queste ferrovie ci viene un sorriso amaro: la differenza fra le belle parole e la realtà è abissale. Noi ci accontenteremmo di avere un servizio minimamente dignitoso come era fino a soli 5 anni fa, che oggi non abbiamo e non avremo se non si interviene subito.

Se a dicembre l’Assessore Patané avesse dato il via all’ipotesi del passaggio dei due treni, cogliendo la spinta propositiva e democratica unanimemente lanciatagli dal Consiglio e dal Presidente (PD) del X Municipio, oggi li avremmo in linea e non staremmo qui a scrivere, a Lei o ai giornali, non avremmo fatto la manifestazione in piazza del Campidoglio il 5 aprile scorso, assieme agli amici del Comitato Pendolari Roma Nord e ad altri Comitati di quartiere e Associazioni.

Ma potremmo scriverle anche degli impianti di traslazione fermi (circa il 50% di quelli potenzialmente disponibili) bloccati, rotti o in attesa di indecifrabili collaudi, della scarsa accessibilità delle stazioni (la metà delle stazioni della Roma Lido non è accessibile non solo ai portatori di grave handicap motorio, ma anche agli anziani con carrelli della spesa, ai genitori con passeggini al seguito, alle mamme con passeggino, agli infortunati con tutori o stampelle); non le abbiamo scritto anche dei lavori alle stazioni fermi da quasi 5 anni (anche per diretta colpa della stazione appaltante – la sua ATAC), delle nuove stazioni attese da lustri a Giardino di Roma, Mezzocammino o Torrino sud, disegnate in magnifiche cartine del Piano Regolatore Generale e utili (quelle si) a raggiungere la rete metro-ferroviaria di Roma Capitale “in 15 minuti” a piedi; e così via.

In conclusione, signor Sindaco, ci aspettiamo da lei un gesto di coerenza fra i suoi programmi elettorali e le azioni concrete.

La scelta è squisitamente politica, non amministrativa: si tratta di decidere se gli abitanti del quadrante sud ovest di Roma (circa 400.000) possano ricevere un gesto di attenzione dalla nuova amministrazione, che rivendica discontinuità col passato, oppure se si continuerà a ignorare le esigenze basiche dei cittadini, in continuità col passato e in nome non sappiamo bene di che.

La Roma Lido, pur se di proprietà della Regione e presto in gestione ad aziende regionali, serve ai cittadini romani e a collegare i quartieri di Roma, per questo motivo non ci si può barricare dietro a questioni puramente amministrative, ignorando i disservizi che i cittadini di Roma ricevono quotidianamente; Lei converrà con noi che le stesse cose si potrebbero dire per la mancata chiusura dell’anello ferroviario delle Ferrovie dello Stato, o la mancata costruzione della fermata Pigneto sulle tratte ferroviarie regionali FL1-FL3-FL4-FL6 o per la mancata riapertura della fermata di Vigna Clara, entrambi di RFI, o per eventuali disservizi che accadessero nell’aeroporto di Ciampino o in quello di Fiumicino, per i quali Lei, ne siamo sicuri, non delegherebbe la questione al suo amico sindaco Montino o al Sindaco di Ciampino e non direbbe alla Stampa “Stanno sul territorio di altri, ci pensa Aeroporti di Roma a me cosa importa, io mi occupo dell’Aeroporto dell’Urbe?”

Le chiediamo un incontro, per illustrarle lo stato di cose presenti sulla linea, che non possiamo rappresentare in queste poche righe.

Ci aspettiamo un suo gentile cenno di riscontro.

Ci auguriamo che la sua risposta sia diversa da quella del Presidente Zingaretti, che ci ha sempre ignorato, pur sollecitato più volte, confidando nel fatto che forse Lei ha qualcosa da dire di interessante sulla questione, che vada oltre un banale: “I treni? Li stanno costruendo!”.

Rimaniamo in attesa di un suo pronunciamento. Nel frattempo le auguriamo buon lavoro.

Comitato Pendolari Roma Ostia

Roma, 28 Aprile 2022

I pendolari protestano e Zannola (presidente Commissione capitolina Mobilità) in un comunicato stampa afferma: “Comprendiamo i disagi dei pendolari e le ragioni del malcontento”.

A parte l’affermazione enunciata in prima persona plurale (a nome di chi parlava?), noi pendolari invece siamo assolutamente convinti che lui (loro) non abbiano proprio capito un bel niente della situazione delle ferrovie ex concesse e lo dimostrano ad ogni parola che proferiscono.

Vediamo.

a) “ quella della Roma-Lido, come tante altre, sono situazioni al limite del collasso che abbiamo ereditato”. Qui siamo d’accordo. Completamente. In effetti il disastro viene da lontano, da molti, lunghissimi anni di incuria. Ci aspettiamo perciò che il nostro vada in Regione a battere i pugni sul tavolo, a chiedere come mai in 9 anni gli assessori Civita e Alessandri e i rispettivi staff, ed il presidente Zingaretti abbiano favorito il degrado totale delle ferrovie ex concesse, trascurando le manutenzioni necessarie, evitando di fare gli investimenti necessari in tempo, coprendo tutte le malefatte di ATAC. Ci aspettiamo che richieda le dimissioni immediate di assessore e staff per manifesta incapacità e conseguente completo fallimento.

b) “da sabato 9 aprile è previsto il rientro in servizio di un treno di tipo Caf che ha completato le procedure di controllo e contemporaneamente andrà in vigore un nuovo orario valido tutti i giorni con una frequenza di 22′ sull’intera tratta”. Forse il nostro ha consultato l’Oracolo di Delfi, ma ignora che i famosi treni strombazzati da ormai molti mesi non sono affidabili e la riprova è che venerdì 8 aprile un treno si è fermato per guasto ed ha scaricato tutti i passeggeri in banchina a Vitinia. Ed anche oggi la frequenza oscillava fino a 30′. Che opinione ha il nostro in merito?

Da sito ATAC. Stamani

c) “la frequenza potrà essere ulteriormente abbassata in base alla disponibilità di treni”. Di fronte a tanta competenza e logica stringente non possiamo che chinare il capo.

d) “ Quanto all’ipotesi di spostare due treni dalla metro A o B, come è stato spiegato più volte ai comitati dei pendolari, purtroppo non è percorribile”. Ci viene spontanea una domanda: ma lui dov’era il 16 dicembre quando l’assemblea straordinaria del X municipio (quello da cui lui proviene) all’unanimità votava la richiesta dei 2 treni? E non ha neppure ascoltato quando il rappresentante della Regione avallava la richiesta con tanto di affermazione di un prossimo invio di lettera ufficiale al Comune in tal senso. Eppure era presente, ma forse giocava alla Playstation. Perchè il nostro non ha argomentato in quella sede la sua opinione contraria? Forse perché non gli era ancora arrivato l’ordine di scuderia che doveva opporsi? Forse il nostro difetta di conoscenze aritmetiche perché se il Comune, dopo il voto del Municipio, avesse deciso di conseguenza fra pochi giorni avremmo potuto avere i 2 treni in linea. Per inciso e per sua conoscenza, ANSFISA si è dichiarata disponibile per ciò che riguarda la parte di sua competenza (verifiche e collaudi,…), ATAC ha ammesso la fattibilità e lo stesso Patané, pur dichiarandosi contrario, ha dovuto riconoscere durante un incontro che in 5 mesi i due nuovi treni potrebbero diventare realtà.

e) “Mentre dal primo luglio la linea cambierà gestore passando da un’azienda comunale a una regionale”. Eh già. Il nostro ed il suo mentore assessore Patané non aspettano altro che arrivi il fatidico giorno per lavarsi le mani da bravi Ponzio Pilato e volgere lo sguardo altrove. Ma non si libereranno di noi. Perché nonostante loro rimaniamo cittadini di Roma e pendolari, anche se ci considerano di serie B. E quello che avviene sui trasporti in città DEVE interessare chi, molto in teoria, dovrebbe avere le competenze in materia, ancorché il gestore sia altro.

Queste poche righe tanto per mettere qualche puntino sulle i.

In ultima analisi comprendiamo anche quanto deve essere dura la vita di chi, per mantenere saldo il posto sulla poltrona occupata, è costretto (?) a uscire con dichiarazioni penose come quelle che abbiamo commentato, pur di riverire i capi. Chissà, magari ricorda con nostalgia quando andava a scuola e magari portava ancora i pantaloni corti ed il trenino viaggiava ad una frequenza di 10′ – 15′. Bei tempi!

Forza Zannola, hai tutta la nostra comprensione! E compassione.

Un bel sole ieri ha illuminato la piazza del Campidoglio, dove si sono dati appuntamento i manifestanti invitati dai Comitati Pendolari della Roma Ostia e della Roma Nord per richiamare l’attenzione della politica, distratta o assente nei confronti del degrado inarrestabile delle ferrovie ex concesse ed incapace di trovare soluzioni percorribili nell’immediato.

La manifestazione arriva dopo i presidi sotto la Regione dell’estate scorsa e i numerosi incontri avuti dai Comitati con i Municipi 9 e 10, con Astral e Cotral, ATAC, con Comune e Regione, con l’Autorità per la Regolazione dei Trasporti (ART), con l’Agenzia per la sicurezza Ferroviaria (ANSFISA) e l’Agenzia per il controllo della qualità dei servizi comunali (ACOS).

La mobilitazione dei pendolari, buona tenuto conto del giorno di lavoro e dell’orario, è riuscita nell’intento di far sentire la propria voce anche all’interno dei palazzi dove si prendono le decisioni, ad oggi sordi alle esigenze dei pendolari.

Molte le adesioni alla manifestazione, che aveva come parola d’ordine: non siamo citadini di serie B, fra cui i sindacati CGIL, ORSA, FAISA, l’ Osservatorio Regionale Trasporti, Legambiente, e poi Comitati di quartiere, associazioni come C.A.L.M.A., UTP, Trasportiamo,partiti politici come Rifondazione Comunista e Sinistra Italiana ed alcuni consiglieri comunali e municipali di opposizione appartenenti a Lista Calenda, FDI, M5S, IV.

Negli interventi le denunce sullo stato di abbandono si sono succedute con continuità, così come l’appoggio all’azione decennale dei Comitati Pendolari.

Buona la testimonianza anche dei media, presenti in buon numero, fra cui spiccavano l’assenza di giornaloni come il Corriere, Repubblica e il Messaggero, forse preoccupati di non disturbare la maggioranza in Regione e Comune, che è il loro riferimento politico.

Quasi tre ore di interventi, discussione e confronto sui temi urgenti posti dai Comitati, fra cui la richiesta di prestare due treni della Metro A alla Roma Lido, approvata dai Municipi 9 e 10 e dall’Assemblea Capitolina, ma respinta dall’assessore alla mobilità del Comune Patané.

E’ evidente che tener conto delle richieste dei cittadini e delle assemblee elettive non è interesse di chi poi deve prendere le decisioni. Strano concetto di democrazia.

La manifestazione non è un punto di arrivo, ma un nuovo inizio, per sturare le orecchie di tutti coloro, istituzionali e no, che non vogliono sentire, ma che ci dicono che manifestare non serve a niente e che dobbiamo avere fiducia!!!

Come ripetiamo da tempo noi continueremo ad esserci anche quando loro non ci saranno più.

In Assemblea Capitolina è stata approvata martedì 15 una Delibera, che autorizza Atac a vendere (a poco, molto poco prezzo , ma subito, per far fare urgente “Cassa” alle entrate del Concordato Preventivo di Atac) depositi, officine (non Magliana nuova) treni (in parte) attrezzature e capitale umano (circa 600 dipendenti) di Roma Nord e Lido.

Andranno in (quasi) omaggio ad ASTRAL e COTRAL. In una girandola di cambi posizione rispetto alla precedente consiliatura e di “…vorrei (tenermele), ma non posso (chiedere a Zingaretti)” l’ex consigliere regionale ed ex Presidente della relativa Commissione Mobilità (fino a pochi mesi fa) non è riuscito ad impedire il regalo dell’unico asset aziendale che consentirà (forse, se ANSFISA concorderà e rilascerà le licenze CIE) alla società della Presidente Amalia Colaceci di diventare ciò che mai è stata: Impresa esercente il trasporto ferroviario.

Auguri… loro e ampie benedizioni di Acqua Santa a noi tutti, pendolari di Roma Lido o Roma Nord.

Questa frettolosa Delibera comunale NON aggiungerà un solo bullone o un solo tabellone aggiornato con gli orari o un solo treno in più.

Riuscita assemblea ad Acilia indetta dal Comitato Pendolari Roma Ostia per informare la cittadinanza sul vero stato delle cose, senza infingimenti, e prefigurare le prossime azioni da intraprendere.

Nonostante il freddo la partecipazione c’è stata fino a tarda sera.

Adesso andiamo ad organizzare le iniziative che servono sotto le finestre chiuse di quelli che decidono la sorte della nostra ferrovia e che fino ad ora l’hanno demolita.

A molto presto.

E’ convocata per giovedì 10 marzo prossimo ad Acilia alle ore 18 l’assemblea aperta dei pendolari della linea Roma Lido per discutere le iniziative di mobilitazione da intraprendere dopo l’ultima tornata di colloqui infruttuosi avuti con l’assessorato alla mobilità del Comune ed Atac.

A breve faremo conoscere esattamente il luogo esatto, ancora in via di definizione.

PARTECIPATE!!!!

IL COMUNE HA DECISO CHE LA ROMA LIDO DEVE RIMANERE UNA LINEA DI SERIE B

Niente 2 treni CAF dalla metro, niente treni recuperati da altre parti, qualche spolveratina a quelli che ci sono e avanti così fino al mitico 1 luglio quando ATAC e Comune di Roma ci saluteranno e usciranno (forse) di scena e il boccone avvelenato passerà a COTRAL e ASTRAL.

Venerdì l’assessore Patané ha finalmente gettato la maschera e incalzato dalle domande del Comitato Pendolari ha dovuto confessare che i 2 treni CAF richiesti dal Comitato (e poi sollecitati anche da risoluzioni dei Municipi IX e X e dall’Assemblea Capitolina) non ci saranno perché servirebbero 5 mesi per adeguamenti tecnici e verifiche e siccome fra cinque mesi è luglio…….

Giova ricordare che il 16 dicembre il Consiglio straordinario del X Municipio si era espresso all’unanimità sulla necessità dello spostamento dei treni e la Regione, presente, si era detta favorevole ed avrebbe sostenuto i costi. Se allora si fosse dato corso alla richiesta a Pasqua avremmo avuto la certezza di 2 treni sicuri in più, invece abbiamo solo le solite false promesse di ATAC sulle manutenzioni degli MA200, smentite un giorno dopo l’altro dai fatti, a cui però l’assessore si è accodato senza battere ciglio.

La decisione dell’assessorato è una decisione squisitamente politica.

Dal punto di vista amministrativo problemi non ce ne sarebbero: i soldi li mette la Regione e l’agenzia per la sicurezza ANSFISA ha chiesto 3 mesi per le verifiche.

L’argomentazione che serve troppo tempo è chiaramente risibile. L’alternativa secondo l’assessore è confidare nelle manutenzioni leggere degli MA200 curate da ATAC che avrebbe dovuto assicurare 7 treni dal 7 gennaio, poi dal 17 gennaio, poi a febbraio (come da annunci a mezzo stampa dello stesso assessore), e poi ancora a marzo e poi chissà.

La decisione rischia di mettere la parola fine alle speranze dei pendolari di avere un servizio fruibile in attesa dei nuovi treni che arriveranno per il Giubileo del 2025. La politica ha scelto di relegare la Roma Lido (e le ferrovie ex-concesse) e le centinaia di migliaia di abitanti del quadrante sud ovest della città ad un rango di serie B. Amministrazioni di centrodestra, centrosinistra e M5S in Regione e in Comune nel corso degli anni non hanno fatto niente per assicurare il pieno diritto alla mobilità.

Per ultimo, il recente comunicato di ANSFISA del 25 u.s. sulle difformità degli impianti e treni gestiti da ATAC, che cita ascensori, scale mobili della Roma Lido ed il famoso quarto CAF sottoposto a fermo per eccessivi km percorsi, smentisce la fiducia dichiarata da Patané in riunione sulla dirigenza ATAC e sulla loro professionalità, cosa di cui abbiamo sempre dubitato.

Nel denunciare con forza questa vergogna, questo apartheid a cui siamo costretti, chiariamo che non ci rassegniamo né alle chiacchiere, né ai falsi annunci stampa, tanto meno alle promesse di Regione e Comune (ed ATAC).

Non finisce qui.

Roma, 27 febbraio 2022

Comitato Pendolari Roma Ostia

Zingaretti …. chi? Nicola o Luca?

Il limite della spudoratezza è stato superato!

“…salimmo sù, el primo e io secondo, tanto ch’i’ vidi de le cose belle
che porta ’l ciel, per un pertugio tondo. E quindi uscimmo a riveder le stelle.”

Dante Alighieri – La Divina Commedia – Inferno

Chi sbaglia paga! Se a sbagliare è un amministratore pubblico dovrebbe dimettersi.

Ad esempio, uno come Nicola Zingaretti o l’Assessore regionale (di sua fiducia) alla mobilità Mauro Alessandri con alcuni dello staff, che parlano senza preoccuparsi di smentire oggi quanto affermato ieri.

Abbiamo perso il conto degli annunci a mezzo stampa, dei comunicati social prodotti da questi signori dal 2013 ad oggi. Toni e termini sempre fiduciosi in un “futuro radioso” pieni di fatti, treni restaurati e stazioni nuove, svolte e rinnovamenti delle ferrovie regionali ex concesse, Roma Giardinetti, Roma Lido e Roma Nord. Come Comitati abbiamo costantemente risposto e documentato, con dovizia di particolari, le inesattezze, i dati approssimativi, i tempi incerti ed i fatti, smentiti dallo scorrere del tempo, sparati anche in contesti istituzionali.

Questi “amministratori” sono riusciti nel difficile compito d’affondare, in 9 anni di non-gestione, tre linee importantissime per Roma, portandole dalla non sufficienza del 2013 ad un passo dalla chiusura d’oggi.

L’unica scusa accampata, a fronte di questo “Disastro”, è che “I problemi della Roma Lido sono scritti in una storia di fallimenti del passato -non del presente – di ATACla colpa è stata di ATAC S.p.A., ovvero la società che loro hanno volutamente confermato dal 2013 al 2015, riscelto nel 2016 e nel 2017, prorogato nel 2019 per quattro volte fino ad oggi, per le nostre disastrate ferrovie. Riferito alla Lido, ma anche alla Roma Nord non è vero che: “la Regione l’ha ripresa in gestione” e neppure che “tra qualche mese entreremo

ATAC ha sicuramente colpe in abbondanza, ma le condivide con la Regione Lazio, ente proprietario, affidatario, vigilante e finanziatore delle tre linee!

Atac condivide le colpe in particolare con quegli specifici “amministratori”, che in questi lunghi anni hanno chiuso gli occhi e ne hanno assecondato la disdicevole condotta, rinnovandogli a più riprese il Contratto di servizio, scritto male e senza sostanzialmente applicarvi penali, senza verificare lo stato delle non-manutenzioni straordinarie o revisioni generali dei treni, e senza voler ascoltare le segnalazioni, i documenti e le proposte, presentate in decine di occasioni dai Comitati Pendolari.

Ah rega’ lassatece lavora’ che ce penzamo noi” è sempre stato il “Verbo” regionale.

Ma se oggi non straparlano sapendo di dir cose sballate, allora è ancora peggio, perché si mostrano sprovveduti. Abbiamo sempre detto che una parte della stampa, quella mainstream, s’è appiattita sui singoli governanti di turno, guardandosi bene da fare inchiesta, o anche solo approfondimento delle notizie od esame comparato delle fonti: alcuni giornalisti neppure provano a confutare dati avventati o apparenti stupidaggini, anche quando paiono fin troppo in evidente contrasto con la realtà di chi viaggia.

Ieri abbiamo dovuto assistere ad un’intervista, concessa dal Presidente della Regione al Messaggero TV, in cui una giornalista ha timidamente porto un “cadeau” al Presidente sulla Roma Lido, consentendo a Zingaretti (Nicola, e non Luca) d’infilare una sequela di frasi, numeri e date in-dimostrate e apparentemente parte d’una rassicurante recita dantesca, in stile “E quindi uscimmo a riveder le stelle”.

Le cose sono due: o Zingaretti (Nicola, che pur pare Luca) non è stato informato dal suo Assessore sullo stato reale delle sue ferrovie ex concesse (non solo la Roma Lido che vanta: 2 stazioni chiuse su 13 + lunghezza della linea ridotta del 20% + minimo storico di 85/corse/giorno/feriale in totale, rispetto a 178 che erano fino a fine 2019 + offerta di posti/km crollata al 40% di quella del 2017 + soli 2/3 treni in servizio rispetto ai 15 a disposizione della Regione fino a 2 anni fa + personale di stazione assente nel 50% delle fermate aperte + 50% degli impianti di traslazione mediamente fermi con 5 stazioni perennemente inaccessibili ai portatori di disabilità o difficoltà motorie + 2 cantieri per nuove fermate/edifici di stazione fermi da agosto 2017 + progetti delle tre nuove fermate, di quartieri abitati da anni, cristallizzati come disegnini a china sulle cartine di Pano Regolatore + evasione tariffaria galoppante + controlli anti Covid totalmente assenti a bordo + milioni buttati in inconcludenti manutenzioni straordinarie di quei treni MA200, che oggi ci vien detto, con la recita, stiano tutti in fase d’integrale smontaggio e riallestimento + ecc., ecc. ecc.) oppure le parole pesano come piombo.

L’affermazione testuale: “E’ iniziata dopo l’abisso la fase…della svolta” è un insulto, una presa in giro per tutti coloro che ogni giorno consumano la loro esistenza aspettando in banchina un treno che non arriva. E’ una frase vergognosa, poiché reitera ancora promesse mirabolanti fatte e mai attuate dallo stesso “attore” fin dal 2013. E’ un oltraggio alla cittadinanza.

Allegri pendolari delle ferrovie ex-concesse

Altra perla: “I treni li stanno proprio costruendo”. Ma chi? Dove? Ma se hanno firmato solo il primo contratto attuativo per 5 treni per la Lido e 6 per la Nord tre settimane fa?! Mentre non abbiamo certezze sulla data di firma del secondo contratto attuativo per i convogli che veramente salveranno le due linee, consentendo i passaggi “a sei minuti” sulla Lido (non certo tra un anno e mezzo), per arrivare alla firma di quel primo e unico Contratto di fornitura ci sono voluti 4 anni! Esattamente nel 2018 la Regione iniziava i preliminari di gara. 4 anni solo per far girare pezzi di carta. E dovremmo credere che in un anno e mezzo arrivano i nuovi treni?

Peccato che gli intervistatori del Messaggero TV non abbiano battuto ciglio a fronte di cotanto roseo ottimismo. Si coglie nell’attuale posizione della testata una certa benevolenza verso l’attuale gestione regionale e magari verso la corrente che governa il partito di maggioranza in Giunta Regionale (il PD). Non troviamo altre spiegazioni deontologiche e razionali.

Temiamo che se pur Zingaretti (Nicola, e non Luca) se ne fosse uscito con qualche altra boutade, tipo: “Porteremo 2 o 3 treni della TAV a fermarsi sulla Roma Lido, come abbiamo fatto a Orte o Cassino” o meglio, “Per la Metromare abbiamo pensato all’Hyperloop”, taluni giornalisti sarebbero usciti col titolone-scoop in cronaca romana, senza battere ciglio.

Ci viene in mente Orwell col suo 1984: aveva previsto molte cose che si sono avverate nel mondo, tra cui quella di camuffare la verità con il suo opposto. Così, per esempio, il Ministero della Pace era quello che faceva la guerra.

Lo staff comunicativo dell’attuale Giunta regionale deve aver studiato molto quel testo, perché pare applicarlo alla lettera. I treni non ci sono? Non importa, ci saranno! Le manutenzioni non danno i frutti sperati? Non importa, l’importante è dire che i treni sono in manutenzione! I ponti delle stazioni vacillano: non importa, noi le stiamo ristrutturando … si, da quando?

Mai sentita un’autocritica, neppure velata sul proprio operato, le colpe, quando ce ne sono, sono sempre di altri.

E così di errore in errore, di mistificazione in mistificazione, di annuncio in annuncio, il tempo passa e i pendolari continuano ad essere vessati.

Di Zingaretti (Nicola, e non Luca) e dei suoi boys non ci fidiamo più da molto tempo.

Le elezioni regionali si avvicinano e spiegano molti di questi rosei annunci sul futuribile, ma noi pendolari abbiamo una memoria di ferro e non dimentichiamo tutti i torti subiti a causa della sua “amministrazione”.