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Dopo l’incidente di venerdi scorso nei pressi della stazione di Tor di valle non potevamo limitarci solo ad un comunicato, che peraltro i giornali hanno ignorato perchè, oltre a denunciare le colpe di quanto è avvenuto, chiedevamo anche un po’ di dimissioni in Atac, Regione e Comune, per decenza.

Ma questo gli zelanti giornalisti velinari non si sognano mai di pubblicarlo per non infastidire le istituzioni.

Abbiamo quindi deciso stamani di dare un piccolo assaggio delle mobilitazioni che vogliamo mettere in campo.

Così abbiamo organizzato al volo un piccolo flash mob sotto la sede della Regione con cartelli e striscione.

Pioveva, ma non ci siamo fatti demoralizzare.

Se n’è accorto anche l’assessorato alla mobilità che coraggiosamente ha pensato di chiamare rinforzi, giunti in tempo record, nelle persone del commissariato di zona. I quali si sono aggiunti al flash mob ed hanno così accresciuto il numero dei partecipanti.

Abbiano avuto un conseguente scambio di punti di vista e li abbiamo informati di come stanno le cose, incassando anche la loro comprensione. Quindi ci siamo salutati cordialmente dandoci appuntamento al prossimo evento, fra pochi giorni.

Solidarietà del Comitato Pendolari Roma Ostia ai lavoratori del Deposito Magliana, soprattutto a quelli fisicamente colpiti in un incidente sul lavoro accaduto stamani, poco prima delle 10.

Sono vittime della stessa inefficienza dei sistemi aziendali Atac, della stessa incapacità di controllo del Comune e della Regione, di cui siamo vittime noi passeggeri della Roma Lido, della Roma Nord e della Giardinetti.

Il pensiero del Comitato Pendolari sulla gestione Atac e sui mancati controlli regionali e comunali è stato ben espresso nel Comunicato stampa di sabato mattina (vedi su questo blog), inviato a decine di organi di stampa “dormienti”, già a poche ore dalla mancata strage sul treno CAF 300 da Ostia a Roma.

Gravissimo incidente ieri pomeriggio sulla Roma Lido: tranciata la linea elettrica aerea al passaggio di un treno CAF 300 diretto a Roma; trascinati i cavi elettrici dal pantografo per decine di metri e ricaduti, in più punti, su vagoni e poi sulle sterpaglie della massicciata; l’alimentazione elettrica è rimasta per tanti, troppi secondi, attiva, senza che venisse staccata nella sottostazione elettrica del Torrino, e questo ha innescato scoppi e fiamme sulla fiancata del treno e sull’erba vicino ai binari ben documentati dai molti filmati di cittadini e passanti presi in diretta.

Non è stato un meteorite piovuto per caso dal cielo , ma un altro esempio del progressivo ed inarrestabile degrado della infrastruttura. Va avanti da troppi anni e lo abbiamo da sempre denunciato, mentre ATAC S.p.A., in primis, e Regione Lazio, in seconda battuta, hanno sempre minimizzato.

S’è rischiato di brutto: non si è trattato di un “normale” guasto.

Questa volta poteva andare molto peggio. La presenza di spirito del macchinista è stata provvidenziale; i passeggeri a bordo, assai pochi (a quell’ora, verso Roma in un Venerdì santo di Pandemia e smart working), chiusi quasi in gabbia, per fortuna protetti dalla carlinga metallica del treno, pur impauriti non hanno aperto le 24 porte del treno dal lato della massicciata: avrebbero corso il rischio mortale di essere colpiti dai cavi penzolanti e ancora sotto tensione elettrica . Hanno atteso di scendere, da una sola porta, aperta in sicurezza, sull’erba della massicciata eccezionalmente sfalciata e potata da ATAC come non accadeva da anni.

I filmati diffusi in rete mostrano scene degne di qualche action movie, con fiamme e fuochi dappertutto e possiamo immaginare gli attimi di terrore vissuti dai passeggeri, a cui va tutta la nostra solidarietà.

Fonte: Internet

Non è la prima volta che vediamo i viaggiatori sui binari e spesso in quel punto tra Tor di Valle e la sottostazione elettrica del Torrino.

Non ci piace dire: “noi l’avevamo detto”; giudicate voi se, in tutti i documenti di proposta ed i comunicati diramati dal Comitati Pendolari in questi anni, non trovate le opportune segnalazioni di pericolo. Lo abbiamo detto anche personalmente alle​ ineffabili controparti di Atac S.p.A. e Regione ed anche del Comune di Roma: senza un’adeguata e costante manutenzione la linea e i treni rischiano grosso . Ma le risposte degli interlocutori avevano il senso di “state sereni; lasciate fare a noi”; questi i risultati!

La gestione della ferrovia è una cosa complicata e va fatta da strutture e da persone in grado di farlo. Competenti e capaci. Ma, ahimè, finora non ne abbiamo incontrate. Ed i risultati sono sotto gli occhi di tutti.

La Regione dal 2016 sta sbandierando all’universo mondo una pioggia di finanziamenti sulle ex – concesse (di cui i mitici 180 milioni solo per la Roma Lido), ma dopo 5 lunghissimi anni non è stato speso neppure 1 centesimo e non è chiaro se e quando le opere e gli acquisti previsti si tramuteranno in realtà, quando finalmente si passerà dalle parole ai fatti. Dalla propaganda alla fattualità. Dagli annunci a mezzo stampa ad azioni concrete.

Si, perchè ormai la politica (e non solo) è malata di “annuncite”: non è importante fare le cose, basta dire a mezzo stampa che si ha intenzione di fare le cose.

Ma noi non abbiamo mai creduto alle bugie, non abbiamo mai creduto alle rassicurazioni, non abbiamo mai creduto alle promesse e non ci siamo fatti blandire.

Viviamo sulla nostra pelle l’inefficienza e l’incapacità di questi signori, alcuni incollati sulle medesime poltrone da più anni e da più Giunte, che non si degnano mai di salire su un treno per capire quale è la vita del pendolare, quando i treni si rompono e la gente deve scendere, gli ascensori e le scale mobili sono normalmente … bloccate, il personale di stazione è sotto dimensionato (nella stazione di Tor di Valle, a poche centinaia di metri dall’incidente, non c’era un solo addetto di ATAC) o le corse saltano e le banchine si riempiono ed i treni … pure.

Questi signori stanno dietro le loro scrivanie e al massimo consultano qualche pezzo di carta rassicurante, senza sapere, senza capire.

Siamo stufi di essere presi in giro da questi personaggi mediocri.

Poche settimane fa Comune e Regione hanno sbandierato un Accordo sulla Roma Lido, ontologicamente destinato a favorire la speculazione edilizia e finanziaria di Tor di Valle, salvo poi essere scaricati dalla nuova proprietà della A.S. Roma (più intelligente della precedente), in cui c’era la solita lista di interventi e il solito fiume di quattrini da investire, sempre gli stessi … riciclati. E ora che succede?

Aspettiamo di vedere che accadrà quando il polverone sollevato dalla notizia di oggi si sarà attenuato e l’attenzione sarà rivolta altrove. Cosa rimarrà delle dichiarazioni roboanti? Degli impegni dichiarati? (vedi p. es. quelle improvvide dell’assessore regionale Alessandri: “Chiudiamo la linea e facciamo i lavori” che denota di non​ conoscere bene neppure l’argomento di cui sta parlando.) Ci sembrano al massimo dichiarazioni di intenti per tirare a campare.

Altro che potenziamento della Roma Lido! In questo modo Atac, Regione e Comune la stanno uccidendo, come stanno uccidendo la Roma Nord.

Partano subito tutte le gare annunciate da mesi con i soldi dei finanziamenti disponibili da anni, quasi tutti derivanti da fondi e nazionali del MIT o dati da CIPE.

Chiediamo ora di essere ammessi come uditori alla “presunta” commissione di inchiesta, immancabilmente annunciata da Atac o dalla Regione ad ogni incidente o guasto grave e di cui, altrettanto immancabilmente, non si conosce mai un risultato, non si può mai leggere una relazione finale:

  • perché non ha funzionato l’interruzione istantanea della tensione di linea?
  • da quante ore di esercizio il cavo di alimentazione aerea era in funzione?
  • quando era stato verificato l’ultima volta?
  • Stessi quesiti per il pattino del pantografo.

I Cittadini, anche quelli che non viaggiano in treno ma solo in automobile sulla via del Mare e la Ostiense (ieri pomeriggio bloccate come in una giornata di mare in un luglio pre Pandemia) hanno diritto a delle scuse da questi personaggi incapaci di fare il proprio lavoro.

Se volessero fare un gesto da persone serie farebbero bene a dimettersi e lasciare il posto a qualcuno più competente:

Atac, il responsabile del servizio (di cui abbiamo più volte chiesto le dimissioni) e il suo staff

Regione Lazio, l’assessore ai trasporti e il suo staff

Regione Lazio, il DG Direzione Trasporti e il suo staff

Comune di Roma, l’assessore alla mobilità e il suo staff.

Ognuno ha la sua parte di responsabilità per lo stato in cui versano le ferrovie ex concesse.

Non aspettassero che succeda qualcosa di più grave per dare le dimissioni!

Chi controlla la controllata?

ATAC S.p.A. più che un’azienda “controllata” è un ossimoro, vista la ricorrente mancata super visone (il c.d. controllo analogo) della Giunta capitolina e dei Dipartimenti sulla “controllata”.

Le Giunte, comunali e regionali, che si sono susseguite, specie le ultime, l’hanno usata con occhio alle esigenze elettorali, proteggendola in quanto tale, piuttosto che affrontando i problemi e risolvendo le questioni annose del trasporto pubblico della Capitale.

La Giunta Raggi ha ben pensato di aggravare il bilancio capitolino con il famigerato Concordato preventivo in continuità, di fatto un perenne stato pre-fallimentare per ATAC, bisognevole di continue flebo di risorse pubbliche fresche, elargite sotto forma di delibere di riconoscimento di debiti fuori bilancio, non passati al vaglio di tribunali civili, di riacquisto di beni pubblici messi all’asta senza altra speranza d’essere venduti a prezzi decenti, di acquisto e concessione in uso di centinaia di mezzi, di cui ATAC non è mai stata in grado di curare l’approvvigionamento diretto, di affidamento diretto della gestione di centinaia di milioni di denaro pubblico per manutenzioni straordinarie o ristrutturazioni di infrastrutture, impianti e mezzi, col sostanziale rilascio di un “salvacondotto” a quei dirigenti che hanno portato a questo punto l’azienda dei trasporti.

L’attuale management compie atti, a nostro avviso, palesemente inopportuni, non convenienti o tendenzialmente illeciti, apparentemente senza conseguenze personali, neppure sui compensi accessori o le carriere.

Ne sono per noi un esempio le inottemperanze a molte norme di prevenzione del rischio da contagio del Covid-19, fissate nei vari “DPCM” , Allegati 15, recanti le “Linee guida per l’informazione agli utenti e le modalità organizzative per il contenimento della diffusione del Covid-19 in materia di trasporto pubblico”  , senza dare conto a nessuno, neppure al Prefetto di Roma, il cui Gabinetto ha dovuto scrivere per ben tre volte per ottenere l’altro giorno, dopo 4 mesi di attesa, una risposta parziale alle osservazioni e ai rilievi evidenziati dai Comitati Pendolari.

Avevamo segnalato necessità di prevenzione dal rischio di contagio per i viaggiatori del trasporto pubblico su ferro e inadempienze del gestore nell’implementazione di molte misure preventive, direttamente alla Regione Lazio fin da aprile 2020. Lo avevamo fatto chiedendogli esplicitamente che le rappresentasse ad ATAC:  non ci hanno degnato di una risposta scritta, neppure di cortesia.

Ci siamo sentiti in dovere fin da novembre, per la tutela dei passeggeri,  di esporre i fatti anche al Prefetto di Roma, che viene individuato dagli stessi DPCM come l’autorità incaricata di coordinare il rispetto delle norme di prevenzione ed i controlli previsti.

Ci siamo rivolti all’Agenzia per il Controllo e la Qualità dei Servizi Pubblici Locali di Roma Capitale, che è deputata alle “funzioni di verifica e monitoraggio della qualità dei servizi”  e al “supporto propositivo e tecnico-conoscitivo nei confronti dell’Assemblea Capitolina”; ancora, a detta Agenzia comunale, ATAC ha ritenuto di non fornire risposte.

Sono di questi giorni due notizie che rendono ancora più preoccupante la situazione delle misure Anti Covid in carico ad ATAC sulle nostre linee di trasporto pubblico:

  1. lo scoppio di un cluster aziendale di Covid-19, tra personale operativo e viaggiante della ferrovia Roma Nord, che sta mettendo in ginocchio il servizio;
  2. la notizia che l’appalto sulle sanificazioni e stato riassegnato con revisione a ribasso, quindi comportando di fatto un taglio sulle risorse destinate a coprire i costi di sanificazione, con un’offerta tecnica che prevede 1.900 ore di lavoro in meno.

Sul primo punto è stato diramato il 25 marzo un comunicato congiunto tra i Comitati delle ferrovie regionali ex-concesse e vi rimandiamo alla lettura del suo contenuto.

Il secondo punto pone seri interrogativi sulle capacità di ATAC di adempiere alle regole di igienizzazione e sanificazione previste:

Questa mattina, nel pieno rispetto delle misure anti contagio, siamo stati in presidio di fronte alla Direzione generale di Atac, in via Prenestina, per ribadire che non è accettabile il comportamento che l’azienda sta tenendo nei confronti dei lavoratori in appalto che si occupano di sanificazione e pulizie”. Lo dichiarano in una nota di Filcams-Cgil Roma Lazio, Fisascat-Cisl di Roma Capitale e Rieti e Uil Trasporti di Roma e Lazio. “Dopo una mobilitazione, siamo riusciti, nei giorni scorsi, a ottenere garanzie per 15 lavoratori a rischio del deposito di Tor Sapienza, ma restano fortissime criticità per 43 dipendenti dei depositi di Porta Maggiore e Prenestina, che subiranno il 40% del taglio dell’orario di lavoro – 1900 ore – e di conseguenza vedranno ridotto drasticamente il loro stipendio; una situazione inaccettabile e peraltro paradossale, dato che in piena pandemia la sanificazione dei mezzi è più che mai importante”

Fonte Roma, 15 mar 15:32 – (Agenzia Nova)

ATAC in piena pandemia ha pensato bene di tagliare su un servizio cruciale per la salute degli utenti e degli operatori del settore; a tali accuse ATAC risponde con un laconico e contraddittorio comunicato :

La nuova gestione del servizio garantirà infatti tutte le attività in essere, compresi i servizi di sanificazioni di mezzi e rimesse, e i livelli occupazionali. La ditta subentrante, infatti, si è detta disponibile ad assumere i lavoratori già impiegati nelle attività.”

.

E’ del tutto improprio, inoltre, attribuire ad Atac responsabilità nella gestione dell’appalto, che come è giusto che sia ricade sugli aggiudicatari. Così come coinvolgere Atac in una vertenza che riguarda esclusivamente la ditta subentrante.”

Fonte https://www.atac.roma.it/page.asp?p=160

Nel comunicato, ci pare che ATAC cada in contraddizione: omette che l’affidamento è stato fatto con la logica del massimo ribasso e, come Ponzio Pilato, si lava le mani della responsabilità diretta della sua conduzione, in quanto fa ricadere la responsabilità sulla impresa aggiudicataria.

Ma c’è una responsabilità giuridica, che è sempre una diretta responsabilità della Stazione Appaltante per il servizio da lei affidato; è suo compito verificare che i servizi resi nell’appalto siano conformi alle richieste del capitolato.

La stazione appaltante ATAC non può delegare la propria responsabilità giuridica nell’ambito dell’affidamento.

Sarebbe utile verificare le scelte ed i contesti con cui ATAC S.p.A. si adopera per gestire l’economicità di conduzione: molti interrogativi si impongono, se sia loro preoccupazione la corretta conduzione del servizio o altro.

Allora credo che per equità e spirito di sacrificio di fronte al dogma dei costi-benefici, sia giunto il momento di rivedere prioritariamente anche i (premi di produzione) di quadri e dirigenti, il cui raggiungimento è svincolato da penali per disservizi ma, corrisposti in base a valutazioni esclusivamente “interne” e addirittura raddoppiati nel contesto pandemico.

Dal 2017 sono stati riconosciuti i premi di produzione (MBO) a dirigenti e quadri. Ma dal 2012 al 2016 con zero risultati non li raggiungevano e con la Giunta Raggi, scatta la fidelizzazione a prescindere. Dal 2017 prendono € 3,1 mln più gli arretrati per gli anni precedenti. Nel 2018 premi da 0,98 mln€ che nel 2019 raddoppiano a 1,86 mln€.

Domanda: sarà previsto anche un “bonus covid” Mbo 2020-21?”

Fonte Stefano Caroselli SI Lazio

Non ci pieghiamo all’indifferenza istituzionale che vuole ATAC S.p.A. “Azienda al di sopra di ogni sospetto”; continueremo a incalzare le istituzioni affinché ci sia realmente un controllo sulla “controllata” e siano affrontati i problemi su esposti con il rispetto dovuto ai viaggiatori e fruitori  del servizio, che sono la ragione del servizio di trasporto pubblico e, come tali, vanno tutelati. 

Roma, 31 marzo 2021

L’inizio dell’Apocalisse per la Ferrovia Roma Nord!

Per via delle positività al Covid19, già note da giorni, di parte del personale ATAC impiegato sulla Ferrovia Roma-Civita Castellana Viterbo (si parla di almeno 20 persone in quarantena tra cui anche personale di guida treno), è stato ridotto il servizio erogato, soprattutto in tratta urbana, di circa il 40%. Nonostante questo ci sono continue soppressioni di treni su un orario già ai minimi termini che hanno portato in pratica al dimezzamento del servizio urbano. Ne stanno parlando tutti i media: giornali, televisione, radio!

Fonte: Comitato Pendolari Roma Nord

Questa situazione molto probabilmente andrà avanti per almeno due settimane, sempre che i contagi non aumentino, mettendo a rischio non solo il servizio pubblico erogato ma la salute stessa dei dipendenti e degli utenti pendolari che tutti i giorni, anche in zona rossa, utilizzano la ferrovia. Il virus non si ferma fuori la stazione e sale sui treni e sui bus!

Ricordiamo che sui treni disponibili (al netto delle soppressioni) in fascia di massimo afflusso (soprattutto la sera) ci sono assembramenti di pendolari ben oltre la capienza consentita dalle prescrizioni governative per combattere il Covid19. Su alcuni treni si supera abbondantemente il 50% con punte dell’’80-100% di capienza rispetto ai posti! E questo vale per tutte e tre le ferrovie concesse.

In pratica è come se sulle ferrovie Roma Nord, Roma Lido e Roma Giardinetti il virus non ci fosse, per ATAC.

E’ ormai tristemente nota la situazione che i pendolari di queste ferrovie vivono tutti i giorni e non si può più andare avanti così: rischiamo la chiusura della linea a tempo indeterminato se non si prendono provvedimenti.

Abbiamo suggerito in tempi non sospetti di mettere alla guida tutto il personale disponibile abilitato al ruolo di macchinista proprio per evitare l’eccessivo ricorso agli straordinari che ha contribuito allo sfacelo attuale: se manca un macchinista (per malattia, sciopero o altro) saltano tante corse programmate! Abbiamo anche chiesto il ricorso alle forze armate, al Genio Ferrovieri dell’Esercito per tamponare il problema, che sta diventando sempre più serio e grave.

L’azienda doveva e poteva fare di più per contrastare l’emergenza pandemica attuale, ma non ha ottemperato alle prescrizioni di legge. Ed ecco il senso del nostro ultimo esposto alla Procura della Repubblica: qualcuno dovrà alzarsi dalla sedia per andare a controllare che caspita sta succedendo da mesi sulle tre linee!

Comitato Pendolari Ferrovia Roma Nord

Comitato Pendolari Roma Ostia Lido

25 Marzo 2021

Sull’accordo tra Roma Capitale e Regione Lazio per il “potenziamento” della Roma lido c’è la firma del DG della Direzione mobilità della Regione e del rappresentante di Roma Capitale. La notizia è stata subito pubblicizzata dalla sala stampa della sindaca.

Sono come sempre elenchi di promesse, come hanno avuto il coraggio di scrivere, di “interventi necessari per la realizzazione del Nuovo Stadio…” da cui la stessa società A.S. Roma si è giustamente chiamata fuori.

Sono state promesse arance, mozzarelle ed ostriche, ma alcuni alimenti sono vecchi, anche di 18 anni. Come le due stazioni “nuove”di AS e TDV finanziate fin dal 2002.

Peccato però, che nella delibera di Giunta Comunale di agosto 2020, nella sua integrazione del 16 febbraio scorso, nella approvazione di Zingaretti & co del 23 febbraio non c’è un solo impegno, scritto e vincolante, sulla riapertura e conclusione dei due cantieri fermi da agosto 2017 per i mancati riversamenti di Atac all’impresa costruttrice, dei fondi ricevuti dalla Regione.

Ovviamente non c’è neppure una sola parola certa sull’avvio almeno della progettazione delle altre nuove fermate di Giardino di Roma, Torrino sud e Mezzocammino, che non sono neppure citate.

Noi non ci fidiamo delle chiacchiere e neppure dei documenti polverone fatti apposta per i giornalisti compiacenti, come ci ha insegnato la nostra decennale esperienza. Crediamo solo nei fatti. E crediamo che i risultati si ottengano non grazie al mecenate di turno, ma grazie alle battaglie organizzate della cittadinanza. Occorre continuare le lotte di tutti noi x fare realizzare a questi signori opere concrete, al di là di queste cortine fumogene pre-elettorali.

Nei giorni scorsi sono apparsi su diverse testate articoli, evidentemente derivanti dai comunicati del Comune di Roma, in cui si magnificava l’arrivo di pacchi di soldi per migliorare la Roma Lido in funzione del fumoso Stadio di Mr. X, che non è che una pertinenza del Business Park, vero cuore del progetto.

Siccome siamo abituati agli annunci delle istituzioni che poi si rivelano solo parole al vento, abbiamo scritto a Roma Today, una testata sempre molto attenta a quanto avviene sul territorio, per puntualizzare e smentire molte delle affermazioni di provenienza comunale.

Di seguito riportiamo la lettera.

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Alla c.a. della Redazione di Roma Today

In merito all’articolo pubblicato dal vostro giornale alcuni giorni fa, in cui si riportava il pronunciamento della Giunta comunale in merito alla ferrovia Roma Lido ed al progetto di Business Park a Tor di Valle, ci preme puntualizzare quanto segue:

  1. i famosi 180 milioni per l’ammodernamento della Roma Lido, contenuti nel Patto per il Lazio (accordo Renzi-Zingaretti riguardante anche 154 milioni per la Roma Nord), sono ormai diventati una leggenda. Dal 2016 vengono sbandierati dalla Regione e poi anche dal Comune, per giustificare la sostenibilità trasportistica dell’edificazione massiccia della nuova “centralità urbanistica”, nell’intera ansa sinistra del Tevere a Tor di Valle. Ad oggi, dopo cinque anni, non è né è stato speso neppure un centesimo;
  2. detti soldi pubblici del Fondo di Sviluppo e Coesione governativo sono destinati anche ad opere, sicuramente utili, ma che non garantiscono il miglioramento del servizio (p.es. la costruzione di un deposito-officina a Lido Centro per lo stazionamento dei treni per un totale di 40 milioni di euro, per affrancare la Lido dalla coabitazione nel deposito di Magliana con la Metro B, il rifacimento delle canaline porta-cavi per 9 milioni, l’ennesimo intervento di manutenzione straordinaria degli inaffidabili convogli MA200, scaricati dalla Metro A dopo il Grande Giubileo nel deposito di Anagnina e rifilati alla Lido in mancanza di alternative regionali meno approssimative, per affrontare la cronica mancanza di rotabili veramente affidabili; ecc.);
  3. la gara per detta manutenzione di alcuni tra i treni meno affidabili della Lido, come pure degli Alstom e Firema della Roma Nord, è andata deserta, in quanto marcatamente sottostimata nella base d’asta, e siamo in attesa degli esiti di un nuovo tentativo avviato dalla Regione tramite la controllata Astral, che non porterà comunque ad alcun treno MA200 revisionato in linea prima fine 2021, ma che potrebbe parimenti fallire e, quindi, dovremo tenerci i treni così come sono;
  4. i treni, previsti in acquisto nel primo lotto (unico avviato e finanziato) di un altrettanto sbandierato Accordo Quadro della Regione per “38” treni “promessi” su Lido e Roma Nord, ancora da assegnare, appaltare, comprare, fabbricare, sono massimo 5. Il procedimento di gara, partito tre anni fa con Determina regionale G01874 del 15 febbraio 2018, dopo aver subito ben cinque rinvii si trova ancora nella fase precoce di apertura delle buste e non è chiaro quando ci sarà l’aggiudicazione. Nella migliore delle ipotesi il primo treno arriverà in linea e sarà usabile a fine 2024 o forse per il Giubileo del 2025;
  5. se e quando arrivassero, i nuovi treni servirebbero solo per sostituire 5 treni equivalenti, vecchi, ormai giunti a fine vita ed il saldo della flotta sarà pari a zero;
  6. i treni necessari a garantire il flusso dei 20.000 viaggiatori-tifosi all’ora verso Tor di Valle, previsti dalla DAC 32/2017 non ci sono e non ci saranno;
  7. per quanto riguarda il fantomatico accordo Comune–Regione per la Roma Lido, l’assessorato regionale ai Trasporti, interpellato dal Comitato Pendolari la scorsa estate, ci rispose di non saperne niente di definitivo e non siamo così sicuri che la trattativa ci sia stata davvero, con piena e concreta volontà delle parti;
  8. oggetto principale della notizia, fatta girare appositamente sulla stampa da Roma Capitale una settimana fa, era il “presunto” “accordo” con la Regione per il “potenziamento” della Roma Lido. Lo spunto era una Delibera di Giunta del 16 febbraio 2021 che “integrava” un precedente atto di Giunto, con poche aggiunte imprecise;
  9. tra tali imprecisioni, c’è quella del progetto esecutivo per un ponte ciclo-pedonale, che sarebbe stato “approvato” negli scorsi mesi da Roma Capitale. In più, relativamente al completamento della fermata Acilia Sud-Dragona, alla realizzazione di un parcheggio di scambio ed alla costruzione del soprappasso pedonale per attraversare la via del Mare, l’Ostiense e via dei Romagnoli, dette opere sono già finanziate dalla Regione Lazio da quasi un decennio, come previsto dall’Accordo di Programma di Recupero Urbano di Acilia Dragona;
  10. dalla lettura della Delibera di Giunta Capitolina di agosto scorso, recante un semplice “schema” di accordo tra Pubbliche Amm.ni (ex art.15 Legge n.241/90), pare evidente che le opere “aggiuntive”, assicurate da Roma Capitale o dalla Regione Lazio al netto di tutti quelle già approvate e finanziate o avviate da anni (anche dal 2002 ! ) a prescindere dall’esistenza anche solo della idea di fare a Tor di Valle un Business Park con la scusa di una Stadio, sono solo quelle minime necessarie per non far collassare la linea e la vetusta fermata di Tor di Valle, nei pomeriggi e nelle serate di partita o di evento;
  11. Le poche opere aggiuntive, pensate solo se esisterà e solo per il Business Park-Stadio, come i 3 binari tronchi, da realizzare all’uscita sud della fermata di Tor di Valle, e di due binari attrezzati di manovra/inversione, da sistemare a valle della stazione di Acilia, per non parlare dei “famosi” 4/5 treni che Roma Capitale avrebbe dovuto comprare di suo, in base a quanto scritto nelle Delibera di Assemblea Capitolina sullo “Stadio” di giugno 2017, sono tutti interventi chiaramente vincolati alla realizzazione del Business Park ed al versamento dei 45 milioni di oneri costruttivi che i costruttori avrebbero dovuto versare comunque nelle casse pubbliche, in proporzione alle migliaia di metri cubi che vorrebbero spiattellare nell’ansa sinistra del Tevere, a Tor di Valle;
  12. infine, la citata Delibera sullo “Stadio” del 2017, anche su iniziativa dei comitati pendolari e di quartiere, fu opportunamente emendata per chiarire che “l’intero contributo relativo al Costo di Costruzione dovuto da Eurnova Srl … … 45 milioni, … … è finalizzato al miglioramento dell’offerta e del servizio di trasporto su ferro prioritariamente attraverso l’acquisto o eventualmente attraverso il revamping di treni sulla ferrovia Roma Lido.

Per questo motivo possiamo affermare che lo storno di quei 45 milioni per “altre opere”, occorrenti per accogliere le migliaia di nuovi frequentatori del Business Park ed i tifosi delle Stadio, che non siano usati per acquisto o ristrutturazione dei treni (la cosa più carente sulla Lido) appare contrario alla volontà espressa da tutta l’Assemblea Capitolina, e dalla stessa Maggioranza dell’epoca e, quindi, illegittima.

A noi pare che gli annunci a mezzo stampa del Comune sullo stadio a Tor di Valle siano il frutto di una campagna elettorale incipiente, tesa ad acquisire il consenso dei tifosi.

Aggiungiamo che, stando alle notizie diramate dal CdA dell’A.S. Roma, e riportate anche dal vostro giornale, il centro direzionale chiamato giocosamente Business Park con la pertinenza stadio non si fa perché non c’è ritorno economico.

Ci rallegra il fatto che finalmente in tutta la sciagurata vicenda di Tor di Valle giunga una autorevole presa di posizione di buon senso, dettata certamente dalla recente pandemia Covid e dell’introduzione consistente dello smart working con conseguente svuotamento degli uffici; quindi è difficile pensare di costruire un centro direzionale e un centro commerciale nuovo, che rimarrebbe certamente vuoto.

Adesso rimaniamo in attesa che Comune e Regione diano seguito al fantomatico accordo sulla Roma Lido, in particolare laddove è scritto (punto 4, comma 3): “ Qualora non si pervenga alla definitiva approvazione dell’intervento Nuovo Stadio della Roma……….Roma Capitale si impegna a finanziare …….” .

Caduta la “foglia di fico” dello stadio di Tor di Valle, che della Società Roma non sarebbe stato, ne mai lo sarebbe diventato, scopriremo se è vero, come abbiamo sempre sostenuto, che il potenziamento della linea era solo finalizzato alla realizzazione dell’insostenibile progetto,dimostrando perciò che le istituzioni stavano lavorando per un preciso interesse di parte, oppure per il generale interesse della Città, dei piccoli imprenditori commerciali e artigiani, piccoli e medi proprietari immobiliari, degli abitanti dei quartieri limitrofi e di noi pendolari.

Aspettiamo di vedere quando la Roma Lido potrà trasportare 20.000 pendolari/ora.

Noi continueremo a vigilare, in ogni caso e a denunciare ogni stortura.

28 febbraio 2021

Comitato Pendolari Roma Ostia

La scorsa settimana il Prefetto di Roma ha dovuto sollecitare ATAC, per la seconda volta in meno di due mesi, a fornire risposte e informazioni alle puntuali osservazioni fatte a metà novembre dai pendolari della Roma Lido, Roma Nord e Roma Giardinetti.
La questione riguarda le non conformità alle normative di prevenzione del rischio di contagio per Covid 19 e la mancanza di molte azioni positive non messe in campo da ATAC a parere di Comitati delle tre ferrovie regionali e, di conseguenza, sulla più generale rete di trasporto pubblico di  Roma.
Preoccupa che persino il Gabinetto del Prefetto di Roma, Matteo Piantedosi, che la normativa emergenziale onera e onora del monitoraggio sull’applicazione delle prescrizioni contenute nei DPCM, succedutisi negli ultimi mesi, debba faticare tanto per ottenere risposte e chiarimenti da ATAC.

Ma a noi pendolari preoccupa ancor più il viaggiare con quei dubbi e quelle domande senza risposta, sia sulle nostre linee ferroviarie, come pure su metro A e B, che hanno gli stessi tipi di treni (CAF300/400) che viaggiano sulla Roma Lido senza adeguato ricambio di aria primaria, ma anche sui tram della linea 30 o del 3, con i finestrini perennemente sigillati e su tutti i mezzi con finestrini privi di sgocciolatoi e parapioggia, che permettano di aprirli un minimo in queste giornate piovose e fredde, o su tanti bus e stazioni in cui non è dato leggere, cartelli che dicano in dettaglio, quali e quante operazioni di pulizia e igienizzazione vengano fatte, negli spazi, sempre più limitati, riservati ai passeggeri.

Il Prefetto ha aggiunto in copia anche il Gabinetto del Sindaco e l’Agenzia per la Mobilità. Staremo a vedere se tutti quanti continueranno ad ignorare la richiesta.

La pandemia in corso oltre a mietere vittime nelle RSA e fra le persone più fragili, ci ha regalato anche la sorpresa di aver devastato la possibilità di utilizzare gli impianti di traslazione nella nostra amata ferrovia.

E’ vero che ascensori e scale mobili non sono mai stati gioielli di funzionamento nel passato, ma adesso la situazione è diventata tragica. Stiamo parlando di 13-14 impianti su un totale di 30 che non funzionano! Per chi non ha problemi di deambulazione può sembrare un problema minimale, ma non è così.

Alcune scale mobili sono state chiuse da Atac allo scoppio della pandemia (e non si capisce perchè), come ad esempio Magliana, così come gli ascensori, ed abbiamo pensato che fosse per consentire la sanificazione, ma ci sbagliavamo. Poi ci sono gli ascensori mai funzionanti, come Castel Fusano, le stazioni che gli ascensori e scale mobili non sanno cosa siano (Tor di Valle) ed altri impianti fermi per manutenzione, almeno all’apparenza. Il saldo di questa situazione abnorme è devastante.

Magliana

Stiamo parlando di impianti utili a tutti e necessari per decine di passeggeri con problemi di deambulazione, anziani con bastoni o carrelli della spesa al seguito, ma anche per genitori con port-enfant o passeggini.
Sono impianti indispensabili per quelli tra noi che si muovono su carrozzelle, magari motorizzate con pesanti batterie. Da settimane, per queste persone non sono raggiungibili varie stazioni e, praticamente, l’intero settore di Ostia.

Lido Nord


Il Comitato Pendolari ha avviato un organico Bollettino, che si intende diramare nelle giornate feriali, con cui aggiornare, per davvero e fino alla verità del disastro, i pendolari che viaggiano coi problemi appena raccontati.  Se lo trovate sui nostri canali social … divulgatelo anche voi. Noi stiamo tempestando Atac e Regione di segnalazioni. Sarebbe bene che lo facessero anche tutti i pendolari che quotidianamente si imbattono in questi continui disservizi.

Questa situazione vergognosa deve terminare. Così come deve terminare la gestione di una cosa delicata e importantissima come la nostra ferrovia da parte di persone incapaci dentro Atac e Regione (e Comune che sta a guardare).