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Zannola. Chi era costui?

Così aprivamo un post il giorno 11 aprile scorso sul nostro blog. Era una risposta sarcastica ad alcune sue affermazioni avventate in merito alla Roma Lido, in cui il novello Presidente della III Commissione Capitolina Mobilità faceva la difesa d’ufficio degli amici suoi in Regione (quelli che hanno lasciato degradare la linea in 9 anni di chiacchiere) e scaricava ovviamente le colpe su chi governava prima di loro. Insomma una uscita che si poteva risparmiare, viste anche le scarsissime competenze in materia. Ma tant’è!

Stamani il Comitato Pendolari è stato convocato ai lavori della Commissione congiunta capitolina e del Municipio X, parte in presenza e parte da remoto, per parlare della situazione. E c’erano proprio tutti, da Astral a Cotral, alla Regione.

Due ore di discorsi, più che altro autocelebrativi, in cui i rappresentanti delle aziende sono intervenuti svariate volte per ribadire sempre gli stessi concetti e spesso per allungare il brodo e far passare il tempo. E noi abbiamo atteso pazientemente la fine di tutte quelle chiacchiere e quegli argomenti, che ben conosciamo, per poter dire la nostra. Abbiamo alzato la mano ed abbiamo atteso.

Alle 10,57, conclusi tutti gli interventi di rito, pensavamo che finalmente era arrivato il nostro turno. E invece sbagliavamo. Il nostro Z. dichiarava che alle 11 la riunione sarebbe terminata e c’era spazio solo per una velocissima domanda e niente più. Tutto studiato a tavolino.

Alle proteste dei Pendolari ha saputo solo dire che il tempo era scaduto.

Cioè: tutti hanno potuto dire la loro, compreso il solito Passanisi della Regione che ormai pare un disco rotto e ripete sempre stancamente le stesse cose ed i Pendolari, quelli per cui esiste il servizio, sono stati silenziati. Bella prova di democrazia!

Ma allora perché ci hanno invitato? Pura forma? Per ascoltare cose che già conosciamo?

A noi pare che il nostro Z. si sia montato la testa ed abbia assunto un atteggiamento arrogante da Marchese del Grillo, escludendo la voce di chi come noi porta critiche ma anche proposte. E’ una prova di debolezza e scarsa lungimiranza.

Un atteggiamento tipico di chi ha scarsa confidenza con la democrazia, di un burocrate, a cui hanno assegnato un incarico, anche di un certo livello, non per le sue competenze che non ha, ma perché si è accodato da bravo yesman ad una corrente politica: “voi datemi una poltrona e ditemi quello che devo fare e io lo faccio”.

La voce e le competenze dei cittadini non contano, secondo la sua impostazione.

Poi gli ipocriti si chiedono come mai c’è disaffezione verso la politica! Vedete Zannola e datevi una risposta!

Roma, 15 luglio 2022

Comitato Pendolari Roma Ostia

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Comunicato del Comitato Pendolari Roma Ostia.

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Dicevamo tempo fa:

cambiano i suonatori ma la musica rimane la stessa!

La storia, purtroppo, ci dà ragione.

Dal 1°luglio la gestione delle ferrovie ex-concesse è passata da ATAC a ASTRAL (per le infrastrutture) e COTRAL (per l’erogazione del servizio). La tanto strombazzata svolta, annunciata in pompa magna dal Presidente della Regione Zingaretti e dai suoi fedelissimi, non c’è stata e non ci sarà a lungo.

Abbiamo sperato che il virus dell’annuncite 2.0, che pervade i corridoi e le stanze di Regione e Comune, avesse lasciato indenni COTRAL, ma ahimé ci sbagliavamo.

Il 27 giugno scorso i Comitati Pendolari Roma Ostia e Roma Nord hanno incontrato la direzione di COTRAL (Presidente, D.G., Direttore di linea ed altri) per avere informazioni di dettaglio sulla situazione e per fornire a nostra volta informazioni sui treni, che COTRAL non ha in numero sufficiente ed efficiente, e suggerimenti in un’ottica di collaborazione reciproca.

Abbiamo trovato al di là del tavolo la consapevolezza di una situazione grave, in cui non è possibile fare miracoli, e quindi con lo stallo attuale destinato a durare almeno fino a fine anno. Quindi 4 treni soli treni in contemporanea sui binari, ogni tanto un quinto (manutenzioni permettendo), e frequenze a 22/23 minuti.

A domanda specifica sull’interruzione del servizio nelle ore serali, per consentire a RFI di operare la manutenzione dell’infrastruttura attesa ed annunciata da SEI anni, il nuovo direttore di esercizio, ing. Tolomeo, ci ha risposto testualmente: “Interruzione dalle 20,45 alle 5,30 della mattina dopo”. Ci hanno rassicurato sull’orario e sulle relazioni col pubblico, ambedue gestiti in maniera innovativa dal sistema informativo aziendale.

Poi è arrivato il 1° luglio. La perfezione ha cominciato a fare acqua….

Gli orari non si trovavano sul sito di COTRAL, ogni tanto si fermava il quarto treno e la frequenza saliva a 30′, normalmente non c’era il quinto e sparivano le corse sottiletta, informazione nelle fermate carente, insomma … niente di nuovo sotto il sole, a parte la T-shirt del personale, che ha cambiato di colore.

Nel frattempo il Municipio X si attivava per richiedere lo stop alla linea dalle 21, per allinearlo alla Metro A e perché al quell’ora c’è ancora una discreta fetta di lavoratori che torna a casa. Lo stesso abbiamo chiesto come Comitato Pendolari. La risposta di ASTRAL e COTRAL, sotto la “alta vigilanza” della Direzione regionale delle infrastrutture, qual è stata?

Ultima corsa per Ostia, non limitata ad Acilia alle 19,18 da Porta San Paolo e alle 20,03 da Colombo!!!

Evviva la coerenza!

Così il Direttore di esercizio Tolomeo, che evidentemente circola senza mascherina FFP2 si è preso l’annuncite acuta pure lui. Va tutto bene madama la marchesa.

Bisogna solo resistere fino al 2024 (dicono ASTRAL, COTRAL, Regione e , magari, pure l’Assessore comunale Eugenio Patané, da cui ancora attendiamo un gesto minimo di attenzione per i “suoi” cittadini di Acilia e Ostia: 2 treni stornati dalla Metro A), al 2025 diciamo noi.

Già ci sono stati innumerevoli ritardi e, altri ci saranno, nella costruzione dei treni nuovi.

Il resto? Aria fritta e rifritta, non c’è nessuna novità. Niente sulle manutenzioni, che chissà quando daranno qualche risultato utile (se mai lo daranno).

Intanto qualche domanda: quali e quante saranno le navette sostitutive del servizio serale? Bus urbani da quasi 100 posti o pullman turistici da 54/56 posti; una o due in contemporanea, o le tre minime necessarie per assorbire i passeggeri per Ostia scaricati ad Acilia da ogni treno? I 4 treni in uso, dopo la chiusura, verranno tutti impiegati sul percorso corto Porta S.Paolo-Acilia, per garantire corse a 15 minuti e far recuperare ai poveri passeggeri di Ostia parte del tempo in più, sprecato sulle navette nel traffico serale di via dei Romagnoli? Non ci è dato di sapere.

La situazione è e resterà drammatica per i pendolari e allora perché tanta fretta nel rilasciare inutili dichiarazioni?

Che bisogno c’era di annunciare cose che sono smentite dai fatti? Perché in COTRAL non si fanno tutti una bella girata sulla Roma Lido per qualche giorno? (Non troppi, se no sarebbe una crudeltà).

Silenzio imbarazzante su tutto il fronte da ASTRAL, che ha in carico le infrastrutture, e dalla Direzione regionale infrastrutture e mobilità, nonostante i ripetuti solleciti del Comitato.

Pare non siano problemi loro.

Ma, diciamolo, perché si ostinano a glorificare la Lumacadimare (come sarebbe giusto ribattezzare la Roma Lido)?

Auguriamo buon vaccino e pronta guarigione a tutta la direzione di COTRAL S.p.A.

Roma, 14 luglio 2022

Abbiamo catturato un post dell’Assessore alla Mobilità del Comune di Roma, in cui scodella una serie di bugie clamorose, cercando di accreditare l’immagine di sé come brava persona arrivata adesso dal pianeta Marte e che cerca di mettere ordine ai disastri provocati da altri.

Troppo comodo, assessore, troppo comodo. La storia è un’altra e ve la raccontiamo noi.

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Post di Patané

Eugenio Patane’ Assessore alla mobilità di “tutti” (?) i  romani, su questo ha ragione: occorre rivolgersi a chi “…ha creato questo disastro” sulla Roma Lido.

Chi meglio di Lei, che era già consigliere regionale, quando il suo Assessore alla mobilità del Lazio (Michele Civita) iniziava a fare annunci stampa sui famosi 180 milioni per trasformare la Lido in una Metro?

Chi, se non Lei, che era seduto (distratto?) in Commissione regionale infrastrutture a Febbraio 2019? C’erano i rappresentanti del X Municipio e dei Comitati, che chiedevano un “piano urgente di manutenzioni” dei 15 treni, allora in dotazione alla Lido (oggi non più), che altrimenti non avrebbero retto fino all’arrivo dei nuovi, annunciati fin dal 2018: 5 treni di fabbrica, previsti allora per il 2022 (sic!) , e che ancora oggi “…li stanno fabbricando”. 

A chi dirlo, se non al Presidente della VI Commissione regionale infrastrutture (Lei), che mesi dopo ascoltava silente sfilate di rappresentanti regionali e aziendali, per rassicurare  che i disagi sulle ferrovie ex concesse erano alle spalle e l’alba del futuro era già sorta.

A chi dirlo se non a chi interviene, un giorno sì e l’altro pure, a convegni  che annunciano svolte copernicane sui trasporti romani, coi fondi PNRR, o per il Giubileo del 2025, oppure per l’inizio di un evento (Expo a Roma) che neppure ci è stato ancora assegnato? Magari “convegna”  e fa “agorà”, in tandem e con reciproche attestazioni di stima, col Segretario provinciale romano del Suo partito, Mauro Alessandri (ormai solo a tempo perso Assessore regionale alla mobilità).

A chi dirlo, se non a chi ha una tale considerazione delle risoluzioni e mozioni di indirizzo sui temi di sua competenza, votate a grande maggioranza dalle varie assemblee, elette da noi cittadini, da rispondergli nei fatti con atteggiamenti del “Ghe’ pensi mi!”. Quali dirà’ Lei? Ad esempio quelle (proposte e votate da autorevoli esponenti del suo stesso schieramento) che Le chiedono di far riaprire rapidamente il tratto Centocelle-Giardinetti, “temporaneamente” chiuso a agosto 2015 dalla medesima Azienda  di trasporto (Atac SpA) scelta dalla sua Regione è confermata dalla Sua maggioranza più volte dal 2006 a tutto giugno 2022, per s-gestire le tre sorelle di sventura, Roma Nord, Roma Lido e Roma Giardinetti. Quest’ultima di proprietà (ancora stamani) regionale e finanziata (per ora) dalla sua Regione, è in attesa che Lei riesca a “chiuderla definitivamente”, magari con la scusa dell’avvio di futuribili e (per Lei) incerti lavori di trasformazione e prolungamento a Tor Vergata.

Come non dirlo a chi (Lei?) a dicembre 2021, annunciava alla stampa per la Lido a gennaio l’arrivo di 3 treni MA200 “revisionati” e la disponibilità entro giugno di OTTO treni in linea ed oggi si vanta (Lei) di averne solo 4 + “…altri 2/3 nelle ore di punta” (ma sono 2 o sono tre meno 2 vagoni?). Peccato che a Lei non la abbiano informata che quei 3 MA200 non sono arrivati ne’ a gennaio, ne’ a Febbraio e due di loro neppure a marzo e l’ultimo neppure ad aprile! Peccato non la abbiano informata che questi treni, che AVETE validato e collaudati, ci hanno abbandonato a metà viaggio, in stazioni impreviste o in mezzo alle traversine nel nulla, ogni giorno che sono stati impiegati, quando uno o quando l’altro.

Per questo sono spariti da giorni dal servizio e abbiamo viaggiato mediamente con 3 treni e mezzo. Peccato non lo abbia detto a Lei proprio il Dirigente di esercizio di Atac che, sotto la sua ATTUALE gestione e col SUO pratico avallo,  la sua Società Comunale di trasporto ha rimesso  al suo posto, mentre il suo predecessore, Assessore, lo aveva fatto rimuovere! Peccato che Lei scriva di “importantissimi investimenti” fatti dalla (Sua) Regione sulla Lido quando, del MILIARDO e mezzo di euro di investimenti straordinari pluriennali, previsti sulle tre ferrovie REGIONALI ex-concesse, neppure 100 milioni provengono da fondi della Sua Regione, ma siano quasi tutti fondi di piani governativi di investimento: Fondo nazionale complementare al PNRR (2021), del Fondo per il trasporto rapido di massa (2019), Fondi M.I.T. per la sicurezza delle ex concesse post disastro di Andria (2017), Fondo di sviluppo e coesione (2016 e avanzi 2000-2007) e addirittura dell’Accordo quadro col Ministero dei Trasporti del 2002 (sic!). Non è informato che Lei e la sua Regione quasi tutti li dovete ancora spendere???

Ma avete finito di spendere nel 2021 anche quelli del 2002 (!) per il “Revamping” di 19 treni MA100 (rigirati dalla Metro A stra-usati), mai arrivati tutti, sistemati in pochi esemplari, spariti tutti dalla Lido da anni, ma “in nome dei quali” la sua Regione e la sua Azienda di trasporto ha continuato a sprecare i “denari di Pantalone” su costose e inefficienti manutenzioni straordinarie di altri treni, anch’essi  rifilati dalla Metro A alla Lido: i citati MA200. Forse per questa e per altre tre questioncine di Atac e Regione,  che si dovrebbe parlare di un ipotetico interessamento della Corte dei Conti, per danno erariale, o della Magistratura ordinaria per peculato per distrazione o falso ideologico, non certo per il passaggio in comodato e adattamento, con 140/150.000 euro cadauno di soldi messi dalla Regione (questi si sono veramente soldi regionali) di due treni CAF300 della Metro A. Noi pure ci viaggiamo, come sulla B e su altre linee su ferro, pagando anticipatamente abbonamenti, e forse più frequentemente di Lei.

Ha già perso troppi mesi Assessore, in inutili meline mediatiche e “social” per NON spostarli. Anche Lei, anche oggi, sta contribuendo autorevolmente al Disastro Roma Lido e Nord e Giardinetti. Cambi passo, ascolti per davvero le voci, plurali e democratiche, che le chiedono di spostare 2 treni CAF o di riaprire la Giardinetti o di sistemare il parcheggio di scambio di Montebello.

Per evitare il tracollo della Lido da metà settembre prossimo, con riapertura piena di scuole e attività, dopo i mesi persi da Lei, ora occorre adattare alla Lido i primi due CAF Metro A in arrivo dalla Revisione Generale. Cambi passo Assessore: venga a bordo a soffrire con noi .

DISASTRO ROMA LIDO

Ieri nuovo disastro: 1 solo treno in esercizio

e passeggeri sui binari.

Zingaretti, Alessandri, Patané, Atac…..IRRESPONSABILI!!!!!!

Ieri Festa della Repubblica e tutti al mare, inizialmente con soli 4 treni in funzione, poi dalla mattina a causa d’un ennesimo guasto su un MA 200, ridotti a 3 e quindi progressivamente ad 1 solo treno nel pomeriggio; migliaia di persone di ritorno dalle spiagge si sono ritrovate senza navette e con attese di oltre un’ora.

Tweet Atac

Si è assistito alla purtroppo solita scena dei passeggeri fatti scendere e proseguire direttamente sui binari, mentre alle fermate di Ostia andava in onda il delirio. La tragica situazione è durata fino a fine servizio.

Non vogliamo qui entrare nei dettagli, lo hanno fatto ampiamente la stampa locale e gli stessi viaggiatori sui social media, a noi preme sottolineare di nuovo le responsabilità, con tanto di nomi e cognomi, perché i cittadini, e non solo quelli dei Municipi 9 e 10, devono conoscere la verità.

Dal sito Atac

Il Comitato Pendolari Roma Ostia va dicendo e scrivendo da molti anni che quei treni sono difettosi e quindi non affidabili e i soldi spesi nelle manutenzioni, anche straordinarie (peraltro tardive ed inutili) sono soldi dei cittadini buttati al vento.

Ma la Regione ha deciso di comprare dei treni nuovi solo quattro anni fa, treni che arriveranno nel 2025-2026. E quindi abbiamo ancora 3 anni di disservizi e sofferenze, qualunque sia il gestore, perché i treni disponibili sono sempre quelli.

E qui le colpe sono evidentissime: ovviamente Atac nei suoi vari “manager” (sic!) che hanno ridotto l’azienda sull’orlo della bancarotta e portato il servizio delle ferrovie ex concesse al collasso; Zingaretti, che in dieci anni di presidenza in Regione (proprietarie delle ferrovie) ha prodotto solo annunci regolarmente smentiti dai fatti; il suo ultimo Assessore alla mobilità Mauro Alessandri, fedele seguace negli annunci smentiti ed incapace di spostare anche una virgola lo stato del servizio, assieme al suo staff; il sindaco Gualtieri, quello della città dei 15 minuti, slogan di cui avrà sentito parlare in qualche bar ma di cui ignora anche il significato, totalmente assente sul problema che riguarda migliaia di suoi concittadini di Ostia, Acilia e di zona nord, l’Assessore Eugenio Patané, novello Ponzio Pilato, che ci ha negato l’UNICA soluzione che abbiamo avanzato in grado di tamponare l’emergenza, quella dello spostamento di 2 treni “veri” dalla Metro A alla Roma Lido.

Strano che nessuno di questi signori si sia sentito in dovere di uscire con una parola su quanto è accaduto ieri! Silenzio imbarazzante!!! Strano per dei soggetti di solito molto loquaci nel vendere fumo e sproloquiare.

Forse si sono vergognati? Non crediamo. Trattasi di gente che sul tema si sta mostrando priva di vergogna, sono i “nostri oligarchi”, che una volta insediati pensano di poter fare i bello e il cattivo tempo impunemente, senza rendere conto a nessuno.

Dovrebbero chiedere scusa ai cittadini e dimettersi in blocco. Noi non siamo cittadini di serie “B”.

Diciamo basta a questo apartheid trasportistico, cui ci vogliono condannare.

Vergognatevi! Subito 2 treni CAF300 revisionati e adattati dalla Metro A!

Roma, 03 giugno 2022

Come reso noto nei giorni scorsi stamani i pendolari hanno organizzato un sit-in sotto l’assessorato per ricordare lo stato comatoso della linea Roma Lido, le responsabilità del degrado e riproporre il passaggio di 2 treni dalla Metro A per dare un pò di sollievo al servizio.

Non abbiamo richiesto nessun incontro con l’assessore Patané perché abbiamo capito che non ha più nulla da offrire ai viaggiatori, se non aspettare pazientemente i nuovi treni nel 2025. Il rifiuto di prendere minimamente in considerazione il pronunciamento unanime dei municipi 9 e 10 e dell’assemblea capitolina è uno schiaffo alla democrazia e prefigura una gestione oligarchica del potere, di chi non viene eletto, ma nominato, solo perché appartenente ad un partito o ad una cordata di partito.

Ma noi non ci rassegniamo alla sterile attesa e continuiamo la battaglia, con tutti quelli che stanno dalla nostra parte. Non siamo cittadini di serie B! E diciamo NO a questa specie di apartheid trasportistico a cui l’assessorato comunale vuole relegarci.

I PENDOLARI RINGRAZIANO ZINGARETTI E ALESSANDRI, ATAC, GUALTIERI E PATANE’

Le Dimissioni in blocco! Sarebbe l’unico modo per assumersi le responsabilità di ciò che avviene quotidianamente sulla ferrovia Roma Lido, chiedendo scusa ai residenti della sciatteria, degli annunci a vanvera smentiti dai fatti il giorno dopo, dell’inerzia, dell’incapacità e delle prese in giro a cui ci hanno abituato da anni questi signori.

Dai frutti si riconosce l’albero e questo sembra pieno di frutti bacati, coltivato da gente incapace, che non conosce neppure la materia di cui parla, ma che occupa una poltrona grazie al fatto di appartenere ad un partito politico ed a una cordata che assicura loro una comoda poltrona per anni. E quando parlano della nostra ferrovia, senza averci mai messo piede, si capisce che ne parlano per sentito dire.

A piedi verso Magliana

Così continuano a divulgare mezze falsità o vere fandonie a 360° che giornali collaterali o meramente aziendali pubblicano, senza neppure aver controllato la veridicità delle veline ricevute. E allora vai con Zingaretti che ciancia di treni nuovi che arriveranno ad inizio 2021, poi 2022, ma magari 2023 o 2024, mentre forse arriveranno nel 2025, come poi sono stati costretti ad ammettere, e la fornitura finirà l’anno dopo, tanto lui il prossimo anno non ci sarà più ed il boccone avvelenato rimarrà a qualcun altro.

Oppure l’assessore Alessandri che va a visitare a Graniti sempre lo stesso treno in revisione generale, più che un parente all’ospedale, e sproloquia che tutto procede, ma quel treno che è partito a fine agosto 2021 e che sarebbe dovuto tornare ai primi di quest’anno, ritornerà invece alla fine di autunno…. forse. E sugli altri treni in manutenzione, affidati alle premurose e costanti cure (da anni) dell’attuale Dirigente di ASTRAL e già della Regione, abbiamo visto qual è il loro grado di affidabilità.

Ma vogliamo parlare del Sindaco Gualtieri, quello della città dei 15 minuti, slogan che qualcuno gli ha scritto per la campagna elettorale o che avrà letto su qualche rivista dal barbiere, ma di cui non conosce neppure il significato, che non si è degnato neppure di rispondere alla lettera inviata dal Comitato Pendolari con cui si faceva presente il pronunciamento unanime dei municipi 9 e 10 e dell’Assemblea Capitolina di urgente adattamento e spostamento di 2 treni CAF300 dalla Metro A per la disastrata Roma Lido.

Oppure l’Assessore Patané, che ci ha portati a spasso per cinque mesi, da dicembre scorso, per poi negarceli, quei semplici 2 treni, ignorando che se avesse deciso allora, adesso avremmo i 2 treni affidabili in più e non saremmo costretti a vivere l’inferno quotidiano, come stamani.

In questo calderone, non possono essere esclusi quei personaggi che hanno governato Roma nella precedente amministrazione, che ora puntano il dito sui loro avversari politici, ma che però non hanno mosso una paglia quando hanno potuto, soprattutto nei confronti della loro controllata ATAC Abbiano almeno la compiacenza di tacere!

Noi abbiamo già detto a tutti questi signori, incapaci a trovare soluzioni, che il protrarsi di questa situazione può generare anche problemi di ordine pubblico, di cui li riteniamo responsabili, con gesti irrazionali da parte di qualche pendolare esasperato, come successo il mese scorso con il blocco dell’Ostiense.

Un altra giornata infernale. Un treno che era facile prevedere si potesse guastare in orario di punta bloccato in mezzo alla massicciata tra due stazioni, i viaggiatori costretti a scendere e camminare sui binari, oppure ad accalcarsi sulle poche navette messe a disposizione, che passano in stazioni dove sono “Soppresse” le uniche fermate bus su strada per poterci salire su (Vitinia), ecc., ecc., dovrebbero far riflettere chi per ruolo deve prendere decisioni. L’inferno quotidiano a cui i pendolari sono costretti, con treni che viaggiano normalmente con frequenze di 20′ – 30′, se tutto fila liscio, le ore di vita perse in attesa di un treno, i problemi con i datori di lavoro e le giustificazioni di ritardo esaurite già a gennaio di ogni anno scolastico, derivanti dai ritardi accumulati, chi ce li ripaga?

Nessuno. Non certo questi signori che dalle loro scrivanie guardano le cose da lontano, col binocolo.

Oggi alla stazione di Acilia la gente si è riversata in massa sulla via Ostiense: nessun presidio ATAC a dare indicazioni alla folla, 2 sole NAVETTE messe a disposizione da Acilia assolutamente insufficienti a coprire l’utenza (per portare le stesse persone di 1 treno servono 10 navette). Gente che litigava con gli autisti, autisti che minacciavano di non partire, autobus che all’ultimo momento cambiavano il loro numero in navetta con la gente che saliva e scendeva!!! Una follia di gestione!!!!

E poi bus S15 presi d’assalto (ovviamente sono pullman che non hanno l’accesso disabili!) , stazioni di Vitinia e Casal Bernocchi non servite perché le navette sono partite stracolme da Acilia e l’S15 non serve queste stazioni.

L’unica soluzione oggi è il passaggio dei 2 treni dalla Metro A alla Roma Lido. Non c’è un’altra soluzione seria possibile. Perchè questi signori non lo capiscono?

Per ottusità? Forse. Per incapacità? Forse. E’ un problema politico, non amministrativo. Se non lo vogliono fare è perchè vogliono che i viaggiatori della Roma Lido continuino ad essere cittadini di serie B. E questa è una vergogna!

Si sono espressi i municipi 9 e 10 e l’Assemblea Capitolina, che sono espressione diretta dei cittadini che li hanno votati, perché lorsignori non ne tengono conto?

Perchè ignorano il significato della parola democrazia?

Perché l’espressione del popolo non conta nulla?

Perché conta di più essere cresciuti in una corrente di partito ed essere stati nominati, anziché eletti?

Perché l’atteggiamento di lorsignori è di supponenza, arroganza e somiglia sempre di più alla famosa frase del Marchese del Grillo?

SERVONO 2 TRENI DALLA METRO A. ORA. NON SI PUO’ PIU’ PERDERE TEMPO!

E vogliamo poi parlare degli impianti di traslazione nelle stazioni fermi per il 50% da più di un anno, che inibisce l’accesso ai non normo dotati? Dei lavori alle stazioni di Acilia Sud e Tor di Valle fermi da 5 anni? Delle opere accessorie per la stazione di Acilia Sud?

A fine dicembre del 2001 il popolo argentino scese in piazza per cacciare i governanti colpevoli di aver portato il paese sull’orlo della bancarotta con il grido: “QUE SE VAYAN TODOS!” (Andatevene tutti).

Facciamo nostro quello slogan. DIMETTETEVI IN MASSA! E’ l’unico modo che avete per salvare la faccia. Forse.

P.S.

Il Presidente della Commissione capitolina Mobilità Zannola ha affermato bontà sua di non essere contrario al passaggio dei 2 treni. Non Basta. Questo è un modo per tenere il piede in due staffe. Anche lui deve prendere atto dell’espressione delle istituzioni e decidere da che parte stare: o di qua o di là. O si spende per ottenere i 2 treni o anche lui sta dall’altra parte rispetto ai bisogni dei cittadini.

Di seguito il testo della lettera che il Comitato Pendolari ha indirizzato al sindaco via PEC, ma dopo una settimana nessuna risposta ci è ancora pervenuta. Ribadivamo la richiesta dei 2 treni dalla Metro e chiedevamo un incontro.

Ci risponderà? Ci ignorerà? Lo scopriremo solo vivendo. Ma noi non staremo certo con le mani in mano nel frattempo.

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Gentile Sindaco di Roma, Roberto Gualtieri,

siamo il Comitato Pendolari Roma Ostia e ci rivolgiamo a Lei, primo cittadino di Roma, per evidenziare un grave problema relativo ai trasporti urbani, che ben conosce poiché ne ha fatto anche oggetto di esternazioni, ma al quale non è ancora stata data soluzione.

Stiamo parlando della Roma Lido, una delle tre ferrovie ex concesse di proprietà della Regione Lazio, e del suodegrado progressivo in cui è stata lasciata cadere negli ultimi dieci anni, a causa della pessima gestione di ATAC e del disinteresse della proprietà.

Cinque anni fa avevamo 15 treni funzionanti e frequenze di punta a 7 minuti e mezzo minuti, oggi abbiamo 4 treni (più 1 di rinforzo solo per alcune corse) e frequenze di 22 minuti, se va bene, ma se un treno si guasta i minuti di attesa salgono in maniera esponenziale.

I guasti dei treni sono all’ordine del giorno, come certo Lei saprà, perché neanche la stampa può ignorarli. I treni sono vecchi o molto mal tenuti e in buona parte inaffidabili. La Regione Lazio, corresponsabile del degrado della linea, si è decisa finalmente a ordinare treni nuovi sia per la Roma Lido che per la Roma Civita Castellana Viterbo e la gara, bandita a febbraio 2018, ha visto la sua aggiudicazione a novembre 2021; la firma del primo contratto attuativo solo a gennaio 2022. Quattro anni per la sola gara! Il primo dei 5 treni, al di là degli annunci a mezzo stampa della Regione, sarà fruibile dai cittadini solo a partire dalla fine del 2024, cioè per il Giubileo. Gli altri seguiranno nel corso dell’anno.

I tempi delle revisioni generali dei treni in servizio sono anch’essi non trascurabili, dell’ordine di 7 – 8 mesi ciascuno e le attività sono sequenziali, quindi un treno va e uno torna. In sintesi la situazione treni è un’emergenza e resterà tale fino all’arrivo dei treni nuovi. Stiamo parlando di due anni e mezzo.

Il rischio è che quando arriveranno i nuovi convogli, nel frattempo l’attuale parco treni, spremuto fino all’inverosimile, non sia più disponibile, allontanando sine die la soluzione della crisi della Roma Lido.

Se prima della Pandemia, a febbraio del 2020, i passeggeri potevano utilizzare quasi 180 corse/giorno complessive, oggi, con la ripresa delle attività in presenza e dei flussi turistici, vengono offerte massimo 99 corse/giorno dalla sua Azienda comunale di trasporto: non serve un’elevata conoscenza trasportistica per comprendere a che punto i suoi concittadini e amministrati, viaggiatori della Lido, saranno costretti a continuare a subire disservizi quotidiani, fatti di lunghe attese, treni che non passano o passano stracolmi, treni che si rompono e devono essere abbandonati.

Abbiamo lanciato a fine estate scorsa una proposta risolutiva, secondo noi l’unica, che consentirebbe di offrire un miglioramento del servizio: stornare e adattare 2 treni dalla Metro A, che ne è abbastanza fornita, per passarli alla Roma Lido. Tecnicamente è un’ipotesi fattibile, già percorsa in passato per 6 e poi per 3 convogli della Metro A, come ha dovuto ammettere ATAC (per inciso i treni della Roma Lido provengono TUTTI dalla Metro A) ed ANSFISA ha comunicato i tempi necessari per la parte tecnico-autorizzativa.

Con gli adattamenti sono in totale 5 mesi e le spese a carico della Regione, come ha assicurato l’Assessorato regionale. Siamo consapevoli che tale soluzione comporterebbe un decremento marginale dell’offerta di trasporto del servizio Metro A, comunque sostenibile, ma sarebbe una boccata d’ossigeno per i cittadini dei municipi IX e X, che hanno una offerta ridotta sulla Metro B, ma che per la Roma Lido sono passati da 7.200 posti in ora di punta di febbraio 2020 (erano 9.600 fino alla primavera del 2017) a 3.000 striminziti posti adesso, con un crollo del 70% rispetto a 5 anni fa!

Sindaco, nulla a che vedere con la transizione ecologica … del gambero?

Tale ipotesi è stata accolta dai Municipi più direttamente interessati e votata all’unanimità da due Consigli. Stessa cosa per l’Assemblea Capitolina con Ordine del Giorno votato unanimemente in sede di dibattito per la approvazione definitiva del PUMS di Roma Capitale, come Lei di certo saprà.

Noi pensiamo che la democrazia non sia un fatto puramente formale. Si sono espresse le assemblee elette dai cittadini e questa cosa non può essere ignorata. Al contrario, gli organi esecutivi devono prenderne atto ed agire di conseguenza.

Abbiamo illustrato la nostra soluzione anche all’Assessore alla mobilità da Lei scelto, Eugenio Patané, durante i vari incontri che abbiamo avuto, il quale ci ha ascoltato, ha fatto le proprie valutazioni e ha rimandato, ha preso tempo, ed infine ha risposto negativamente, con la motivazione che si andrebbe oltre la fatidica data del 1 luglio 2022, quando la gestione dovrebbe passare da ATAC a COTRAL e ASTRAL.

Sindaco, l’hanno informata che nessuno dei 15 + 21 treni, in forza a Roma Lido e Roma Nord sono della Regione, ma che, per tutto o per gran parte del valore, sono di ATAC o di Roma Capitale?

Noi crediamo che il diritto dei cittadini ad avere assicurato un servizio minimamente decente vada al di là di questioni puramente amministrative ed alleviare gli sfortunati pendolari della linea, che stanno aumentando di numero a causa del rincaro del carburante e della fine dello smart working, debba essere un impegno per un’amministrazione che si definisce democratica.

Quando sentiamo parlare della città dei 15 minuti e pensiamo allo stato in cui versano queste ferrovie ci viene un sorriso amaro: la differenza fra le belle parole e la realtà è abissale. Noi ci accontenteremmo di avere un servizio minimamente dignitoso come era fino a soli 5 anni fa, che oggi non abbiamo e non avremo se non si interviene subito.

Se a dicembre l’Assessore Patané avesse dato il via all’ipotesi del passaggio dei due treni, cogliendo la spinta propositiva e democratica unanimemente lanciatagli dal Consiglio e dal Presidente (PD) del X Municipio, oggi li avremmo in linea e non staremmo qui a scrivere, a Lei o ai giornali, non avremmo fatto la manifestazione in piazza del Campidoglio il 5 aprile scorso, assieme agli amici del Comitato Pendolari Roma Nord e ad altri Comitati di quartiere e Associazioni.

Ma potremmo scriverle anche degli impianti di traslazione fermi (circa il 50% di quelli potenzialmente disponibili) bloccati, rotti o in attesa di indecifrabili collaudi, della scarsa accessibilità delle stazioni (la metà delle stazioni della Roma Lido non è accessibile non solo ai portatori di grave handicap motorio, ma anche agli anziani con carrelli della spesa, ai genitori con passeggini al seguito, alle mamme con passeggino, agli infortunati con tutori o stampelle); non le abbiamo scritto anche dei lavori alle stazioni fermi da quasi 5 anni (anche per diretta colpa della stazione appaltante – la sua ATAC), delle nuove stazioni attese da lustri a Giardino di Roma, Mezzocammino o Torrino sud, disegnate in magnifiche cartine del Piano Regolatore Generale e utili (quelle si) a raggiungere la rete metro-ferroviaria di Roma Capitale “in 15 minuti” a piedi; e così via.

In conclusione, signor Sindaco, ci aspettiamo da lei un gesto di coerenza fra i suoi programmi elettorali e le azioni concrete.

La scelta è squisitamente politica, non amministrativa: si tratta di decidere se gli abitanti del quadrante sud ovest di Roma (circa 400.000) possano ricevere un gesto di attenzione dalla nuova amministrazione, che rivendica discontinuità col passato, oppure se si continuerà a ignorare le esigenze basiche dei cittadini, in continuità col passato e in nome non sappiamo bene di che.

La Roma Lido, pur se di proprietà della Regione e presto in gestione ad aziende regionali, serve ai cittadini romani e a collegare i quartieri di Roma, per questo motivo non ci si può barricare dietro a questioni puramente amministrative, ignorando i disservizi che i cittadini di Roma ricevono quotidianamente; Lei converrà con noi che le stesse cose si potrebbero dire per la mancata chiusura dell’anello ferroviario delle Ferrovie dello Stato, o la mancata costruzione della fermata Pigneto sulle tratte ferroviarie regionali FL1-FL3-FL4-FL6 o per la mancata riapertura della fermata di Vigna Clara, entrambi di RFI, o per eventuali disservizi che accadessero nell’aeroporto di Ciampino o in quello di Fiumicino, per i quali Lei, ne siamo sicuri, non delegherebbe la questione al suo amico sindaco Montino o al Sindaco di Ciampino e non direbbe alla Stampa “Stanno sul territorio di altri, ci pensa Aeroporti di Roma a me cosa importa, io mi occupo dell’Aeroporto dell’Urbe?”

Le chiediamo un incontro, per illustrarle lo stato di cose presenti sulla linea, che non possiamo rappresentare in queste poche righe.

Ci aspettiamo un suo gentile cenno di riscontro.

Ci auguriamo che la sua risposta sia diversa da quella del Presidente Zingaretti, che ci ha sempre ignorato, pur sollecitato più volte, confidando nel fatto che forse Lei ha qualcosa da dire di interessante sulla questione, che vada oltre un banale: “I treni? Li stanno costruendo!”.

Rimaniamo in attesa di un suo pronunciamento. Nel frattempo le auguriamo buon lavoro.

Comitato Pendolari Roma Ostia

Roma, 28 Aprile 2022

I pendolari protestano e Zannola (presidente Commissione capitolina Mobilità) in un comunicato stampa afferma: “Comprendiamo i disagi dei pendolari e le ragioni del malcontento”.

A parte l’affermazione enunciata in prima persona plurale (a nome di chi parlava?), noi pendolari invece siamo assolutamente convinti che lui (loro) non abbiano proprio capito un bel niente della situazione delle ferrovie ex concesse e lo dimostrano ad ogni parola che proferiscono.

Vediamo.

a) “ quella della Roma-Lido, come tante altre, sono situazioni al limite del collasso che abbiamo ereditato”. Qui siamo d’accordo. Completamente. In effetti il disastro viene da lontano, da molti, lunghissimi anni di incuria. Ci aspettiamo perciò che il nostro vada in Regione a battere i pugni sul tavolo, a chiedere come mai in 9 anni gli assessori Civita e Alessandri e i rispettivi staff, ed il presidente Zingaretti abbiano favorito il degrado totale delle ferrovie ex concesse, trascurando le manutenzioni necessarie, evitando di fare gli investimenti necessari in tempo, coprendo tutte le malefatte di ATAC. Ci aspettiamo che richieda le dimissioni immediate di assessore e staff per manifesta incapacità e conseguente completo fallimento.

b) “da sabato 9 aprile è previsto il rientro in servizio di un treno di tipo Caf che ha completato le procedure di controllo e contemporaneamente andrà in vigore un nuovo orario valido tutti i giorni con una frequenza di 22′ sull’intera tratta”. Forse il nostro ha consultato l’Oracolo di Delfi, ma ignora che i famosi treni strombazzati da ormai molti mesi non sono affidabili e la riprova è che venerdì 8 aprile un treno si è fermato per guasto ed ha scaricato tutti i passeggeri in banchina a Vitinia. Ed anche oggi la frequenza oscillava fino a 30′. Che opinione ha il nostro in merito?

Da sito ATAC. Stamani

c) “la frequenza potrà essere ulteriormente abbassata in base alla disponibilità di treni”. Di fronte a tanta competenza e logica stringente non possiamo che chinare il capo.

d) “ Quanto all’ipotesi di spostare due treni dalla metro A o B, come è stato spiegato più volte ai comitati dei pendolari, purtroppo non è percorribile”. Ci viene spontanea una domanda: ma lui dov’era il 16 dicembre quando l’assemblea straordinaria del X municipio (quello da cui lui proviene) all’unanimità votava la richiesta dei 2 treni? E non ha neppure ascoltato quando il rappresentante della Regione avallava la richiesta con tanto di affermazione di un prossimo invio di lettera ufficiale al Comune in tal senso. Eppure era presente, ma forse giocava alla Playstation. Perchè il nostro non ha argomentato in quella sede la sua opinione contraria? Forse perché non gli era ancora arrivato l’ordine di scuderia che doveva opporsi? Forse il nostro difetta di conoscenze aritmetiche perché se il Comune, dopo il voto del Municipio, avesse deciso di conseguenza fra pochi giorni avremmo potuto avere i 2 treni in linea. Per inciso e per sua conoscenza, ANSFISA si è dichiarata disponibile per ciò che riguarda la parte di sua competenza (verifiche e collaudi,…), ATAC ha ammesso la fattibilità e lo stesso Patané, pur dichiarandosi contrario, ha dovuto riconoscere durante un incontro che in 5 mesi i due nuovi treni potrebbero diventare realtà.

e) “Mentre dal primo luglio la linea cambierà gestore passando da un’azienda comunale a una regionale”. Eh già. Il nostro ed il suo mentore assessore Patané non aspettano altro che arrivi il fatidico giorno per lavarsi le mani da bravi Ponzio Pilato e volgere lo sguardo altrove. Ma non si libereranno di noi. Perché nonostante loro rimaniamo cittadini di Roma e pendolari, anche se ci considerano di serie B. E quello che avviene sui trasporti in città DEVE interessare chi, molto in teoria, dovrebbe avere le competenze in materia, ancorché il gestore sia altro.

Queste poche righe tanto per mettere qualche puntino sulle i.

In ultima analisi comprendiamo anche quanto deve essere dura la vita di chi, per mantenere saldo il posto sulla poltrona occupata, è costretto (?) a uscire con dichiarazioni penose come quelle che abbiamo commentato, pur di riverire i capi. Chissà, magari ricorda con nostalgia quando andava a scuola e magari portava ancora i pantaloni corti ed il trenino viaggiava ad una frequenza di 10′ – 15′. Bei tempi!

Forza Zannola, hai tutta la nostra comprensione! E compassione.

Un bel sole ieri ha illuminato la piazza del Campidoglio, dove si sono dati appuntamento i manifestanti invitati dai Comitati Pendolari della Roma Ostia e della Roma Nord per richiamare l’attenzione della politica, distratta o assente nei confronti del degrado inarrestabile delle ferrovie ex concesse ed incapace di trovare soluzioni percorribili nell’immediato.

La manifestazione arriva dopo i presidi sotto la Regione dell’estate scorsa e i numerosi incontri avuti dai Comitati con i Municipi 9 e 10, con Astral e Cotral, ATAC, con Comune e Regione, con l’Autorità per la Regolazione dei Trasporti (ART), con l’Agenzia per la sicurezza Ferroviaria (ANSFISA) e l’Agenzia per il controllo della qualità dei servizi comunali (ACOS).

La mobilitazione dei pendolari, buona tenuto conto del giorno di lavoro e dell’orario, è riuscita nell’intento di far sentire la propria voce anche all’interno dei palazzi dove si prendono le decisioni, ad oggi sordi alle esigenze dei pendolari.

Molte le adesioni alla manifestazione, che aveva come parola d’ordine: non siamo citadini di serie B, fra cui i sindacati CGIL, ORSA, FAISA, l’ Osservatorio Regionale Trasporti, Legambiente, e poi Comitati di quartiere, associazioni come C.A.L.M.A., UTP, Trasportiamo,partiti politici come Rifondazione Comunista e Sinistra Italiana ed alcuni consiglieri comunali e municipali di opposizione appartenenti a Lista Calenda, FDI, M5S, IV.

Negli interventi le denunce sullo stato di abbandono si sono succedute con continuità, così come l’appoggio all’azione decennale dei Comitati Pendolari.

Buona la testimonianza anche dei media, presenti in buon numero, fra cui spiccavano l’assenza di giornaloni come il Corriere, Repubblica e il Messaggero, forse preoccupati di non disturbare la maggioranza in Regione e Comune, che è il loro riferimento politico.

Quasi tre ore di interventi, discussione e confronto sui temi urgenti posti dai Comitati, fra cui la richiesta di prestare due treni della Metro A alla Roma Lido, approvata dai Municipi 9 e 10 e dall’Assemblea Capitolina, ma respinta dall’assessore alla mobilità del Comune Patané.

E’ evidente che tener conto delle richieste dei cittadini e delle assemblee elettive non è interesse di chi poi deve prendere le decisioni. Strano concetto di democrazia.

La manifestazione non è un punto di arrivo, ma un nuovo inizio, per sturare le orecchie di tutti coloro, istituzionali e no, che non vogliono sentire, ma che ci dicono che manifestare non serve a niente e che dobbiamo avere fiducia!!!

Come ripetiamo da tempo noi continueremo ad esserci anche quando loro non ci saranno più.