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E’ convocata per giovedì 10 marzo prossimo ad Acilia alle ore 18 l’assemblea aperta dei pendolari della linea Roma Lido per discutere le iniziative di mobilitazione da intraprendere dopo l’ultima tornata di colloqui infruttuosi avuti con l’assessorato alla mobilità del Comune ed Atac.

A breve faremo conoscere esattamente il luogo esatto, ancora in via di definizione.

PARTECIPATE!!!!

IL COMUNE HA DECISO CHE LA ROMA LIDO DEVE RIMANERE UNA LINEA DI SERIE B

Niente 2 treni CAF dalla metro, niente treni recuperati da altre parti, qualche spolveratina a quelli che ci sono e avanti così fino al mitico 1 luglio quando ATAC e Comune di Roma ci saluteranno e usciranno (forse) di scena e il boccone avvelenato passerà a COTRAL e ASTRAL.

Venerdì l’assessore Patané ha finalmente gettato la maschera e incalzato dalle domande del Comitato Pendolari ha dovuto confessare che i 2 treni CAF richiesti dal Comitato (e poi sollecitati anche da risoluzioni dei Municipi IX e X e dall’Assemblea Capitolina) non ci saranno perché servirebbero 5 mesi per adeguamenti tecnici e verifiche e siccome fra cinque mesi è luglio…….

Giova ricordare che il 16 dicembre il Consiglio straordinario del X Municipio si era espresso all’unanimità sulla necessità dello spostamento dei treni e la Regione, presente, si era detta favorevole ed avrebbe sostenuto i costi. Se allora si fosse dato corso alla richiesta a Pasqua avremmo avuto la certezza di 2 treni sicuri in più, invece abbiamo solo le solite false promesse di ATAC sulle manutenzioni degli MA200, smentite un giorno dopo l’altro dai fatti, a cui però l’assessore si è accodato senza battere ciglio.

La decisione dell’assessorato è una decisione squisitamente politica.

Dal punto di vista amministrativo problemi non ce ne sarebbero: i soldi li mette la Regione e l’agenzia per la sicurezza ANSFISA ha chiesto 3 mesi per le verifiche.

L’argomentazione che serve troppo tempo è chiaramente risibile. L’alternativa secondo l’assessore è confidare nelle manutenzioni leggere degli MA200 curate da ATAC che avrebbe dovuto assicurare 7 treni dal 7 gennaio, poi dal 17 gennaio, poi a febbraio (come da annunci a mezzo stampa dello stesso assessore), e poi ancora a marzo e poi chissà.

La decisione rischia di mettere la parola fine alle speranze dei pendolari di avere un servizio fruibile in attesa dei nuovi treni che arriveranno per il Giubileo del 2025. La politica ha scelto di relegare la Roma Lido (e le ferrovie ex-concesse) e le centinaia di migliaia di abitanti del quadrante sud ovest della città ad un rango di serie B. Amministrazioni di centrodestra, centrosinistra e M5S in Regione e in Comune nel corso degli anni non hanno fatto niente per assicurare il pieno diritto alla mobilità.

Per ultimo, il recente comunicato di ANSFISA del 25 u.s. sulle difformità degli impianti e treni gestiti da ATAC, che cita ascensori, scale mobili della Roma Lido ed il famoso quarto CAF sottoposto a fermo per eccessivi km percorsi, smentisce la fiducia dichiarata da Patané in riunione sulla dirigenza ATAC e sulla loro professionalità, cosa di cui abbiamo sempre dubitato.

Nel denunciare con forza questa vergogna, questo apartheid a cui siamo costretti, chiariamo che non ci rassegniamo né alle chiacchiere, né ai falsi annunci stampa, tanto meno alle promesse di Regione e Comune (ed ATAC).

Non finisce qui.

Roma, 27 febbraio 2022

Comitato Pendolari Roma Ostia

Zingaretti …. chi? Nicola o Luca?

Il limite della spudoratezza è stato superato!

“…salimmo sù, el primo e io secondo, tanto ch’i’ vidi de le cose belle
che porta ’l ciel, per un pertugio tondo. E quindi uscimmo a riveder le stelle.”

Dante Alighieri – La Divina Commedia – Inferno

Chi sbaglia paga! Se a sbagliare è un amministratore pubblico dovrebbe dimettersi.

Ad esempio, uno come Nicola Zingaretti o l’Assessore regionale (di sua fiducia) alla mobilità Mauro Alessandri con alcuni dello staff, che parlano senza preoccuparsi di smentire oggi quanto affermato ieri.

Abbiamo perso il conto degli annunci a mezzo stampa, dei comunicati social prodotti da questi signori dal 2013 ad oggi. Toni e termini sempre fiduciosi in un “futuro radioso” pieni di fatti, treni restaurati e stazioni nuove, svolte e rinnovamenti delle ferrovie regionali ex concesse, Roma Giardinetti, Roma Lido e Roma Nord. Come Comitati abbiamo costantemente risposto e documentato, con dovizia di particolari, le inesattezze, i dati approssimativi, i tempi incerti ed i fatti, smentiti dallo scorrere del tempo, sparati anche in contesti istituzionali.

Questi “amministratori” sono riusciti nel difficile compito d’affondare, in 9 anni di non-gestione, tre linee importantissime per Roma, portandole dalla non sufficienza del 2013 ad un passo dalla chiusura d’oggi.

L’unica scusa accampata, a fronte di questo “Disastro”, è che “I problemi della Roma Lido sono scritti in una storia di fallimenti del passato -non del presente – di ATACla colpa è stata di ATAC S.p.A., ovvero la società che loro hanno volutamente confermato dal 2013 al 2015, riscelto nel 2016 e nel 2017, prorogato nel 2019 per quattro volte fino ad oggi, per le nostre disastrate ferrovie. Riferito alla Lido, ma anche alla Roma Nord non è vero che: “la Regione l’ha ripresa in gestione” e neppure che “tra qualche mese entreremo

ATAC ha sicuramente colpe in abbondanza, ma le condivide con la Regione Lazio, ente proprietario, affidatario, vigilante e finanziatore delle tre linee!

Atac condivide le colpe in particolare con quegli specifici “amministratori”, che in questi lunghi anni hanno chiuso gli occhi e ne hanno assecondato la disdicevole condotta, rinnovandogli a più riprese il Contratto di servizio, scritto male e senza sostanzialmente applicarvi penali, senza verificare lo stato delle non-manutenzioni straordinarie o revisioni generali dei treni, e senza voler ascoltare le segnalazioni, i documenti e le proposte, presentate in decine di occasioni dai Comitati Pendolari.

Ah rega’ lassatece lavora’ che ce penzamo noi” è sempre stato il “Verbo” regionale.

Ma se oggi non straparlano sapendo di dir cose sballate, allora è ancora peggio, perché si mostrano sprovveduti. Abbiamo sempre detto che una parte della stampa, quella mainstream, s’è appiattita sui singoli governanti di turno, guardandosi bene da fare inchiesta, o anche solo approfondimento delle notizie od esame comparato delle fonti: alcuni giornalisti neppure provano a confutare dati avventati o apparenti stupidaggini, anche quando paiono fin troppo in evidente contrasto con la realtà di chi viaggia.

Ieri abbiamo dovuto assistere ad un’intervista, concessa dal Presidente della Regione al Messaggero TV, in cui una giornalista ha timidamente porto un “cadeau” al Presidente sulla Roma Lido, consentendo a Zingaretti (Nicola, e non Luca) d’infilare una sequela di frasi, numeri e date in-dimostrate e apparentemente parte d’una rassicurante recita dantesca, in stile “E quindi uscimmo a riveder le stelle”.

Le cose sono due: o Zingaretti (Nicola, che pur pare Luca) non è stato informato dal suo Assessore sullo stato reale delle sue ferrovie ex concesse (non solo la Roma Lido che vanta: 2 stazioni chiuse su 13 + lunghezza della linea ridotta del 20% + minimo storico di 85/corse/giorno/feriale in totale, rispetto a 178 che erano fino a fine 2019 + offerta di posti/km crollata al 40% di quella del 2017 + soli 2/3 treni in servizio rispetto ai 15 a disposizione della Regione fino a 2 anni fa + personale di stazione assente nel 50% delle fermate aperte + 50% degli impianti di traslazione mediamente fermi con 5 stazioni perennemente inaccessibili ai portatori di disabilità o difficoltà motorie + 2 cantieri per nuove fermate/edifici di stazione fermi da agosto 2017 + progetti delle tre nuove fermate, di quartieri abitati da anni, cristallizzati come disegnini a china sulle cartine di Pano Regolatore + evasione tariffaria galoppante + controlli anti Covid totalmente assenti a bordo + milioni buttati in inconcludenti manutenzioni straordinarie di quei treni MA200, che oggi ci vien detto, con la recita, stiano tutti in fase d’integrale smontaggio e riallestimento + ecc., ecc. ecc.) oppure le parole pesano come piombo.

L’affermazione testuale: “E’ iniziata dopo l’abisso la fase…della svolta” è un insulto, una presa in giro per tutti coloro che ogni giorno consumano la loro esistenza aspettando in banchina un treno che non arriva. E’ una frase vergognosa, poiché reitera ancora promesse mirabolanti fatte e mai attuate dallo stesso “attore” fin dal 2013. E’ un oltraggio alla cittadinanza.

Allegri pendolari delle ferrovie ex-concesse

Altra perla: “I treni li stanno proprio costruendo”. Ma chi? Dove? Ma se hanno firmato solo il primo contratto attuativo per 5 treni per la Lido e 6 per la Nord tre settimane fa?! Mentre non abbiamo certezze sulla data di firma del secondo contratto attuativo per i convogli che veramente salveranno le due linee, consentendo i passaggi “a sei minuti” sulla Lido (non certo tra un anno e mezzo), per arrivare alla firma di quel primo e unico Contratto di fornitura ci sono voluti 4 anni! Esattamente nel 2018 la Regione iniziava i preliminari di gara. 4 anni solo per far girare pezzi di carta. E dovremmo credere che in un anno e mezzo arrivano i nuovi treni?

Peccato che gli intervistatori del Messaggero TV non abbiano battuto ciglio a fronte di cotanto roseo ottimismo. Si coglie nell’attuale posizione della testata una certa benevolenza verso l’attuale gestione regionale e magari verso la corrente che governa il partito di maggioranza in Giunta Regionale (il PD). Non troviamo altre spiegazioni deontologiche e razionali.

Temiamo che se pur Zingaretti (Nicola, e non Luca) se ne fosse uscito con qualche altra boutade, tipo: “Porteremo 2 o 3 treni della TAV a fermarsi sulla Roma Lido, come abbiamo fatto a Orte o Cassino” o meglio, “Per la Metromare abbiamo pensato all’Hyperloop”, taluni giornalisti sarebbero usciti col titolone-scoop in cronaca romana, senza battere ciglio.

Ci viene in mente Orwell col suo 1984: aveva previsto molte cose che si sono avverate nel mondo, tra cui quella di camuffare la verità con il suo opposto. Così, per esempio, il Ministero della Pace era quello che faceva la guerra.

Lo staff comunicativo dell’attuale Giunta regionale deve aver studiato molto quel testo, perché pare applicarlo alla lettera. I treni non ci sono? Non importa, ci saranno! Le manutenzioni non danno i frutti sperati? Non importa, l’importante è dire che i treni sono in manutenzione! I ponti delle stazioni vacillano: non importa, noi le stiamo ristrutturando … si, da quando?

Mai sentita un’autocritica, neppure velata sul proprio operato, le colpe, quando ce ne sono, sono sempre di altri.

E così di errore in errore, di mistificazione in mistificazione, di annuncio in annuncio, il tempo passa e i pendolari continuano ad essere vessati.

Di Zingaretti (Nicola, e non Luca) e dei suoi boys non ci fidiamo più da molto tempo.

Le elezioni regionali si avvicinano e spiegano molti di questi rosei annunci sul futuribile, ma noi pendolari abbiamo una memoria di ferro e non dimentichiamo tutti i torti subiti a causa della sua “amministrazione”.

Proseguono le interlocuzioni a 360° del Comitato Pendolari

Da tempo il Comitato Pendolari sollecita singoli consiglieri municipali del IX Municipio, ma anche rappresentanti istituzionali di quel territorio, a non dimenticare i quartieri, di quel quadrante di città che hanno solo la Roma Lido come possibile infrastruttura di trasporto di massa. disponibile. Vitinia, Mezzocammino, Torrino Sud e Nord, Decima, Tor di Valle, soffrono anche loro del progressivo “Disastro Roma Lido”. Alcuni aspettano da anni le loro stazioni. Sono previste dal Piano Regolatore del 2008 e 2013, sono costruibili coi soldi versati da anni nelle casse comunali, tramite gli oneri concessori pagati di fatto dagli  acquirenti delle case, abitate da anni a Torrino o Mezzocammino.

Per questo abbiamo colto la occasione data dalla presentazione, fin da metà dicembre, di una positiva proposta di Mozione consiliare, presentata da esponenti del Mov.5Stelle del IX Municipio. Come primo passo per il suo esame e adozione col contributo di altre forze politiche, che avverrà entro questo Febbraio, il Presidente della Commissione Municipale mobilità, lavori pubblici e periferie, Giulio Corrente, ha fissato una audizione conoscitiva del problema il giorno 9 febbraio. Sono stati invitati rappresentanti della Direzione Regionale infrastrutture e mobilità, della società che dovrà gestire il servizio dei treni (forse dal 1/7/2022) subentrando ad Atac, cioè COTRAL S.p.A.. Ma la Commissione ha voluto sentire anche la realtà delle cose, narrata da viaggia costantemente su quella linea, dai rappresentanti del Comitato Pendolari Roma Ostia.

Ci siamo prestati di buon grado a fornire ai molti consiglieri collegati in VDC, di tutti gli schieramenti, dati e informazioni reali, che potessero descrivere e misurare il degrado progressivo del servizio di questi ultimi 5 anni. Abbiamo risposto alle domande poste da alcuni dei membri della Commissione; più volte abbiamo ricordato il ruolo che il Municipio può avere, come hanno già dimostrato alcune istituzioni  nel X Municipio e nel XV (per la ferrovia Roma Nord). I Municipi pur in carenza di competenze dirette, come enti di prossimità e come portatori istituzionali degli interessi dei territori, possono spingere e arrivare fin davanti la statua di Marco Aurelio. Apprezzando gli interventi di due consiglieri,  sulla stazione abbandonata di Tor di Valle e sull’isolamento di Vitinia, che rischia di diventare la periferia del IX Municipio, abbiamo dato informazioni sulle inadempienze di Atac, come Gestore del servizio e delle infrastrutture, come non-manutentore dei treni e come stazione appaltante di Tor di Valle, ma pure della Regione Lazio, come ente affidante e “vigilante”. Abbiamo anche invitato il Municipio IX a verificare, con Roma servizi per la mobilità, lo stato delle due fermate bus della Ostiense, davanti la stazione di Vitinia, che sono state soppresse e, senza le quali , i cittadini di quel quartiere, non possono usare la linea notturna NME, o la linea Astral S15 o le navette straordinarie in caso di blocco del servizio ferroviario (circostanza accaduta già 4 volte a Dicembre e 1 a Gennaio).

Le cose dette dal Comitato alla Commissione Municipale del IX sono state più o meno le stesse di quelle dette nell’incontro del 4 febbraio con l’Assessore comunale Patané (qui non li ripetiamo – leggete se volete il Resoconto sui canali social del Comitato).  Volete sapere COSA HANNO DETTO, chiarito, ammesso, smentito o promesso la Direzione Regionale o COTRAL SpA? Ma lo volete sapere davvero? NIENTE! Non hanno detto assolutamente NULLA ai costernati rappresentanti dei cittadini del Municipio, perché non si sono neppure presentati. Cotral ha fatto sapere lì per lì e solo perché “ricercata” dalla Segreteria della Commissione, che “gravi e improvvise urgenze ne impedivano la presenza” (sarà crollato il ponte sullo Stretto di Messina, per non trovare, tra centinaia di dipendenti, un tecnico informato, un dirigente qualificato o uno zelante addetto stampa,  che si collegasse in videoconferenza su Teams) : questo è il rispetto delle istituzioni che hanno mostrato quel giorno.

Oggi il Consiglio del X Municipio ha espresso parere favorevole alla proposta di deliberazione per l’”approvazione” del Piano Urbano della mobilità Sostenibile (PUMS) adottato dall’Assemblea capitolina nel 2019, con la richiesta di finanziamento con fondi PNRR e chiesto l’inserimento della progettazione e realizzazione del parcheggio di scambio per la costruenda Stazione Acilia Sud Dragona, nel terreno confinante con la rimessa ATAC recentemente acquisito nel patrimonio di Roma Capitale.

Si tratta di una buona notizia che come associazioni abbiamo auspicato in un lungo percorso cui abbiamo partecipato, che ha portato poi all’”adozione” del PUMS nell’agosto del 2019.

Ci auguriamo che la proposta di delibera, che verrà discussa per l’approvazione martedì 15 e giovedì 17 p.v, possa recepire anche i pareri di quei municipi di Roma, tra i quali i X, che non sono riusciti ad inviare nei termini previsti il loro parere. 

Una nota dolente è costituita dal fatto che, la prossima settimana, i Consiglieri capitolini approveranno una delibera senza conoscere né le Osservazioni avanzate (dopo l’adozione) dalle associazioni e dai cittadini proponenti né le contro deduzioni degli uffici, comprese quelle inoltrate dal gruppo di comitati/associazioni proponenti della Dorsale Fiera Mare.

Se vogliamo vedere il bicchiere mezzo pieno, ci pregiamo di poter reclamare l’UNICA osservazione accolta, tra le 110 presentate: infatti, ben 109 sembrerebbero non essere state state accolte o di fatto non assunte positivamente dalla bozza di PUMS, mentre quella accolta è una delle 5 presentate dai comitati/associazioni proponenti della Dorsale Ciclabile Fiera Mare. Amara consolazione, però, se pensiamo che l’eventuale rigetto delle altre 4 osservazioni comprometterebbe la corretta realizzazione della Dorsale.

Inoltre, parrebbe che, anche nello scenario di Piano, siano stati già previsti sia l’inserimento del terreno ATAC di Via Ortolani – recentemente rientrato nel patrimonio di Roma Capitale – sia la richiesta di ampliamento del parcheggio della costruenda Stazione Acilia su Dragona – che ovviamente auspichiamo avvenga utilizzando esclusivamente il suddetto terreno, salvaguardando l’area verde di Via Bepi Romagnoni.

Data: 4 febbraio 2022 – Modalità: Videoconferenza

Partecipanti: Roma Capitale + ATAC S.p.A. + Municipio X + Comitati, ovvero:

Assessore mobilità Roma Capitale, Patané, coadiuvato dallo staff (Varner e Di Vetta);

Presidente della III Commissione capitolina, mobilità, Zannola;

Presidente Commissione mobilità del X Municipio, Di Matteo;

Amministratore Unico di ATAC, Mottura, coadiuvato dallo staff (Adduce, Scilletta, Sgroi)

Comitato Pendolari Roma Ostia, Portone, Spigai, Messina;

Presidente dell’Osservatorio Regionale Trasporti del Lazio, Ricci, assieme a Donzelli (U.t.p) e Montebello;

presenti anche Nicodemi, dello staff comunicazione del Gabinetto del Sindaco e i sigg. Trolese e Antonini, che non ci sono stati presentati, né si sono qualificati.

SINTESI INTERVENTI

Assessore Mobilità Comune di Roma – EUGENIO PATANÈ

Intende relazionare sul lavoro fatto in queste settimane e afferma che le notizie sui treni non sono “positivissime”. Ci tiene però ad avere un approccio sistemico ai problemi della linea – come chiesto dal Comitato – affrontando non solo il problema dei treni, ma anche lo stato della linea e il suo futuro, cercando di lavorare sulle emergenze segnalate in un’ottica a lungo periodo.

Dal 10 gennaio 2022 era stato inserito un quarto treno CAF, che doveva servire nelle ore di punta; poi, avendo raggiunto il chilometraggio massimo consentito, hanno dovuto ritirarlo, per colpa di una segnalazione anonima fatta ad ANSFISA sui km effettuati. Questo treno è stato molto utile quando è stato messo in linea, abbassando i 26 minuti di frequenza (ndr. – l’Assessore ha confuso il c.d. 4° treno, il CAF 391-392, unico rientrato in servizio tra i 4 bloccati per sicurezza da ANSFISA il 1° luglio ‘21, col treno CAF 385-386, che da molto tempo si sapeva avesse superato il chilometraggio massimo di tolleranza in condizioni di sicurezza prima dover andare, per forza, in “Revisione Generale”).

Togliere questo treno per motivi di sicurezza ha costituito un serio danno alla linea.

Per quanto riguarda i tre treni della serie MA200 (ndr – bloccati da ANSFISA dal 2/11/2021 per non aver effettuato la revisione intermedia di 2° livello), che sarebbero dovuti rientrare in esercizio nella seconda metà di gennaio (2+1 scarsamente affidabile), le lavorazioni sono finite, a detta di Atac, anche se non sono stati rilasciati in esercizio, poiché manca ancora il collaudo che l’autorità di controllo (ANSFISA) “…non ha ancora fatto”. Sono comunque treni vecchi e serviranno solo alla “stabilizzazione” del servizio, fino a che avremo solo 3 CAF in servizio, ma non aumentano la frequenza delle corse: resteranno quelle attuali.

Propone quindi di affrontare gli altri temi, compreso l’eventuale uso di 2 treni della metro, richiesti dal Comitato.

A.D. di ATAC – MOTTURA

Dopo i convenevoli, dichiara che sono stati approfonditi tutti i punti del “Decalogo” presentato dal Comitato pendolari. Conferma che i 3 Ma200, di cui si parla e che sono in fase di revisione leggera, non vanno ad incrementare l’offerta, che pertanto rimarrà quella attuale fino al ritorno di due CAF previsto per aprile. Pertanto i 3 MA200 servono di rinforzo alla sola stabilità dell’offerta (85 corse programmate nei feriali e 74 sabato e i festivi).

Ad aprile 2022 è prevista la riapertura dell’intera tratta e c’è in programma un miglioramento della frequenza.

Comunque a gennaio la regolarità della frequenza si è attestata al 98% (sic!). Da giugno è prevista ulteriore consegna di ulteriori MA200, ma non è certo. Un punto delicato sarà attuare il passaggio di consegne ad Astral.

ATAC – SCILLETTA

Inizia con l’affermazione che da gennaio USTIF (l’Ufficio dell’ex Ministero delle infrastrutture e dei trasporti, che era preposto ai controlli ed ai collaudi) è stato assorbito da ANSFISA e sono cambiati i controlli, che sono più lunghi a causa delle modificate procedure da attuare. Relativamente allo spostamento dei due treni dalla metro alla Roma Lido, dichiara che il passaggio è complesso, i tempi non sono immediati: secondo Scilletta, ci vogliono 6 mesi per chiedere e ottenere la autorizzazione di ANSFISA, poi ci sono gli adeguamenti tecnici da fare per il nuovo materiale rotabile (pantografi, predellini, ecc.) previsti in circa 5-6 mesi. I costi si aggirano su circa 150/160 mila euro /treno. Quindi in totale 12 mesi come tempo stimato.

Nel frattempo sono partiti con le revisioni generali. La gara è stata aggiudicata. Ma ci saranno ricadute anche sul servizio delle Metro A e B, il servizio subirà una flessione. Pertanto in definitiva ci sono tempi lunghi ed un problema di costi economici da sostenere.

A.D. di ATAC – MOTTURA

Il trasferimento dei treni dalla metro alla Roma Lido è una soluzione non praticabile.

Presidente Commissione Mobilità X Municipio – L. DI MATTEO

Parla per conto dei cittadini e del Presidente del X Municipio. Afferma che le promesse fatte nelle riunioni precedenti sono state disattese. La criticità sulla Roma Lido è elevata, i disagi sono quotidiani ed i problemi vanno risolti. C’è un problema serio di sicurezza, dovuto al Covid, per questo i 2 convogli vanno inseriti anche per attenuare tale criticità.

Chiede a Patané di organizzare un incontro in cui siano presenti anche la Regione ed ANSFISA. Le risorse a livello regionale per l’adeguamento dei 2 treni ci sono e questo gli è stato confermato in un incontro avuto con l’Assessore regionale Mauro Alessandri. Afferma che il trasferimento provvisorio dei due treni dalla Metro si può fare, non ci vogliono 6 mesi, ma circa 60 giorni per l’adeguamento. Inoltre i treni che saranno inseriti progressivamente vanno messi in servizio e non solo nelle ore di punta.

Assessore Mobilità Comune di Roma – EUGENIO PATANÈ

Risponde a Di Matteo. Dice che l’Assessore e lo staff sono arrivati da soli 3 mesi e quindi non ci sono stati i tempi per mettere in pista una soluzione. Dice che sul tema del trasferimento treni non c’è un problema di soldi, ma di tempi (tempistica relativa alla re-immissione dei treni in linea e al collaudo di ANSFISA, e ai lavori (ndr – di RFI sulla linea?). Vanno prese per buone le argomentazioni di ATAC, di cui non va messa in discussione la professionalità dei dirigenti. Se non c’è fiducia nelle dichiarazioni relative ai tempi da parte dei tecnici ATAC, farebbe una richiesta scritta ad ANSFISA per chiedergli quanto ci metta per la re-immissione dei treni in linea, perché se sono 6 mesi si parla del nulla. C’è una professionalità dei dirigenti ATAC, che va tutelata, e lui prende per buone le dichiarazioni degli stessi.

Staff dell’Assessorato – VARNER

Ci tiene a precisare che ANSFISA non autorizza la messa in esercizio i treni, ma deve verificare un fascicolo tecnico, che deve essere predisposto e certificato. Il problema è la predisposizione di questo fascicolo tecnico, che non si fa più come si faceva con USTIF; adesso è diverso (tempi e modi). Devono intervenire altri interlocutori, che devono verificare progetti, norme, eventuali azioni mitigative e deroghe. Poi bisognerebbe che gli eventuali treni in arrivo dalla Metro, non abbiano gli stessi problemi di quelli della Regione, e che si sente di dire che ce li hanno anche quelli della Metro A o B. Bisognerebbe prendere delle rotabili che hanno sia la revisione intermedia che generale effettuata (quindi a 700.000 km).

Presidente Commissione Mobilità Comune di Roma – G. ZANNOLA

Dice che viene da quel territorio e quindi ne conosce i problemi, il clima non è sereno. Quando si prendono impegni pubblici, come nel caso del Consiglio straordinario del X Municipio del 16 dicembre 2021, vanno rispettati . È inaccettabile. Chi ha portato a questa situazione deve essere rimosso perché ha dimostrato di non essere capace. Basta con riunioni informali. Se necessario si convoca una riunione formale della Commissione capitolina con Regione e ANSFISA.

Assessore mobilità Comune di Roma – EUGENIO PATANÈ

Ci sono stati anni di scelte sbagliate. Sulla linea non c’è solo il problema dei treni. Nelle prossime settimane ci sarà lo sblocco da parte di ANSFISA degli MA200 con cui si stabilizza il servizio. Gli altri (CAF) rientrano a fine marzo e dal 4 aprile ci sarà il cambio di orario (con frequenza a 18 minuti) modificando l‘offerta con 5 treni sull’intera linea + 1 di riserva per evitare disservizi.

ORT – RICCI

Afferma che serve discontinuità e chiede cosa sta succedendo nell’affiancamento, cioè se si pensa che la gestione passa veramente a Cotral a luglio o si rimanda per l’ennesima volta. Servono aggiornamenti sull’affiancamento.

ORT – DONZELLI

Viaggia sulla linea ed esprime apprezzamento per le parole dell’Assessore. E’ contrario ad ipotesi che prevedano orari rimodulati, non cadenzati. E’ preferibile avere corse a 26 minuti ma certe, piuttosto che orari sempre diversi. Esprime tuttavia preoccupazione su un problema che ritiene prioritario: le persone che sulla banchina di Magliana, in attesa della Lido, stanno senza mascherine e magari fumando.

Ad ATAC – MOTTURA

Ribadisce e conferma il passaggio di consegne a luglio, poi saluta e se ne va.

Comitato Pendolari Roma Lido – MESSINA

Definisce la riunione deludente, manca una strategia nell’affrontare l’emergenza quotidiana e la riunione sembra un tranquillo convegno sui trasporti. C’è un’emergenza in corso da troppo tempo ed è sottovalutata.

Ci sono solo e sempre tre treni in esercizio. Ci era stato promesso che ci sarebbero stati 4 treni il 7 gennaio, poi 7 treni il 17, poi a fine gennaio. Ora ci dicono che servono altre 2 settimane. Noi abbiamo dato credito all’Assessore, perché si è recentemente insediato, ma adesso il credito è finito, siamo ricaduti nella politica di annunci.

Il balletto sulle manutenzioni non lo beviamo. Sappiamo che queste attività hanno tempi lunghi; siamo contenti che siano in corso, ma non ci fidiamo dei tempi che ci vengono comunicati.

Con i due treni della Metro richiesti, volevamo sottolineare che c’era una emergenza che andava affrontata con soluzioni certe. I tempi che oggi ci comunica Atac non sono credibili, ma buttati lì per allungare il brodo in modo da arrivare al 1° luglio con il passaggio di consegne, così alcuni attori escono di scena e il problema lo gestirà qualcun altro, ma noi rimaniamo.

È la storia di promesse non mantenute che ci ha insegnato ad essere guardinghi e non fidarci di nessuno. Sosteniamo con forza la richiesta dei due treni e chiediamo che a queste riunioni partecipi anche la Regione. Servono decisione rapide.

Formula due domande all’Assessore:

  • la Regione ha scritto al Comune formalizzando la richiesta dei due treni, come promesso nel Consiglio straordinario del X Municipio il 16 dicembre dal rappresentante dell’Assessore regionale?
  • Il Comune cosa decide di fare sui due treni, li dà sì o no? Vorremmo una parola definitiva sui due treni dalla Metro da parte dell’Assessore.

Viviamo una realtà drammatica e non vogliamo vivere di parole. Chiede all’Assessore di prendere delle decisioni concrete e di comunicarle.

Assessore mobilità Comune di Roma – EUGENIO PATANÈ

Propone di concludere la discussione sui treni e di rivederci tra 2 settimane per parlare di tutto il resto. Ammette che dalla Regione non è pervenuta nessuna lettera. Vuole essere certo che la scelta sui due treni sia quella giusta. Chiederà ad Atac una risposta scritta.

ORT – RICCI

Alla luce delle cose apprese sullo stato reale della linea, afferma che già da tempo loro avevano sostenuto servisse un vero e proprio “commissariamento” della gestione e ristrutturazione della linea, per poter incidere, coi dovuti poteri, in una situazione divenuta quasi ingovernabile.

Comitato Pendolari Roma Ostia – SPIGAI

Apprezza la volontà espressa dall’Assessore di prendere i temi indicati nel “Decalogo” del Comitato, per affrontare con più ampia visione delle cose, le tante questioni della Lido che restano (e molte resteranno anche dopo il subentro di Cotral) in capo al Comune. Tuttavia lo si faccia nella prossima riunione da fissare subito, possibilmente ricevendo i riscontri scritti che ATAC aveva promesso, nella riunione del 10 gennaio, di far pervenire in poco tempo all’Assessorato, che le avrebbe esaminate e inoltrate al Presidente Zannola e al Presidente municipale Falconi, da cui sarebbero potute arrivare anche al Comitato: nulla di tutto ciò si è potuto leggere.

Come pure nulla di scritto, su documenti ufficiali col logo di ATAC, si è potuto leggere sul crono programma delle manutenzioni, con il dettaglio dei treni e di quali tipi di manutenzione e con che tempi l’Azienda pensa si proceda. Nulla di certo, al di là di continui rimandi di date e operazioni che, alla riunione successiva, vengono immancabilmente slittati in avanti o negati. Al Comitato risulta una situazione manutentiva ben peggiore di quella dipinta oggi, con almeno 5 differenti situazioni manutentive, che riguardano i 15 treni che la Lido aveva in affidamento e, sostanzialmente funzionanti, fino al 2019. Non ci risulta, ad esempio che nessuno degli 8 CAF sia ancora tornato dalla Revisione Generale, che tutti devono fare, come quelli delle Metro, essendo i più vecchi e “viaggiati” tra quelli della medesima fornitura della Metro A, da cui furono trasferiti. Non ci risulta che sia ancora stato dato l’ordine di riparazione del CAF danneggiato nell’incidente alla linea aerea a Tor di Valle del 2 aprile, e che per l’altro incidentato, con rottura della linea aerea a Acilia il 9 dicembre, sia stato dato l’ordine di riparazione solo gli ultimi giorni di gennaio, ad oltre 40 giorni dall’incidente, e per il suo rientro, pur essendo una cosa non grossa, occorreranno almeno 60 giorni.

Non ci risulta che ancora sia stata inviato ad ANSFISA un solo pezzo del Dossier documentale, di cui diceva prima l’ing. Adduce, per i tre MA200 ritirati il 2 novembre per omessa revisione di 2 livello.

Per noi è più importante che l’Assessore comprenda che l’insieme delle manutenzioni sui treni, avviate, ma ancor più da avviare, porterà via ben più che i 6 mesi per arrivare a quella nuova gestione cui accennava Mottura: occorreranno 24 mesi da oggi per completare le manutenzioni ed arriveremo a accavallarci con la data, più volte slittata, dell’arrivo del primo dei nuovi 5 treni, per il Giubileo del 2025.

Per questo motivo pratico insistiamo perché venga seriamente percorsa la strada dell’adattamento recupero di 2 treni CAF dalle Metro. Non ci pare occorrano i lunghi tempi di officina descritti da Mottura, ci risulta che un tempo tra i 60 e i 90 giorni lavorativi sia sufficiente, non ci risulta che l’onere sia di 150 o 160 o addirittura 170 mila euro a treno, come buttato li da Mottura nel suo secondo intervento. Neppure ci risulta che ATAC abbia presentato richiesta di autorizzazione o di semplici informazioni procedurali per l’immissione in linea di nuovi convogli ad ANSFISA.

Dobbiamo segnalare all’Assessore, per comprender meglio i limiti della difesa aprioristica della professionalità di alcuni dei vertici aziendali, che i più volte accennati “approfondimenti” che ora si dice debbano esser fatti per valutare la fattibilità tecnico-economica del passaggio, dovevano essere stati svolti da ATAC fin da quando il Consiglio del X Municipio, ad ottobre 2018, votò all’unanimità un ampio documento che impegnava la Presidente del Municipio ad operare sulla Giunta capitolina in tal senso; o da quando, pochi mesi dopo nella VI Commissione del Consiglio regionale, in presenza dei due Assessori e dello stesso Patané, all’epoca consigliere regionale, fu ribadita la necessità di percorrere tale strada per fare da ponte tra la situazione, già in via di peggioramento, e l’arrivo dei “futuri” treni. Ancor più oggi che nuovamente il Consiglio del X si è pronunciato nello stesso modo, con una Risoluzione votata da tutti i partiti, prontamente inviata ai due Assessori, non si può arrivare ai primi di Gennaio sentendo ancora parlare di approfondimenti

Come Comitato esprimiamo forti dubbi anche sul fatto che il 1 luglio prossimo avvenga il vero cambiamento promesso, col passaggio gestionale ad Astral/Cotral. Quand’anche avvenisse almeno il passaggio di livrea, si esprimono dubbi che la cessione del ramo di azienda di ATAC alle due società regionali, col mantenimento in gioco di molte delle figure apicali che han contribuito al disastro attuale, sortisca cambiamenti veri, anche se oggi siamo contenti di non vedere connessi in riunione alcuni di tali soggetti.

Concordiamo sulla necessità di una riunione nuova e a breve, anche per affrontare gli altri punti del “Decalogo” presentato dal Comitato: certo che dobbiamo parlare di impianti di traslazione, decoro delle stazioni, cantieri fermi e cantieri futuri di RFI, stazioni da completare e stazioni da progettare, ma oggi il fenomeno emergenziale, che porta la Lido ad un passo dalla chiusura, è la questione dei treni e dei servizi bus aggiuntivi, a sostegno di una offerta di trasporto ridotta ad un terzo di quella che era fino a Febbraio 2020.

Non concordiamo coi dati rassicuranti dati da Atac. Rammentiamo all’Assessore che fino a inizio 2020, la Lido aveva a disposizione 15 treni funzionanti o riparabili con piccoli interventi, oggi ne abbiamo 3 e (forse) 2+1 MA200 in arrivo, ma giudicati da ATAC non affidabili e tenuti solo come riserva; avevamo 178 corse/giorno/feriali/lavorative, e oggi siamo al minimo storico di 84; avevamo 6 corse all’ora e oggi ne abbiamo 2; avevamo una offerta di 7.200 posti/passeggero/ora e oggi siamo crollati a 2.400. Anche noi prendiamo la Metro B e anche la A, misuriamo un servizio in peggioramento sulla B e non adeguato ad un periodo pre-pandemia, anche per la A; ma la A e la B hanno decine di convogli in esercizio e in deposito; toglierne 2 sarebbe un decremento marginale della offerta di trasporto, mentre noi siamo ad un passo dalla chiusura.

Assessore mobilità Comune di Roma – EUGENIO PATANÈ

Interviene nuovamente per assicurare la fissazione di una nuova riunione che (a questo punto) ripartirà dall’aggiornamento della situazione treni e dall’approfondimento della questione dei due treni da stornare. Ma rappresenta anche che vi è un costo e che lui ha il diritto e dovere di valutare come vengono spesi i denari pubblici, perché non si facciano opere che risultino poi non autorizzabili o non opportune, alla luce del prossimo passaggio di gestione.

Comitato Pendolari Roma Ostia – SPIGAI

Rammenta che ATAC non percepisce dalla Regione, in analogia al Contratto di servizio del TPL romano, un compenso annuale forfettario per le tre ferrovie ex concesse: incassa 77 milioni più IVA all’anno (in quota parte per la Lido circa 40 + IVA + introiti diretti da biglietti e abbonamenti dei viaggiatori, ecc.) in proporzione ad un costo a km/treno, che ATAC sopporta per i servizi che deve erogare. Visto che il servizio è ormai crollato al 40 % di quello previsto nel Contratto firmato nel 2017, il Comitato non dubita che ATAC possa e trovare negli introiti da Contratto, per i servizi non resi ai viaggiatori, le risorse utili ad allestire quei due treni per farli viaggiare sulla Lido. Sarebbe difficile sostenere che ad ATAC spetti l’intero compenso da Contatto, a fronte di un servizio crollato e di varie stazioni chiuse. Anzi, investire quei fondi su quei due treni, consentirebbe di avere un incremento patrimoniale dell’Azienda, che potrebbe ben concedere, i due CAF aggiuntivi, in comodato d’uso oneroso alla società subentrante.

La prossima riunione in VDC è fissata il 18 febbraio prossimo.

Riportiamo di seguito il resoconto dell’incontro che la Triplice Intesa dei Comitati Pendolari delle ferrovie ex-concesse ha avuto con la Direzione di ASTRAL il 26 gennaio scorso.

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All’incontro sono presenti i rappresentanti dei Comitati dei pendolari: Ferrovia Roma Nord: Fabio Rosati – Ferrovia Roma Ostia Lido: Maurizio Farneti e Roberto Spigai.

Per ASTRAL sono presenti: l’Amministratore Unico, ing. Antonio Mallamo (dalle 10.00 alle 10.50), ed il neo Direttore dell’appositamente costituita Direzione infrastrutture ferroviarie, grandi opere e TPL, ing. Carlo Cecconi (fino a fine incontro ore 11.40 circa) per circa 8 anni, fino a ottobre scorso, preposto alla nevralgica Area Pianificazione del trasporto pubblico regionale e pianificazione e gestione delle ferrovie (ex impianti fissi e trasporto ferroviario) della Direzione regionale infrastrutture e mobilità .

ANTEFATTO

Ventotto mesi son passati dalla Deliberazione della Giunta regionale del Lazio n.689 del 2019, con cui venne affidata in house alla società regionale ASTRAL S.p.A. la “… attività istruttoria per l’affidamento della gestione delle infrastrutture ferroviarie regionali -Roma Lido di Ostia- e -Roma Civita Castellana Viterbo- …”.

Dopo varie delibere regionali, che han sancito slittamenti dei termini entro cui ASTRAL e, a seguire, anche CoTraL S.p.A., avrebbero dovuto subentrare ad ATAC S.p.A., rispettivamente nella funzione di Gestore della infrastruttura (e delle rotabili) e di Gestore del Servizio ferroviario, continuando a misurare ogni dì il livello di disastro gestionale e operativo, assicurato ai pendolari e utilizzatori delle due storiche ferrovie regionali dal Gestore uscente e dalla “alta vigilanza” della Regione Lazio, ai Comitati Pendolari di Lido e Nord pareva necessario, anzi doveroso, andare a bussare alla porta della società che dovrebbe subentrare dal 1/7/2022 (salvo ulteriori quinti rinvii) nella gestione di stazioni, impianti di traslazione, binari, alimentazioni elettriche, segnalamento e via dicendo, nonché per le revisioni generali, revisioni periodiche e di 2° livello, manutenzioni straordinarie e manutenzioni ordinarie, dei vetusti treni classe CAF300, MA200, Firema e Alstom, che ATAC sta per lasciare in eredità, pochi, malconci e non conformi alle regole di esercizio, a chi subentrerà.

PREMESSA

Dopo un appunto, per noi sorprendente, fatto ai Comitati come premessa dall’ing. Mallamo su presunte richieste tassative, fatte dai Comitati stessi come se “fossero un ente di controllo e vigilanza” nella lettera di richiesta dell’incontro del 17 novembre 2021, chiarito l’equivoco (di cui riteniamo di dover ringraziare lo staff dell’Assessore regionale, avendolo percepito anche in analoga premessa fatta a novembre dal vertice di Cotral) si è iniziato a scorrere l’elenco dei “… temi connessi al subentro di Astral nel ruolo di Gestore della Infrastruttura e delle rotabili, alla luce delle problematiche emergenti.

Si segnalano in particolare i seguenti temi:

  • Reperimento treni CAF 300 di Roma Capitale per Roma Lido nel quadro Accordo collaborazione tra Regione e Roma Capitale sottoscritto a marzo 2021.
  • Stato manutenzione ordinaria e straordinaria rotabili MA200, alla luce del ritiro delle stesse su ordine ANSFISA.
  • Stato manutenzione straordinaria dei Treni Alstom, Firema alla luce delle verifiche in corso di ANSFISA.
  • Stato delle procedure d’acquisto e fornitura dei nuovi treni (11 iniziali e 38 totali) – dati e cronoprogrammi.
  • Riaperture impianti di traslazione chiusi per collaudi/revisioni/lavori/guasti (attualmente il 50% di quella delle Roma Lido) e esiti dello studio dell’Università “La Sapienza” sui percorsi di accesso.
  • Piazzale Flaminio, lavori stazione sotterranea – dati e cronoprogrammi.
  • Ferrovia Roma Viterbo, tratta Montebello-Riano – – dati e cronoprogrammi.
  • Ferrovia Roma Viterbo, tratta Riano-Morlupo – tempistica cantieri.
  • Lavori sulla Roma Lido in affidamento a RFI – tipologia, dati e cronoprogrammi.
  • Manutenzione straordinaria delle stazioni – quali, per quali interventi e con che tempi.
  • Completamento dei cantieri della nuova stazione di Acilia sud-Dragona e del nuovo fabbricato viaggiatori di Tor di Valle – esiti aspetti legali e cronoprogrammi delle riaperture
  • Deposito Acqua Acetosa, esecuzione del progetto – – dati e cronoprogrammi.
  • Nuovo deposito della Roma Lido a Lido Ostia centro – dati e cronoprogrammi.
  • Avvio servizi diretti informativi al pubblico sullo stato dei servizi, orari, ritardi, da parte di Astral.” .

(estratto testuale della nota del 17/11/2021 dei Comitati per la richiesta d’incontro ad Astral)

ROTABILI

Adattamento e spostamento urgente di 2 treni CAF300 in uso alla Metro A alla Roma Lido. Come noto, la Roma Lido ormai da tre mesi viene esercitata con soli tre treni (CAF300 ex Metro A adattati) ed un quarto rientrato in servizio da qualche giorno, ma usato solo per alcune corse straordinarie non inserite negli Orari Ufficiali ordinari feriali. Gli interlocutori, pur comprendendo la criticità, hanno chiarito di non aver alcuna interlocuzione sulla questione, che riguarda direttamente ATAC e semmai in prospettiva il Comune e Cotral, e di non aver notizie o comunicazioni sulla disponibilità da parte dell’Assessore comunale alla mobilità, Eugenio Patané.

Parimenti ASTRAL ha chiarito di non aver informazioni certe sullo stato d’avvio o meno delle riparazioni dei due treni CAF300 incidentati (ndr. – in uso alla Lido fino al giorno dell’incidente di Tor di Valle del 2 aprile 2021 e di Acilia del 6 dicembre 2021).

I Comitati hanno chiarito d’aver inserito la questione nella richiesta d’incontro in quanto ASTRAL, nel nuovo assetto gestionale, oltre alle infrastrutture e alle stazioni, a differenza di quanto accade a livello nazionale tra RFI e Trenitalia, sta assumendo il ruolo di gestore delle manutenzioni/revisioni di tutte le rotabili in uso nel presente e nel futuro prossimo delle due linee.

STATO MANUTENTIVO TRENI ESISTENTI

Roma Nord – La manutenzione straordinaria dei treni Alstom e Firema partirà a febbraio 2022, con 2 treni alla volta, con sostituzione delle semi barre, il cui costo di sostituzione, rispetto a quanto pianificato, s’é raddoppiato (quasi 800 euro al pezzo).

Roma Lido – I Comitati rammentano come dal 2 novembre 2021 ci siano ben tre treni serie MA200 bloccati da ANSFISA per omessa revisione di 2° livello, oggetto di azioni e verifiche di mitigazione del rischio alle Officine Grandi Riparazioni di Magliana. Di questi ASTRAL dichiara di non aver contezza precisa, spettando ad ATAC il completamento delle azioni e dei dossier che, credono, siano in fase di conclusione per metà febbraio o marzo.

Roma Nord – Analogamente, sulle revisioni intermedie i Comitati chiedono se i dossier dei treni della serie Firema siano stati oggetto di azioni di mitigazioni e se queste siano state comunicate ad ANSFISA e se tale Agenzia le abbia validate positivamente. Anche su questo ASTRAL attribuisce la responsabilità ad ATAC, pur avendo notizie che i documenti sarebbero arrivati ad ANSFISA, ma non che tale Agenzia si sia pronunziata.

Roma Lido – Treni MA200 Revisioni Generali – Mallamo ha chiarito che Astral curerà la Revisione Generale e il rewamping estetico di almeno 6 treni MA200, in revisione successiva a Graniti (ndr. – il primo fu inviato, con annunci a mezzo stampa, a Graniti fin da fine agosto 2021, ma la lavorazione è iniziata solo a metà gennaio 2022). Per il settimo treno MA200 di quelli su cui fu montata anni fa l’aria condizionata sopra il tetto, non è stato chiarito quale manutenzione avrà e se la avrà. I Comitati hanno insistito rammentando che, visti i tempi in continuo slittamento dell’aggiudicazione, affidamento e costruzione, dei nuovi treni, anche questo 7° MA200 va messo tra quelli necessari alla linea. Ambedue le parti hanno riconosciuto la scarsa affidabilità e continuità di esercizio avuta da questi treni negli anni.

Circa il lavoro concreto da farsi a Graniti, è purtroppo emerso che le linee di revisione disponibili, consentono al massimo di lavorare un treno completo e mezzo (ovvero tre Unità di Trazione).

Per accellerare i tempi di Revisione Generale di tutti i 6/7 treni decisi, si sta concordando con l’aggiudicatario (R.T.I. Sitav – MA Group) di avviare ad una seconda linea di lavorazione da Marzo 2022, a Brindisi o a Piacenza, altre 3 U.T.R., in modo da lavorare 3 treni in contemporanea.

Circa i tempi il primo, finalmente in lavorazione a Graniti, prenderà circa 8 mesi, ritenendo di poterlo riavere in servizio a Settembre 2022, i successivi 5/6 treni MA200 dovrebbero procedere, in parallelo a 3 per volta, con 6 mesi di lavorazione. (ndr. – Il tutto si dovrebbe concludere a Marzo 2023).

NUOVI TRENI

Accordo quadro e Primo Contratto attuativo per 11 treni. Come noto dalle esternazioni regionali alla stampa, dopo una procedura durata anni anche con l’assistenza di ASTRAL, la scorsa settimana la Regione ha firmato con la multinazionale Titagarh Firema l’Accordo quadro per la fornitura, nei prossimi 5-6 anni, di 38 treni (20 per RL e 18 per RN), per un valore complessivo di circa 333 milioni di euro. Al contempo è stato firmato il primo Contratto Attuativo di tale Accordo, per 100 milioni (ndr. – 40 presi dai “famosi” 180 milioni di fondi FSC del “Patto per il Lazio Renzi-Zingaretti” dell’aprile 2016 e circa 60 dal recupero di fondi strutturali europei FSRE non spesi negli anni precedenti il 2016). Tali 100 milioni sono necessari per i primi 11 treni, da progettare, costruire, collaudare e fornire in linea, compresa la assistenza decennale post fornitura. Sono 5 treni, a sei vagoni intercomunicanti, destinati alla RL, ed altri 6 per la R.N., 4 a quattro vagoni per il servizio urbano e 2 per quello extra urbano (quest’ultimi saranno forse a 3 vagoni – stranamente Astral, che ha collaborato alla procedura di gara, e l’ing. Cecconi, che pure è stato dal 2018 il R.U.P. di quella stessa gara di appalto, non han saputo chiarirlo).

I Comitati han fatto notare che quelli in servizio oggi sulla RN tratto urbano sono a tre casse: ergo, nell’attuale capolinea di Flaminio, l’ultimo vagone d’un treno a quattro casse rischia di rimanere stazionato in galleria, dovendo restare a porte chiuse. Evidentemente, il dubbio era già venuto agli interlocutori, che hanno ipotizzato che si scenderà dal penultimo vagone (il primo stazionato fuori galleria) passando per i passaggi intercomunicanti con cui saranno progettati i treni.

Il secondo Contratto Attuativo, per i residui 15 treni per la Lido e 12 per la Nord, pur finanziato per 153 milioni, grazie al Decreto di settembre 2021 di riparto dei Fondo nazionale complementare al PNRR del Ministro delle infrastrutture e delle mobilità sostenibili Giovannini, non è stato ancora firmato con Firema, stante la ricerca, nel bilancio regionale, di circa ulteriori 80 milioni mancanti, che si spera di recuperare a breve.

LAVORI SULLE LINEE e STAZIONI

Roma Nord – In merito ai lavori della nuova stazione capolinea di Flaminio sotterranea, si conferma il blocco degli stessi per mancanza di sicurezza relativa al palazzo della Biblioteca del CNEL. Tale edificio dovrà essere sgomberato prima del riavvio dei lavori (precauzionalmente opera un geotecnico che monitora l’andamento statico). ASTRAL ha dovuto avviare contatti con la Presidenza del Consiglio dei Ministri e col Provveditorato alle opere pubbliche, per trovare assieme una soluzione che porti alla firma di un Protocollo di intesa. Il patrimonio documentale e librario della biblioteca dovrebbe esser conferito alla Biblioteca Nazionale di Roma, ma attualmente non è sicuro si giunga ad una soluzione. Anche si trovasse in tempi non lunghi una sede diversa e vi si traslocassero le residue funzioni attive nel palazzo in questione, dalla data di trasloco completato si dovrebbero aggiungere ancora 20 mesi di cantiere, oltre a collaudi e verifiche e autorizzazioni per l’apertura al servizio della nuova stazione. La sensazione avuta al tavolo è che Flaminio sotterranea non vedrà la luce in tempi ragionevoli.

Roma Nord – Lavori sulla tratta Montebello-Riano. E’ in corso la negoziazione, che potrà diventare concreta solo dopo l’inizio dei lavori, che attualmente sono solo di messa in sicurezza del binario esistente, in merito al raddoppio; per tale raddoppio è ancora da stilare persino il progetto.

Tratta Riano-Morlupo. I lavori dovrebbero partire in autunno 2022.

Deposito treni ad Acqua Acetosa. Il bando previsto per febbraio 2022.

Deposito treni a Lido Centro (ex-scalo merci) – Mallamo la ritiene una opera prioritaria per la gestione della Lido e sta operando affinché, entro sei mesi, sia deliberato nella Conferenza dei servizi il progetto preliminare, per poter redigere quello esecutivo, così da poter indire la gara.

Roma Nord. Sistemi fissi informativi – Il sistema informativo della Roma Nord dovrà essere rifatto ex novo. Provvederà a rifarlo Rete Ferroviaria Italiana, ma non sono stati comunicati i tempi, in quanto l’opera di RFI si concentrerà anzitutto sul rifacimento delle dotazioni di sicurezza e infrastruttura della Roma Lido.

IMPIANTI di TRASLAZIONE

ASTRAL ha deciso di investire sulle opere civili, sulla messa in sicurezza e sugli impianti delle stazioni delle due linee, per circa 40 milioni, compresa la ristrutturazione e la messa a nuovo (ove necessario, ndr) degli impianti di traslazione. Per questi ultimi essenziali mezzi di trasporto, che va detto versano in stato di disservizio permanente al 50% di essi, non si hanno ancora i tempi chiari del subentro e della presa in carico da parte di ASTRAL e della necessaria indizione di apposita nuova gara per manutenzioni e revisioni periodiche di scale mobili e ascensori.

STAZIONI

Ci è stato detto che saranno fatte le ristrutturazioni alle stazioni per la messa a norma e per l’accessibilità. La prima stazione, che ASTRAL indica come prioritaria, poiché a rischio di chiusura, è Castel Fusano (ndr. – certamente si riferisce al ponte pedonale tra i due unici ascensori, chiusi da anni per rischi di sicurezza alle balaustre, oggetto in questi anni di continue segnalazioni e proteste dei Comitati e di stucchevoli rimpalli tra gli uffici della Regione e ATAC), che a loro discrezione sembra essere quella coi maggiori problemi. Il Comitato Pendolari Roma Ostia ha sottolineato l’esigenza di avere un maggior dettaglio del piano di intervento e di poter contribuire, assieme ai Comitati di Quartiere, alla definizione di interventi come i Bike-Parking, gli accessi per disabili, i parcheggi riservati su aree ferroviarie, i locali destinati a rivitalizzare le stazioni con usi commerciali e associativi.

In sostanza abbiamo chiesto di esser coinvolti prima, nelle elaborazione dei rendering, prima che i progetti divengano definitivi e portatori di lacune e problemi.

Roma Lido – Lavori sulle infrastrutture da parte di RFI.

Come noto, da anni R.F.I. è stata individuata dal Ministero delle infrastrutture come il soggetto deputato ad intervenire su binari, massicciate, linee aeree, alimentazioni, impianti di segnalamento e sicurezza, ecc., delle linee ferroviarie “isolate” (le ex concesse presenti in molte regioni).

Da anni la Regione sapeva di poter contare su tale soggetto, qualificato e operativo per detti interventi, ma solo a marzo del 2020 si è provveduto a destinare a RFI i primi (pochi fondi) dei famosi e fumosi 180 milioni per le prime urgenti opere di sicurezza nelle sotto stazioni elettriche, che sono state appaltate dalla consociata Italferr a Siemens solo a marzo 2021: il risultato sta nelle immagini del mancato disastro dell’0incidente di Tor di Valle del 2 aprile 2021.

Ora RFI interviene in maniera seria. Doveva iniziare già a fine 2021, poi dal 1/1/2022 ed ora pare da marzo 2022 (tutte date fornite in dichiarazioni regionali alla stampa).

I Comitati hanno ribadito che queste, come le opere analoghe da farsi sulla Roma Nord, devono essere svolte tutelando il servizio di trasporto (in costanza di esercizio). Pertanto, abbiamo nuovamente chiesto ed avuto conferma che sulla Lido i lavori saranno fatti dalle ditte scelte da RFI nei giorni festivi, o nelle serate dei feriali dopo le ore 21.30.

I Comitati sottolineano che attualmente, in particolare sulla Nord, non ci sono informazioni dirette e certe sull’esercizio della linea e chiede che l’attuale rifacimento delle segnalazioni dia modi di avere allarmi e segnalazioni dirette e oggettive sull’andamento dell’esercizio. Astral assicura che i lavori comprendano anche questa tipologia di richieste di segnalazione.

Riapertura cantieri Acilia sud-Dragona e Tor di Valle

I Comitati hanno dovuto ascoltare le solite generiche assicurazioni su una prossima, imminente, possibile, probabile … forse, soluzione delle liti in corso tra Regione, Impresa di costruzione e stazione appaltante uscente (ATAC). L’Unica notizia certa è che, finalmente, dopo annunci e smentite, assicurazioni e negazioni assolute, ASTRAL subentra ad ATAC come Stazione appaltante per tali e molti altri cantieri “jellati” (ndr. – la “jella” consiste solo nel fatto di averli affidati a ATAC S.p.A.).

Per il resto non è stata fornita alcuna data certa sulla ripartenza, pur considerata come certa.

FINE

La seduta viene tolta dopo circa 2 ore di confronto e di scambio di idee e temi, con l’idea di instaurare un continuativo canale di comunicazione bidirezionale, per migliorare le condizioni del servizio, attualmente più che scadente, offerto da ATAC.

CONCLUSIONE

Come Comitati abbiamo colto più volte ed esplicitamente condiviso con Astral la forte preoccupazione su tempi, modi ed esiti del subentro in una gestione che, più passano i mesi, e più deve “aprire scatole” di impianti e di dossier tecnici che presentano più incognite ed imprevisti di quelli comunicati dal Gestore uscente ai subentranti.

Con parole nostre, potremmo rappresentare lo stato d’animo colto negli incontri di questi mesi coi soggetti coinvolti “riceventi il pacco” dicendo che, in cuor loro, vorrebbero tanto che fosse trovata una diversa soluzione per la futura gestione di questa patata bollente, sempre ammesso che i nuovi soggetti ottengano le necessarie Certificazioni di Impresa Esercente da ANSFISA (Atac neppure le ha mai avute).

Pubblichiamo la sintesi dell’assemblea straordinaria del Municipio X sulla Roma Lido, che si è tenuta il mese scorso. Aspettavamo la pubblicazione del link con la registrazione di tutti gli interventi, ma il tempo passa e riteniamo giusto che la cittadinanza sia informata. Per noi la trasparenza è fondamentale.

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Data: 16 dicembre 2021

Partecipanti:

Consiglieri municipali (fra cui Biondo, Ieva, Bozzi, Picca, Di Pillo, Malara, Conforzi, Adriani, …..), Assessori municipali (Calcerano), Consiglieri comunali (fra cui Ferrara, Meleo, Zannola, ….), Assessore comunale ai Trasporti Patané, Regione (Passanisi), Atac (Vinci), Comitato Pendolari

Modalità: Mista, in presenza per i consiglieri municipali, videoconferenza per tutti gli altri invitati.

Sintesi interventi:

Dopo una querelle iniziale sulla sicurezza dei partecipanti in aula (15 minuti) il dibattito è iniziato.

S. Adriani. (Cons Mun.). Roma Lido peggiore ferrovia in Italia, linea e treni sono vecchi. Non è linea metropolitana, anche se dovrebbe esserlo. Corse soppresse e treni pieni. Circolano 3 treni. Va migliorato il servizio pubblico. Responsabilità di Regione e Atac. Auspica una stagione di collaborazione. Dal 1 gennaio passaggio di consegne, che fare? Riattivare i treni fermi in deposito. Servono bus navetta.

N. Passanisi. (Staff Ass. Reg.). Voleva intervenire dopo aver ascoltato gli altri. Conferma che la Roma Lido è la peggiore d’Italia. Previsto oltre mezzo miliardo di investimenti. I treni arriveranno nel 2024. I lavori sulla linea cominceranno a marzo e dureranno 12 mesi, dal 2022 si vedranno i miglioramenti. Astral si sta occupando delle manutenzioni. Nel 2022 ci saranno 8-10 treni disponibili. I ritardi sono tutta colpa di Atac, la Regione non ne ha. ANSFISA ha bloccato i treni. Ok alla richiesta di 2 treni dalla metro, la Regione scriverà a Patané. Non esistono in Italia altri treni da poter acquisire. Il passaggio a Cotral avverrà nei tempi che ci siamo sempre detti.

E. Patané. (Ass. Com. Trasp). Esordisce dicendo che non gli interessano le responsabilità del passato, la Roma Lido ha raggiunto il punto più basso, ma bisogna guardare al futuro con speranza. Il progetto della Regione è serio, sono state messe in campo le competenze che servono (Assessorato regionale, Astral, RFI). Oggi girano 3 treni. La frequenza a 22′ rischia di diventare anche di 45′. Il tema della revisione è importante. ANSFISA bloccherà anche i treni della metro (20 su 33 circolanti su un totale di 51) o darà la proroga? Illustrato lo stato delle manutenzioni in corso e quelle previste. La flotta Atac verrà ceduta in usufrutto gratuito. Dal 7 gennaio saranno disponibili 3 CAF + 3 MA200, ma non tutti saranno messi in linea, solo 4 + 1 spazzola nelle ore di punta, sabato e festivi 3 treni su intera linea con frequenza a 30′. Da fine marzo saranno disponibili altri 2 MA200, riapriranno tutte le stazioni ed i treni gireranno a 15′. E’ in corso la riunione di ATAC/Comune con il Ministero dei Trasporti per decidere la proroga di ANSFISA oltre il 31 dicembre.

G. Zannola. (Cons. Com.). Condivide le preoccupazioni, afferma che serve un tavolo partecipato perché la tratta è importante e spera in un miglioramento da marzo. Dobbiamo dire le cose come stanno ma anche le proposte. Dopo l’attesa arriverà finalmente la Metromare. Riprendere i lavori fermi (Acilia sud). Va migliorato il trasporto su gomma.

MA200 in manutenzione a Graniti

L. Meleo. (Cons. Com.). Le ex concesse sono della Regione, che ha in carico anche la manutenzione straordinaria. Ci sono cinque anni di ritardi su manutenzioni ed investimenti (i famosi 180 milioni). Nel 2017 è stata fatta una ricognizione generale sulle esigenze di manutenzione della Roma Lido e delle metro. Nel 2019 ricevuti fondi dallo stato e fatte le gare. Le revisioni vanno fatte da mano a mano che ce n’è bisogno (servono 6 anni per tutte le manutenzioni). Il Comune si è fatto portatore di esigenze reali, per esempio il passaggio della Roma Giardinetti, ci sono i finanziamenti. Il Comune voleva anche la Roma Lido, ma la Regione non ha voluto. Proposto alla Regione lo sfioccamento verso Fiumicino. Servono soluzioni a breve.

A. Vinci. (Atac). Questo è il momento più buio della Roma Lido, ma sono state avviate le attività di miglioramento. Illustra le manutenzioni in capo ad ATAC e ASTRAL. Per la cessione e trasformazione dei treni della metro serve tempo per effettuare le modifiche, non è la cosa migliore da fare. A marzo/aprile ci saranno miglioramenti. Da gennaio riapriranno le 3 stazioni chiuse di Ostia. Per quanto riguarda la trasformazione della RL in metro afferma che la metro ha fermate (stazioni) più frequenti e questo rallenta la velocità commerciale e la linea potrebbe diventare meno appetibile.

Comitato Pendolari. Dopo i ringraziamenti al Municipio, con cui c’è stata una proficua collaborazione in passato e con cui si auspica un cammino congiunto in futuro, sono stati snocciolati i dati del fallimento della gestione di Regione-ATAC-Comune. Sono stati messi a confronto numero dei treni, stazioni, impianti di traslazione, frequenze, numero di corse e passeggeri trasportati di oggi rispetto a 10 anni fa. Perchè le manutenzioni non sono state fatte prima, ignorando perfino i richiami di ANSFISA? Perchè i treni non sono stati acquistati prima e dovremo attendere il 2025 per vederne uno nuovo? Tutto questo ha avuto come conseguenza la fuga dei viaggiatori dalla RL verso il mezzo privato, con conseguente aumento del traffico e intasamento delle strade. Le responsabilità sono chiarissime ed il Comitato non è disponibile a colpi di spugna, a condoni sulle pessime politiche attuate finora. Le responsabilità hanno nome e cognome ed il Comitato, che è diretto come dirette sono le sofferenze inflitte quotidianamente ai viaggiatori, questi nomi li fa: per la Regione gli assessori Civita e Alessandri, con i rispettivi staff, la Direzione Regionale Trasporti in toto, con i Direttori Manetti e Fermante ed il dirigente Cecconi, fino a Zingaretti, che invece di intervenire si limita ad improbabili annunci in conferenze stampa; per ATAC tutti gli AD e i DG che si sono succeduti e l’ex responsabile delle ex concesse Nicastro; per il Comune gli ex assessori Meleo e Calabrese. Chi sbaglia paga, non può rimanere in posti di responsabilità. E’ poi stata snocciolata la sequenza di annunci poi regolarmente smentiti dai fatti, fra cui il continuo slittamento dei termini del passaggio della gestione. Passando alle proposte, dopo aver ricordato l’impegno (non mantenuto) della Meleo di destinare 5 CAF dalla linea metro alla RL a gennaio 2019 ed il pronunciamento unanime del Municipio X con la Risoluzione n.66 del 4/10/2018, si è reiterata la richiesta di 2-3 treni dalla metro in attesa che arrivino quelli nuovi. Va potenziata ed utilizzata la competenza che risiede all’interno delle OGR di Magliana per le manutenzioni, valorizzando le professionalità presenti ed evitando il ricorso alle esternalizzazioni verso ditte che spesso non hanno adeguate competenze. Vanno costruite le nuove stazioni, a partire da Giardino di Roma, che attendono da lunghi anni di essere realizzate. Urge riprendere i lavori per ultimare la stazione di Acilia sud, con le relative opere accessorie (parcheggio e sovrapasso ciclopedonale) ed il rifacimento di Tor di Valle, vanno riaperte quelle chiuse. Vanno installati dei bici park nelle stazioni. Infine Comune e Regione devono dare corso all’accordo sottoscritto a marzo (per favorire la costruzione dello stadio a Tor di Valle), che comunque prevede investimenti chiari anche in assenza di stadio e l’istituzione di un tavolo congiunto di confronto sulla RL. Serve la cura del ferro e agli annunci devono seguire i fatti.

METROMARE? TUTTI AL MARE SULLA CARA VECCHIA ROMA LIDO

A. Bozzi. (Cons Mun.). Richiama il documento approvato unanimemente dal Municipio nel 2018 e sollecita un’azione comune. Chiede a Patané di fissare bene i tempi del cronoprogramma. Ha presentato un Odg in merito, ripreso dal Comitato Pendolari.

R. Biondo. (Cons Mun.). Chiede a Patané un’opinione sulla costituzione dell’Osservatorio. Sottolinea l’importanza della partecipazione dei Pendolari, sollecita il trasferimento dei treni richiesti dalla metro e propone di renderli tutti omogenei al fine di facilitarne il passaggio anche in futuro.

G. Conforzi. (Cons Mun.). La Regione ha rimandato di 6 mesi la presa in carico di Astral. La Regione dovrebbe risarcire i pendolari.

E. Patané. (Ass. Com. Trasp). Non interessato alle responsabilità del passato, preferisce guardare al futuro. Non sono state fatte le revisioni generali dei treni metro in passato e neppure le mitigazioni.Impegni presi e ribaditi: dal 7 gennaio ci saranno 3+3 treni e la riapertura di 3 stazioni. Da marzo ci saranno 7 treni, da aprile 8 treni. Disponibile ad un incontro a breve con il Comitato Pendolari. La cessione del ramo di azienda avviene adesso, ci sarà un impegno con un cronoprogramma.

Xxxxxxx (cons). Vanno verificate colpe e responsabilità per evitare errori futuri. Cosa impedisce di trasformare in tratta metropolitana? Quando avverrà davvero il passaggio di consegne?

N. Passanisi. (Staff Ass. Reg.). Il passaggio avverrà a gennaio, il subentro tecnico nel mese di luglio. I mesi di affiancamento servono a prendere in carico mezzi/servizi. ASTRAL ha già iniziato. RFI entra a marzo. Non ci sono slittamenti. Le responsabilità le hanno tutti, Regione Comune ed Atac, dirigenti e lavoratori!

P. Malara. (Cons Mun.). Smentisce Passanisi in diretta, leggendo dal BURL n. 117 del giorno su Proroga contratto di servizio con ATAC e scadenze: “… delibera di differire al 1 luglio……”

G. Conforzi. (Cons Mun.). La proroga c’è. Il problema è per i pendolari, che non possono aspettare i pezzi di carta.

G. Calcerano. (Ass. Mun.). Fondamentale il diritto alla mobilità. Ma si parla solo di emergenza. Le aziende municipalizzate non funzionano bene, serve una riflessione. Mancano le infrastrutture (che deve fare il pubblico). Nel 2020 Roma condannata per la questione dell’accessibilità relativa alla stazione di Ostia Antica. Serve impegno per l’abbattimento delle barriere architettoniche.

L. Corrotti. (Cons Mun.). Sono stati diffusi messaggi sbagliati. La gestione è ancora in mano ad ATAC.

V. Facchinelli. (Cons Mun.). Servono più mezzi su gomma per togliere le auto dalle strade, il miglioramento non avviene mai. I mezzi scelti per la RL sono sbagliati, sono per una tratta sotterranea, non all’aperto.

COVID Party a Magliana

A. Ieva. (Cons Mun.). Presentato un documento dal M5S, da condividere.

S. Adriani. (Cons Mun.). Si sono sentiti rimpalli di responsabilità. Tutti gli enti competenti hanno commesso errori. Importante l’impegno preso dall’assessore.

PAUSA

A. Bozzi. (Cons Mun.). Auspicabile documento congiunto .Recuperare 2 treni dalla metro. Aprire dialogo con la Regione.

V. Proietti. (Cons Mun.). Utilizzare i bus di Cotral (richiesta nel documento presentato). D’accordo con il Tavolo di lavoro.

P. Malara. (Cons Mun.). Ritirato documento per giungere ad un documento unitario. Vanno dati segnali di unione. Presentati emendamenti. Serve un osservatorio specifico con maggioranza e opposizione.

A. Ieva. (Cons Mun.). Nel documento serve citare l’introduzione della diramazione per Fiumicino da Acilia.

VOTAZIONI

“Se non ci siamo anche noi, quelli ti combinano la repubblica in quattro e quattr’otto.
Se vogliamo che tutto rimanga com’è, bisogna che tutto cambi.”

Tomasi di Lampedusa, per bocca di Tancredi, ne Il Gattopardo.

La “Metromare” è alle porte, o meglio, lo doveva essere dallo scorso 1° gennaio.
Su Roma Lido e Roma Nord fra un po’ arriverà una pioggia di milioni. 500 dovevano essere impegnati entro il 2021, ma erano oltre 900 quando Zingaretti e Mauro Alessandri facevan annunci profetici in onferenza stampa nel cantiere incompiuto della stazione di p.le Flaminio a dicembre 2019.
Imbarazzante il ripetersi di ondate incontrollate della principale malattia della politica, locale e non: la “Annuncite”. Di fronte all’immancabile ultimo disservizio, al penultimo treno scomparso, alla terz’ultima, quart’ultima e quint’ultima corsa saltata o alla sest’ultima promessa di mondi migliori svanita nella bruma mattutina, la gran parte dei decisori politici e istituzionali, che han competenze sul disastro pluriennale delle ferrovie regionali Giardinetti, Lido e Nord, rispondendo ad una esigenza profonda di sopravvivenza, non riescono a fare a meno di sparare nuove promesse, date improbabili e prospettive rosee.

Da ultimo l’altro ieri, l’Assessore regionale alla mobilità ha sentito il bisogno di andare al deposito ATAC di Graniti, a toccar con mano lo stato dell’arte delle famose Revisioni generali straordinarie dei treni serie MA200, in uso alla Roma Lido (discorso analogo si potrebbe fare per l’adeguamento di sicurezza e tecnologico promesso sui treni Firema e Alstom in uso alla Roma Nord).
Ripreso davanti ad un singolo e solatio vagone, disaccoppiato, di un MA200, ha sentito il bisogno di dire che: “…è iniziata la revisione generale del primo MA 200 … … dei 6 previsti: rientreranno sulla Roma-lido”. Lì si sarebbe potuto fermare, ma ha voluto annunciare che “…entro due settimane procederemo con la revisione di altri 2 convogli … il 2022 sarà l’anno della svolta per le ferrovie ex concesse…” e zack> attacco di Annuncite.


La revisione dei treni in uso alle due ferrovie è una storia che parte dal 2015, quando l’ATAC di Rettighieri, relazionava le istituzioni su cosa occorresse per mantenere le due ferrovie regionali ad un livello decente (nessuna promessa di Metro E o Metro F), passa per i 180 ed i 154 milioni del Fondo di Sviluppo e Coesione, assegnati dal Governo nel 2016 alla Regione Lazio per le due ferrovie.
A distanza di quasi sette anni, a noi Comitati Pendolari pare un bene che il vertice amministrativo regionale abbia sentito il bisogno di recarsi sul “luogo del delitto”, per verificare il lavoro svolto, o per meglio dire, il lavoro ancora non svolto sui quei treni che occorrono come il pane alle due ferrovie.

Ma in quella comunicazione istituzione ancora niente dubbi, niente autocritiche o critiche alle proprie strutture tecniche e gestionali. Solo ottimismo, promesse d’operosità e dichiarazioni in stile “Sol dell’Avvenire”. Ancora tra la primavera e l’estate del 2021, l’Assessore affidò più volte alla stampa dichiarazioni rosee e assertive sulle manutenzioni dei treni Nord e Lido, dichiarando, ad esempio il 26 agosto, che “Da fine agosto, infatti, partiranno i lavori sui primi treni MA200”.
Peccato, poiché sull’unico treno disaccoppiato, presente a Graniti da settembre scorso, in un ambiente pulito e asettico che neppure al Policlinico di Tor Vergata, senza neanche l’ombra d’un operaio al lavoro dopo 7 anni dall’inizio di questa telenovela, non è stato “torto nippure ‘no graffito”.

Agli occhi dei Comitati Pendolari l’Assessore condivide il peso di questo disastro con i suoi staff e con l’Azienda di trasporto pubblico, che la Regione Lazio da 16 anni, senza gara o selezione comparata di proposte di altri vettori pubblici, sceglie ripetutamente per noi, poveri pendolari.
Lo condivide certamente con chi per otto lunghi anni, senza soluzione di continuità (fatta salva una breve assenza coattiva per vicende giudiziarie) ha guidato la nevralgica area della Direzione regionale mobilità e infrastrutture, deputata agli impianti fissi, ferrovie regionali, contratti di servizio, carte delle qualità, ecc..
Lo condivide con chi, per conto del Gestore del Servizio (ATAC) e col placet regionale, ha diretto le ex concesse per lunghi anni, fino alla tarda primavera del 2020, dovendo rispondere anche al Ministero dei trasporti, della sicurezza, efficienza e regolarità dell’esercizio ferroviario sulle tre ferrovie e, a nostro parere, deve rispondere anche ai passeggeri e pendolari per tutti i disagi inflitti, ripetutamente e massivamente, coi dis-servizi erogati.

La “Metromare”, ma ancor più il subentro di Astral e Cotral nella gestione di Roma Nord e Lido, è alle porte ..… dal 1.1.2021, anzi no, dal 1/7/2021, poi dal 1.1.2022, ora (forse) dal 1/7/2022, sempre che, tra le altre cose ANSFISA rilasci le Certificazioni d’Idoneità all’Esercizio ferroviario, di cui son ad oggi prive.
Una pagina nuova sta per esser scritta. Nella vulgata comunicativa della Regione Lazio sarà una svolta “copernicana”, un nuovo regime e una nuova classe “tecnico-amministrativa”, che soppianterà la vecchia classe di potere dell’Ancien Régime, che tanto è riuscita a mandare in picchiata i livelli di servizio e di qualità offerti dalle tre linee in questi ultimi 8 anni.
Anche i Comitati Pendolari delle ferrovie attendono tale cambiamento, con speranza, non con fiducia.

Peccato che, come sotteso dalle parole del personaggio gattopardesco di Tancredi, il cambiamento sia già iniziato, ma non si veda: con Astral S.p.A., incaricata fin dal 1/10/2019 d’avviare l’attività istruttoria per il subentro e che fin dal 2020 si dovrebbe occupare di molti aspetti delle rotabili di Lido e Nord, Astral che arriva oggi, affannata come Cotral, ad impattare su alcuni blocchi-treno decretati da ANSFISA, o con la gara per le Revisioni Generali MA200/Firema/Alstom affidata in ritardo di quasi un anno. Peccato non si veda nel “tale” ingegnere, con esperienza pluriennale nella citata Area nevralgica della Regione, già transitato da ottobre scorso, armi e bagagli e compensi, a capo dell’appositamente costituita Direzione infrastrutture ferroviarie, grandi opere e TPL, di Astral, che si dovrà occupare (ovviamente) di Roma Lido e Roma Nord e di investimenti di mobilità (non male per chi ha contribuito a non “mettere a terra” quelli avuti dal 2016 ed anche da prima).

Peccato che il “tal’altro” ingegnere, non lontano da opportuno pensionamento, che in maniera così soddisfacente per i viaggiatori si è dis-occupato delle ferrovie ex concesse fino all’anno scorso, con una mossa a sorpresa del D.G. di ATAC sia stato rimesso al suo posto da pochi giorni per gestire, con i metodi che ha sempre seguito, le tre disastrate ferrovie.
Peccato: i frutti di questi cambiamenti epocali (ancora) non si vedono. Ieri, oggi, come sempre, enumeriamo le solite, tante, corse saltate sulla Roma Nord ed il 4° treno CAF della Lido fermo nei depositi, cui si è aggiunto a metà mattinata di ieri pure il terzo, lasciando solo due treni in linea a “reggere la bandierina”.

METROMARE oggi (ex vituperata Roma Lido)

Caro Carlo, caro Giovan Battista, è proprio vero, nella struttura del trasporto pubblico ferroviario regionale del Lazio, occorre che tutto cambi affinché nulla cambi.

Roma, 14 gennaio 2022

COMITATO PENDOLARI ROMA NORD

COMITATO PENDOLARI ROMA OSTIA

DEL TERRENO DI VIA E. ORTOLANI (FRONTE RIMESSA ATAC ACILIA) ABBIAMO CHIESTO SE NE PARLASSE IN COMMISSIONE CAPITOLINA CONTROLLO, TRASPARENZA E GARANZIA il 5/1/2022

Il 5 gennaio s’è svolta la Commissione capitolina controllo, trasparenza e garanzia, alla presenza dell’Assessore Mobilità di Roma Capitale Eugenio Patanè , della dirigenza ATAC (A.D. dott. Mottura; Direttore Generale, dott. Giampaoletti, ed un avvocato del settore Patrimonio di ATAC, dott. Cortese), di consiglieri comunali ed altri esponenti del I e VIII Municipio di Roma Capitale. A tema c’era la verifica delle procedure di dismissione degli ex depositi ATAC di Piazza Bainsizza (quartiere delle Vittorie), Piazza Ragusa (zona stazione Tuscolana) e collina Volpi (zona San Paolo Basilica). In particolare si voleva capire come mai gli indirizzi di Roma Capitale, che erano quelli di andare al riacquisto di questi “beni comuni” che ATAC deve alienare come percorso obbligato dal Concordato Preventivo in Continuità, chiesto dall’azienda a settembre 2017, non fossero stati portati a pieno compimento dagli uffici capitolini, in particolare per Piazza Bainsizza.

Bainsizza, giunta alla quarta ed ultima data d’Asta in parallelo al terreno di via Ortolani il 24 novembre scorso, è stato aggiudicato ad una società collegata alla Fondazione culturale privata Memmo. La Commissione voleva verificare se e come fosse ancora possibile far valere l’interesse pubblico del Comune, che NON si era presentato alle aste precedenti, con una proposta d’acquisto vincolante all’Asta. Per il terreno di Acilia, di via Ortolani, la storia è andata in modo diverso , grazie al grande lavoro svolto in questi anni da esponenti della politica e della società civile del territorio e dal Comitato Pendolari Roma Ostia.

Parendo improbabile, se non impossibile, una rinunzia dell’aggiudicatario, resterebbe l’esercizio del diritto di prelazione da parte del Ministero della cultura, trattandosi di edificio coperto da vincolo architettonico.

Per Bainsizza, come per Ragusa (che ha rischiato di essere assegnata ad una società collegata ad Amazon, che si era aggiudicata l’asta, nella trascuratezza del Comune, e poi ha rinunziato) e San Paolo, va confermato l’interesse pubblico e l’acquisizione pubblica, visto che la ex rimessa di viale Angelico, temporaneamente usata come luogo di esposizioni temporanee (Prati Bus District), è strategica per lo sviluppo del progetto GREEN di Roma Capitale (flotta di bus elettrici ad alta capacità), per il quale sarebbero stati già stanziati fondi del PNRR per circa 200 mln€. La Commissione ha ribadito ed auspicato che venga portato a compimento anche l’acquisto del deposito di San Paolo, che tuttavia non è stato inseriti tra i tre beni (via Ortolani Acilia, piazza Ragusa e piazza Bainsizza) per i quali la Giunta Raggi aveva assunto apposita Delibera che impegnava i Dipartimenti capitolini a presentarsi alle aste.

Come Comitato Pendolari Roma Ostia abbiamo chiesto e ottenuto, dalla disponibilità del Presidente De Priamo, che nella Commissione si potesse anche fare il punto sulla terreno collegato alla rimessa di Via E. Ortolani, strategico per il territorio del X Municipio in quanto funzionale come parcheggio di scambio alla costruenda stazione di Acilia Sud Dragona. E’ un primo esito di un lungo lavoro fatto affinché l’area non subisse un cambiamento di destinazione d’uso edilizio, ai tempi dell’Assessore all’Urbanistica Giovanni Caudo, non fosse indicato tra quelli non utili al trasporto pubblico, venisse inserito tra le opere del PUMS, approvato a agosto del 2019, non venisse alienato a privati, ma riacquisito al patrimonio dei beni comuni della città.

L’area di via E. Ortolani, infatti, grazie ad un percorso partecipativo portato avanti dal Comitato, insieme ad altri comitati e associazioni del territorio del X Municipio, è stata inserita, nel 2019, nel PUMS di Roma Capitale nell’ambito del progetto “Dorsale Mare Tevere”, e successivamente riconosciuto come bene di pubblica utilità nella Delibera dalla Giunta Raggi del Novembre 2020, che impegnava Roma Capitale al suo riacquisto.

Dopo l’ultima asta del 24/11/2021 risulta finalmente aggiudicato, dopo ben 3 rinvii per mancanza di offerte; attendevamo, come Comitato, la conferma da parte di Roma Capitale dell’avvenuto riacquisto. Nella Commissione capitolina del 5 gennaio, riguardo il cespite di Acilia, dopo l’imbarazzante intervento di ATAC, che sembrava non essere neanche al corrente dell’avvenuta aggiudicazione a Roma Capitale, preoccupandosi solo di accennare e ingigantire le problematiche connesse all’occupazione (parziale) del terreno da parte di un campo nomadi autorizzato, l’Assessore alla mobilità di Roma Capitale Eugenio Patanè è intervenuto precisando che Roma Capitale si è già aggiudicata il terreno Via E. Ortolani ad Acilia, con atto del notaio delegato all’asta, e si è reso disponibile a trasmettere l’atto di aggiudicazione alla Commissione.

Si è inoltre appreso che il rogito notarile del passaggio di proprietà, previsto nelle procedure del concordato in continuità, è previsto a febbraio prossimo.

Il presidente della Commissione Trasparenza controllo e Garanzia De Priamo ha ringraziato l’Assessore e confermato che questo bene è strategico nella prospettiva del parcheggio della fermata di Acilia Sud Dragona e auspica possa essere aperta al più presto.

Come Comitato Pendolari Roma Ostia, riteniamo che si tratti di un importante passo in avanti, ma continueremo a vigilare affinché il terreno, una volta rientrato definitivamente in possesso di Roma Capitale, sia destinato a parcheggio di scambio e attestamento dei capolinea delle linee bus dell’entroterra (lato Madonnetta, Axa, Palocco, Infernetto) per la costruenda stazione, attraverso l’affidamento da ATAC, società in house di Roma Capitale e gestrice dei parcheggi di scambio di proprietà comunale, dell’incarico di redigere il progetto di fattibilità, definitivo ed esecutivo di un opera pubblica essenziale per la mobilità dell’entroterra del X Municipio.

Il lavoro continuaComitato Pendolari Roma Lido

Roma, 07 gennaio 2022